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8 MAGGIO 2017 - Scomparsa

jayananda

UN SANTO MODERNO

Sri Jayananda Prabhu

 

Ricordando l'esempio cosciente di Krishna dato da Sriman Jayananda Dasa,
un puro discepolo di un puro devoto

di Bhayahari dasa

 

Il 16 gennaio del 1967 Srila Prabhupada partì in aereo da New York per inaugurare il primo tempio Hare Krishna a San Francisco. La notizia del suo arrivo era riportata dal notiziario del Canale Quattro e dai due giornali quotidiani. Mentre la notizia passò inosservata alla maggior parte degli abitanti di San Francisco, un giovane di nome Jim Kohr la notò. Nonostante si fosse laureato in ingegneria meccanica all'Università di Stato dell'Ohio, faceva il taxista nelle strade di San Francisco. Incapace di partecipare alla corsa al successo nella corporazione o nelle classi alte, era spesso infelice senza saperne la ragione.

Sebbene Jim non fosse una persona religiosa, l'articolo gli infuse un raggio di speranza. Decise di provare con lo Swami indiano. Senza saperlo, Jim stava facendo il primo passo verso il compimento del suo destino. Sebbene avesse da vivere soltanto per altri dieci anni, in quel breve periodo avrebbe dimostrato come raggiungere il culmine che si può ottenere dopo vite di impegno spirituale. Se ne sarebbe andato lasciando molti insegnamenti preziosi che avrebbero ispirato ed istruito le presenti e future generazioni di vaisnava, devoti del Signore.

La sera seguente, Jim arrivò al tempio che trovò pieno di persone, per lo più hippy. Si distingueva per i suoi capelli corti, il suo aspetto pulito e i suoi abiti stirati e con i suoi 28 anni era più vecchio della maggior parte dei presenti. Le apprensioni di Jim però svanirono quando vide entrare lo Swami. Jim stette seduto durante tutta la lezione e comprò un set di tre volumi dello Srimad-Bhagavatam, su cui Srila Prabhupada fece l'autografo con la dedica: "A Sriman Jim Kohr".

Per la prima volta in molti anni, Jim si sentì sereno. Aveva appena incontrato il suo eterno maestro spirituale. Jim iniziò a frequentare il tempio con regolarità. A lui piaceva particolarmente il programma del mattino, quando la maggior parte degli hippy dormivano ancora. Qualche volta era l'unica persona presente alla lezione. Anni dopo rivelò che si fidava dello Swami ed era sicuro che lo Swami non lo avrebbe ingannato.

Una volta quando aveva quattro anni, in chiesa Jim si alzò improvvisamente guardandosi intorno ansiosamente. Quando la nonna gli chiese cosa avesse, egli domandò: "Dov'è Dio?" Ora sentiva che Srila Prabhupada stava rispondendo a questa antica domanda sepolta nel profondo della sua coscienza. Nel febbraio del 1967, Prabhupada accettò Jim come discepolo e lo iniziò col nome di Jayananda Dasa.

Jayananda sapeva toccare il cuore di molte persone, che di solito, corrispondevano facendo qualche servizio per Krishna.

Dalle Scritture vaisnava, come la Madhurya-kadambini di Srila Visvanatha Cakravarti Thakura, apprendiamo che un'anima condizionata progredisce attraverso le fasi della sadhana-bhakti (pratica devozionale) prima di ottenere lo spontaneo amore per Dio. I nuovi bhakta (devoti) al tempio di San Francisco spesso lottavano con i loro desideri materiali e le loro pratiche spirituali quotidiane, con alti e bassi nella coscienza di Krishna. Sorprendentemente, nessuno ricorda Jayananda nel ruolo di un "nuovo devoto."

Si dedicò alla coscienza di Krishna con naturalezza e senza sforzo. Era attratto da tutti gli aspetti della coscienza di Krishna, cantare sui grani, cantare nei kirtana, rispettare prasadam, adorare le Divinità e così via. Spesso diceva: "La coscienza di Krishna è così dolce!" Infatti Jayananda trovava la coscienza di Krishna così dolce che ben presto perse il gusto per qualsiasi altra cosa. Donò tutti i suoi risparmi a Prabhupada, che nella sua Prefazione al Nettare della devozione, lo ringraziò pubblicamente: "Chiedo di esprimere la mia gratitudine e il mio ringraziamento per il contributo dato dal mio amato discepolo Sriman Jayananda Brahmacari."

 

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Jayananda si dedicò completamente alla pratica del servizio devozionale. Serviva costantemente il Signore, comprando le provviste, cucinandoprasadam, pulendo la cucina, portando fuori l'immondizia o insegnando ai nuovi devoti. Egli faceva tutto ciò dopo un'intera giornata di lavoro come taxista, con i cui proventi pagava i conti del tempio. Diventò esperto in tutto ciò che era necessario per diffondere la coscienza di Krishna. Usciva a vendere gli Insegnamenti del Signore Caitanya di Prabhupada, diventando un pioniere in un servizio caro al cuore di Prabhupada - la distribuzione al pubblico di libri rilegati sulla coscienza di Krishna.

Nel giorno dell'apparizione del Signore Caitanya, Srila Prabhupada fu molto felice di vedere che Jayananda spontaneamente eseguiva un kirtana nella strada fuori del tempio. Allora, incoraggiato, Jayananda cominciò a cantare regolarmente nelle strade più affollate insieme ad altri devoti, dando inizio ai gruppi di canto che presto si sarebbero diffusi in tutto il paese

Sia i devoti sia gli altri si sentivano istintivamente attratti dalla purezza di Jayananda. Una volta, mentre offriva una ghirlanda a Srila Prabhupada, si scusò per i suoi abiti sporchi di grasso. Srila Prabhupada fece notare: "Non c'è assolutamente alcuna offesa. Voi [miei discepoli] potete essere sporchi, ma i vostri cuori sono puri."

Jayananda sapeva toccare il cuore di molte persone che di solito corrispondevano facendo qualche servizio per Krishna. Per il tempio otteneva quasi tutto gratis o con un forte sconto. Era amico di negozianti, autorità municipali, ubriachi e derelitti. Tutti amavano Jayananda ed egli era felice d'impegnare tutti nel servizio di Dio. Era quello che lavorava più duramente, ma lodava il servizio di tutti gli altri. Era umile, tollerante, compassionevole e rinunciato. Le sue attività, le sue parole, la sua vita e la sua morte, tutto è stato un esempio del processo della bhakti, servizio devozionale al Signore.

Le istruzioni di SrIla Prabhupada — specialmente quelle che incoraggiavano il servizio pratico — divennero la vita stessa di Jayananda. Una volta ad un devoto che gli chiedeva come fare avanzamento nella coscienza di Krishna, Jayananda alzando le spalle rispose: "Veramente non lo so. Sono troppo impegnato a lavorare".

Jayananda era così immerso nell'eseguire le istruzioni di Prabhupada che raramente aveva il tempo d'incontrarlo. Servendo in separazione, comprese che l'associazione attraverso le istruzioni è più importante dell'associazione fisica. Si dice che si deve agire in modo tale che Krishna voglia vederci; Jayananda con la sua attitudine di servizio fu l'esempio vivente di questo detto.
Srila Prabhupada chiedeva sempre di Jayananda e qualcuno doveva andare a cercarlo. Per Jayananda, Sri Krishna e Srila Prabhupada erano le due uniche verità ultime. Tutto il resto, compreso il suo corpo, doveva essere impegnato alloro servizio.

IL LANCIO DEL RATHA YATRA

Un giorno alcuni devoti trovarono una piccola divinità del Signore Jagannatha (Krishna come "il Signore dell'universo") in un negozio di articoli d'importazione. Srila Prabhupada li rimandò a prendere le altre divinità del set — il signore Balarama e Subhadra Devi — e iniziò la loro adorazione nel tempio. Meditando sulle divinità, Srila Prabhupada espresse il suo intenso desiderio di diffondere la loro misericordia organizzando un Rathayatra, il festival dei carri tenuto ogni anno in loro onore nella sacra città di Puri in India.

Jayananda dedicò tutto se stesso ad esaudire questo desiderio di Prabhupada. Iniziando con un autocarro a fondo piatto, mise insieme un "carro" con l'aiuto dei devoti e di chiunque altro. Il 9 luglio 1967, ebbe luogo il primo Rathayatra a San Francisco — il primo in assoluto fuori dell'India — grazie alla fatica, al sudore e al sangue di Jayananda.

Jayananda migliorò il festival anno dopo anno, raccogliendo fondi, ottenendo permessi, facendo pubblicità, costruendo carri colossali partendo dal nulla e perfino preparando torte per persone con cui aveva contatti come la polizia municipale e il Servizio Parchi degli Stati Uniti. Viveva con i carri mentre venivano costruiti; spesso lavorando dopo poche ore di sonno o senza dormire quando la data del festival si avvicinava.

Finalmente il festival si tenne in Golden Gate Park e anno dopo anno attrasse una folla sempre più numerosa. Grazie agli sforzi di Jayananda, migliaia di persone ricevettero la misericordia del Signore Jagannatha. Ora i festival sono tenuti nelle città di tutto il mondo. SrIla Prabhupada espresse spesso la sua gratitudine a Jayananda per i festival. Dopo la morte di Jayananda, Srila Prabhupada disse che la sua foto doveva essere posta su uno dei carri di ogni Rathayatra.

UN CORPO MALATO

Durante i preparativi del Rathayatra di New York del 1976, Jayananda scoprì sul suo corpo gonfiori che gli procuravano dolore. Un confratello si preoccupò che potessero essere cancerosi, ma Jayananda gli fece promettere di non dirlo a Srila Prabhupada fino a dopo il festival. La più grande preoccupazione di Jayananda era che il Rathayatra fosse un successo; tutto il resto era secondario.

Il Rathayatra di New York fu veramente un grande successo. Percorrendo la Quinta Strada, i tre carri allietarono migliaia di persone, molte delle quali ne trassero ispirazione per fare domande e perfino per impegnarsi a praticare la coscienza di Krishna. Srila Prabhupada era estatico. Lo definì un grande successo e ringraziò Jayananda per il suo servizio.

I gonfiori sul corpo di Jayananda risultarono essere cancerosi. Gli fu diagnosticata la leucemia, che gradualmente ridusse il suo corpo ad uno scheletro. Accettando la sua morte imminente, Jayananda continuò ad esprimere la sua profonda gratitudine per Srila Prabhupada. I suoi amici erano scossi e rattristati nel vedere il suo corpo devastato dalla malattia, ma Jayananda era ancora troppo impegnato a compiere il servizio devozionale per darle troppa importanza. E quando accettò le cure mediche, usò il suo tempo in ospedale a parlare ai dottori, alle infermiere e ai pazienti della coscienza di Krishna.

Jayananda pensava costantemente a come espandere il Rathayatra nelle altre città. Nei suoi ultimi mesi di vita, aiutò ad organizzare il Rathayatra di Los Angeles, facendo telefonate, raccogliendo denaro e guidando i devoti. Un giorno, mentre passeggiava sulla Venice Beach, dove avrebbe avuto luogo il festival, abbassò gli occhi e - come se vedesse il festival imminente - disse: “Che Rathayatra meraviglioso!”

Il primo maggio del 1977 pochi mesi prima del festival, Jayananda lasciò questo mondo. In una lettera dedicata Jayananda, dopo la sua scomparsa, Srila Prabhupada lo celebrava per la sua vita gloriosa e per la sua morte ancor più gloriosa, poiché sia in vita che nel momento della morte era rimasto assorto nel servizio a Krishna.

Prabhupada ordinò che il giorno della scomparsa di Jayananda fosse celebrato come quelli degli altri santi vaisnava. Come Srila Bhaktivinoda Thakura disse così eloquentemente:

Ragiona male chi dice che i vaisnava muoiono mentre stanno ancora vivendo nella vibrazione sonora! I vaisnava muoiono per vivere, e vivono impegnati a diffondere il santo nome.

Per come penso Jayananda, io immagino questa scena: da qualche parte un Rathayatra dell'ISKCON sta per iniziare. Suoni di conchiglie e grida di "Jaya Jagannatha!" penetrano il cielo. Guardando dal mondo spirituale, Jayananda si volge verso Srila Prabhupada, che annuisce e dice: "Ti ringrazio molto."

Bhayahari Dasa, discepolo di Romapada Swami, vive a Fairfax in Virginia con sua moglie, lndulekha Devi Dasi e il figlio di sei anni, Dhruv. Lavora come esperto d'informatica e può essere contattato all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


UN AMICO PER TUTTI

Compilato da Kalakantha Dasa

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Una volta un giovane venne a visitare il tempio di San Francisco ed era desideroso di aiutare. Allora il presidente del tempio lo mandò nella zona dove si raccolgono i rifiuti, dove Jayananda stava preparando il trasporto settimanale dell'immondizia.

Jayananda disse al giovane: “Qui sono io che mi occupo dell'immondizia. Per anni sono stato a guardare gli uomini di questo servizio che portavano via la spazzatura ed ora Krishna mi sta dando l'opportunità di fare questo per Lui.” Il giovane non solo aiutò a caricare la spazzatura, ma accompagnò anche Jayananda alla discarica. Più avanti egli diventò un devoto di Krishna e si ricordò di aver pensato: Se l'uomo che si occupa dell'immondizia è così felice, puoi immaginare come lo sono le altre persone!

Come si dice dei sei Gosvami di Vrindavana, Jayananda era “caro sia ai buoni che ai furfanti”. Era capace di fare amici mentre era fuori a cantare sulle strade ed essi sarebbero venuti più tardi da lui a dirgli: “Ehi, dove sei stato?” Una volta un devoto a San Francisco fu avvicinato da un ubriaco malfermo sulle gambe. L'ubriaco guardò i suoi abiti e chiese: “Ehi, dov'è il mio vecchio amico Jayananda?”

Quando i devoti visitavano la zona che era stata di Jayananda per vendere incensi o per andare al mercato ortofrutticolo incontravano persone che dicevano cose di questo tipo: “Dov'è Johnny Ananda?” oppure: “Quell'uomo - è la persona più simpatica e sincera che abbia mai incontrato.” Un uomo disse: “Non conosco molto della vostra filosofia, ma se Jayananda vi aderisce, deve andare sicuramente bene.”

Una volta Jayananda e un altro devoto stavano sforzandosi per caricare un vecchio frigorifero su un camion. Due ubriachi stavano avanzando sul viale e Jayananda disse: “Voglio dare loro la possibilità di fare un po' di servizio devozionale.” Il suo entusiasmo per il servizio devozionale di solito era contagioso e anche quella volta non fece eccezione. Subito gli ubriachi si misero al lavoro e il carico fu completato in pochissimo tempo.

Jayananda allora disse loro:
"Ora dite Hare".
Gli ubriachi: "Hare".
"Ora dite Krishna".
Gli ubriachi: "Krishna".
"Ora dite Hare Krishna".
Gli ubriachi: "Hare Krishna".
"Jaya! Haribol! Grazie amici. Tutte le glorie a Srila Prabhupada!"

 

(da Ritorno a Krishna)

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