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23 SETTEMBRE 2018 - Scomparsa

Il trapasso di Srila Haridasa Thakura

Gli ultimi giorni della vita del grande santo e devoto incarnazione dei Santi Nomi del Signore

di Drutakarma Dasa

Se visitate la città di Puri nel Golfo del Bengala, troverete, tra alberi di palma e piccole case, un santuario di pietra che segna il luogo dove il grande santo Haridasa Thakura si sedeva da solo o con un amico devoto e adorava Krsna. Là egli trascorreva quasi tutto il giorno e la notte cantando soltanto il mahamantra Hare Krsna. Ripeteva dolcemente le sacre sillabe ora dopo ora, tenendo il conto sul suo japa, fino a che, molte ore dopo il tramonto del sole, i santi nomi avevano attraversato le sue labbra non meno di trecentomila volte.

Non lontano dall'eremitaggio isolato di Haridasa Thakura, vivevano Sri Caitanya e i Suoi seguaci, che cantavano a voce alta il mahamantra, diffondendo le glorie di Sri Krsna. La gente onorava Sri Caitanya come un devoto straordinario, e solo poche persone scelte sapevano che era un'incarnazione di Krsna, Dio la Persona Suprema, e che era venuto in questo mondo per diffondere il canto del mahamantra. Dato che Haridasa era pienamente dedito al canto del mahamantra, Sri Caitanya si sentiva particolarmente affezionato a lui e lo accolse nella Sua cerchia di compagni più intimi. Spesso Sri Caitanya e i Suoi seguaci facevano visita ad Haridasa Thakura.

Un giorno il servitore personale di Sri Caitanya, Govinda, portò in dono ad Haridasa del prasada (cibo vegetariano offerto prima a Krsna e che viene poi distribuito). In India i devoti del Signore, per tradizione, dividono il prasada tra loro per esprimere amicizia spirituale. Govinda voleva offrire questo prasada ad Haridasa, ma vide che era disteso e stava cantando Hare Krsna molto lentamente.

"Per favore, alzati e mangia prasada", disse Govinda. "Oggi digiuno", disse Haridasa. "Non ho ancora adempiuto il mio voto quotidiano di recitare trecentomila nomi. Come potrei mangiare in buona coscienza?". Un attimo dopo, però, Haridasa riconsiderò la faccenda. "Tu mi hai portato del maha-prasada", disse, "perciò non posso certo rifiutarlo?" Allora offrì alcune preghiere e prese una piccola parte del prasada.

Il giorno successivo Sri Caitanya stesso andò a far visita ad Haridasa. Con grande premura, Egli gli chiese: "Haridasa, stai bene?" Haridasa si chinò davanti al Signore e rispose, "Il mio corpo sta bene, ma la mia mente ed intelligenza non stanno bene. Il mio problema è che non riesco a finire il numero di Santi Nomi che mi sono impegnato a cantare". Sri Caitanya cercò di consolare Haridasa. "Ora sei anziano", disse, "puoi ridurre il canto. Hai già fatto più che a sufficienza per diffondere le glorie dei Nomi di Krsna in questo oscuro mondo materiale".

Ma Haridasa rimase triste. Aveva qualcos'altro in mente. "Mio Signore", egli disse, "Ti prego, ascolta la mia supplica. Sento nel cuore che metterai presto termine ai Tuoi passatempi in questo mondo e tornerai alla Tua dimora spirituale. Prima che venga quel momento, permetti gentilmente al mio povero corpo di cadere morto ai Tuoi piedi di loto. Non voglio essere testimone dei Tuoi ultimi giorni".

Sri Caitanya rispose gravemente, "Mio caro Haridasa, Krsna è così misericordioso che farà qualsiasi cosa tu voglia  ma la felicità, è tutta dovuta alla tua presenza con Me, qui a Puri, e non va affatto bene che tu te ne vada lasciandoMi qui". Haridasa non era ancora dissuaso. Afferrando i piedi di Sri Caitanya, piangeva, "Mio Signore non illudermi. Tu hai milioni di devoti più utili di me. Se un insignificante insetto come me muore, che perdita sarà mai? Inoltre, Tu sei sempre affezionato ai Tuoi devoti, e sebbene io sia solo un'imitazione di un devoto, spero ancora che soddisferai il mio desiderio".

Poi Sri Caitanya abbracciò Haridasa Thakura e, dopo aver concordato che sarebbe tornato il giorno successivo, partì per svolgere i Suoi doveri di mezzogiorno. Il giorno successivo il Signore tornò con tutti i Suoi associati e vedendoli Haridasa Thakura si inchinò con profonda umiltà. Sri Caitanya chiese, "Mio caro Haridasa quali sono le buone notizie?"

Haridasa replicò, "Mio Signore, la buona notizia è qualsiasi misericordia Tu mi possa concedere". Sentendo questo, Sri Caitanya iniziò un grande canto collettivo del mantra Hare Krsna e tutti i Suoi devoti circondarono Haridasa Thakura e si unirono al canto. Allora Sri Caitanya iniziò a lodare Haridasa Thakura per le sue sante qualità. Più il Signore lodava Haridasa e più provava piacere. Tutti i devoti erano meravigliati e si chinarono ai piedi di loto di Haridasa.

Poi Haridasa chiese a Sri Caitanya di sedersi davanti a lui e fissò gli occhi sul volto del Signore simile alla luna. Mise anche i piedi di loto di Sri Caitanya sul proprio petto. Mentre cantava i Nomi del Signore, gli scendevano lacrime dagli occhi. In breve tempo morì: l'anima abbandonò il corpo. In quello stesso istante tutti stavano pronunciando i Santi Nomi di Krsna, e Sri Caitanya fu sopraffatto dall'estasi spirituale e dall'amore per il Suo devoto defunto. Sollevò il corpo di Haridasa e, tenendolo in grembo, danzò in estasi nel cortile. Tutti i devoti si unirono a Lui nel canto e nella danza.

In seguito i devoti sollevarono il corpo di Haridasa su una portantina che portarono a spalle verso il mare. Cantarono per tutta la strada e Sri Caitanya danzava davanti a Loro. Raggiunta la riva, Sri Caitanya bagnò il corpo di Haridasa nelle onde e disse: "Da oggi, questo mare è un importante luogo di pellegrinaggio".

I devoti scavarono una fossa sulla spiaggia e vi collocarono il corpo di Haridasa. Poi Sri Caitanya cominciò a coprire il corpo con manciate di sabbia cantando "Hari bol! Hari bol!"  "Cantate il Santo Nome del Signore". I devoti presero a cantare e gettarono ancora più sabbia, poi costruirono una piattaforma per segnare il posto. Sri Caitanya cantò e danzò tutto intorno alla piattaforma e tutto l'universo si riempì della vibrazione del Nome di Krsna. Dopo di che Sri Caitanya e i Suoi devoti nuotarono e giocarono nel mare.

Infine Sri Caitanya andò al tempio di Jagannatha ("il Signore dell'universo" Krsna), per prendere il prasada da tutti i negozianti vicino al cancello principale. "Sto elemosinando del prasada per un festival che celebra la morte di Haridasa Thakura", disse il Signore. "Per favore dateMi l'elemosina". Intensamente compiaciuti della richiesta del Signore, tutti i negozianti si facevano avanti con grandi ceste di prasada. Ma Svarupa Damodara, uno dei principali devoti del Signore, li fermò e dopo che furono tornati ai loro negozi, lui e gli altri devoti fecero il giro raccogliendo tutto il prasada e alcuni servitori lo portarono a Sri Caitanya.

Allora, dopo aver chiesto a tutti i devoti di sedersi in fila, Sri Caitanya in persona cominciò a distribuire il prasada. Dato che non aveva l'abitudine di mangiare poco, in ogni piatto mise tanto quanto era sufficiente per cinque persone. Dopo un po' i devoti pregarono il Signore di sedersi e di lasciare che fossero loro a servire. Quando il prasada fu servito, tutti i devoti aspettarono che Sri Caitanya iniziasse a mangiare, per poi cominciare a loro volta. Tutti erano completamente sazi perché Sri Caitanya invitava continuamente i servitori a distribuire di più.

Quando tutti ebbero terminato, Sri Caitanya offrì ai devoti ghirlande di fiori. Poi, con gioia, informò i devoti che chiunque avesse assistito alla festa per la morte di Haridasa Thakura, chiunque avesse cantato e danzato, chiunque avesse gettato sabbia sul corpo di Haridasa Thakura e chiunque avesse mangiato, avrebbe ricevuto presto la misericordia di Krsna.

Il Signore lodò Haridasa Thakura dicendo: "Essendo misericordioso con Me, Krsna mi ha dato la compagnia di Haridasa Thakura, ma ora ci ha separati. Quando Haridasa volle lasciare questo mondo, non potei fermarlo: lasciò la vita, se ne andò e basta. Ora, senza di lui, questo mondo ha perso il gioiello più prezioso". Sri Caitanya ordinò poi a tutti: "Dite 'Tutte le glorie ad Haridasa Thakura' e cantate il Santo Nome di Krsna". Dopo di che Sri Caitanya ricominciò a danzare e tutti cantarono e danzarono con Lui. Infine Sri Caitanya si accomiatò da tutti i devoti e, con un sentimento misto di felicità e tristezza, andò a riposare. Certamente Sri Caitanya e i Suoi associati erano addolorati per la morte di Haridasa Thakura, ma sapevano anche che era tornato da Krsna, nel mondo spirituale, e per questo ne gioivano.

Vicino a Puri, in un boschetto sulla riva del mare, si erge un piccolo tempio grigio di Krsna: il tempio di Tota Gopinatha. Andando da questo tempio verso il mare, lungo la via troverete il samadhi (tomba) di Haridasa Thakura. Là i devoti tengono ogni anno una festa per onorare il suo trapasso. Su un muro del samadhi una lastra di marmo porta un verso del grande devoto Bhaktivinoda Thakura (18381914). Esso spiega perché Sri Caitanya e i Suoi devoti potevano gioire per la morte di un grande vaisnava, un grande devoto del Signore:

Sbaglia chi afferma che i vaisnava muoiono quando tu vivi ancora nel suono. I vaisnava muoiono per vivere e vivendo diffondono ovunque il Santo Nome.


La storia del trapasso di Srila Haridasa Thakura è più pienamente descritta nella Sri Caitanya Caritamrta, tradotta e commentata da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e pubblicata in Italiano dalla Bhaktivedanta Book Trust.

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