Perché sostenere la I.S.K.Con.?

Qualunque cosa tu faccia...
Qualunque cosa tu faccia...
qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
Leggi
Qualunque sia il metodo...
Qualunque sia il metodo...
adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
Leggi
Ogni uomo dovrebbe...
Ogni uomo dovrebbe...
dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
Leggi
Chiunque puo' sacrificare una...
Chiunque puo' sacrificare una...
parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
Leggi

26-2nd-Ave

Il dono incomparabile

Benché oggi gli scienziati abbiano sviluppato una tecnologia sofisticata, sostanzialmente l'uomo ne sa quanto il suo cane: mangiar bene, dormire placidamente, avere una piacevole vita sessuale, difendersi dai nemici. Ma che dire della tecnologia umana? In che cosa un corpo vivo si differenzia da un corpo morto? Chi siamo noi in realtà? Da dove siamo venuti? Possiamo avere le risposte a tutti questi interrogativi... da qualcuno che sa.

Estratto da: La coscienza di Krishna, il dono incomparabile

di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

Lo scopo del Movimento Hare Krishna è quello di riportare l'uomo alla sua coscienza originaria: la coscienza di Krishna, la coscienza purificata. Quando cade dalle nuvole l'acqua è incontaminata come l'acqua distillata, ma non appena tocca il suolo diventa fangosa e torbida. Similmente, in origine noi siamo anime spirituali pure, frammenti infinitesimali di Krishna, e in conseguenza di ciò la nostra posizione costituzionale è pura come quella di Dio. Nella Bhagavad-gita Sri Krishna dice:

mamaivamso jivaloke
jivabhutah sanatanah
manah sastanindryani
prakrtisthani karsati

"Gli esseri che vivono in questo mondo condizionato sono Miei frammenti eterni, ma per effetto della vita condizionata lottano assai duramente con i sei sensi, tra cui la mente" (Bg. 15.7).

Perciò tutti gli esseri viventi sono parti infinitesimali di Krishna. Quando diciamo Krishna dovremmo sempre ricordare che stiamo parlando di Dio. Krishna è Dio, la Persona Suprema infinitamente affascinante. Come i frammenti d'oro equivalgono per qualità all'oro di una riserva aurea, così le minute particelle del corpo di Krishna equivalgono per qualità a Krishna Stesso.

La composizione chimica del corpo di Dio e il corpo spirituale eterno dell'essere vivente sono della stessa natura: sono spirituali: Ciò significa che in origine, nella nostra condizione di non contaminazione, noi possedevamo una forma equivalente a quella di Dio; tuttavia, come la pioggia cade sul terreno, così noi entriamo in contatto con questo mondo che è manipolato dall'energia materiale esterna di Krihsna.

Quando parliamo di energia esterna o di natura materiale, sorge spontaneo l'interrogativo: "L'energia di chi? La natura di che cosa?" L'energia materiale, o natura, non agisce indipendentemente (1). Vedendo una macchina, uno sciocco può pensare che funziona automaticamente, ma in realtà non è così: c'è un guidatore, qualcuno che controlla, anche se a volte, a causa della nostra vista limitata, non possiamo vedere la persona addetta al controllo della macchina.

Esistono molti meccanismi elettronici che funzionano in modo decisamente meraviglioso, ma dietro questi complessi sistemi c'è uno scienziato che preme un pulsante. Questo concetto è molto semplice da capire: poiché un'automobile è materia, non può funzionare di propria spontanea volontà, ma deve agire sotto una direzione spirituale.

Un registratore funziona, ma funziona secondo i piani e sotto le direttive di un essere vivente, un essere umano. La macchina è completa, ma a meno che non sia manovrata da un'anima spirituale, non può funzionare. Secondo questo stesso ordine di idee dovremmo comprendere che la manifestazione cosmica che chiamiamo natura è una grande macchina, e che dietro questa macchina c'è Dio, Krishna. Dio corrisponde all'affermazione di Krihsna nella Bhagavadgita:

mayadhyaksena prakrtih
suyate sacaracaram
hetunanena kaunteya
jagad viparivartate

"La natura materiale agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, e genera tutti gli esseri, mobili e immobili. Sempre per Mio ordine questa manifestazione è creata e poi annientata in un ciclo perpetuo" (Bg. 9.10).

Come vediamo, Krishna afferma che la natura materiale agisce sotto la Sua direzione, il che significa che dietro ogni cosa c'è una persona che detiene il supremo controllo. La civiltà moderna non lo comprende a causa della mancanza di conoscenza. Per questa ragione l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna ha il fine di illuminare tutte le persone che sono state fuorviate dalle tre influenze della natura materiale. In altre parole, il nostro scopo è quello di risvegliare tutti gli uomini alla loro condizione naturale.

Soprattutto negli Stati Uniti esistono molte Università e molti settori di conoscenza, ma essi non si occupano di questi argomenti. Qual'è mai la facoltà che si occupa della conoscenza che Sri Krishna impartisce nella Bhagavad-gita? Quando parlai davanti a studenti e professori universitari al Massacchusetts Institute of Technology, il primo quesito che sollevai fu: "Qual è la disciplina che studia la differenza fra un uomo morto e uno vivo?"

Quando un uomo muore qualcosa va perduto. Dov'è la tecnologia che sia in grado di rimpiazzare ciò che è andato perduto? Perché gli scienziati non cercano di risolvere questo problema? Data l'estrema difficoltà dell'argomento, esso viene accantonato dagli scienziati che si dedicano con grande impegno alla tecnologia del mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi.

La letteratura vedica, tuttavia, c'informa che questa è tecnologia animale. Anche gli animali fanno del loro meglio per mangiar bene, per avere una piacevole vita sessuale, per dormire placidamente e difendersi. Qual è allora la differenza che separa la coscienza dell'uomo da quella degli animali? Il fatto è che la conoscenza dell'uomo andrebbe sviluppata affinché diventi possibile indagare sulla differenza che esiste tra un corpo vivo e un corpo morto. Tale conoscenza spirituale fu impartita da Krishna ad Arjuna all'inizio della Bhagavad-gita.

Poiché era un amico di Krishna, Arjuna era un uomo molto intelligente, ma la sua conoscenza, come quella di tutti gli uomini, era limitata. Krishna tuttavia parlò di argomenti che esulavano dalla conoscenza limitata di Arjuna. Questi argomenti sono definiti adhoksaja perché la nostra percezione diretta, mediante la quale acquisiamo la conoscenza materiale, non basta a renderli accessibili. Noi, per esempio, disponiamo di molti potenti microscopi che ci permettono di vedere quello che non possiamo vedere con la nostra vista limitata, ma non c'è microscopio che possa mostrarci l'anima all'interno del corpo. Ciò nondimeno l'anima esiste.

"Dove sono? Cosa sono?"

La Bhagavad-gita c'informa che nel corpo c'è un proprietario: l'anima spirituale. Io sono il proprietario del mio corpo, e altre anime sono le proprietarie dei loro corpi. Io dico "la mia mano", ma non "io mano". Poiché parlo della "mia mano", io sono diverso dalla mano, di cui sono il proprietario. Similmente parliamo del "mio occhio", della "mia gamba", del "mio questo", del "mio quello". Tra tutti questi oggetti che mi appartengono, dove sono io? La ricerca della risposta a questo interrogativo è il procedimento della meditazione.

Un'autentica meditazione verte sul chiedersi: "Dove sono? Che cosa sono?" Per quanti sforzi materiali possiamo fare, non troveremo risposte a queste domande, e per questa ragione tutte le università mettono da parte tali interrogativi. Dicono: "E' un argomento troppo difficile". Oppure lo liquidano con la frase: E' irrilevante".

Così i costruttori dirigono la loro attenzione sulla creazione e sul tentativo di perfezionare il carro senza cavalli e l'uccello senza ali. Un tempo i carri venivano trainati dai cavalli e l'inquinamento atmosferico non esisteva, ma oggi esistono auto e razzi e gli scienziati ne sono molto fieri. "Noi abbiamo inventato carri senza cavalli e uccelli senza ali", si vantano. Anche se inventano imitazioni di ali per l'aeroplano o per il razzo, non possono inventare un corpo senz'anima.

Se saranno in grado di farlo realmente, gliene sarà dato merito, ma un tentativo del genere sarà necessariamente frustrato, perché sappiamo che non esiste una macchina capace di funzionare senza l'intervento di un'anima spirituale. Anche i computer più sofisticati devono essere manovrati da esperti. Analogamente dovremmo sapere che la grande macchina della manifestazione cosmica è manovrata da uno spirito supremo. Questo spirito supremo è Krishna.

Gli scienziati sono in cerca della causa prima, ossia della persona che ha il controllo di questo universo materiale, e avanzano differenti teorie e proposte, ma il vero mezzo di conoscenza è facilissimo e perfetto: dobbiamo soltanto ascoltare dalla persona perfetta: Krishna. Accettando la conoscenza impartita nella Bhagavad-gita, qualsiasi persona può immediatamente sapere che la grande macchina cosmica, di cui la Terra fa parte, funziona in modo così meraviglioso per il fatto che dietro di lei c'è un guidatore: Krishna.

Il nostro metodo per acquisire conoscenza è facilissimo. La Bhagavad-gita, le istruzioni di Krishna, è il libro di conoscenza più importante che ci è stato dato dall'adipurusa Stesso, la Persona Primordiale, Dio la Persona Suprema. Egli è davvero la persona perfetta. Si potrebbe per altro obbiettare che anche se noi l'abbiamo accettato come persona perfetta, molti altri non lo fanno. Questo non ci deve far pensare che il fatto di accettarlo sia dovuto a un capriccio. Egli è considerato la persona perfetta sulla base della testimonianza di molte autorità.

Noi non consideriamo Krishna perfetto soltanto sulla base dei nostri capricci o delle nostre sensazioni. No, Krishna è considerato Dio da molte autorità vediche, tra cui Vyasadeva, l'autore di tutta la letteratura vedica. Il tesoro della conoscenza è contenuto nei Veda, e il loro autore, Vyasadeva, accetta Krishna come Dio, la Persona Suprema (2).

Non esiste persona nella creazione che possa affermare di non essere controllata. Ciascuno, per quanto importante o potente possa essere, è soggetto a un controllo superiore. Krishna, invece, non è controllato da nessuno: perciò Krishna è Dio. Egli controlla tutti, ma non c'è nessuno che Gli sia superiore, nessuno che Lo controlli o che condivida la Sua posizione di controllo assoluto.

Ciò può apparire molto strano perché oggi esistono molti cosiddetti "dei". Effettivamente gli "dei" sono diventati molto a buon mercato, soprattutto perché sono importati dall'India. La gente degli altri Paesi è fortunata che lì non si fabbrichino "dei", ma in India se ne fanno praticamente tutti i giorni. Spesso sentiamo dire che Dio è in arrivo a Los Angeles o a New York e che la gente si sta radunando per riceverLo, ecc., ma Krishna non è il genere di Dio creato in una fabbrica mistica. No. Lui non è stato fatto Dio: Lui è Dio.

Sulla base del principio di autorità noi dovremmo quindi sapere che dietro questa gigantesca manifestazione materiale c'è Dio, Krishna  e che Egli è accettato da tutte le autorità vediche. Il fatto di accettare l'autorità non è nuovo per noi, tutti accettano l'autorità in una forma o nell'altra. Per istruirci andiamo da un insegnante o in una scuola, o semplicemente impariamo da nostro padre o da nostra madre.

Tutte queste persone sono autorità, e fa parte della nostra natura apprendere da loro. Da bambini chiedevamo: "Papà, cos'è questo?" e nostro padre diceva: "Questa è una penna", "Questo è un paio di occhiali" o "Questo è un tavolo". In questo modo, fin dall'inizio della vita, un bambino impara da suo padre e da sua madre. Un bravo padre e una brava madre non ingannano mai il figlioletto che pone loro una domanda. Essi gli forniscono un'informazione esatta e corretta. Analogamente, se riceviamo un'informazione spirituale da un'autorità, e se l'autorità non è un mistificatore, potremo essere sicuri che la nostra conoscenza è perfetta. Se però tentiamo di giungere a conclusioni servendoci dei nostri poteri speculativi, siamo soggetti a cadere nell'errore.

Il procedimento induttivo, mediante il quale partendo da eventi particolari o da casi individuali si può arrivare, col ragionamento, a una conclusione generale, non è mai un procedimento perfetto. Poiché noi siamo limitati e la nostra esperienza è limitata, il metodo induttivo per acquisire della conoscenza rimarrà sempre imperfetto.

Krishna, la fonte perfetta della conoscenza

Ma se riceviamo l'informazione dalla fonte perfetta, Krishna, e se ripetiamo tale informazione, allora anche ciò di cui stiamo parlando può essere considerato perfetto e autorevole. Il procedimento parampara, che consiste nel trasmettere la conoscenza attraverso la successione dei maestri, significa ascoltare da Krishna, o da autorità che hanno accettato Krishna, e ripetere esattamente quanto essi hanno detto.

Nella Bhagavad-gita Krishna raccomanda questo metodo di acquisizione della conoscenza: evam parampara praptam imam rajarsayo viduh, "Questa scienza suprema fu così ricevuta attraverso la catena di successione da maestro a discepolo, e i re santi la compresero secondo questo metodo" (Bg. 4.2).

Anticamente la conoscenza fu trasmessa da grandi re santi che erano le autorità. In epoche anteriori, comunque, questi re erano risi, grandi eruditi e devoti  e giacché non erano uomini comuni, il governo cui presiedevano funzionava perfettamente. Nella civiltà vedica sono numerosi gli esempi di re che raggiunsero la perfezione come devoti di Dio. Dhruva Maharaja, per esempio, andò nella foresta alla ricerca di Dio, e praticando severe penitenze e austerità Lo trovò in appena sei mesi.

Anche il metodo della Coscienza di Krishna si basa sull'austerità, ma non è di difficile attuazione. Ci sono delle restrizioni che regolano l'alimentazione e la vita sessuale (ci si nutre soltanto di prasada, cibo in precedenza offerto a Krishna, e l'attività sessuale è limitata alla vita coniugale); inoltre sono osservate altre regole che facilitano e favoriscono la realizzazione spirituale. Oggi non è possibile imitare Dhruva Maharaja, ma grazie all'osservanza di alcuni principi vedici fondamentali, possiamo gradualmente elevare la nostra coscienza spirituale, la coscienza di Krishna.

Il nostro progressivo avanzamento è parallelo al perfezionamento della nostra coscienza. Che utilità c'è nel diventare uno scienziato o un filosofo, se non possiamo sapere quale sarà la nostra prossima vita? Uno studente realizzato nella Coscienza di Krishna può dire con grande facilità quale sarà la sua prossima vita, chi è Dio, che cos'è l'essere vivente e qual è la relazione che esso ha con Dio. La sua conoscenza è perfetta perché proviene da perfetti libri di conoscenza, come la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam.

Questo, dunque, è il metodo della coscienza di Krishna. Poiché è un metodo molto facile, qualsiasi persona può adottarlo e rendere perfetta la propria vita. Se qualcuno dice: "Io non sono affatto istruito, non sono in grado di leggere libri", non sarà certo rifiutato per questo. Egli può sempre rendere perfetta la sua vita recitando il Mahamantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare.

Krishna ci ha dato una lingua e due orecchie, e forse ci sorprenderà sapere che Krishna deve essere compreso attraverso le orecchie e la lingua e non con gli occhi. Ascoltando il Suo messaggio, impariamo a controllare la lingua, e quando la lingua è controllata, allora anche gli altri sensi gradualmente lo saranno. La lingua è fra tutti i sensi il più vorace e il più difficile da controllare, ma per controllarla è sufficiente recitare il mahamantra e gustare il prasada di Krishna, il cibo offerto a Krishna.

Noi non possiamo comprendere Krishna con la percezione sensoriale o con la speculazione. Non è possibile perché Krishna è così grande che è situato al di là della portata dei nostri sensi. Tuttavia potrà essere compreso se ci abbandoneremo a Lui. Krishna raccomanda quindi questo procedimento:

sarvadharman parityajya
mam ekam saranam vraja
aham tvam sarvapapebhyo
moksayisyami ma sucah

"Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me soltanto; Io ti proteggerò da tutte le reazioni peccaminose, non hai nulla da temere" (B.g. 18.66).

Sfortunatamente la ribellione è la nostra malattia: noi resistiamo automaticamente all'autorità. Eppure, anche se diciamo di rifiutare l'autorità, la natura è così forte che ci impone la sua. Siamo obbligati ad accettare la sua autorità. Che cosa c'è di più patetico di un uomo che sostiene di rifiutare qualsiasi autorità, ma finisce col seguire ciecamente i suoi sensi, dovunque essi lo trascinino? La nostra falsa pretesa d'indipendenza è soltanto stupidità.

Tutti noi siamo sottoposti all'autorità, eppure affermiamo di non volere autorità, ciò è definito maya, illusione. Beneinteso, noi godiamo di una certa indipendenza: siamo liberi di scegliere l'autorità dei nostri sensi o l'autorità di Krishna. La migliore, e suprema autorità è Krishna, perché Egli è il nostro eterno amico e parla sempre per il nostro bene.

Dal momento che dobbiamo accettare un'autorità perché non accettare la Sua? Grazie al semplice ascolto delle Sue glorie dalla Bhagavad-gita e dallo Srimad-Bhagavatam, e col canto e la recitazione dei Suoi nomi  Hare Krishna  possiamo rapidamente rendere perfetta la nostra vita.


NOTE

(1)  Tale concetto è assurdo. Nella Bhagavadgita è chiaramente stabilito che la natura materiale non funziona in modo indipendente.
(2) e anche il maestro spirituale di Vyasadeva, Narada, accetta Krishna come Dio. Il maestro spirituale di Narada, Brahma, accetta Krishna non solo come la Persona Suprema, ma anche come la Persona che ha il controllo supremo: isvarah paramah krisnah Colui che ha il controllo supremo è Krishna.

Studio sulla Bhagavad-gita


Domande e risposte - 1a…

(1a parte) Domande e risposte sulla Bhagavad-gita Che cos'è la Bhagavad-gita? La Bhagavad-gita ("Il canto del Signore"), nota...

Domande e risposte - 2a…

(2a parte) Domande e risposte sulla Bhagavad-gita Che cosa sono i jiva? I jiva siamo noi, esseri viventi...

Un breve riassunto

Un breve riassunto della Bhagavad-gita La Bhagavad-gita inizia con il re cieco Dhritarastra che chiede al...

Un sommario - 1a parte

Un sommario della Bhagavad-gita (parte I) La luce della Gita di Kalakantha Dasa Bhagavad-gita significa "il canto (gita)...

Un sommario - 2a parte

Un sommario della Bhagavadgita (parte II) La luce della Gita di Kalakantha Dasa   "Sono la fonte di tutti...

Bhagavad-gita_NOANNIVERSARY
  • 1
  • 2
Prev Next

Il Dharma

Il dharma nella Bhagavad-gita Sri Krishna cambia la comprensione di Arjuna  per quanto riguarda la...

Krishna è Dio

Krishna è Dio, la Persona Suprema   Nell'Atharva-veda, la  Gopala-tapani Upanisad dichiara direttamente che Krishna, è Dio...

L'antica scienza dell'agire

  L'antica scienza dell'agire Forse avrete sentito il racconto di alcuni ricchi mercanti o di baroni turbolenti...

La scala dello Yoga

  La scala dello yoga Dal fondo alla cima Si può iniziare la propria "scalata" sulla scala dello...

Le qualità della virtù

  Le qualità della virtù Il compimento delle tre austerità che seguono, sono dette qualità della virtù...

  • 1
  • 2
  • 3
Prev Next

Capitolo 01

1° Capitolo Sul campo di battaglia di Kuruksetra a. I preparativi per la guerra (1.1-27) 1. Sańjaya informa...

Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...