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Srila Gaurakisora Dasa Babaji Maharaja

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19 NOVEMBRE 2018 - Scomparsa

 La vita di Gaura-kisora
Dasa Babaji Maharaja

 

di Satyaraja Dasa

 

Srila Gaurakisora dasa Babaji Maharaja

namo gaura-kisoraya saksad-
vairagya-murtaye
vipralambha-rasambhode padam-
bujava te namah

 

"Offro i miei rispettosi omaggi a Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja, che è la rinuncia personificata. Egli è sempre immerso in un sentimento di separazione e d'intenso amore per Krishna."

 

Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il fondatore-acarya dell'Associazione Internazionale per la coscienza di Krishna, proviene da una lunga serie di maestri spirituali. Sebbene tutti questi maestri abbiano vissuto vite non comuni, quella di Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja è probabilmente la più anticonvenzionale. Egli era il maestro spirituale del maestro di Prabhupada, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura.

Gaura-kisora Dasa Babaji apparve nei primi anni del 1830 nel villaggio di Vagyana, nel distretto di Faridapura, nel Bengala orientale (conosciuto come Bangladesh).
Il giovane Vamsidasa (più tardi Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja), figlio di un mercante, si sposò presto e trascorse una vita convenzionale per più di venti anni lavorando come mediatore di granaglie. Col trascorrere del tempo però si accorse che cercava qualcosa di più nella vita e il suo appassionato interesse per la verità spirituale cresceva di anno in anno.
Dopo che sua moglie mori, Vamsi-dasa abbandonò gli affari e andò a Vrindavana, la terra di Krishna. Lì sperava di realizzarsi spiritualmente seguendo gli insegnamenti di grandi maestri religiosi.

Presto studiando sotto la guida di anime realizzate, sviluppò un profondo apprezzamento per il siddhanta Gaudiya Vaisnava, o verità filosofiche coscienti di Krishna, come erano state presentate dal Signore Caitanya Mahaprabhu. A poco a poco divenne noto come un eminente praticante, poiché viveva senza compromessi secondo gli insegnamenti vaisnava.
Dopo alcuni anni d'intensa pratica, Vamsidasa avvicinò Srila Bhagavata Dasa Babaji, uno dei discepoli più famosi di Srila Jagannatha Dasa Babaji Maharaja, l'insegnante guida della coscienza di Krishna di quel tempo, e da lui accettò l'elevata iniziazione di Babaji Vaisnava. Questa iniziazione esigeva un totale impegno a vivere secondo elevati livelli di rinuncia e di austerità. con l'unico scopo di sviluppare amore per Dio. Gaura-kisora Dasa Babaji Maharaja, che eccelleva in questa pratica, diventò completamente rinunciato; risiedeva sotto gli alberi in diverse parti di Vrindavana e per la sua sussistenza dipendeva solamente da Dio.

Come asceta errante, visse per circa trent'anni a Vrindavana, da cui si allontanava solo periodicamente per andare a visitare altri luoghi sacri nell'India settentrionale e occidentale. Si recò regolarmente in pellegrinaggio anche a Gaura-mandala (la zona di Navadvipa, nel Bengala occidentale), dove il Signore Caitanya Mahaprabhu, la duplice incarnazione di Radha e Krishna, mostrò la sua manifestazione materiale circa cinquecento anni fa. Mentre visitava Jagannatha Puri, nell'Orissa, Gaura-kisora Babaji si associò con Srila Svarupa Dasa Babaji Maharaja, un famoso devoto che aveva manifestato sintomi di amore estatico per Krishna. Le attività di Srila Svarupa Dasa Babaji furono narrate da Srila Bhaktivinoda Thakura, con cui anche Gaura-kisora Dasa Babaji s'incontrò durante i suoi viaggi in India orientale.
Egli sviluppò una relazione profonda e duratura con Bhaktivinoda e lo considerò il suo guru.



PERFEZIONE SPIRITUALE

Srila Gaura-kisora Dasa Babaji divenne famoso tra i grandi devoti di Vrindavana e gli fu dato l'elevato titolo di bhajananandi che si attribuisce a colui che ha raggiunto la massima felicità e soddisfazione nella meditazione solitaria.
Mentre Gaura-kisora meritava chiaramente quell'onore, altri in quel tempo si dedicarono alla "meditazione" solitaria unicamente per evitare di essere identificati per quegli impostori che erano. Famosi maestri, per opporsi a questi inganni e falsità, consigliavano di seguire il metodo del Gosthyanandi: canto e predica congregazionale o condivisione della vita spirituale con altri. Srila Gaura-kisora si espresse con veemenza contro gli pseudo-rinuncianti o i bhajananandi meno qualificati. Egli non aveva alcuna tendenza ad ingannare ed eseguiva da solo le pratiche religiose, in un profondo sentimento di estasi devozionale. La sua integrità era incontestabile.

Nel 1897 Srila Gaura-kisora, non ancora settantenne, si recò a Navadvipa, per gustarne la spirituale identità con la sacra terra di Krishna. A Navadvipa come a Vrindavana visse elemosinando dai capofamiglia. Per cucinare raccoglieva legna secca dai cigli delle strade, e per bere e per lavare usava pentole di coccio abbandonate dagli abitanti dei villaggi vicino al fiume Gange. Per vestirsi andava sulle rive del fiume sacro a raccogliere e lavare stoffe abbandonate, che erano state usate per coprire i cadaveri sul luogo del rogo. Come dice il suo biografo Haridasa Dasa: "C'erano lui e Dio. E poco più."
Srila Gaura-kisora mostrò il più alto livello di devozione a Dio, Krishna, e grazie al suo carattere esemplare fu riconosciuto come il più grande di tutti i grandi devoti. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, il suo unico discepolo, ha scritto:

"Molte persone sagge ed erudite vennero a contatto con Srila Gaura-kisora Prabhu, ma non ne riconobbero la vera identità. Questa è proprio la mistica opulenza dei devoti di Sri Krishna. Solo loro possono riconoscere la vera devozione. Molte persone vennero a consigliarsi con Srila Gaura-kisora Prahhu sui loro insignificanti desideri materiali. Egli cercò sempre di aiutarli, ma i suoi suggerimenti di solito li deludevano, poiché era inflessibile nei suoi tentativi di farli avanzare per trascendere il livello della loro esistenza, ancora piena di attaccamenti e di compromessi. Molti altri accettarono la veste da Babaji e si comportarono come devoti del Signore, ma in realtà erano impostori, molto lontani dall'essere veri sadhu. Srila Gaura-kisora non accettò mai un modo di vivere così falso, la sua sincerità era trasparente.
La sua devozione era così grande che anche quando gli veniva fatta un'offerta opulenta, il suo spirito di rinuncia aveva la meglio. Preferiva una vita semplice con un rapporto personale con Dio.

Srila Gaura-kisora era equanime con tutti. Non mostrò nessuna avversione per le persone che gli erano nemiche, né uno speciale affetto per quelle che gli erano molto care. Spesso diceva: 'In questo mondo materiale io sono completamente solo nel mio servizio a Sri Krishna. Tuttavia offro ogni rispetto agli altri - tutti sono degni di essere adorati da me.'
Nel 1908, Srila Gaura-kisora divenne cieco. Quando la sua vista cominciò a peggiorare, Bhaktisiddhanta Sarasvati gli chiese di andare a Calcutta per farsi curare. Anche Bhaktivinoda Thakura gli chiese ripetutamente di andarci per la stessa ragione, ma egli non si mostrava interessato. 'Finché vedo Krishna nel profondo del mio cuore, non ho alcun bisogno di un oculista.'"



LA GIOIA PER LA MELANZANA CRUDA

Babaji Maharaja diventò famoso, come la perla più splendente tra coloro che praticavano la vita spirituale, ma non sempre era facile capire il suo modo di agire. Talvolta si metteva in testa la ciotola con cui andava ad elemosinare come se fosse un cappello, faceva adorazione in una capanna e con un ombrello picchiava coloro che volevano l'iniziazione da lui. (La sua umiltà non gli permetteva di accettare di essere un'autorità spirituale per nessuno.) Spesso, vagava nudo o con il perizoma legato a metà.
Il suo comportamento era considerato insolito specialmente a Navadvipa, dove a quel tempo risiedevano molti sacerdoti e intellettuali conservatori. Il suo livello di amore per Dio rasentava la follia divina, eppure i suoi sintomi estatici potevano essere convalidati dalle scritture vaisnava. Saggi autorevoli poterono costatare che il suo comportamento, apparentemente eccentrico, in realtà era il sintomo del più alto stadio d'amore per Dio.
Qualche volta quando si trovava in questi stati di esaltazione, a Babaji Maharaja un cibo disgustoso sembrava delizioso come il nettare. Dimentico del mondo esterno offriva questo cibo a Krishna e ne rispettava i resti. Per esempio, mangiava riso crudo o altri cereali appena bagnati nell'acqua o nel fango del Gange.

Un giorno, al mercato, prese una melanzana acerba e si sedette ai piedi di un albero jhao a Baganbari. Tagliò la melanzana a pezzi, li bagnò nell'acqua del Gange e ci mise sopra una foglia di tulasi. Li offrì alla sua istadevata (divinità personale) e cantò una canzone di offerta: "Rhaja Palita Uddharana, Sri Gaura Harai - O Signore Caitanya, per favore accetta l'adorazione di questa anima caduta." Poi disse alla sua Divinità: "Non conosco il modo giusto di cucinarla, ma per favore mangiane un po'. Appena che ebbe pronunciato queste parole, la sua voce si fece roca, il suo corpo diventò rosso scarlatto e incominciò a sudare, mentre lacrime sgorgavano dai suoi occhi bagnandogli il volto e il petto: vedendo questi segni d'amore, Lalita-didi (una sua intima amica) era stupefatta. Quando, circa un'ora dopo, l'emozione trascendentale si calmò, egli si rimise a cantare. Dopo aver messo la sua divinità a riposare, mangiò la melanzana cruda. II suo volto esprimeva grande piacere e felicità, più intensi di quello che si potrebbe provare assaggiando la pancamrita (una bibita dolce, considerata deliziosa).

- Dalla Sri Sri Gaudiva Vaisnava Jivana di Haridasa Dasa

Srila Gaura-kisora danzava per la strada gridando: "Java Radhe!" ("Tutte le glorie a Radha l'amata di Krishna." E le persone del posto pensavano che fosse pazzo. Gli esperti religiosi invece lo comprendevano meglio. Ragazzini gli correvano dietro ed egli giocava con loro. Quando incontrava un bambino di carnagione scura lo vedeva come Krishna e uno con la pelle chiara, era per lui il Signore Caitanya Mahaprabhu.
Spesso cadeva in trance e come un pazzo gridava i nomi di Krishna con grande amore. Una volta gridò: "Ha Krishna Caitanya! Ha Krishna Caitanya!" più e più volte. I vaisnava nelle vicinanze lo sentirono gridare queste parole per ore ed ore. Temevano che se non fossero riusciti a fargli cambiare atteggiamento o ad impedirgli in qualche modo di gridare quei nomi divini, avrebbe potuto farsi del male - la sua gola poteva lacerarsi e sanguinare. Alcuni dei devoti presenti gridarono nomi di Dio che indicavano altri aspetti della Sua natura divina. Ciò distrasse Srila Gaura-kisora, che mutò il suo atteggiamento smettendo di gridare.

A volte Babaji Maharaja faceva adorazione insieme a Bhaktivinoda Thakura, nel luogo di nascita del Signore Caitanya, che era stato scoperto da poco da Bhaktivinoda e abbellito con immagini del Signore Caitanya e di Sua moglie Visnupriya. I due impareggiabili devoti cantavano e danzavano davanti a queste divinità, e i loro corpi manifestavano gli otto sattvika bhava o sintomi estatici, descritti nelle scritture, che appaiono solo nei devoti più realizzati.



UNA PAROLA DI CAUTELA

Come le gopi (amiche pastorelle) di Krishna ed altri devoti supremamente avanzati, Srila Gaura-kisora possedeva un innato amore devozionale e la sua natura spontanea si mostrava nel suo comportamento asastriya - comportamento che va al di là delle scritture o delle convenzioni ordinarie. Durante la sua vita, egli non rispettò molte regole vaisnava sulla purezza e le appropriate tecniche di adorazione e tuttavia raccomandava con forza agli altri un comportamento puro e le tecniche standard. Come si può capire questo?
Gaura-kisora chiaramente non era una persona ordinaria. Per la maggioranza delle persone, le regole religiose standard servono ad uno scopo: a portare gradualmente una persona alla trascendenza e alla spontaneità sincera. A questo punto si può andare oltre le convenzioni e le costrizioni della pratica dei neofiti. Se però non si è totalmente assorbiti nell'Assoluto - e ciò è estremamente raro - si deve continuare a fare ciò che è adatto al proprio livello spirituale: essere stimolati solo dalle istruzioni di un'anima realizzata e dalla pratica costante.

Srila Gaura-kisora meditava costantemente su Radha e Krishna nel sentimento di amore divino e questo naturalmente lo distingueva dalle anime ordinarie. Di conseguenza, mentre Srila Gaura-kisora deve essere apprezzato nel modo più assoluto, non deve essere emulato. Se non si è su una piattaforma spiritualmente avanzata, non si deve tentare di agire come Babaji Maharaja. Se non si è raggiunto il suo livello di una totale dedizione spirituale, non si devono usare melanzane acerbe.
Nella sua Caitanya-caritamrita (Madhya 7.29) Srila Prabhupada scrive: "Sono numerosi gli esempi di servizio devozionale, reso dai precedenti acarya dai quali emerge che essi non si curavano molto del comportamento sociale, quando erano intensamente assorti nell'amore per Krishna. Sfortunatamente, finché ci troviamo nel mondo materiale, dobbiamo osservare le abitudini sociali per evitare le critiche della gente comune. Questo è il desiderio del Signore Caitanya Mahaprabhu."

La tradizione vaisnava stabilisce che coloro che praticano la coscienza di Krishna dovrebbero seguire l'esempio dell'essenza della coscienza di Krishna di Srila Gaura-kisora Dasa Babaji, ma non il suo particolare modo di praticarla. In altre parole dovrebbe essere seguito ma non imitato. La differenza tra seguire e imitare viene messa in evidenza da Srila Rupa Gosvami che usa la parola sanscrita anukarini ("colui che imita") e anusarini ("colui che segue"). Nel Bhakti rasamrita-sindhu (1.2.294-296) egli chiede ai praticanti di seguire l'essenza dell'esempio delle grandi anime ma di non imitare i loro comportamenti esteriori. Questa istruzione certamente si applica a come dovremmo agire di fronte al comportamento di Babaji Maharaja.



L'ISTRUZIONE FINALE

Un giorno all'alba, Srila Bhaktisiddhanta lasciò Navadvipa diretto alla vicina capanna di paglia dove viveva Srila Gaura-kisora. Sapeva che il suo maestro stava per lasciare il corpo. In quel giorno, 16 novembre 1915, Srila Gaurakisora entrò negli eterni passatempi del Signore.
I sacerdoti responsabili dei templi e degli ashram di Navadvipa dibattevano tra loro su dove doveva essere sepolto il corpo di Gaura-kisora. C'era una motivazione nascosta dietro questa disputa: i contendenti sapevano che porre la tomba di Srila Gaura-kisora nel loro ashram o tempio avrebbe dato fama al luogo, mettendoli in condizione di guadagnare molto denaro dai turisti. Ma Srila Bhaktisiddhanta, unico discepolo di Gaura-kisora Dasa, si oppose ai loro tentativi disonesti e con chiarezza denunciò le loro intenzioni materialistiche. Questi però lo sfidarono ad un pubblico dibattito, dicendo che essi erano sannyasi avanzati, mentre Bhaktisiddhanta Sarasvati era solo un giovanotto. Srila Bhaktisiddhanta rispose con voce tonante:

"Io sono l'unico discepolo di Paramahamsa Babaji Maharaja. Anche se non ho ancora accettato il sannyasa. sono un brahmacari che pratica il celibato e per la grazia di Babaji Maharaja, non sono un rinunciato ipocrita che segretamente pratica abominevoli abitudini, come la maggior parte di voi fa. Se qui c'è qualcuno che è un rinunciato veramente puro, si faccia avanti e disponga per la tomba così tanto desiderata. lo non farò obiezioni. Chiunque, durante l'ultimo anno o negli ultimi sei mesi o negli ultimi tre mesi o nell'ultimo mese o addirittura negli ultimi tre giorni non abbia praticato associazione illecita col sesso opposto, potrà toccare questo corpo spirituale pieno di beatitudine. Chiunque altro lo tocchi sarà maledetto in eterno.

- Da Babaji Maharaja di Karnamrita Dasa Adhikari



Il commissario di polizia era venuto al dibattito temendo una rissa. Dopo aver ascoltato le parole di Srila Bhaktisiddhanta gli chiese: "Come farai a capire la verità?"
Srila Baktisiddhanta replicò: "Crederò loro sulla parola."
Rendendosi conto della serietà e della determinazione di Bhaktisiddhanta Sarasvati, i falsi spiritualisti rinunciarono. Uno dopo l'altro si girarono e se ne andarono sconfitti. Il commissario di polizia era esterefatto.
Il giorno seguente, 17 novembre 1915, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati distese il corpo del suo guru a riposare in un banco di sabbia appena formatosi a Kuliyagram. Il luogo era vicino a dove Srila Gaura-kisora amava cantare i nomi di Krishna. Srila Gaura-kisora aveva raggiunto il più alto livello d'amore per Dio e il suo discepolo, Srila Baktisiddhanta Sarasvati fece voto di dare ai suoi discepoli quello stesso amore. Un discepolo in particolare Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, assorbì questo amore con grande entusiasmo e continua a distribuirlo in tutto il mondo per mezzo dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

 

Satyaraja Dasa è un discepolo di Srila Prabhupada e collabora regolarmente a Back to Godhead. Ha scritto diversi libri sulla coscienza di Krishna di cui il più recente è Gita on the Green: The Mystical Tradition Behind Bagger Vance. Vive con sua moglie vicino a New York City.

 

 

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Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

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