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Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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sprabhupada

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Storia e filosofia della Coscienza di Krishna,
dalle origini ai giorni nostri

Alla civiltà vedica, altamente stimata ed apprezzata da insigni studiosi di scienze umanistiche in tutto il mondo, ieri come oggi viene riconosciuto ufficialmente uno dei posti più autorevoli nella storia della civiltà umana. Questa civiltà, detta "brahminica," dal nome della classe sociale che ne era alla guida, ha lasciato in eredità alla storia umana un patrimonio culturale di inestimabile valore in termini di conoscenza fisica, metafisica e spirituale; scienze, arti e religione.

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Brahma, il primo essere creato, riceve la conoscenza da Krishna.

Questa civiltà, fin dai primordi, ha fatto perno sulla saggezza divina impartita da  Dio in Persona, Krishna, nel momento stesso della creazione di quest'Universo, al signore  Brahma, il primo  essere creato. Tramandata da questi a suo figlio, il celebre saggio e devoto Narada, quest'ultimo la trasmise, fra gli altri, ad un suo discepolo, Vyasadeva, il quale risiedeva in una località santa, Badrinath, sulle vette dell'Himalaya. A partire dalla creazione dell'universo materiale in poi, fino all'avvento dell'era di Kali, l'epoca in cui viviamo (iniziata cinquemila anni or sono), la scienza della realizzazione spirituale, quale strumento trascendentale per lo sviluppo della Coscienza di Dio, di Krishna, è stata un bene comune, un immenso, inesauribile patrimonio a disposizione di tutta l'umanità. Da maestro a discepolo, oralmente, l'insegnamento spirituale, con la pratica dell'ascolto e del racconto, ha pervaso e infuso di gazia divina milioni di anni di storia umana.

Centinaia di migliaia di specie umane, per migliaia di generazioni, su infiniti pianeti negli universi materiali, hanno vissuto le loro avventure esistenziali, fra tragedie e trionfi, alla ricerca della perfezione, della liberazione dalle leggi ineluttabili della nascita e della morte, imposte dalla poderosa macchina della natura materiale. Nel corso di milioni di anni, l'umanità, con tutti i suoi limiti e l'enorme potenzialità, seguendo le preziose istruzioni della conoscenza rivelata dei Veda, ha modellato la propria storia fino a tempi relativamente recenti. Alla vigilia dell'avvento di Kali-yuga, il grande saggio Mahamuni Vyasadeva, colmo di compassione per le anime sfortunate di quest'era di ipocrisia e discordia, prevedendo con visione divina la disastrosa condizione delle generazioni future, per salvare e garantire intatto il sapere trascendentale, mise per iscritto ciò che fino ad allora era stato tramandato oralmente: il sapere per eccellenza, la conoscenza vedica, la scienza della realizzazione spirituale.

Questa conoscenza dei Veda è giunta fino a noi dagli yuga precedenti, attraverso quattro principali linee discipliche, dette Sampradaya, che prendono il nome dai loro rispettivi iniziatori: Brahma-gaudiya sampradaya, Laksmi o Sri-sampradaya, Rudra-sampradaya e Sanaka o Hamsa-sampradaya. Il sapere spirituale di queste quattro vie della trascendenza, soprattutto nel corso dell'ultimo millennio, è stato tramandato intatto fino alla nostra generazione da cinque importanti scuole di Vaisnavismo, tutt'ora seguite da oltre trecentocinquanta milioni di fedeli che adorano Dio come il Signore Visnu o Krishna. Queste cinque scuole di trascendenza, il cui unico scopo è la diffusione della coscienza di Dio, Krishna, sono conosciute con il nome dei loro rispettivi acarya e fondatori, e sono: la scuola di Ramanuja, Madhva, Nimbarka, Vallabha e Sri Caitanya. Vediano ora alla luce della storia le loro rispettive realizzazioni mistiche, poiché seppure in armonia fra loro, ciascuna scuola ha sviluppato un particolare rasa (o relazione personale con la divinità), una sua dottrina filosofica e differenze culturali rispetto alle altre. Descriviamo quindi ciò che queste scuole hanno sperimentato e insegnato.

LA SCUOLA DI RAMAMANUJA

Ramanuja-acarya è stato il primo a formalizzare il pensiero e l'adorazione delle Divinità nel movimento bhakti nel Sud dell'India, iniziato da un gruppo di devoti mistici detti Alvar. Nel dodicesimo secolo egli compilò importanti testi conformi ai Veda, stabilendo canoni per l'adorazione delle Divinità nel tempio, che ancora oggi formano le basi della maggior parte dei sistemi di adorazione vaisnava. Le sue scuole o asram, dette "Sri vaisnava", si trovano soprattutto nel Sud dell'India. Ramananda, un importante maestro spirituale apparso successivamente in questa scuola, predicò l'amore per Sita-Rama e diffuse il culto della bhakti nel Centro e nel Nord dell'India. La filosofia di questa scuola è un monismo ben definito, vishishtadvaita, che insegna: benché ogni cosa sia connessa a Dio, ci sono differenze reali fra: il Signore, le anime e il creato.

LA SCUOLA DI MADHVA

I monasteri e i santuari di adorazione, fondati da Madhvacarya nel tredicesimo secolo, si trovano principalmente nell'India occidentale e sono mantenuti con cura da numerosi seguaci. Come altri prominenti capi vaisnava, anche Madhva fece i primi studi sotto la guida di un insegnante della scuola impersonalista di Sankara, rimanendone insoddisfatto. In seguito, ispirato dalla bhakti, chiese ed ottenne di diventare discepolo di Srila Vyasadeva, divenendo successivamente uno dei più prolifici scrittori e filosofi vaisnava. La filosofia di questa scuola è detta dvaita, dualismo, e Madhvacarya sottolinea con enfasi le differenze fra Dio, il mondo e le anime. Il suo dualismo è quasi una contrapposizione al monismo di Sankara, in quanto Madhva ignora virtualmente ogni concetto di unità quando viene inteso come una fusione con l'assoluto. Le anime sono di differenti qualità: sattva, raja e tama. La sua filosofia è singolare in quanto insegna che non tutte le anime otterranno la liberazione, in quanto alcune soffriranno la dannazione eternamente.

LA SCUOLA DI NIMBARKA

Nimbarka Swami, nel quattordicesimo secolo, spianò la strada affinché si affermasse in maniera popolare e diffusa l'adorazione di Sri Sri Radha-Krishna. Ad oggi, il movimento da lui fondato, è probabilmente il più piccolo fra i vari rami della tradizione vaisnava. La maggior parte dei suoi seguaci si trova nel Centro-Nord dell'India, nell'area di Mathura-Vrindavana, nel Rajasthan e in Bengala. Nimbarka Swamī è stato il primo ad identificare il Supremo Brahman nella coppia divina di Sri Sri Radha-Krishna. La sua filosofia è dvaita-advaita, dualità nella differenza, una posizione che si pone tra il monismo di Sankara, che nega il mondo nel suo insieme e il dualismo radicale di Madhvacarya. Nimbarka Swami tratta l'unità dell'esistenza e le differenze come due verità, senza porre enfasi su nessuna delle due. La materia e le anime sono considerate parti o energie di Dio, che non sono tutt'uno, né distinte, né separate da Lui.

LA SCUOLA DI VALLABHA

Questo movimento è molto prominente nel Nord-Ovest e nel Nord dell'India, anche nella regione di Mathura-Vrindavana. Vallabhacarya, un brahmana Telegu del quindicesimo secolo, a differenza di tutte le altre scuole vaisnava, non fondò alcun ordine monastico. Egli insegna che ogni cosa nel mondo è buona e riflette qualche parte della bellezza di Dio. La filosofia di Vallabha conosciuta è come suddha-advaita, puro monismo. Egli non identifica Dio e la creazione come Brahman privo di forma e di qualità, alla maniera di Sankara. Insegnando invece che ciascuna cosa nel mondo è unita a Dio come Persona, e che Egli possiede forma e qualità, saguna brahman. La sua posizione è simile a quella di Ramanujacarya, ad eccezione che Vallabha vede tutto come Krishna, o immediatamente ed  intimamente in relazione a Lui. Questa scuola vede ogni cosa come un riflesso di Dio e quindi buona.

LA SCUOLA  DI SRI CAITANYA

Il movimento di Sri Caitanya Mahaprabhu, nel sedicesimo secolo, concluse il rinascimento della bhakti iniziato da Sri Ramanujacarya nel XII secolo. Sri Caitanya enfatizzò l'importanza di glorificare Dio invocando i Suoi santi nomi, specialmente con il canto di gruppo, con altri devoti, tale pratica è chiamata sankirtana. La sua scuola ha fondato la maggior parte dei templi e luoghi di pellegrinaggio nell'area di Mathura-Vrindavana e la Sua influenza si è diffusa per tutta l'India, specialmente nel Nord e Nord-Est. La filosofia esposta da Sri Caitanya Mahaprabhu e dai Suoi primi discepoli insegna che ogni cosa in questo mondo è simultaneamente e inconcepibilmente una e differente da Dio, acintya-bheda-abheda-tattva. Il potere mistico permette a Dio di essere contemporaneamente immanente e trascendente, che corrisponde a come i devoti sperimentano la relazione con Lui, rispettivamente nella Sua presenza o assenza. Sri Krishna, con la Sua consorte Radha, è adorato come Amante Divino, è circondato da amici e amiche intime, moltitudini di devoti, nell'infinita varietà di forme delle anime liberate, che gioiscono eternamente di questo amore con Dio nel mondo spirituale.

La bhakti è vista come un'evoluzione progressiva, attraverso cinque stadi nella relazione con Dio: neutralità, servizio, amicizia, sentimenti di genitori, amore coniugale. Quest'ultima scuola, fra tutte, riveste un carattere singolare ed eccezionale: in accordo alle Scritture vediche e alla testimonianza di innumerevoli saggi e anime liberate, il Signore Supremo nell'era di Kali, discende nel mondo materiale assumendo la forma di un puro devoto di Krishna divenendo famoso col nome di Sri Caitanya Mahaprabhu, il Sommo Maestro. Questa particolare manifestazione di Dio fra gli uomini detta avatara, colui che discende, ha svolto un'opera dagli effetti dirompenti nella società del Suo tempo. Scavalcando il rigido ed artificiale sistema delle caste, Sri Caitanya, detto anche Gauranga per il colore dorato della Sua carnagione, ha reso accessibile a tutti in maniera estremamente efficace, genuina e semplice, il puro amore per Krishna, gettando le fondamenta della storia devozionale dei prossimi diecimila anni, aprendo un periodo aureo, eccezionalmente fortunato per il progresso spirituale di tutto il pianeta, che sarà conosciuto con il nome di Era Caitanya.

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Il Movimento del sankirtan di Sri Caitanya.

Il messaggio di Sri Caitanya Mahaprabhu ebbe un grande seguito fra la gente dei Suoi tempi, ovunque il Signore Si recasse, folle oceaniche, lo seguivano e lo acclamavano cantando i santi Nomi di Krishna. Sri Caitanya ebbe molti discepoli ricchi di profonda spiritualità, fra cui i sei Gosvami di Vrindavana, sante personalità di asceti filosofi che hanno lasciato un incalcolabile tesoro di letteratura spirituale sul tema della bhakti. Il maestro spirituale di questo gruppo, Srila Rupa Gosvami, incaricato da Dio stesso, Sri Caitanya Mahaprabhu, di diffondere il culto dell'amore per Radha-Krishna, diede nuova vita ad una già antica tradizione devozionale che ebbe grande seguito di devoti, chiamati rupanuga o seguaci di Rupa Gosvami. Il sentimento e la filosofia della  bhakti hanno continuato nei secoli successivi a ispirare una grande quantità di talenti, esercitando poderosi stimoli su grandi personalità che hanno poi trasmesso alla società il messaggio trascendentale nella forma di teatro, musica, poesia, narrativa, filosofia, arti e scienze.

In questo breve articolo, per mancanza di spazio, risulta purtroppo impossibile rendere adeguato merito ai molti eminenti santi vaisnava che hanno illuminato questi ultimi secoli, ciò nonostante si può fare a meno di menzionare alcuni grandi acarya, maestri spirituali di enorme rilievo per la loro opera di diffusione del vaisnavismo in India e in Occidente: Thakura Bhaktivinoda, filosofo e poeta, nato in India nella prima metà del secolo scorso in una famiglia agiata, ricoprì a lungo la carica di magistrato, ma la sua devozione per Caitanya Mahaprabhu, lo rese famoso come santo e scrittore prolifico. Egli fu il primo a scrivere opere sulla bhakti in lingua inglese, facendo così penetrare il messaggio del Signore Caitanya ai massimi livelli della cultura internazionale. La sua vita e le sue opere hanno influenzato spiritualmente personalità del suo tempo, in patria e all'estero.

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Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura.

Bhaktisiddhanta Sasvati Goswami, figura ascetica di santo e fervente predicatore, nacque a Puri, in India, nella seconda metà dell'ottocento. Egli fondò oltre cento templi vaisnava, iniziò numerosi discepoli, pubblicò in gran quantità i più importanti libri sulla bhakti e diede vita a due importanti riviste periodiche, divenute molto famose: l'Harmonist e Hari-Toshanam, in cui tratta sistematicamente e filosoficamente tutti i temi più rilevanti della bhakti come scienza e stile di vita per l'intera società umana. Un suo discepolo, uno degli ultimi anelli in questa catena disciplica, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, nato a Calcutta nel 1896, dopo aver vissuto la prima parte della propria vita in famiglia, poi gradualmente, mosso a compassione per la condizione di disperata povertà spirituale in cui si trova l'umanità, spinto dal desiderio di soddisfare l'ordine ricevuto anni addietro dal suo maestro spirituale, di predicare il messaggio di Krishna in Occidente, nel 1965, all'età di sessantanove anni, si imbarca per l'America.

Senza mezzi economici né appoggi sicuri, dopo un viaggio tormentoso, traversando i mari di mezzo mondo, approda a Boston. Alcuni mesi dopo, nel tentativo di predicare la coscienza di Krishna a un grande pubblico, si trasferisce a New York, dove conduce una vita di ristrettezze, prove e sacrifici. L'anno successivo, nel 1966, con i suoi primi seguaci, fonda il movimento Hare Krishna. Nella metropoli americana, a quel tempo capitale della controcultura degli anni sessanta, nel calderone in ebollizione della protesta giovanile, sinceri ma confusi ideali di pace si manifestavano con il movimento hippy, i miti delle droghe psichedeliche, del sesso e della musica rock. Fù in quest'atmosfera di forti pulsioni ideali e di trasformazioni sociali di massa che Srila Prabhupada fondò la I.S.K.CON., Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, che, sotto la sua guida esperta e sicura, ben presto come un luminoso fiore di loto puro e immacolato emerse al di sopra della palude che lo ha generato.

Il movimento Hare Krishna crebbe e si propagò velocemente in tutto il mondo, dando benefici, con l'antica scienza della bhakti, a milioni di persone, ormai smarrite nella foresta dell'illusione e prese negli ingranaggi dell'arida vita materiale. A.C. Bhahtivedanta Swami, chiamato reverenzialmente dai suoi discepoli Srila Prabhupada, ha lasciato questo mondo mortale a Vrindavana, il 14 Novembre 1977. In soli undici anni, dalla fondazione del movimento alla sua scomparsa, ha predicato ininterrottamente in tutto il mondo la Coscienza di Krishna, ha in iniziato alla vita spirituale più di cinquemila discepoli, ha aperto oltre cento templi nei cinque continenti e ha trodotto più di sessanta libri sulla bhakti. Al momenco attuale, la I.S.K.CON., conta nel mondo più di duecento templi e numerosi villaggi, fattorie, comunità rurali, centri di predica, scuole, musei, ristoranti, stazioni radio, studi televisivi e case editrici che pubblicano autentica letteratura vedica in più di sessanta lingue. Inoltre, numerosi periodici, riviste e altri strumenti di comunicazione permettono oggi di mantenere viva e diffondere fra la gente questa preziosissima scienza di realizzazione spirituale, la quale, grazie alla compassione e alla misericordia di Krishna e del Suo puro devoto Srila Prabhupada, è giunta intatta fino alla nostra generazione.

 

Studio sulla Bhagavad-gita


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Capitolo 01

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Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...