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I Dieci Comandamenti alla luce delle Scritture Vediche

di Gandarvika devi dasi

Un commento ai Dieci Comandamenti secondo la prospettiva delle Sacre Scritture vaisnava; per scoprire insieme che le leggi della vera religione sono comuni a tutte le autentiche tradizioni spirituali.

 

Terzo "Ricordati di santificare le feste"

Un invito a non lasciare nell'oblio quei giorni speciali che hanno il compito di far rivivere, tramite i festeggiamenti, episodi narrati dalle Sacre scritture o legati alla vita dei Santi inviati del Signore è l'essenza della terza ingiunzione che Dio suggerisce a Mosè, secondo il ben noto racconto biblico.

Questo terzo comandamento non è, come purtroppo oggi molti credono, un invito alla gratificazione dei sensi o a un superficiale atto di presenza in chiesa, dove reciteremo diligentemente il nostro blablabla. Esso è, invece, una ben precisa ingiunzione a santificare determinati giorni dell'anno che, secondo le Scritture, sono particolarmente indicati per glorificare la Suprema Personalità di Dio, Krishna, e i Suoi puri devoti.

L'importanza di glorificare Dio in maniera cadenzata e gioiosa è esplicitamente spiegata in modo molto chiaro e comprensibile nel Bhakti-rasamrtasindhu di Srila Rupa Gosvami, maestro spirituale autentico nella tradizione GaudiyaVaisnava. Srila Rupa Gosvami menziona il Bhavisya Purana per evidenziare quanto la Persona Suprema sia compiaciuta nel costatare la nostra osservanza attenta ed accurata della festività.

Questa particolare forma di servizio devozionale ci aiuta a sviluppare amore per Dio, perché è un vero e proprio concentrato di sravanam, kirtanam, smaranam, padasevanam, arcanam, vandanam e dasyam, che corrispondono rispettivamente all'ascolto delle glorie del Signore, al canto delle Sue glorie, al ricordo di Lui, al servizio ai Suoi piedi, all'adorazione della Sua forma presente nel tempio, all'offerta di preghiere, e alla fedeltà a un Suo preciso desiderio.

Nel Bhaktirasamrtasindhu è addirittura affermato che non santificare le feste comandate è un'offesa alla Persona di Dio. Naturalmente Dio non Si offende, tuttavia, chi commette l'offesa avrà delle serie difficoltà a risvegliare la propria relazione con Krishna. E' così, perché offrendo un servizio favorevole si sviluppa l'affetto, e trascurando i desideri altrui si perdono l'amore e il rispetto.

Il calendario vaisnava, come del resto quello cristiano, è costellato di feste comandate. Glorificare i puri devoti di Dio non è meno importante che glorificare Dio. Infatti le persone sante, con il loro esempio, ci possono guidare sul sentiero dell'elevazione spirituale.


Giocare d'azzardo, ubriacarsi, pasteggiare a polli e tacchini, indulgere in discorsi frivoli ed esibire un nuovo look in chiesa, non sono attività adatte alla santificazione delle feste comandate, e non aiuteranno a percepire la presenza spirituale di Krishna nella propria vita. Come Krishna stesso dice in un verso della Bhagavad-gita (11.54):

bhaktya tv ananyaya sakya
aham evamvidho arjuna
jnatum drastum ca tattvena
pravestum ca parantapa

"Mio caro Arjuna, soltanto con una totale dedizione al Mio servizio posso essere conosciuto così come sono, in piedi di fronte a te e posso essere visto direttamente. Soltanto così è possibile penetrare il mistero della Mia persona".

Una delle feste comandate dal calendario vaisnava è Ekadasi, il giorno di Sri Hari. Ekadasi ricorre due volte al mese, l'undicesimo giorno della luna crescente e l'undicesimo giorno della luna calante. In questo giorno si deve digiunare da cereali e legumi e, se possibile, evitare di mangiare e di bere del tutto. Ciò è in primo luogo finalizzato a una maggiore concentrazione nel servizio del Signore. Perciò, nel giorno del digiuno, a meno di avere qualcosa di urgente da fare, bisognerebbe dedicarsi esclusivamente alle attività del servizio devozionale, evitando grandi sforzi fisici.


In realtà Ekadasi significa unicamente digiunare e cantare il santo nome del Signore. Quando si digiuna, cantare diventa più facile, e si ottengono benefici sia spirituali che fisici. La medicina naturale e quella Ayurvedica raccomandano il digiuno per migliorare la salute. La scienza dell'alimentazione ci insegna che il digiuno periodico apporta grandi benefici al corpo, permettendo all'apparato digerente di riposare e di purificarsi. Infine seguendo la regola prescritta di digiunare in certi giorni propizi, si ottiene un beneficio spirituale eterno:

nehabhikramanaso 'sti
pratyavayo na vidyate
svalpam apy asya dharmasya
trayate mahato bhyat

"In questo sforzo non vi è perdita o diminuzione, e un piccolo passo su questa via ci protegge dalla paura più temibile". (Bhagavad-gita, 2.40)

Quarto "Onora il padre e la madre"

gurur na sa syat sajano na sa syat
pita na sa svaj jananz na sa syat
daivam na tat syan na patis ca sasyan
na mocayed yah samupetamrtyum

"Colui che non può liberare dal ciclo di morti e rinascite coloro che dipendono da lui, non dovrebbe mai diventare maestro spirituale, padre, marito, madre o divinità degna di adorazione" (SrimadBhagavatam 5.5.18).

La qualificazione menzionata in questo verso, ovvero la capacità di liberare una o più anime spirituali dall'esistenza nel mondo di materia per fare ritorno nel regno di Dio, è il risultato di una ferma aderenza a principi di vita profondi ed elevati. In primo luogo, un genitore che si rispetti non ha cattive abitudini.

Non fuma, non beve, e non cerca di gratificare i suoi sensi, limitandosi piuttosto a soddisfarne le necessità di base. Egli non sfugge alle sue responsabilità ed è dotato di qualità come la compassione, la tolleranza e la veridicità. Non v'è traccia di duplicità nel suo cuore, ed egli fa ciò che dice. Perciò insegnare con il proprio esempio è per lui una regola di vita.

Evitare di infarcirsi il cervello di pensieri e desideri inutili, stimolati da mezzi di comunicazione quali la radio, la televisione e la stampa, va di pari passo con il suo utilizzo equilibrato di questi stessi mezzi, che pure sono energia di Dio e possono venire impiegati al Suo servizio. Ora ci chiediamo: attualmente quanti genitori in occidente possono vantare un simile curriculum e meritare quindi di essere onorati dai loro figli? La ribellione e il senso, a volte paradossale, di trasgressione da parte dei figli nei confronti dei genitori nasce principalmente dalla mancanza di un'educazione adeguata e di un esempio coerente.

A causa dell'ignoranza delle tre influenze della natura materiale (virtù, passione e ignoranza), la maggior parte dei genitori impartisce insegnamenti casuali ai propri figli. Ma quand'anche i genitori fossero virtuosi, dal momento che il mondo occidentale vive all'insegna del godimento dei sensi e della cosiddetta "carriera di successo", l'intera società condiziona i figli alle influenze della passione e dell'ignoranza, che hanno il sopravvento sulla virtù. E dato che i frutti della passione e dell'ignoranza sono l'egoismo e l'indifferenza, quando non si degenera nella violenza, è diventato praticamente impossibile osservare il quarto comandamento.

In alcuni casi si verifica ancora una certa aderenza ai principi di cortesia, grazie alla quale i figli gentilmente chiudono in un ospizio i genitori ormai arteriosclerotici a causa di abitudini igienicoalimentari sregolate. Per fortuna nel mondo orientale, soprattutto in India, possiamo ancora riscontrare obbedienza e rispetto verso gli anziani.

Specialmente nelle caste brahminiche e degli ksatriya dell'India, i giovani toccano i piedi dei loro genitori e li onorano seguendo i loro insegnamenti e assistendoli fino al momento della morte. In questo modo sia i genitori che i figli non si sentono mai trascurati. Inoltre i genitori, pur invitando i figli a crescere con senso di responsabilità, non cercano mai di disfarsene spingendoli fuori casa anzitempo, né li costringono a seguire i modelli prestabiliti da loro stessi. Ben conoscendo le leggi del karma, i genitori indiani più consapevoli osservano attentamente i loro figli per individuarne le tendenze naturali e indirizzarli di conseguenza. In questo modo i figli imparano a conoscere se stessi e ad avere fiducia nei loro genitori.

Parallelamente ad un amore genuino e leale per i figli il padre e la madre educano questi ultimi alla dignità e alla castità, alla pulizia e al rispetto per tutti gli esseri viventi. Ciò è in special modo riscontrabile nelle famiglie vaisnava (i devoti del Signore), in cui vige uno standard educativo esemplare, grazie al quale l'applicazione del verso 5.5.18 dello SrimadBhagavatam diventa possibile, anzi il fatto di onorare il padre e la madre è considerato addirittura un'attività di servizio devozionale a Dio. Poiché in questo caso i genitori sono devoti, onorarli soddisfa in particolar modo Dio, la Persona Suprema, Egli infatti afferma:

ye me bhaktajanah partha
ne me bhaktas ca te janah
mad bhaktanam ca ye bhaktas
te me bhaktamah matah

"Mio caro Partha, colui che dice di essere Mio devoto non è tale. Solo colui che dice di essere il devoto del Mio devoto è in realtà devoto a Me". (Adi Purana)



Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 09.14

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