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Additivi alimentari

Dal punto di vista legale sono considerati additivi alimentari quelle sostanze, normalmente non consumate come alimento in quanto tale e non utilizzate come ingredienti tipici degli alimenti, aggiunte intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento.

Gli additivi sono sostanze indispensabili per molti alimenti, inoltre alcuni di essi sono assolutamente naturali e/o innocui. Occorre però fare alcune distinzioni. Una prima distinzione è tra gli additivi che hanno una indubbia funzione tecnologica, ovvero che migliorano realmente la qualità del prodotto, e quelli che invece sono impiegati per rendere più invitante il prodotto per il consumatore come coloranti e agenti di rivestimento. I secondi andrebbero evitati perché quasi sempre servono a nascondere la cattiva qualità del prodotto, e quindi ingannano il consumatore. La seconda e più importante distinzione riguarda l'effetto sulla salute e quindi la tossicità degli additivi. Esistono infatti diverse sostanze che sono tossiche o sulle quali si nutrono forti dubbi: queste andrebbero evitate o limitate.

Quali alimenti vengono additivati

Solo a pochi alimenti non è consentito addizionare additivi: olio extravergine di oliva, latte fresco pastorizzato, yogurt al naturale, zucchero, miele, paste alimentari secche. In generale, gli alimenti che più necessitano di additivi sono quelli che hanno subito molte lavorazioni e processi tecnologici; gli alimenti accessori e voluttuari come gomme da masticare e caramelle; gli alimenti di scarsa qualità; e anche alcuni alimenti dietetici. Generalmente gli alimenti di qualità medio-alta non necessitano di additivi pericolosi, però esistono sempre le eccezioni.

Quanto scritto sopra dà solo un'idea del mondo, per lungo tempo celato agli occhi dei consumatori, degli additivi. E' ovvio che per un devoto di Krishna c'è un altro aspetto, il più importante, da considerare ovvero la provenienza perché non tutti gli additivi sono di natura chimica. Molti di essi sono di provenienza animale e pertanto sono ancor più da evitare di quelli chimici.

Qui sotto vi mostriamo una tabella riassuntiva dei vari additivi proibiti perché di quasi sicura provenienza animale. In alcuni casi, come nelle lecitine, può essere specificata la provenienza della lecitina stessa (es. soia o girasole); in questo caso pur essendo indicato un additivo proibito, ma sono rari i casi, viene garantita la provenienza vegetale dell'additivo. Analogo discorso deve essere fatto, per i formaggi, con il caglio. Nei formaggi dove è indicato "caglio" come agente coagulante, questo è di sicura provenienza animale ed è pertanto proibito in quanto ricavato dallo stomaco dei vitelli. Alcuni formaggi, rarissimi, utilizzano caglio vegetale o "microbico" (sempre di provenienza vegetale). Ovviamente se non si è sicuri al cento per cento della provenienza del caglio, è meglio rinuciare all'acquisto del formaggio e produrlo molto facilmente in casa. Il formaggio così fatto è ovviamente un formaggio fresco, che è chiamato panir, dove come agente coagulante, può essere usato anche del comunissimo succo di limone.

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