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10 MAGGIO 2017 - Apparizione

madhevendra

Sri Madhavendra Puri

Srila Madhavendra Puri apparve nel 14mo secolo. Era un guru della Brahma o Madhva sampradaya, una delle quattro sampradaya (Brahma, Sri, Rudra e Kumara) nella linea vaisnava che purificano il mondo nell'era di Kali. Madhavendra Puri era il discepolo di Laksmipati-Tirtha. I discepoli di Madhavendra Puri erano Isvara Puri, Advaita Acarya, Paramananda Puri (un brahmana dell'area di Tirhu), Brahmananda Puri, Sri Ranga Puri, Pundarika Vidyanidhi, Raghupati Upadhyaya, e altri. Alcuni dicono che anche Nityananda Prabhu era discepolo di Madhavendra Puri; ma altri dicono invece che Laksmipati era il Suo guru, mentre il Prema-vilasa afferma che Egli era discepolo di Isvara Puri. Al momento della sua dipartita da questo mondo, Madhavendra Puri era completamente assorto nel sentimento di separazione da Krishna e ripeteva costantemente uno sloka. Questo verso è considerato, dai vaisnava, l'essenza del sentimento di separazione da Krishna. Il giorno della scomparsa di Madhavendra Puri è sukla-dvadasi del mese di Phalguna.

Episodi dalla sua vita

Prima che il Signore Caitanya apparisse, mandò sulla terra i Suoi eterni associati, come Sri Advaita Acarya, Sri Jagannatha Mishra, Saci Mata, Madhavendra Puri, Isvari Puri. Sri Madhavendra Puri prese iniziazione da Sri Lakshmipati Tirtha nella Madhvacharya sampradaya. Ebbe molti discepoli e i principali erano Sri Advaita Acarya e Sri Isvara Puri. In un modo o nell’altro, tutti i Vaisnava in Bengala e a Ksetra mandala era connessi a Sri Madhavendra. Dopo la venuta del Signore Caitanya molti dei suoi discepoli si unirono al movimento del sankirtana di Mahaprabhu. “Il corpo di Madhavendra Puri era completamente pieno di amore divino, così erano i suoi seguaci. Mostrava un amore straordinario per il Signore. Alla vista di una nube blu scura carica di pioggia, egli sveniva. Giorno e notte era ebbro dell’ambrosia del Krishna prema”. (Vrindavana Dasa Thakura)

Dopo aver compiuto un grande pellegrinaggio a Bharata-bhumi (India), passò la sua vita a Vrindavana e in Orissa. Iniziò l’opera di ripristino di Vrindavana che Sri Rupa e Sanatana Gosvami continuarono successivamente. Vagando da boschetto a boschetto, ricordando i dolci passatempi di Radha e Krishna a Vrindavana, Madhavendra Puri sveniva in estasi.

Madhavendra Puri introdusse il concetto di madhurya bhava (amore coniugale) nella Madhvacarya sampradaya. Madhavendra Puri seminò il seme della prema bhakti. E Sri Caitanya Mahaprabhu divenne l’albero torreggiante dal quale scendevano i dolci frutti del prema su tutti. Egli rivelò anche il viraha bhava, il sentimento di amore gustato in separazione da Dio. Il suo ramo della catena disciplica Madhva si distingue dall’amore estatico per il Signore. Esso è conosciuto come Madhva-Gaudiya sampradaya.

A Jagannatha Puri, Sri Caitanya Mahaprabhu mostrò un intenso sentimento di virhana bhava. Questo stato d’animo aumentò illimitatamente quando il Signore ascoltò i versi dello Srimad Bhagavatam del decimo canto, Krishna Karnamrta, Gita Govinda, Padyavali e le poesie d’amore di Chandidasa and Vidyapati. Il viraha di Mahaprabhu iniziò con un singolo verso detto da Mahavendra Puri, il Suo param guru (grande precettore)

 

ayi dina dayadra natha he
mathura natha kadavalokyase
hridayam tvad aloka kataram
dayita bhramyati kim karoty aham

 

“O Mio Signore! Il più misericordioso dei padroni! O Signore di Mathura! Quando potrò vederTi di nuovo? Poiché non posso vederTi, il Mio cuore turbato trema. Amore Mio, che cosa farò adesso?” (Caitanya Caritamrta ML 4.197)

 

Sri Krishna Dasa Kaviraja dice che come il diamante kaustubha è il più prezioso tra tutti i gioielli rari e di valore, così questo sloka è il rasa kavya (il miglior verso in tutto il tesoro della poesia dei rasa). In realtà, questo verso fu pronunciato dalla Stessa Srimati Radharani. Era un pianto toccante di Radha per Shyamasundara, che era andato a Mathura lasciandoLa sola e disperata a Vrindavana. La misericordia di Radharani fece sì che tale verso uscisse dalle labbra di Madhavendra Puri.

Recitando anche solo poche parole di questo verso si spezzerebbe la porta dell’amore estatico di Mahaprabhu, facendoLo svenire in estasi incosciente. Sentendo una intensa separazione da Krishna, Madhavendra Puri cantava costantemente questo verso mentre stava lasciando questo mondo.

Krishna Dasa Kaviraja dice che con questo verso Madhavendra Puri insegna ai devoti come raggiungere il Krishna prema coltivando un intenso sentimento di separazione da Sri Krishna. I Gaudiya Vaisnava accettano questo verso che esprime l’essenza dello stato d’animo della separazione.

La Gaudiya sampradaya insegna che l’adorazione di Radha e Krishna in separazione rappresenta il livello più alto di servizio devozionale. A questo stadio di realizzazione il devoto si sente completamente “vuoto nel mondo in assenza di Krishna.” Un istante senza Madhava sembra un millennio. Sri Caitanya Mahaprabhu nuotava sempre nell’oceano di divyonmada mahabhava, le emozioni estatiche che fanno impazzire mostrate da Sri Radha nella Brahmar Gita (Srimad Bhagavatam 10.47). In questo verso Madhavendra Puri rivela emozioni simili. I Gaudiya Vaisnava concludono che la doccia torrenziale di amore estatico mostrato dal Signore Gauranga durante i suoi passatempi iniziò con Madhavendra Puri. Essa poi giunse attraverso Isvara Puri, che recitò il ruolo di maestro spirituale del Signore Caitanya.

Il samadhi di Madhavendra Puri è a Remuna, Orissa vicino al tempio di Ksira-chora Gopinatha

 
   
 

Madhavendra Puri e Gopala

"Un giorno, mentre si dirigeva verso Vrindavana, Sri Madhavendra Puri giunse alla collina conosciuta come Govardhana. Madhavendra Puri sembrava impazzito nell'estasi d'amore per Dio e non distingueva più il giorno dalla notte. Talvolta si alzava e talvolta cadeva a terra. Non si rendeva nemmeno conto del luogo in cui si trovava. Dopo aver girato intorno alla collina in segno di rispetto, Madhavendra Puri andò al Govinda-kunda, per bagnarsi poi, al calare della sera, si sedette sotto un albero per riposarsi. Mentre era seduto sotto l'albero, un pastorello sconosciuto venne portando un'anfora di latte: La depose davanti a Madhavendra Puri e sorridendo gli rivolse queste parole. "Per favore, bevi questo latte che ti ho portato. Perché non vai a elemosinare qualcosa da mangiare? A che genere di meditazione ti stai sottoponendo?"

Contemplando la bellezza di quel bambino, Madhavendra Puri si sentì molto soddisfatto. Quelle dolci parole gli avevano fatto dimenticare la fame e la sete. Madhavendra Puri disse: "Chi sei? Dove abiti? E come facevi a sapere che era a digiuno?" Il bambino rispose: "Signore, sono un pastorello, e vivo in questo villaggio. Nel Mio villaggio nessuno digiuna. In questo villaggio una persona può procurasi da mangiare chiedendo l'elemosina ad altri. Alcuni bevono solo latte, ma se una persona non chiede cibo a nessuno, sono Io che gli procuro il cibo. Le donne che sono venute a prendere acqua ti hanno visto, Mi hanno dato questo latte e Mi hanno mandato da te".

[Il ragazzo continuò:] "Ora devo andare a mungere le mucche, ma tornerò a riprendere il vaso". Dicendo queste parole il ragazzo si allontanò, anzi scomparve allìimprovviso, e Madhavendra Puri rimase molto meravigliato. Dopo aver bevuto il latte, Madhavendra Puri lavò il vaso e lo mise da parte, e benché continuasse a tener dìocchio la strada, il bambino non tornò più. Madhavendra Puri non riusciva più a dormire. Si mise seduto e cominciò a cantare il amha-mantra Hare Krishna; verso la fine della notte si appisolò un poco e le sue attività esterne si fermarono. In sogno Madhavendra Puri rivide quel ragazzo. Era venuto davanti a lui, l'aveva preso per mano e l'aveva condotto vicino a un cespuglio nella giungla. Indicandogli il cespuglio, il ragazzo disse a Madhavendra Puri: "Io abito in questo cespuglio, per questo soffro molto per il freddo, la pioggia, il vento e il caldo torrido. Per favore, porta qui la gente del villaggio e fai in modo che Mi facciano uscire da questo cespuglio. Poi dì loro di portarMi sulla cima della collina, in un posto adatto". "Per favore costruisci un tempio in cima a quella collina", disse ancora il ragazzo, "e installaMi nel tempio. Dopo Mi laverai con molta acqua fresca in modo che il Mio corpo sia ripulito. Sono molti giorni che ti osservo e sempre Mi chiedevo: "Quando verrà Madhavendra Puri qui a servirMi? Ho accettato il tuo servizio per l'amore estatic che provi per Me. Così ho deciso di apparire, e la Mia presenza libererà tutte le anime cadute. Mi chiamo Gopala e sono coLui che ha sollevato la collina Govardhana. Sono stato installato da Vajra e sono l'autorità di questi luoghi. Durante l'invasione musulmana, il sacerdote che Mi serviva Mi ha nascosto in questo cespuglio nella jungla, poi è fuggito per paura dei musulmani. Da quando il sacerdote se n'è andato, sono rimasto in questo cespuglio. Sono davvero contento che tu sia venuto qui. Ora riportaMi alla luce con grande attenzione". Detto questo, il ragazzo scomparve. Allora Madhavendra Puri si svegliò e cominciò a riflettere sulsogno che aveva fatto.

[Madhavendra Puri cominciò a lamentarsi:] "Ho visto Sri Krishna in persona e non l'Ho riconosciuto!" E sopraffatto dall'amore estatico, cadde a terra. Madhavendra Puri pianse per qualche tempo, ma poi si concentrò sull'ordine di Gopala, e la sua mente si rasserenò. Dopo aver fatto le abluzioni mattutine, Madhavendra Puri entrò nel villaggio, chiamò a raccolta tutti gli abitanti e disse loro le seguenti parole. "Il proprietario di questo villaggio, Govardhana-dhari, giace in un cespuglio. Andiamo a liberarLo. La boscaglia è molto fitta, e non sarà facile penetrare nella giungla. Portate dunque asce e vanghe per aprirci la strada". Tutti decisero con grande piacere di accompagnare Madhavendra Puri. Seguendo le sue indicazioni, abbatterono i cespugli facendosi largo nella giungla. Nel vedere la Divinità coperta di terra e derba, si sentirono sopraffare dalla gioia e dalla meraviglia. Dopo che ebbero ripulito il corpo della Divinità, alcuni di loro dissero: "Questa Divinità è molto pesante. Nessuno può muoverLa da solo". Poiché la Divinità era molto pesante, alcuni degli uomini più forti si riunirono per trasportarLa fino in cima alla collina. Anche Madhavendra Puri era con loro. Presero una grande pietra perché fungesse da trono, e vi installarono la Divinità. Poi posero un'altra grossa pietra dietro la Divinità come sostegno. tutti i sacerdoti brahmana del villaggio si riunirono con nove vasi per l'acqua, poi andarono a prendere l'acqua del Govinda-kunda e la filtrarono. Durante l'installazione della Divinità, dal Govinda-kunda furono portati novecento vasi d'acqua. C'era un concerto di corni e tamburi, e le donne cantavano. Durante la festa della cerimonia dell'installazione, alcuni cantavano e altri danzavano. Tutto il latte, lo yogurt e il burro chiarificato che c'era nel villaggio fu portato alla festa. Furono portate anche vivande di vario genere e dolci, e i doni più svariati, tanto che non posso descriverli tutti.

Gli abitanti del villaggio portarono grandi quantità di foglie di tulasi, di fiori e abiti di ogni tipo. Poi Sri Madhavendra Puri cominciò personalmente l'abhiseka [la cerimonia del bagno]. Quando ogni augurio funesto fu scacciato col canto del mantra. ebbe inizio la cerimonia del bagno della Divinità. Dapprima il corpo della Divinità fu massaggiato con molto olio e diventò molto brillante. Dopo il primo bagno, ci furono altri bagni con il panca-gavya e poi la pancamrita. Seguì poi il maha-snana con ghi e acqua, che era stata trasportata con cento secchi. Alla fine del maha-snana la Divinità fu nuovamente massaggiata con oli profumati, e il Suo corpo brillò di nuovo. Poi si tenne l'ultima cerimonia del bagno, con acqua profumata versata da una conchiglia.Dopo che il corpo della Divinità fu ripulito, fu accuratamente rivestito con abiti nuovi. Poi fu cosparso di polpa di sandalo, ornato di ghirlande di tulasi e di ghirlande di fiori profumati"... [Caitanya Caritamrita ML 4.21-63]

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

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