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Sri Svarupa Damodara Gosvami

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4 LUGLIO 2019 - Scomparsa

svarupadg

Sri Svarupa Damodara Gosvami

 

Svarupa Damodara Gosvami era il segretario personale di Sri Caitanya Mahaprabhu. Egli era considerato come un secondo Mahaprabhu poiché egli comprendeva profondamente le conclusioni del Signore sulla krishna-bhakti, il servizio devozionale a Krishna. Egli era un grande studioso ed un musicista esperto. In compagnia di Sri Svarupa Damodara Gosvami a Jagannatha Puri, Sri Caitanya Mahaprabhu gustava le più profonde emozioni del servizio devozionale.

Sri C.C. Adi Lila 4.105

svarupa-gosani prabhura ati antaranga
tathate janena prabhura e-saba prasanga

Svarupa Gosani è il compagno più intimo del Signore, perciò conosce bene tutti questi argomenti.

 

 

Sri C.C. Madhya Lila 10.102

ara dine aila svarupa damodara
prabhura atyanta marmi, rasera sagara

Il giorno dopo arrivò anche Svarupa Damadora. Era un amico molto intimo di Sri Caitanya Mahaprabhu ed era un oceano di dolci sentimenti trascendentali.

Svarupa è il nome di un brahmacari nella successione di maestri che fa capo a Sankaracarya. Nella disciplina vedica vi sono dieci nomi per i sannyasi, ed è tradizione per un brahmacari assistente di un sannyasi che ha la designazione di Tirtha o di Asrama, rivevere il titolo di Svarupa. Damodara Svarupa un tempo risiedeva a Navadvipa e si chiamava Purusottama Acarya. Quando andò a Varanasi ricevette il sannyasa da un sannyasi la cui designazione era Tirtha. Benché avesse ricevuto il titolo di Svarupa quando era ancora brahmacari, non cambiò il suo nome quando prese il sannyasa. In realtà, come sannyasi avrebbe dovuto essere chiamato Tirtha, ma scelse di mantenere il suo originario titolo di brahmacari, Svarupa.

C.C. Madhya Lila 10.103-129

Quando risiedeva a Navadvipa sotto il rifugio di Sri Caitanya Mahaprabhu, Svarupa Damodara si chiamava Purusottama Acarya. Vedendo che Sri Caitanya Mahaprabhu aveva accettato l'ordine di rinuncia, PPurusottama Acarya diventò come un pazzo e andò immediatamente a Varanasi per accettare il sannyasa. Nella fase conclusiva del suo sannyasa, il suo maestro spirituale, Caitanyananda Bharati, gli ordinò: "Leggi il Vedanta-sutra e insegnalo agli altri". Svarupa Damodara era un grande adepto della rinuncia ed era un grande erudito. Con tutto il cuore accettò il rifugio di Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna. Era entusiasta di adorare Sri Krishna senza disturbo alcuno, perciç fu quasi per pazzia che accettò l'ordine di sannyasa. Accettando il sannyasa, Purusottama Acarya seguì i principi regolatori rinunciando al ciuffo di capelli e al filo sacro, ma non accettò la veste color zafferano. Rifiutò anche il titolo di sannyasi e rimase un naisthika-brahmacari. Col permesso del suo guru-sannyasa Svarupa Damodara andò a Nilacala e accettò il rifugio di Sri Caitanya Mahaprabhu. Allora, giorno e notte, in amore estatico per Krishna, gustò i dolci sentimenti trascendentali nel servizio d'amore offerto al Signore.

Svarupa Damodara segnava il limite di tutta la scienza dell'erudizione, ma non scambiava parola con nessuno. Restava in un luogo solitario e nessuno poteva capire dove fosse. Sri Svarupa Damodara era la personificazione dell'amore estatico, pienamente consapevole dei dolci sentimenti trascendentali nella relazione con Krishna. Rappresentava direttamente Sri Caitanya Mahaprabhu come Sua seconda espansione. Se qualcuno scriveva un libro o componeva versi e canzoni desiderando recitarli dinanzi a Sri Caitanya Mahaprabhu, Svarupa Damodara li esaminava e li correggeva prima di presentarli. Solo allora Sri Caitanya Mahaprabhu accettava di ascoltarli.Sri Caitanya Mahaprabhu non era mai contento di ascoltare libri o versi che si opponessero alle affermazioni conclusive del servizio devozionale. Il Signore non amava ascoltare il rasabhasa, la sovrapposizione di sentimenti devozionali. Era pratica ordinaria per Svarupa Damodara Gosvami esaminare tutte le opere per scoprire se le loro conclusioni erano corrette. Solo in questo caso egli permetteva che Sri Caitanya Mahaprabhu le ascoltasse.

Sri Svarupa Damodara leggeva i poemi di Vidyapati e Candidasa e la Sri Gita-govinda di Jayadeva Gosvami. Cantando queste canzoni rendeva molto felice Sri Caitanya Mahaprabhu. Svarupa Damodara era esperto nella musica come i Gandharva, e nella discussione sulle Scritture era come Brihaspati, il sacerdote degli esseri celesti. Perciò si deve concludere che non vi era un'altra grande personalità simile a Svarupa Damodara. Sri Svarupa Damodara era molto caro ad Advaita Acarya e a Nityananda Prabhu ed era la vita stessa di tutti i devoti, guidati da Srivasa Thakura. Fu Svarupa Damodara che andò a Jagannatha Puri e cadde come un bastone ai piedi di loto di Sri Caitanya Mahaprabhu, offrendoGli i suoi omaggi e recitando un verso.  

"O oceano di misericordia, Sri Caitanya Mahaprabhu! Che un risveglio della Tua misericordia propizia faccia agevolmente sparire tutte le forme di lamento materiale. Grazie alla Tua misericordia ogni cosa è resa pura e felice. Essa risveglia la felicità trascendentale e copre tutti i piaceri materiali grossolani. Con la Tua misericordia propizia, controversie e disaccordi suscitati dalle differenti Scritture sono annullati. La Tua misericordia propizia riempie il cuore di giubilo facendo fluire dolci sentimenti trascendentali. La Tua misericordia stimola sempre il servizio devozionale che è pieno di gioia. Tu stai sempre glorificando l'amore coniugale di Dio. Possa la felicità trascendentale essere risvegliata nel mio cuore dalla Tua misericordia senza causa".

Sri Caitanya Mahaprabhu sollevò Svatupa Damodara e l'abbracciò. Entrambi furono sopraffatti dall'amore estatico e persero coscienza. Dopo aver riacquistato il loro controllo, Sri Caitanya Mahaprabhu cominciò a parlare e disse: "Ho visto in sogno che stavi venendo, e questo è molto propizio. Ero come un cieco, ma la tua venuta Mi restituisce la vista". Svarupa disse: "Signore, Ti prego, scusa la mia offesa. Ho lasciato la Tua compagnia per andare altrove, e questo è stato il mio grande errore. Sihnore, nemmeno una traccia di amore per i Tuoi piedi di loto è presente in me. Se l'avessi, come avrei potuto andare lontano, in un altro paese? Perciò sono l'uomo più colpevole. Ho abbandonato la Tua compagnia, ma Tu non mi hai mai abbandonato. Con la fune della Tua misericordia mi hai legato al collo e mi hai riportato di nuovo ai Tuoi piedi di loto". Poi Svarupa Damodara adorò i piedi di loto di Nityananda Prabhu, e Nityananda a Sua volta lo abbracciò nell'estasi dell'amore. Dopo aver adorato Nityananda Prabhu, Svarupa Damodara, com'era opportuno, incontrò Jagadananda, Mukunda, Sankara e Sarvabhauma. Svarupa Damodara offrì le sue preghiere piene di adorazione ai piedi di loto di Paramananda Puri, il quale a sua volta lo abbracciò in amore estatico. Allora Sri Caitanya Mahaprabhu assicurò a Svarupa Damodara una residenza in un luogo isolato e gli assegnò un servitore che provvedesse alle sue necessità e alla sua riserva d'acqua.

C.C. Madhya Lila 13.163-167

Nessuno può descrivere la fortuna di Svarupa Damodara Gosvami perché egli è sempre assorto nel servizio al Signore con il corpo, la mente e le parole. I sensi di Sri Caitanya Mahaprabhu non erano differenti ai sensi di Svarupa. Perciò Caitanya Mahaprabhu era sempre completamente assorto nel gustare il canto di Svarupa Damodara. Nell'estasi emozionale Sri Caitanya Mahaprabhu talvolta Si sedeva a terra, e abbassando il capo scriveva sul suolo con il dito. Temendo che il Signore potesse farSi male scrivendo in quel modo, Svarupa Damodara Lo fermava con la mano. Di solito il canto di Svarupa Damodara era in perfetta armonia con le emozioni estatiche del Signore. Ogni volta che Sri Caitanya Mahaprabhu assaporava un sentimento particolare, Svarupa Damodara lo personificava col canto.

Studiamo la Bhagavad-gita


Un breve riassunto

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(2a parte) Domande e risposte sulla Bhagavad-gita Che cosa sono i jiva? I jiva siamo noi, esseri viventi...

Capitolo 01

1° Capitolo Sul campo di battaglia di Kuruksetra a. I preparativi per la guerra (1.1-27) 1. Sańjaya informa...

Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...

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