Perché sostenere la I.S.K.Con.?

Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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9 MAGGIO 2017

Nrisimha

Sri Nrisimhadeva

Srimad Bhagavatam - Settimo Canto, Capitolo 8

Come narra questo capitolo, Hiranyakasipu era pronto a uccidere il suo stesso figlio, Prahlada Maharaja, ma Dio, la Persona Suprema, apparve davanti al demone nella forma di Sri Nrikesari, mezzo leone e mezzo uomo, e uccise Hiranyakasipu.

Seguendo le istruzioni di Prahlada Maharaja, tutti i figli dei demoni avevano sviluppato attaccamento per Sri Visnu, Dio, la Persona Suprema. Quando questo attaccamento diventò visibile, i loro insegnanti Sanda e Amarka, temettero fortemente che la devozione dei ragazzi per il Signore aumentasse. Disperati, avvicinarono Hiranyakasipu e descrissero nei particolari gli effetti della predica di Prahlada. Dopo aver ascoltato queste notizie, Hiranyakasipu decise di uccidere suo figlio Prahlada.

Hiranyakasipu era cosi pieno di collera che sebbene Prahlada Maharaja cadesse ai suoi piedi e pronunciasse molte parole dolci per soddisfarlo, non riuscì a calmare il suo demoniaco padre. Hiranyakasipu, com'è tipico dei demoni, cominciò a pretendere di essere più grande del Signore Supremo, ma Prahlada Maharaja lo sfidò dicendo che Hiranyakasipu non era Dio, e cominciò a glorificare la Persona Suprema affermando che il Signore è onnipresente, che tiene ogni cosa sotto il Suo controllo e che nessuno può uguagliare o superare la Sua grandezza. Chiese quindi a suo padre di sottomettersi al Signore Supremo e Onnipotente.

Quanto più Prahlada Maharaja glorificava il Signore Supremo, tanto più il demone si agitava e s'irritava. Hiranyakasipu chiese al figlio vaisnava se Dio fosse presente anche nelle colonne del palazzo, e Prahlada Maharaja immediatamente affermò che grazie alla Sua onnipresenza il Signore era anche là nelle colonne. Nell'ascoltare questa filosofia dalla labbra del bambino, Hiranyakasipu cominciò a deriderlo definendo fantasie infantili le sue affermazioni e assestò con forza un pugno sulla colonna.

Non appena Hiranyakasipu ebbe colpito la colonna, ne uscì un suono tumultuoso. In un primo momento Hiranyakasipu, il rè dei demoni, non vedeva altro che la colonna, ma per sostenere le affermazioni di Prahlada, il Signore, nella Sua meravigliosa manifestazione di Narasimha, metà uomo e metà leone, uscì dalla colonna.

Hiranyakasipu capì immediatamente che questa eccezionale forma del Signore era sicuramente venuta per ucciderlo; si preparò quindi a combattere Narasimha nella Sua forma di metà uomo e metà leone. Il Signore compì i Suoi divertimenti combattendo per qualche tempo contro il demone e giunta la sera, nell'ora che separa il giorno dalla notte, il Signore afferrò il demone, lo stese sulle Sue ginocchia e lo uccise squarciandogli l’addome con i Suoi artigli. Il Signore non uccise soltanto Hiranyakasipu, il re dei demoni, ma anche molti dei suoi seguaci. Quando non ci fu più alcun oppositore, il Signore, ruggendo di collera, Si sedette sul trono di Hiranyakasipu.

 Sri Nrisimha, il Protettore dei Devoti
I devoti di Krishna, quando sono in pericolo, si rivolgono spontaneamente alla Sua forma più feroce per essere protetti.

 

di Aja Govinda Dasa

Sri Nrisimhadeva Una delle forme più terrificanti di Sri Krishna è quella del Signore Nrisimhadeva, la Sua incarnazione mezzo-uomo e mezzo-leone. Il Signore Nrisimha si manifestò per proteggere il Suo devoto Sri Prahlada Maharaja da suo padre, il re ateo Hiranyakasipu.

Prahlada il bambino santo

Sri Prahlada Maharaja, avendo ricevuto la conoscenza del servizio devozionale nel grembo materno, fu devoto di Sri Krsna fin dalla nascita. Una volta, durante un’assenza di Hiranyakasipu, gli esseri celesti suoi nemici, servitori del Signore Supremo e responsabili della gestione dell’universo, rapirono sua moglie per uccidere il suo embrione, perché temevano che da esso potesse svilupparsi un altro terribile nemico. Srila Narada Muni liberò madre e figlio dopo aver persuaso gli esseri celesti che il bambino che sarebbe nato era un elevato devoto di Sri Krsna. [vedasi l’inserto “Perché Prahlada divenne figlio di Hiranyakasipu.”]

Mentre era ancora nel grembo di sua madre nel periodo in cui essa rimase nell’ashram di Narada Muni, Prahlada per caso ascoltò Narada che illustrava le trascendentali glorie del Signore e, liberatosi da ogni paura, divenne completamente arreso all’infallibile protezione del Signore. Successivamente, sebbene fosse ancora un bambino di cinque anni, con la sua ferma fede nella protezione del Signore indusse questa stessa pura devozione per il Signore nel cuore dei suoi compagni della scuola atea di Sukracarya, il guru dei daitya, i discendenti atei di Diti.

Infuriato per l’inflessibile devozione di suo figlio verso il suo peggiore nemico – il Signore Visnu, la forma a quattro braccia di Sri Krishna – Hiranyakasipu condannò Prahlada a morte. Gli assistenti di Hiranyakasipu fecero di tutto per ucciderlo. Si cercò di farlo morire di fame, fu avvelenato, maledetto con incantesimi, percosso da demoni, calpestato da elefanti, messo in una gabbia con pitoni velenosi, gettato giù da alte vette di montagna e aggredito con pietre, fuochi e tempeste di neve. Nonostante tutti i tentativi di Hiranyakasipu, Prahlada rimase incolume e la collera del re demoniaco crebbe a dismisura.
Hiranyakasipu fa piani per diventare Dio

Il rancore di Hiranyakasipu per il Signore Visnu era cominciato quando il Signore sotto la forma di un gigantesco cinghiale aveva ucciso il suo fratello gemello Hiranyaksa che aveva sconvolto l’equilibrio della terra scavando avidamente alla ricerca dell’oro. Per la morte di suo fratello, Hiranyakasipu aveva accusato il Signore Visnu di essere parziale verso gli esseri celesti: “Dio, la Persona Suprema, ha cambiato la Sua naturale tendenza ad essere imparziale sia con i demoni sia con gli esseri celesti. Sebbene Egli sia la Persona Suprema, ora, sotto l’influenza di maya [l’illusione] ha assunto la forma di un cinghiale per compiacere i Suoi devoti, gli esseri celesti, proprio come un bambino irrequieto che propende per qualcuno.
In verità il Signore non è mai parziale con nessuno: samo ’ham sarva-bhutesu na me dvesyo ’sti na priyah (Bhagavad-gita 9.29).
Egli si limita a reciprocare con ogni essere vivente in base ai desideri dell’essere. Il Signore Sri Krishna nella Bhagavad-gita (4.11) insegna:

ye yatha mam prapadyante
tams tathaiva bhajamy aham
mama vartmanuvartante
manusyah partha sarvasah

Tutti seguono la Mia via in un modo o nell’altro, o figlio di Prtha, e nella misura in cui si abbandonano a Me, Io li ricompenso.

Per questo il Signore appare sotto la forma della morte all’ateo e di amoroso salvatore al Suo devoto. Ed Egli Stesso personalmente è aldilà di ogni preferenza materiale. Per vendicare la morte del fratello, il potente daitya Hiranyakasipu aveva fatto voto di soddisfare l’anima di suo fratello con il sangue di Visnu. Nella sua ricerca dell’immortalità e della potenza per sconfiggere Visnu, aveva compiuto austerità umanamente impossibili con cui ottenne alcune benedizioni dal Signore Brahma, il creatore dell’universo. Hiranyakasipu pensava di poter diventare Dio per mezzo delle sue austerità e penitenze. Stupidamente riteneva che, poiché il Signore stava favorendo gli esseri celesti, anche Lui doveva essere un comune essere vivente condizionato (soggetto all’influenza della parzialità e dell’odio) e che era divenuto Dio per mezzo di austerità. Questa mentalità è caratteristica dei filosofi mayavadi che sostengono che ogni anima è Dio illuso da maya e che, quando l’illusione viene dissipata, l’anima realizza nuovamente la sua identità con Dio. Questa teoria comunque è inaccettabile se consideriamo la supremazia di Sri Krsna, Dio, la Personalità Suprema, come è affermato nella Bhagavad-gita (9.10):

mayadhyaksena prakrtih
suyate sa-caracaram
hetunanena kaunteya
jagad viparivartate

La natura materiale, che è una delle Mie energie, agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kunti, generando tutti gli esseri, mobili e immobili. Secondo le sue leggi, questa manifestazione è creata e annientata in un ciclo senza fine.

L’energia materiale, maya, è una delle numerose potenze del Signore Supremo. Poiché maya è completamente sottomessa al Signore, non è assolutamente possibile che il Signore Supremo Assoluto sia soggiogato dalla sua influenza. Gli esseri viventi, invece, poiché sono minuscole parti del Signore possono essere ingannati. La teoria dei Mayavadi secondo cui l’anima dopo la liberazione si fonde con il Signore viene rifiutata nella Bhagavad-gita (15.7, 2.12) in cui Krsna dichiara che tutte le anime jiva, eternamente Sue parti, rimangono sempre individualmente distinte. I Mayavadi affermano inoltre che il modo più elevato di concepire Dio è ritenerLo trascendentale, impersonale ed onnipervadente nirguna-brahma (una Verità Assoluta priva di qualità, attributi o forma), che assume un corpo condizionato materiale come il nostro ogni volta che scende in questo mondo. Perciò per i Mayavadi, il Signore Visnu o Sri Krsna sono saguna-brahma, cioè Brahman dotato di attributi e forme che per loro significa un illusorio coinvolgimento materiale, perché essi non riescono proprio ad immaginare la trascendenza con qualità e forme. Frustrati dalla sofferenza provocata dal corpo materiale, i filosofi impersonalisti concepiscono la trascendenza e la liberazione libere da qualità e attributi. Il Signore, comunque, sconfigge con chiarezza questo concetto:

avyaktam vyaktim apannam
manyante mam abuddhayah
param bhavam ajananto
mamavyayam anuttamam

Gli uomini privi d’intelligenza, che non Mi conoscono veramente, pensano che Io, Krsna, la Persona Suprema, sia stato in precedenza impersonale e abbia ora assunto questa personalità. A causa della loro scarsa conoscenza ignorano la Mia natura superiore, che è immutabile e suprema. (Bhagavad-gita 7.24)

Dalla Bhagavad-gita apprendiamo dunque che Sri Krsna non ha mai fatto nulla per diventare Dio. Egli è eternamente la Suprema Verità Assoluta e le anime individuali sono eternamente Sue parti.

Nrisimhadeva uccide Hiranyakasipu

Proprio come i Mayavadi sostengono la falsa teoria che con le austerità si possa diventare Dio, così Hiraniakasipu riteneva di poter ottenere un dominio eterno su tutto e vincere il Signore Visnu con la sua potenza. Prahlada però sfidava il suo potere.

L’arrogante Hiranyakasipu lo maledì chiedendogli: “Da dove ti viene il potere di sfidare la mia supremazia?” - “L’origine della mia forza è il Signore Visnu,“ rispose il coraggioso Prahlada. “Egli è la sorgente di ogni forza, inclusa la tua.”

Sentire che la sua forza era un dono di Visnu, il suo peggior nemico, fu il più grande insulto per Hiranyakasipu, che sfidò Prahlada: “O sfortunatissimo Prahlada, tu hai sempre parlato di un supremo controllore onnipervadente al di sopra di me. Se Egli è ovunque, allora perché non è presente davanti a me in questo pilastro? Se non appare da questo pilastro, allora oggi la tua testa sarà tagliata dalla mia spada.”
Con queste parole, Hiranyakasipu colpì il pilastro con il pugno, e da questo emanò un suono che sembrò spezzare la copertura dell’universo.

Per provare la verità dell’affermazione del Suo devoto Prahlada, il Signore Supremo apparve dal pilastro in una forma mai vista prima, una forma né uomo né leone, la forma del Signore Nrsimhadeva. Sebbene Hiranyakasipu, quando attaccò il Signore Nrsimha, sembrasse una falena che entra nel fuoco, egli stupidamente pensava di poter sconfiggere il Signore come aveva sconfitto tutti gli altri nemici.

Molto tempo prima, quando suo fratello era stato ucciso, questo stesso Hiranyakasipu pieno di ira si era precipitato con un tridente fino alla casa del Signore. Allora il Signore era scomparso entrando in una narice di Hiranyakasipu che, incapace di trovarLo, aveva pensato che Dio fosse morto. Ora Hiranyakasipu stava lottando con il Signore che giocava con lui come il gatto con il topo.

Quando il sole cominciò a tramontare, il Signore Nrisimha sollevò Hiranyakasipu sul Suo grembo e affondò le unghie nel suo petto. Il daitya gridò: “Ahimé, il mio petto ora lacerato da Nrisimhadeva è lo stesso petto su cui si ruppero le zanne di Airavata, l’elefante di Indra. È quello stesso petto che rimase senza cicatrici nonostante fosse stato colpito dalla scure del Signore Siva.” (Nrisimha Purana 44.30)

Nrisimhadeva dilaniò il petto duro come la pietra di Hiranyakasipu con le Sue unghie simili al diamante. Il Signore indossò gli intestini del re come una ghirlanda che celebrava la Sua vittoria e, per convincere gli esseri celesti della morte di Hiranyakasipu, strappò via il cuore del daitya. Come ulteriore aspetto del Suo divino passatempo, il Signore fu improvvisamente sorpreso nel constatare che il corpo di Hiranyakasipu era scomparso. Quando battè le mani però, i pezzi strappati del corpo di Hiranyakasipu caddero a terra dalle Sue unghie. (Nrisimha Purana 44.32-35)

Da questa descrizione possiamo comprendere che Hiranyakasipu era un insetto insignificante paragonato al leone trascendentale, il Signore Nrisimha. Come Jayadeva Gosvami conferma:

tava kara-kamala-vare nakham
adbhuta-srngam
dalita-hiranyyakasipu-tanu-bhrngam
kesava dhrta-narahari-rupa jaya jagadisa hare

O Kesava! O Signore dell’universo! O Signore Hari che hai assunto l’aspetto di un essere mezzo uomo e mezzo leone! Tutte le glorie a Te! Proprio come si può facilmente schiacciare tra le unghie una vespa, così il corpo del demone Hiranyakasipu simile a una vespa, è stato squarciato dalle poderose unghie appuntite delle Tue meravigliose mani di loto.

Il Signore Nrisimha distrusse Hiranyakasipu senza violare le benedizioni offertegli dal Signore Brahma, che gli aveva garantito di non essere ucciso:

• né dentro né fuori di una residenza (il Signore lo uccise sulla soglia)
• né di giorno né di notte (il Signore lo uccise al crepuscolo)
• né sulla terra né in cielo (il Signore lo uccise sul Suo grembo)
• né da un uomo né da un animale (il Signore Nrisimha è metà uomo e metà leone)
• da nessun essere celeste, demone o grande serpente (il Signore è al di sopra di ognuna di queste categorie)
• da nessuna arma o entità vivente o non vivente (il Signore Nrisimha ferì il daitya con le Sue unghie che non sono da considerarsi armi e che non sono né vive né morte)

In conclusione Hiranyakasipu non doveva essere ucciso da nessun essere vivente creato o non creato da Brahma. Hiranyakasipu aveva avuto anche la cautela di assicurarsi che non sarebbe stato ucciso né dal Signore Brahma, né dal Signore Siva, né dal Signore Visnu, le tre divinità che presiedono l’universo ( gli unici tre esseri viventi dell’universo non creati da Brahma). Il Signore Nrisimha è un lila-avatara, cioè un’incarnazione per i divertimenti di Sri Krishna, e non è della categoria di Brahma, Siva o Visnu, che sono i tre guna-avatara, le divinità che governano i tre modi della natura materiale.

Hiranyakasipu, il tiranno dell’universo, voleva invertire il sistema religioso. Voleva che gli empi fossero premiati e le persone pie fossero punite. Per questa ragione alla morte di Hiranyakasipu, tutti gli esseri celesti e tutti gli abitanti dei vari pianeti offrirono le loro preghiere al Signore Nrisimha, esprimendo al Signore la loro gratitudine per aver ucciso il daitya, che si era impadronito di tutte le loro ricchezze, delle loro mogli e delle loro parti di offerte sacrificali. Soltanto Prahlada Maharaja però riuscì con preghiere amorevoli a placare l’ira trascendentale del Signore Nrisimha, che è pronto perfino ad apparire come mezzo uomo e mezzo leone per salvare i suoi puri devoti.

L’inflessibile fede di Prahlada riempì di gioia il Signore Nrisimha, che più volte gli chiese di esprimere un desiderio, ma Prahlada, il più misericordioso di tutti, che si preoccupava di più del benessere degli altri pregò il Signore di liberare il suo demoniaco padre. Il Signore Supremo assicurò la liberazione di ventuno generazioni della discendenza di Prahlada.

Aja Govinda Dasa di diciannove anni, discepolo di Sua Santità Hanumatpresaka Swami, ha vinto una borsa di studio Clarendon per seguire un dottorato ad Oxford sull’intelligenza artificiale. All’età di diciassette anni, la Eta Kappa Nu Honor Society lo ha incluso tra i dieci migliori studenti della Boise State University e tra i quattro migliori ingegneri in elettrotecnica degli USA.

Perché Prahlada Diventò il Figlio di Hiranyakasipu

Una volta il potente Hiranyakasipu salì sulla vetta del monte Kailasa, residenza del Signore Siva, dove cominciò a compiere severe austerità. Il Signore Brahma, amministratore di tutto l’universo, cominciò a pensare come fermare il daitya, ben sapendo che Hiranyakasipu con la sua potenza, frutto delle sue austerità, avrebbe terrorizzato l’universo. Il saggio Narada assicurò suo padre Brahma che sarebbe riuscito a distrarre Hiranyakasipu dalla sua meditazione ascetica.

Narada e il suo amico Parvata Muni presero la forma di uccelli e volarono sul luogo dove Hiranyakasipu era assorto in meditazione. Qui recitarono tre volte il mantra: om namo narayanaya. Sentendo il nome del suo nemico Narayana, Visnu, Hiranyakasipu lanciò una freccia per uccidere gli uccelli, ma i saggi volarono via.

Distolto dalla sua austerità, Hiranyakasipu tornò nel suo palazzo, dove trascorse una notte di piacere insieme alla sua regina Kayadhu. Kayadhu chiese al marito perché avesse abbandonato la sua decisione di compiere austerità per diecimila anni. Egli le raccontò degli uccelli che lo avevano disturbato cantando forte i nomi di Narayana. Nel momento in cui il potente daitya godeva intimamente della compagnia di sua moglie, scaricò il suo seme in lei proprio mentre le ripeteva il mantra: om namo narayanaya. In questo modo i santi nomi del Signore furono invocati al momento del concepimento di Sri Prahlada Maharaja.
Dal Nrisimha Purana 41.7-34

In che Modo Prahlada Seppe che il Signore Nrsimha lo Avrebbe Protetto

In uno degli utlimi tentativi di uccidere Prahlada, Hiranyakasipu ordinò ai suoi soldati di legare Prahlada con dei nagapasa (corde fatte di serpenti) nel buio della notte, di gettarlo nel mare e di lanciare enormi pietre per schiacciarlo sul fondo del mare. Quando Prahlada fu gettato nell’oceano, le onde lo portarono sulla riva, dove il portatore personale del Signore Visnu, la potente aquila Garuda, discese per liberare Prahlada dai serpenti che succhiano la vita.

Poi Varuna, signore del mare, svegliò Prahlada offrendogli i suoi omaggi e, ripresa coscienza, Prahlada pregò Varuna: “O Signore dell’oceano, tu sei fortunato perché sostieni il Signore Visnu che giace su un letto di serpenti sulle tue acque. Per favore, insegnami come posso tenerLo davanti ai miei occhi.”

Varuna rispose: “Caro Prahlada, o migliore tra gli yogi, se tu Lo pregherai in una profonda meditazione, il Signore, che è il benefattore dei Suoi devoti, certamente ti apparirà davanti.” Poi Varuna scomparve nelle acque.

Ritenendosi indegno di avvicinarsi al Supremo Signore Visnu, Prahlada pianse singhiozzando mentre il suo cuore sprofondava nel dolore e perse conoscenza. Allora il Signore Visnu apparve e lo sollevò sul Suo grembo. Svegliato dalle amorevoli mani del Signore, Prahlada fu pervaso dalla paura, dalla sorpresa e dal piacere di essere tenuto dal Signore per cui cadde in estasi. Il Signore abbracciò Prahlada e quando egli riprese coscienza si prostrò davanti al Signore incapace però di pronunciare qualsiasi preghiera. Il Signore lo tirò su e gli disse: “O figlio, smetti di aver paura della Mia maestosità perché nessuno Mi è più caro di te. Per favore, chiediMi qualsiasi cosa tu desideri di più.”

Prahlada rispose: “Mio Signore, io desidero soltanto sorseggiare il nettare della Tua forma divina, che si mostra raramente perfino ai più grandi degli esseri celesti.” Quando il Signore invitò di nuovo Prahlada a chiedere un dono, il grande santo richiese per sé soltanto un’esclusiva e inflessibile devozione.

Dopo aver benedetto Prahlada perché ottenesse tutto quello che desiderava e potesse godere di tutti i piaceri, il Signore disse: “Non rattristarti per la Mia scomparsa perché Io non sarò mai separato dal tuo cuore. Molto presto sarò di nuovo con te, quando, per uccidere Hiranyakasipu, apparirò nella forma di Nrisimha, amabile per le persone sante e mortale per gli atei.”
Dal Nrisimha Purana 43.28-85

Il Giorno della Divina Apparizione di Nrsimha

Un Capitolo del Padma Purana, l'Uttara Khanda, descrive le glorie di Sri Nrisimha Caturdasi, il giorno della divina apparizione del Signore Nrisimha. In esso il Signore Siva narra a sua moglie Parvati il seguente racconto:

Dopo che il Signore Nrisimha ebbe ucciso Hiranyakasipu, Prahlada offrì preghiere di sincera devozione e poi chiese al Signore: “Come ho fatto ad ottenere questa rarissima posizione di puro servizio devozionale verso di Te?”

Il Signore Nrisimha rispose: “Prahlada, nella tua ultima vita tu eri un figlio indegno di un brahmana. Non ubbidivi alle scritture vediche e ti dedicavi ad attività peccaminose. Col semplice fatto di aver osservato un digiuno completo da ogni tipo di cibo e dall’acqua nell’auspicioso giorno della Mia apparizione, Sri Nrisimha Caturdasi, tu hai ottenuto il puro servizio di devozione verso di Me. A chiunque osservi questo digiuno, prometto eterna felicità, piacere e la liberazione.”

Il Signore Nrisimha è una forma eterna del Signore che appare in diversi universi e in tempi diversi per attuare i Suoi divini divertimenti. Il Suo Nrisimha Caturdasi, il quattordicesimo giorno di luna crescente del mese di Madhusudana, è quindi un giorno eternamente divino in cui i Suoi devoti si astengono da ogni cibo e dall’acqua fino al crepuscolo per onorare la trascendentale apparizione del Signore.

Studio sulla Bhagavad-gita


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3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

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Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

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8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

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9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

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Capitolo 15

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Capitolo 18

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