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8 AGOSTO 2017 - Srila Prabhupada parte per gli U.S.A.

UN PASSAGGIO DALL'INDIA


Sumati Morarjee e il Viaggio di
Prabhupada in Occidente

Come una manager dei trasporti marittimi indiani contribuì a
consegnare il messaggio di Sri Caitanya al mondo occidentale

di Satyaraja Dasa

 

un passaggio dall india1

 

Nel 1965 la Scindia Steam Navigation Company era una delle più vecchie, grandi e rispettate compagnie di navigazione in India. In genere trasportava derrate alimentari, stoffe, attrezzature agricole e materiale medico e didattico, contenuti in scatoloni, casse, pancali e barili. Nell’agosto di quell’anno però, una delle sue navi da carico aveva a bordo un passeggero che portava un carico spirituale che avrebbe cambiato il mondo. I devoti ISKCON conoscono bene questa storia: durante quel fatidico viaggio da Calcutta a New York, l’unica cabina passeggeri del Jaladuta (“messaggero del mare”) era occupata da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Allora egli era un sannyasi Vaisnava quasi sconosciuto. All’età di sessantanove anni si era imbarcato tenendo saldamente in mano il suo biglietto omaggio.

I seguaci di Prabhupada sanno come si fosse procurato quel biglietto, ma i dettagli di questa storia sono rimasti sconosciuti. Per molti devoti inoltre quell’anima speciale che aiutò Prabhupada a viaggiare verso l’occidente è soltanto un nome: Sumati Morarjee. In questo articolo illustrerò i dettagli di questa storia e inoltre darò al mondo Vaisnava informazioni su quella signora che giocò un ruolo così determinante nel portare la coscienza di Krishna in Occidente. Mentre per molto di quello che segue ho fatto riferimento alla Srila Prabhupada-lilamrita di Satsvarupa Dasa Goswami, mi sono servito anche di materiale aggiuntivo tratto da una pubblicazione intitolata “Sumati Morarjee Felicitation Volume (Service to India Shipping)”, edita da N. G. Jog e pubblicata nel 1970 dalla Scindia House, che ho scoperto in un mio recente viaggio in India.

 

un passaggio dall india2

Sumati Morarjee

Nata a Bombay il 13 marzo del 1909 in una ricca famiglia da Mathuradas Gokuldas e da sua moglie, Premabai, Sumati fu chiamata Jamuna, come il fiume sacro associato a Krishna a Vrindavana. Com’è avvenuto, il suo destino avrebbe coinvolto anche altre grandi distese d’acqua, perché sarebbe stata la prima donna al mondo a dirigere una grande compagnia marittima. Sebbene avesse sei fratelli altamente qualificati, nessuno di loro avrebbe avuto il successo conseguito dalla loro famosa sorella. Secondo il costume indiano, quando era ancora una ragazzina fu promessa in matrimonio a Shanti Kumar, figlio unico di Narottam Morarjee. Narottam si era fatto un nome nell’industria tessile di Bombay e Sholapur, accumulando ricchezze indicibili per i suoi discendenti. Perciò Jamuna da ricca diventò ancora più ricca.

Poiché queste erano due tra le famiglie più influenti e famose della regione, il matrimonio fu uno degli eventi sociali più importanti di Bombay. I festeggiamenti durarono più di una settimana e per mesi i giornali riportarono in prima pagina notizie delle parate più importanti, dei fuochi d’artificio e dei banchetti. Osservando la saggezza e l’ingegno di sua nuora, Narottam le dette il nome di Sumati (“colei che possiede un’intelligenza superiore”). Parlava hindi, marathi e inglese e mostrò abilità e interesse per tutti gli aspetti degli affari di suo suocero. Quando la moglie di Narottam morì prematuramente, Sumati diventò la responsabile della grande proprietà immobiliare e gradualmente sviluppò la sua esperienza sia nella gestione della casa sia degli affari. Sumati era profondamente religiosa. Nata nella Vallabha sampradaya (discendenza) Vaishnava, era una devota dedicata di Sri Nathaji, una divinità di Krishna popolare in quella sampradaya. Era anche profondamente dedita alla venerazione di Tulasi, l’incarnazione in forma di pianta della gopi Vrinda Devi, che è tra le devote eterne più elevate di Sri Krishna.

Più avanti nella sua vita, anche quando viaggiava all’estero adorava Tulasi ogni giorno, seppure offrendo solo un incenso alla sua fotografia. Era nota tra i suoi pari come una persona equilibrata che sapeva armonizzare una profonda spiritualità con la famiglia e gli affari. Non fu una sorpresa, perciò, quando Narottam le affidò la sua nascente compagnia mercantile, ereditata dal bisnonno Jeevanji. Narottam, un giovane intraprendente, aveva trasformato alcuni bastimenti nella Scindia Steam Navigation Company, che divenne il modello della moderna navigazione indiana. Sumati costruì la compagnia da modeste condizioni iniziali e per questo alla fine ricevette perfino le lodi di Mahatma Gandhi. La sua relazione con Mahatma in effetti era cresciuta durante gli anni ed ella ebbe il privilegio di intrattenere con lui una corrispondenza epistolare regolare. Questo scambio fu documentato in alcuni articoli di giornale. Egli l’annoverava tra i suoi amici più intimi.

 

un passaggio dall india3

 

La Scindia Steam Navigation Company

Fondata nel 1919, l’azienda di Narottam fu la prima compagnia di navigazione su grande scala, posseduta da un indiano, che provvedeva a scambi commerciali tra l’India e l’Europa. Quando nei primi anni ’80 la compagnia cedette la flotta e cessò di commerciare aveva navi che salpavano per l’America, il Regno Unito, Singapore, l’Africa orientale, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Golfo Persico. Nel 1946, poco prima che iniziasse il rapporto della Scindia con gli Stati Uniti d’America, Sumati prese la piena responsabilità della compagnia, dirigendo più di seimila persone. Era già una dirigente e la sua ascesa al successo sarebbe stata solo questione di tempo. Tutte le persone coinvolte conoscevano la sua passione per il mare e la sua esperienza sviluppata in molti anni nel commercio marittimo. Nel 1956 Sumati ebbe il piacere di essere eletta presidentessa della prestigiosa Indian National Steamship Owners’ Association, un onore che si ripeté nei due anni successivi e nuovamente nel 1965, poco prima che Prabhupada le chiedesse di mandarlo a New York. Questi riconoscimenti le conferirono la piena autonomia decisionale sulle sue navi.

 

L’Incontro

Sumati Morarjee incontrò per la prima volta Prabhupada negli anni ’50 a Kurukshetra, dove Sri Krishna aveva esposto la Bhagavad-gita. In seguito raccontò ad un gruppo di suoi seguaci che egli era seduto sotto un albero a cantare sulla corona. Intuendo che era un sadhu degno di rispetto, gli si avvicinò sperando di ricevere le sue benedizioni. A quel tempo egli non aveva ancora preso il sannyasa, l’ordine di rinuncia, ed era quindi ancora un uomo sposato. Tuttavia fu colpita dalla sua umiltà e dalla sua devozione e glielo ricordò quando s’incontrarono di nuovo a Bombay. Allora Prabhupada era uno swami che le chiedeva aiuto per andare in America. Egli aveva incontrato un gentiluomo di nome Agarwal, un uomo d’affari di Mathura, e gli aveva detto che desiderava andare in Occidente per soddisfare l’ordine del suo maestro spirituale di predicare il messaggio di Sri Caitanya in lingua inglese.

Questo incontro gli procurò una sponsorizzazione in America per mezzo di Gopal, il figlio di Agarwal, un ingegnere che viveva in Pennsylvania. Prabhupada ricevette subito il permesso dal Ministero degli Affari Esteri di recarsi negli Stati Uniti. Gopal Agarwal aveva dichiarato solennemente che avrebbe sostenuto tutte le spese di Prabhupada nel periodo iniziale della sua permanenza negli Stati Uniti. Prabhupada si recò allora a Bombay con questo progetto in mente: avrebbe cercato aiuto per andare in America rivolgendosi a Sumati Morarjee, che aveva saputo essere a capo della Scindia Steam Line. Dopo tutto egli l’aveva incontrata a Kurukshetra e successivamente ella gli aveva donato una cifra considerevole per stampare il secondo volume del lavoro della sua vita, la traduzione con commento dello Srimad-Bhagavatam.

Preoccupata per la sua salute e per il suo benessere, Sumati Morarjee rifiutò di aiutarlo, temeva che il lungo viaggio in mare l’avrebbe ucciso perché era anziano e non era mai uscito dall’India. Prabhupada non era uno che si lasciava distogliere dai suoi propositi e persuase il segretario di Sumati, signor Choksi, a parlarle in suo favore, istruendolo esattamente su cosa doveva dire: “Trovo che questo gentiluomo sia molto ispirato ad andare negli USA per predicare il messaggio di Sri Krishna alle persone là.” Ella però rifiutò di nuovo, determinata nella sua decisione di proteggerlo suo malgrado. Prabhupada chiese con insistenza un incontro personale, che non ci fu. Il tempo passava. Ella lo ignorava, per il suo bene, come lei credeva. Alla fine, vista la sua insistenza, acconsentì. Quando entrò nella sua stanza, egli disse soltanto: “Per favore, dammi un biglietto!” Sumati vide un impegno e un desiderio totali nei suoi occhi, la sua determinazione a compiacere il suo maestro spirituale e a soddisfare il desiderio di Sri Krishna.

Fu semplicemente impossibile negarglielo e così gli fissò un posto sul Jaladuta, una nave che partiva da Calcutta il 13 agosto del 1965. Con una profonda preoccupazione nel cuore, provvide a tutte le sue necessità, assicurandosi che viaggiasse su una nave il cui capitano poteva comprendere le necessità di un Vaishnava vegetariano. Il capitano, Arun Pandia, si fece carico di portare a bordo verdura e frutta extra per lo swami. Due giorni prima della partenza, Prabhupada arrivò a Calcutta per recarsi a Mayapur a visitare il samadhi (la tomba) del suo maestro spirituale, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura. Voleva pregare e chiedere le benedizioni del suo guru. Prabhupada aveva con sé alcuni bauli, duecentotre volumi del suo Primo Canto dello Srimad-Bhagavatam

, il suo bagaglio personale composto da una piccola valigia, un ombrello e una certa quantità di cereali secchi nel caso che non potesse trovare cibo adatto in una terra così lontana da casa. Quasi settantenne, s’imbarcava in un viaggio e in una missione che sarebbe stata scoraggiante anche per un uomo con la metà dei suoi anni.

 

Il Viaggio

Dopo dieci giorni di viaggio, la nave raggiunse il Mar Rosso, dove Prabhupada incontrò grandi difficoltà. Nel suo diario annotò: “Pioggia, mal di mare, vertigini, mal di testa, mancanza d’appetito, vomito.” I sintomi persistevano, ma era più che un mal di mare. I dolori al petto gli facevano pensare che sarebbe potuto morire in qualsiasi momento. In due giorni subì due attacchi di cuore, ma tollerò queste difficoltà meditando sullo scopo della sua missione. Una notte Prabhupada fece un sogno. Sri Krishna e le Sue incarnazioni remavano in una barca e Krishna disse a Prabhupada di non temere, ma di continuare. Prabhupada si sentì rassicurato dalla protezione di Sri Krishna e quei violenti attacchi non si ripresentarono. Il 10 settembre Prabhupada si era abituato alla vita di mare.

Nel suo diario scrisse: “La nave viaggia senza problemi. Oggi mi sento meglio, ma soffro per la separazione da Sri Vrindaban e dai miei Signori Sri Govinda, Gopinath, Radha Damodar [Divinità di Sri Krishna]. L’unica consolazione è la Shri Chaitanya Charitamrita, in cui gusto il nettare dei lila [divertimenti] di Shri Chaitanya. Ho lasciato Bharata-bhumi [India] solo per eseguire l’ordine di Sri Bhaktisiddhanta Sarasvati in esecuzione dell’ordine di Shri Chaitanya. Non ho alcuna qualifica, ma ho affrontato questo rischio solo per eseguire l’ordine di Sua Divina Grazia. Così lontano da Vrindavana dipendo esclusivamente dalla Loro misericordia.”

La traversata oceanica fu la più tranquilla che il capitano avesse mai visto. Prabhupada disse che la bonaccia era la misericordia di Sri Krishna. Nel suo diario scrisse: “Se l’Atlantico avesse mostrato il suo aspetto consueto forse sarei morto, ma Sri Krishna Si è occupato della nave.” Dopo un viaggio di trentacinque giorni da Calcutta, il Jaladuta raggiunse il molo Commonwealth di Boston alle cinque e trenta di mattina del 17 settembre del 1965. La nave fece una breve sosta a Boston e proseguì per New York City. Dopo aver trascorso meno di due mesi in Pennsylvania, Prabhupada arrivò nel Lower East Side di New York, da dove lanciò il suo Movimento mondiale.

 

Il Meglio dell’India

Nel corso degli anni Prabhupada rimase in contatto con Sumati Morarjee soprattutto per lettera e la tenne informata su se stesso e sui progressi del Movimento. Talvolta ella gli dava consigli e Prabhupada era felice di tenere una corrispondenza con lei, riconoscente per il suo contributo nel farlo arrivare in Occidente. Continuarono a scriversi fino alla morte di Prabhupada nel novembre 1977. Sumati morì ventun’anni dopo. I giornali di tutta l’India scrissero del suo trapasso: Questa prima donna della Marina mercantile dell’India, anzi del mondo, se n’è andata il 28 giugno 1998, senza essere pianta, onorata e celebrata da nessuno. Quando ne incontreremo un’altra come lei?

Ella è stata la prima donna della Marina mercantile indiana e un’intima amica di Mahatma Gandhi, ed è morta a Bombay di domenica in seguito ad un arresto cardiaco. Aveva 91 anni. Sumati Morarjee, nuora di Narottam Morarjee, fondatore della Scindia Steam Navigation, ha rivestito importanti responsabilità nel campo navale, tradizionalmente un caposaldo maschile, in India e nel mondo. Una volta Sumati Morarjee scrisse: “Non è soltanto per ragioni d’affari che oggi ci dedichiamo all’attività navale. Vogliamo che il nostro popolo viaggi all’estero e che gli stranieri vedano la nostra antica terra.

È stata la tradizione indiana ad esportare quello che ha di meglio nei paesi stranieri. Per secoli abbiamo fatto affari commerciando, ma i nostri carichi più preziosi sono state le nostre idee di fratellanza universale e di profonda spiritualità… La nostra tradizionale benevolenza trascendentale verso tutti non si è mai interrotta.” Questo non è mai stato più vero di quando ella aiutò Prabhupada a viaggiare verso le coste dell’Occidente, esportando così nei Paesi stranieri il meglio che l’India possa offrire.

Satyaraja Dasa, discepolo di Srila Prabhupada, è condirettore di BTG. Ha scritto più di venti libri sulla coscienza di Krishna e vive vicino a New York City.

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