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4 MAGGIO 2017 - Apparizione

sita devi

 

Srimati Sita Devi

Srimati Sita Devi è la figlia del deva della Terra, Bhumi Devi, e la figura centrale del Ramayana. Per le stesse parole di Maharisi Valmiki, il Ramayana è conosciuto come la nobile storia di Sita, "Sita-ayah Caritam Mahat". Le sue glorie sono cantate dal santo poeta Thyagaraja nel suo "Sri Janakatayane".

Oh figlia di Janaka, rifugio delle anime beate. Oh consorte di Sri Raghu Rama,  ornata di vestiti brillanti per le gemme! Ti prego, proteggimi sempre. Tu sei il vento che distrugge le nuvole demoniache così come le centinaia di teste di Ravana. Tu sei l'abitante del cuore dei devoti; i tuoi piedi brillano della stessa lucentezza delle gemme incastonate nella corona di Indra.

Il re Janaka era il saggio e benvoluto re di Janakapuri ma, nonostante fosse amato da tutti, non aveva figli. Rajarisi, un re che vive come un saggio; Per questo motivo la dinastia del re Janaka di Videha era così rinomata. Egli governò il regno di Mithila guardando al popolo con amore ed affetto.

 

Il ritrovamento di Sita Devi in uno scrigno nella Terra

Maharaja Janaka stava arando un pezzo di terra per poi eseguire uno yajna (sacrificio spirituale). Così ad un certo punto, felicissimo, portò alla luce uno scrigno d'oro con all'interno una bambina. La terra arata dal giogo si chiama 'Sita' e così il re chiamò la bambina Sita. Con il ritrovamento della bambina la fortuna del re sembrò incrementare. La sua regina diede alla luce una bambina che fu chiamata Urmila. La coppia reale crebbe le bambine con grande affetto dando loro una buona educazione. Le due splendide ragazze, per le loro nobili qualità, intelligenza e buon comportamento, divennero care a tutti e crebbero fino a diventare principesse ideali.

Sita, giocava e cresceva nel palazzo di Janakaraj. Ben presto divenne conosciuta per la sua bellezza e per la sua devozione. Spesso poteva essere vista meditare, assorta, sul Signore di Surya-vamsa. A volte, quando era sola, interpretava i divertimenti amorosi delle varie forme del Signore gustandone anche i minimi particolari. In questo modo, rivalò ai suoi cari, che lei non era una ragazza ordinaria. Presto arrivò il momento per lei di trovare un fidanzato e di conseguenza sposarsi. Janakaraj, come re ksatriya organizzò un torneo, al quale invitò tutti i principi meritevoli che si sarebbero dovuti sfidare per ottenere la mano di Sita e il vincitore sarebbe diventato suo marito.

La storia racconta che un giorno il grande saggio Parasurama venne a trovare il re Janaka. Lui portava con sé un arco e lasciandolo davanti alla porta, entrò nella sala regale. Sita, vedendo l'arco corse verso di esso e vi salì sopra come se fosse stato un cavallo a dondolo. Solo chi era dotato di una grande forza avrebbe potuto maneggiare l'arco "Vaisnava". Quando Parasurama uscì dalla sala, mancava la punta dell'arco e, guardandosi in giro vide che Sita stava giocando con la punta dell'arco che non poteva essere sollevata da una persona ordinaria. Sia il saggio, sia il re, rimasero attoniti.

Il grande saggio Parasurama, che è un'incarnazione parziale (saktyavesa avatara) di Visnu benedì Sita e disse al re Janaka: "Caro re, solo una grande e forte personalità può sposare una ragazza dotata di queste qualità. Organizza uno svayamvara (dove le spose scelgono il loro marito in base alla dimostrazione delle sue capacità) per Sita e lascia che la persona più adatta dei tre mondi la sposi".

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