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Il Movimento Hare Krishna

Il Movimento per la Coscienza di Krishna (conosciuto oggi anche come Movimento Hare Krishna) nasce in India tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo d. C.. Il suo fondatore, Sri Caitanya Mahaprabhu, è una manifestazione di Dio, la Persona Suprema, disceso per diffondere il canto del nome del Signore in ogni città e in ogni villaggio della Terra. La Sua apparizione è menzionata negli Scritti vedici:

''Nell'era di Kali (Kali significa discordia e ipocrisia e Kali-yuga è l'era in cui attualmente ci troviamo) le persone intelligenti si impegnano nel canto congregazionale al fine di adorare l'incarnazione di Dio che canta costantemente i nomi di Krishna. Sebbene il colore della Sua carnagione non sia scuro, Egli è Krishna stesso.E' accompagnato dai Suoi associati, dai Suoi servitori, dalle Sue armi spirituali e dai Suoi compagni più intimi".(Srimad Bhagavatam 11.5.32 - Sri Karabhajana al re Nimi)

Nato nel distretto di Nadia, nel Bengala occidentale, il Movimento per la Coscienza di Krishna, anche noto come Movimento del Sankirtan, viene diffuso in tutta l'India da Sri Caitanya in persona e dai Suoi discepoli. In seguito è portato avanti dagli acarya della Gaudiya Vaisnava Sampradaya, la catena di maestri spirituali grazie alla quale esso è potuto arrivare intatto fino a noi.

L'ultimo anello di questa catena di maestri è Sua Divina Grazia Abhay Charan Bhaktivedanta Swami Prabhupada, fondatore-acarya dell'I.S.K.Con., l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

Srila Saccidananda Bhaktivinoda Thakura, padre di Bhaktisiddhanta Sarasvati, che fu maestro spirituale di Bhaktivedanta Swami, più di un secolo fa profetizzò la venuta di una personalità di grande rilievo spirituale che avrebbe portato il Movimento del Sankirtan di Sri Caitanya Mahaprabhu al di là dei confini dell'India. La sua profezia fu confermata dagli astrologi, che alla nascita di Abhay Charan lessero nella sua carta astrale quello che si sarebbe in seguito verificato, ossia la diffusione a livello mondiale del Movimento per la Coscienza di Krishna. In realtà il Movimento del Sankirtan è eterno, e tuttavia, come il sole illumina prima un emisfero e poi 1'altro del nostro pianeta, così esso appare e scompare, spostandosi ovunque, per dare a tutti la possibilità di ristabilire la perduta relazione con Dio.

Portatore delle verità conclusive di tutte le Scritture vediche, il Movimento per la Coscienza di Krishna si espande in Occidente a partire da1 1965, anno in cui Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami Prabhupada, all'età di 69 anni, lascia l'India e s'imbarca sulla nave Jaladuta con destinazione Yew York. Anziano, solo, con quaranta rupie in tasca (l'equivalente di un Euro), e dopo aver subito due severi attacchi di cuore nel Mare Arabico a causa del maltempo, Bhaktivedanta Swami, fedele all'istruzione del suo maestro spirituale, che nel 1922 gli aveva affidato la missione di predica al mondo Occidentale, sbarca negli Stati Uniti d'America.

Gli anni tra il 1922 e il 1965 erano trascorsi nella preparazione di questo progetto. Durante quegli anni Bhaktivedanta Swami tradusse e commentò la Bhagavad-gita e i primi volumi dello Srimad-Bhagavatam. In seguito, con la collaborazione dei suoi discepoli occidentali completò quasi del tutto la traduzione e il commento dello Srimad-Bhagavatam e donò al mondo tesori quali le opere devozionali di Srila Rupa Gosvami, di Bhaktivinoda Thakura, di Krishnadasa Kaviraja Gosvami e di altri grandi acarya vaisnava.

La scomparsa fisica di Abhay Charan Bhaktivedanta Swami da questo mondo nulla toglie alla relazione di servizio che i suoi seguaci diretti e indiretti hanno instaurato con lui, sia nella forma di diksa, l' iniziazione spirituale, sia nella forma di siksa, le istruzioni contenute nei suoi libri, nelle sue conversazioni, nelle lettere e nelle centinaia di conferenze che egli ha generosamente elargito a profusione, nonostante l'età e il precario stato di salute.

Questi documenti spirituali costituiscono il punto di riferimento per chiunque desideri coltivare la pratica del trascendentalismo in modo serio, e soprattutto autorevole.

Dal 1965 ad oggi sono stati distribuiti svariati milioni di libri di Sua Divina Grazia e alcuni dei suoi discepoli diretti hanno completato i lavori di traduzione e di spiegazione che egli aveva lasciato incompiuti. Inoltre, molta altra letteratura vaisnava è stata ed è diffusa da chiunque tra i suoi seguaci abbia la vocazione di elaborare su uno qualsiasi degli innumerevoli argomenti presentati nelle Scritture vediche.

I contenuti specifici del messaggio di cui il Movimento del Sankirtan è portatore possono essere sintetizzati in due parole: sanatana-dharma. Il sanatana-dharma include due aspetti fondamentali: la conoscenza della realtà e la scienza dell'anima. Sanatana-dharma significa letteralmente natura intrinseca o posizione costituzionale eterna dell'essere vivente, e non ha nulla a che fare con il dogmatismo di una fede settaria né con il sentimentalismo di una fede cieca.

Il termine dharma indica la funzione naturale ed eterna di qualcuno o di qualcosa. L'acqua, per esempio, ha la funzione di bagnare, il fuoco quella di riscaldare, ecc. Similmente, l'essere individuale ha la funzione di servire. Sia che serviamo la famiglia o le nostre ambizioni lavorative, una causa o degli ideali umanitari, il corpo e i sensi, il nostro egoismo, la nazione, il fanatismo, il progresso scientifico o un animale domestico, tutti siamo, in un modo o nell'altro, assorti nel dharma del servire. In ogni tipo di attività possiamo dunque riscontrare quest'attitudine di servizio, che non è scindibile da un'attrazione più o meno intensa per l'oggetto che serviamo e con il quale sperimentiamo una certa affinità.

L' assorbimento nel servizio agli oggetti effimeri di questo mondo, siano essi grossolani (la casa, la famiglia, il denaro, ecc.) o sottili (la fama, l'amore, il successo, ecc.) pone l'individuo in una situazione di estrema precarietà. Infatti, a prescindere dalla razza, dal colore della pelle, dalla nazionalità e dalla fede religiosa, tutti siamo soggetti a sette problemi specifici: la nascita in un corpo materiale, la malattia, la vecchiaia, la morte, la sofferenza causata dal corpo e dalla mente, la sofferenza causata dagli altri esseri viventi e quella provocata dalle calamità naturali. Questi sette problemi, che con tanto dispendio di tempo e di mezzi scienziati e tecnici si sforzano di debellare, in realtà non sono risolvibili in alcun modo. Solo elevando la coscienza individuale al piano della realizzazione spirituale, piano sul quale si comprende pienamente la propria eterna identità di servitore di Dio, è possibile venirne fuori e perciò liberarsi dai legami della materia, legami che costringono l'essere vivente a prendere un corpo dopo l'altro in un ciclo perpetuo di morti e rinascite. Una simile realizzazione presuppone l'accettazione del fatto che oltre ai fenomeni grossolani della natura, esistono i fenomeni sottili (telepatia telecinesi, ecc.) e quelli spirituali. Con i sensi grossolani possiamo percepire la materia grossolana, con i sensi sottili possiamo percepire la materia sottile e con i sensi spirituali arriviamo a realizzare brahma-vastu, la sostanza spirituale. Tuttavia, al contrario del corpo grossolano e di quello sottile, il corpo spirituale non impone all'essere individuale i limiti e le sofferenze a cui le coperture materiali lo costringono.

E' dal corpo spirituale che scaturiscono i desideri di permanenza, di conoscenza e di felicità, ma questi desideri sono costantemente frustrati dalla natura sostanzialmente mutevole e precaria della materia, attraverso la quale riteniamo di poterli soddisfare e che puntualmente ci sconfigge con le sue rigide leggi.

Perciò, se desidera soddisfare la sua sete di felicità, di eternità e di conoscenza, l' essere vivente deve situarsi nuovamente nella sua posizione originale di eterno servitore di Dio e deve altre sì imparare a utilizzare al suo servizio ogni forma di energia, inclusa l'energia materiale. Questo è il sanatana-dharma, ossia la funzione eterna dell'essere spirituale, come ci spiega lo Srimad-Bhagavatam:

''Il dharma supremo per tutta l'umanità è quello grazie a cui gli uomini possono ottenere il servizio devozionale al Signore trascendentale. Tale servizio devozionale dev'essere incondizionato e ininterrotto per soddisfare completamente l'anima.'' (Srimad-Bhagavatam 1.2.6)

Usare la materia per la gioia del Signore è un' arte da apprendere sotto la guida di un maestro spirituale, il cui esempio è conforme ai principi enunciati nelle Scritture e tramandati dalla catena di maestri.

Questo è, in sintesi, il contenuto specifico del messaggio diffuso dal Movimento per la Coscienza di Krishna, Movimento che ha come prospettiva il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di persone nell'osservanza dei principi della religione sulla base dell'acquisizione di conoscenza spirituale e di una progressiva devozione a Dio. A questo fine la I.S.K.Con. si muove su più fronti. Se da una parte procede la distribuzione capillare di libri e riviste di cultura spirituale, da un'altra i devoti sono impegnati nella diffusione del maha-mantra Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare attraverso il metodo dell'harinama sankirtana, ossia il canto pubblico del nome del Signore, accompagnato da strumenti e danze. Non c'è stile musicale, antico o moderno, che i devoti del Movimento non utilizzino per aiutare le persone di ogni città e Paese a familiarizzare con questo mantra, che nell'era attuale è la sintesi di ogni preghiera e che nella sua estrema semplicità possiede la capacità di purificare il cuore. Inoltre, la I.S .K.Con. si avvale del programma ''Food for life'', che va avanti in circa sessanta paesi del mondo e che consiste nella distribuzione sponsorizzata di prasadam, cibo consacrato e rigorosamente lacto-vegetariano. Il prasadam, oltre a riempire lo stomaco e a mantenere il corpo libero dagli effetti inquinanti di un' alimentazione sbagliata, ha la funzione specifica di avvicinare a Dio chiunque lo assaggi consapevolmente o inconsapevolmente.

In quanto Movimento di predica, la I.S.K.Con. non è interessata a collezionare adepti, e tuttavia chiunque desideri partecipare direttamente alla missione di Sri Caitanya Mahaprabhu può farlo. Naturalmente esistono delle regole precise di adesione, almeno per coloro che vogliono conseguire l'iniziazione spirituale e/o vivere nelle Comunità della I.S.K.Con.: consumare solo prasadam, non assumere alcun tipo di intossicante, inclusi tè e caffè, svolgere attività sessuali solo nell'ambito del matrimonio e ai fini della procreazione, evitare il gioco d'azzardo e recitare un numero prescritto di mantra ogni giorno sono i principi di base a cui gli aderenti devono conformarsi. La salvaguardia della purezza del Movimento è affidata al Corpo dei G.B.C. (Governing Body Commission), una Commissione fatta da circa quaranta discepoli diretti di Sua Divina Grazia Abhay Charan Bhaktivedanta Swami, che con grande zelo e fedeltà al loro maestro spirituale si preoccupano che le sue istruzioni vengano eseguite e tramandate così come sono alle generazioni future. Qualsiasi deviazione, seppur minima, dal cammino tracciato da Bhaktivedanta Swami Prabhupada verrà senza dubbio individuata e rettificata dal Corpo dei G.B.C., che perciò costituisce la garanzia per la continuazione della sua opera di predica al mondo occidentale. La gestione dei vari dipartimenti della I.S.K.Con., come la diffusione di libri e riviste, la manutenzione dei Templi, l'adorazione delle Divinità, la conduzione di comunità agricole autosufficienti, ecc., è affidata a membri qualificati dell'Associazione, che fanno capo al Corpo dei G.B.C. e il cui potere decisionale è quindi subordinato alle deliberazioni di quest'ultimo.

Il Movimento per la Coscienza di Krishna non è un'istituzione statica, bensì fortemente dinamica. Esso non dipende dal numero dei suoi membri né dalle loro qualifiche; ciò significa che non esiste condizione materiale che possa determinarne il successo o il fallimento. In quanto portatore della bhakti, la devozione a Dio come scopo della vita umana, questo Movimento dipende da Dio stesso e i suoi membri ne sono i servitori. La gerarchia all'interno del Movimento è concepita sulla base di questo principio, perciò i membri del Corpo dei G.B.C., i maestri spirituali, gli amministratori, i predicatori, i pujari (sacerdoti impegnati nell'adorazione delle Divinità), i contadini e tutti coloro che in qualche modo partecipano alla missione di Sri Caitanya Mahaprabhu, relazionano gli uni con gli altri in un'attitudine di servizio reciproco, ben consapevoli della presenza di Krishna nel cuore di ogni essere vivente. Il genere di servizio varia secondo i ruoli, ma tutti i membri devono sempre essere consapevoli della loro eterna posizione di servitori e non devono quindi mai cadere vittime dell'orgoglio e dell'invidia, fattori questi che costituiscono la fonte dello sfruttamento e degli abusi di potere. Se una simile eventualità dovesse verificarsi Krishna sarebbe costretto ad adottare le misure del caso per riportare la situazione al suo stato di purezza originale.

Perciò il Movimento del Sankirtan di Sri Caitanya Mahaprabhu non è né un'istituzione stereotipata né è categorizzabile come invenzione o come proprietà degli uomini; al contrario, è l'umanità che dovrebbe avvantaggiarsene.

All'inizio è una questione di fede (sraddha); poi la fede cresce e dà i suoi primi frutti nella forma di desiderio di vivere in compagnia dei devoti del Signore, con i quali si avverte una certa affinità (sadhu-sanga). Quindi se sraddha, la fede, non si ferma a causa di debolezze sensuali e mentali o di eventuali atteggiamenti offensivi (che distruggerebbero il tenero germoglio della devozione) e continua invece il suo percorso di crescita, dà nascita a bhajana kriya, il desiderio di sancire la relazione col proprio maestro spirituale attraverso l'iniziazione. Il maestro spirituale viene scelto sulla base della sua fedeltà alle istruzioni delle Scritture e delle affinità elettive, che renderanno il rapporto maestro-discepolo semplice e naturale. Imparando a eseguire le istruzioni del proprio guru si entra gradualmente nella fase di anartha-nivritti, in cui ha luogo la progressiva purificazione dagli attaccamenti egoistici. Questo stadio precede nistha, la ferma determinazione nel servizio devozionale caratterizzata da una forte realizzazione della bellezza e della superiorità della bhakti. Tale realizzazione produce ruci, il gusto spirituale da cui scaturisce asaktih, un profondo attaccamento alla Coscienza di Krishna. Il devoto giunto allo stadio di asaktih si trova nell'anticamera dell' amore per Krishna, amore che si manifesta in due fasi: bhava e prema. Perciò è detto che il regalo del Movimento di Sri Caitanya Mahaprbhu al mondo è prema-pumartho-mahan, l'amore per Dio. Per ottenere questo fine sublime, il devoto neofita si avvale di nove metodi di servizio devozionale.

Sravanam e kirtanam, l'ascolto e il canto del nome del Signore e delle Sue glorie, sono l'acqua che innaffia il tenero germoglio della devozione. Inoltre, in ogni sua attività il devoto coltiva smaranam, il ricordo costante di Krishna. Pada-sevanam, il servizio pratico, aiuta il devoto neofita a stabilire una relazione operativa col Signore, in quanto egli apprende sia che l' energia materiale può essere utilizzata in servizio devozionale e assumere così una connotazione del tutto spirituale, sia che l' amore senza servizio pratico è soltanto una speculazione mentale.

Segue arcanam, l'adorazione della forma saguna del Signore. In questa forma Krishna, che è nirguna, ossia privo di attributi materiali, si manifesta con l'aiuto di elementi materiali. Tuttavia la forma del Signore non è materiale, anche se rappresentata nel legno, nella pietra, nel metallo o in qualsiasi altro elemento riconosciuto dalle Scritture. Dal momento che Egli è assoluto, ha la facoltà di manifestarsi nel modo che più gli aggrada, e lo fa nella Sua forma saguna per aiutare il devoto neofita a sviluppare una concezione personale della Verità Assoluta. Il devoto impegnato in arcanam può infatti servire il Signore esattamente come farebbe con una qualsiasi altra persona; inoltre egli, seguendo le regole di adorazione del Pancaratrika-vidhi, impara l'arte della pulizia e della concentrazione della mente. Vandanam, l'offerta di preghiere, costituisce una vera e propria panacea per il devoto, che prendendo rifugio nel Signore trova sollievo alle sue ansie e alle sue incertezze. Infine ci sono dasyam, sakhyam e atma-nivedanam, che corrispondono rispettivamente al soddisfare i desideri di Dio, al legarsi a Lui in un sentimento di amicizia e all'abbandonare a Lui il proprio destino.

Queste ultime tre forme di bhakti sono molto elevate, ma coltivando in modo appropriato le prime sei è possibile realizzarle pienamente nella propria vita. In conclusione possiamo dire che il Movimento del Sankirtan di Sri Caitanya Mahaprabhu è altamente benefico per tutti, perché non si limita a dare un aiuto temporaneo, né la mera liberazione dal ciclo di nascite e morti ripetute. Esso situa l'essere vivente nella sua posizione eterna di intimo associato del Signore Supremo e gli permette in tal modo di esprimere, senza pericolo di minacce o barriere, la sua natura originale piena di conoscenza e felicità.

 

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