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16 AGOSTO 2017

nandotsava

Nandotsava

La cerimonia per la nascita del Signore, Sri Krishna, come descritta nello Srimad Bhagavatam, 10° Canto - 5° Capitolo, tradotta da Sua Divina Grazia  A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Come narra questo capitolo, Nanda Maharaja celebrò con grande fasto la cerimonia della nascita per il bambino che gli era appena nato. Poi andò da kamsa per pagare il solito tributo e incontrò il suo intimo amico Vasudeva.

 

SB 10.5.1-2  - Testo

sri-suka uvaca
nandas tv atmaja utpanne jatahlado maha-manah
ahuya vipran veda-jnan snatah sucir alankritah
vacayitva svastyayanam jata-karmatmajasya vai
karayam asa vidhivat pitri-devarcanam tatha

 TRADUZIONE

Sukadeva Gosvami disse: Nanda Maharaja era per natura molto generoso, e quando il Signore, Sri Krishna, apparve come suo figlio, fu sommerso dalla gioia. Dopo aver fatto un bagno, essersi purificato e indossato abiti adatti, invitò i brahmana che sapevano recitare i mantra vedici. Dopo che essi ebbero cantato inni vedici propiziatori, fece celebrare secondo tutte le regole la cerimonia vedica per la nascita del suo bambino, e provvide anche all'adorazione degli esseri celesti e degli antenati.

 SPIEGAZIONE

Srila Visvanatha Cakravarti Thakura ha commentato il significato delle parole nandas tu. Il termine tu, secondo il suo commento, non è stato usato per completare la frase che sarebbe stata completa anche senza questo termine. Il termine tu deve quindi essere stato usato con un diverso intendimento. Sebbene Krishna fosse apparso come figlio di Devaki, lei e Vasudeva non poterono godere del jata-karma, la festa della cerimonia della nascita, che fu invece motivo di gioia per Nanda Maharaja, come è affermato nel verso (nandas tu amaja utpanne jatahlado maha-manah). Quando Nanda Maharaja incontrò Vasudeva, questi non poté rivelargli la verità: "Tuo figlio Krishna è in realtà mio figlio. Tu sei Suo padre in un altro senso, in un senso spirituale." Per paura di Kamsa, Vasudeva non poté celebrare la festa per la nascita di Krishna. Nanda Maharaja, invece, approfittò degnamente dell'opportunità.

La cerimonia detta jata-karma può essere celebrata quando il cordone ombelicale che collega il bambino con la placenta è stato tagliato. Ma Krishna era stato portato da Vasudeva fino alla casa di Nanda Maharaja: come ciò avrebbe potuto verificarsi? A questo proposito, Visvanatha Cakravarti Thakura desidera provare, con testimonianze dedotte da molti sastra, che in realtà Krishna era nato come figlio di Yasoda prima di Yogamaya, che per questa ragione è considerata la sorella minore del Signore. Nonostante i dubbi che potrebbero rimanere sul cordone ombelicale, e anche se questo non ci fosse stato, quando appare Dio, la Persona Suprema, questi avvenimenti sono considerati reali. Krishna apparve come Varahadeva dalla narice di Brahma, perciò Brahma è considerato il padre di Varahadeva. Sono significative anche le parole karayam asa vidhivat. Sommerso dalla gioia per la nascita di suo figlio, Nanda Maharaja non pensò a controlare se il cordone ombelicale fosse stato tagliato oppure no, e senza indugio celebrò la festa con grande opulenza. Secondo l'opinione di molte autorità, Krishna nacque effettivamente come figlio di Yasoda. In ogni caso, senza preoccuparci di comprendere materialmenete questi fatti, possiamo considerare del tutto appropriata la cerimonia celebrata da Nanda Maharaja per la nascita di Krishna. Questa cerimonia è famosa dappertutto come Nandotsava.

 SB 10.5.3 - Testo

dhenunam niyute pradad
viprebhyah samalankrite
tiladrin sapta ratnaugha-
satakaumbhambaravritan

 TRADUZIONE

Nanda Maharaja distribuì ai brahmana due milioni di mucche, completamente decorate di stoffe e gioielli. Inoltre, diede loro sette colline di cereali, coperte di gemme e di tessuti ricamati d'oro.

 SB 10.5.4 - Testo

kalena snana-saucabhyam
samskarais tapasejyaya
sudhyanti danaih santushtya
dravyany atmatma-vidyaya

 TRADUZIONE

O re, col trascorrere del tempo la terra e gli altri possedimenti materiali si purificano, con un bagno si purifica il corpo, e con la pulizia le cose sporche. Con le cerimonie di purificazione si purifica la nascita, con l'austerità si purificano i sensi, e con l'adorazione e la carità offerta ai brahmana si purificano i possedimenti materiali. Con la soddisfazione si purifica la mente, e con la realizzazione spirituale, la coscienza di Krishna, si purifica l'anima.

 SPIEGAZIONE

Questi insegnamenti degli sastra si riferiscono al metodo di purificazione secondo la civiltà vedica. Qualsiasi cosa, se non purificata, ci contaminerà senza dubbio. Cinquemila anni fa, in India, anche nei villaggi come quello di Nanda Maharaja, la gente sapeva come procedere alla purificazione, perciò tutti godevano perfino della vita materiale senza esserne contaminati.

 SB 10.5.5 - Testo

saumangalya-giro viprah
suta-magadha-vandinah
gayakas ca jagur nedur
bheryo dundubhayo muhuh

 TRADUZIONE

I brahmana recitarono inni vedici di buon augurio, che purificarono l'ambiente circostante con le loro vibrazioni. Gli esperti nella recitazione di storie antiche, come i Purana, gli esperti nella recitazione delle storie delle dinastie regali, e i narratori generici si misero tutti a raccontare, mentre i cantori, accompagnati da differenti strumenti musicali, come bheri e dundubhi, intonarono i loro canti.

 SB 10.5.6 - Testo

vrajah sammrishta-samsikta-
dvarajira-grihantarah
citra-dhvaja-pataka-srak-
caila-pallava-toranaih

 TRADUZIONE

Vrajapura, la dimora di Nanda Maharaja, era riccamente decorata di bandiere e festoni, e in vari luoghi erano stati eretti archi con le più varie ghirlande di fiori, con stoffe e foglie di mango. I cortili, i portali vicino alle strade e tutti gli interni delle case erano stati perfettamente spazzati e lavati con acqua.

 SB 10.5.7 - Testo

gavo vrisha vatsatara
haridra-taila-rushitah
vicitra-dhatu-barhasrag-
vastra-kancana-malinah

 TRADUZIONE

Le mucche, i tori e i vitelli furono completamente spalmati di un misto di curcuma e olio, arricchito con polveri minerali di vario genere. Avevano il capo ornato di piume di pavone, e il corpo coperto di ghirlande, di stoffe e ornamenti d'oro.

 SPIEGAZIONE

Dio, la Persona Suprema, insegna nella Bhagavad-gita (18.44), krisi-go-raksya-vanijyam vaisya-karma-svabhavajam: "La coltivazione della terra, la protezione delle mucche e il commercio caratterizzano il lavoro dei vaisya." Nanda Maharaja apparteneva alla comunità dei vaisya, la classe degli agricoltori. Questi versi c'insegnano a proteggere le mucche e a incrementare la ricchezza della comunità. Riesce difficile perfino immaginare che le mucche, i tori e i vitelli fossero così ben curati e ornati tanto sontuosamente di stoffe e gioielli preziosi. Come dovevano essere felici! Come è descritto in un altro passo dello Srimad-Bhagavatam, durante il regno di Maharaja Yudisthira le mucche erano così felici che impregnavano del loro latte la terra sui pascoli. Questa è la civiltà indiana. Eppure, in questo stesso luogo, in India, Bharatavarsa, quanta gente soffre per aver abbandonato il modo di vivere vedico e non aver compreso gli insegnamenti della Bhagavad-gita.

 SB 10.5.8 - Testo

maharha-vastrabharana-
kancukoshnisha-bhushitah
gopah samayayu rajan
nanopayana-panayah

 TRADUZIONE

O re Parikshit, i pastori erano riccamente vestiti di stoffe preziose e abiti, come giacche e turbanti. Così abbigliati, e portando vari doni, si diressero verso la casa di Nanda Maharaja.

 SPIEGAZIONE

Quando prendiamo in considerazione le condizioni dei contadini di villaggio nel passato possiamo vedere di quale opulenza i contadini godessero, grazie alla semplice produzione agricola e alla protezione delle mucche. Oggi, invece, l'agricoltura è trascurata, così come la protezione delle mucche, e i contadini soffrono terribilmente e sono miseramente vestiti di logori stracci. Questa è la differenza tra l'India antica e l'India di oggi. Con le atroci attività dell'ugra-karma stiamo distruggendo ogni opportunità per la civiltà umana!

 SB 10.5.9 - Testo

gopyas cakarnya mudita
yasodayah sutodbhavam
atmanam bhushayam cakrur
vastrakalpanjanadibhih

 TRADUZIONE

Le gopi, le mogli dei pastori, furono così felici di sentire che madre Yasoda aveva dato alla luce un figlio che cominciarono subito ornarsi elegantemente di abiti adatti, di gioielli, di unguento nero per gli occhi, e così via.

 SB 10.5.10 - Testo

nava-kunkuma-kinjalka-
mukha-pankaja-bhutayah
balibhis tvaritam jagmuh
prithu-sronyas calat-kucah

 TRADUZIONE

Coi volti di loto nel pieno della loro bellezza, ornate di zafferano e kunkuma fresca, le mogli dei pastori accorsero alla casa di madre Yasoda portando con sé molti regali. Dotate di naturale bellezza, queste donne avevano fianchi lerghi e seno fiorente che l'andatura frettolosa faceva ondeggiare.

 SPIEGAZIONE

I pastori e le loro spose vivevano in modo molto naturale nel loro villaggio, le donne sviluppavano una bellezza naturale, caratterizzata da larghi fianchi e da un seno florido. Le donne della civiltà moderna non vivono in modo naturale, perciò il seno e i fianchi non si sviluppano nella loro pienezza. La vita artificiale ha fatto perdere alle donne la loro bellezza naturale, anche se esse pretendono di essere indipendenti e progredite nella società materialista. La descrizione di queste donne di villaggio ci offre un chiaro esempio del contrasto che esiste tra la vita naturale e quella artificiale di una società condannata, come quella dei paesi occidentali, dove la bellezza basata sul seminudo o sul nudo può essere facilmente acquistata nei club, nei negozi o destinata alla pubblicità. Il termine balibhii indica che queste donne portavano monete d'oro, collane di pietre preziose, belle stoffe, erba fresca, polpa di sandolo, ghirlande di fiori e simili offerte su piatti d'oro. Queste offerte sono dette  bali. Le parole tvaritam jagmuh indicano la felicità delle donne del villaggio alla notizia che madre Yasoda aveva dato alla luce un bambino meraviglioso di nome Krishna.

 SB 10.5.11- Testo

gopyah sumrishta-mani-kundala-nishka-kanthyas
citrambarah pathi sikha-cyuta-malya-varshah
nandalayam sa-valaya vrajatir virejur
vyalola-kundala-payodhara-hara-sobhah

 TRADUZIONE

Agli orecchi delle gopi scintillavano orecchini tempestati di pietre preziose, e dal collo pendevano medaglioni di metallo. Le loro mani erano cariche di bracciali, i loro abiti erano variopinti, e dalle loro chiome cadeva una pioggia di fiori. Mentre si affrettavano verso la casa di Maharaja Nanda, le gopi, con gli orecchini, il petto e le ghirlande ondeggianti risplendevano di bellezza.

 SPIEGAZIONE

Questa descrizione delle gopi che si affrettavano verso la casa di Maharaja Nanda per accogliere Krishna è particolarmente significativa. Le gopi non erano donne comuni, ma espansioni della potenza di piacere di Krishna come spiega la Brahma-samhita:

 B.S. - 5.37

ananda-cinmaya-rasa-pratibhavitabhistabhir
ya eva nija-rupataya kalabhih
goloka eva nivasaty akhilatma-bhuto
govindam adi-purusham tam aham bhajami

 B.S. - 5.29

cintamani-prakara-sadmasu kalpa-vriksha-
lakshavriteshu surabhir abhipalayantam
lakshmi-sahasra-sata-sambhrama-sevyamanam
govindam adi-purusham tam aham bhajami

TRADUZIONE

Krishna è sempre adorato dalle gopi, dovunque vada. Per questo Krishna è descritto così vivacemente nello Srimad Bhagavatam. Anche Sri Caitanya Mahaprabhu ha così descritto Krishna: ramya kacid upasana vrajavadhu-vargena ya kalpita. Tutte queste gopi andavano a offrire i loro doni a Krishna perché erano eterne compagne del Signore. Ora le gopi erano ancora più felici per la notizia che Krishna era apparso a Vrindavana.

 

SB 10.5.12 - Testo

ta asishah prayunjanas
ciram pahiti balake
haridra-curna-tailadbhih
sincantyo ’janam ujjaguh

 TRADUZIONE

Offrendo le loro benedizioni al neonato, Krishna, le mogli e le figlie dei pastori dissero: "Che Tu possa diventare il re di Vraja e rimanere per lungo tempo il sostegno dei suoi abitanti." Poi spruzzarono un misto di curcuma, olio e acqua sul Signore Supremo, che non è mai nato, e offrirono le loro preghiere.

 SB 10.5.13 - Testo

avadyanta vicitrani
vaditrani mahotsave
krishne visvesvare ’nante
nandasya vrajam agate

 TRADUZIONE

Ora che l'illimitato, onnipresente Sri Krishna, il Signore della manifestazione cosmica, era arrivato sulle terre di Maharaja Nanda, vari tipi di strumenti musicali risuonarono per celebrare il fastoso avvenimento.

 SPIEGAZIONE

Il Signore afferma nella Bhagavad-gita(4.7):

yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata
abhyutthanam adharmasya
tadatmanam srijamy aham

TRADUZIONE

Ogni volta che in qualche luogo dell'universo la religione declina e l'irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona." Quando Egli discende, una volta ogni giorno di Brahma, Krishna va nella casa di Nanda Maharaja a Vrindavana. Krishna è il Signore dell'intera creazione (sarva-loka-mahesvaram). Perciò, non solo sulle terre di Nanda Maharaja, ma per tutto l'universo -e in tutti gli altri universi- vibrazioni musicali festeggiarono l'arrivo propizio del Signore.

 SB 10.5.14 - Testo

gopah parasparam hrishta
dadhi-kshira-ghritambubhih
asincanto vilimpanto
navanitais ca cikshipuh

 TRADUZIONE

Pieni di gioia, i pastori godettero di quella grande festa lanciandosi l'un l'altro una mistura di yogurt, di latte condensato, di burro e di acqua. Vicendevolmente si gettarono del burro e se lo spalmarono sul corpo.

 

SPIEGAZIONE

Da questa affermazione possiamo capire che cinquemila anni fa, non solo c'era latte, burro e yogurt a sufficienza per mangiare, bere e cucinare, ma in occasione delle feste questi prodotti venivano lanciati tutt'intorno senza restrizione. Non c'era limite all'uso di latte, burro, yogurt e di altri prodotti simili nella società umana. Tutti avevano latte in abbondanza, e usandolo nella preparazione delle più svariate vivande, la gente manteneva la propria salute in modo naturale, e godeva così della vita in un'atmosfera cosciente di Krishna.

 SB 10.5.15-16  - Testo

nando maha-manas tebhyo vaso ’lankara-go-dhanam
suta-magadha-vandibhyo ye ’nye vidyopajivinah
tais taih kamair adinatma yathocitam apujayat
vishnor aradhanarthaya sva-putrasyodayaya ca

 TRADUZIONE

Il generoso Maharaja nanda distribuì stoffe, ornamenti e mucche in carità ai pastori per soddisfare Sri Visnu, e così facendo favorì la condizione di suo figlio sotto ogni aspetto. Distribuì in carità anche ai suta, ai magadha, ai vandi e agli altri professionisti, secondo il loro livello culturale, soddisfacendo i desideri di ognuno.

 SPIEGAZIONE

E' oggi di moda parlare di daridra-narayana, ma le parole visnor aradha-narthaya non significano che tuttte le persone soddisfatte da Nanda Maharaja in questa cerimonia fossero altrettanti Visnu. Non erano né daridra, né Narayana. Erano piuttosto devoti di Narayana, e grazie alle qualità della loro educazione avrebbero soddisfatto Narayana. Soddisfarli, quindi, era un modo indiretto per soddisfare Sri Visnu. Mad-bhakta-pujabhyadhikaS.B. 11.19.21). Il Signore afferma: "Adorare i Miei devoti è meglio che adorare Me direttamente." Il sistema del varnasrama è interamente destinato al visnu-aradhana, all'adorazione di Sri Visnu.Varnasramacaravata purusena parah puman visnur aradhyate(Visnu Purana 3.8.9). Il fine supremo dell'esistenza umana consiste nel soddisfare Sri Visnu, il Signore Supremo. Gli uomini incivili e i materialisti, però, non conoscono questo scopo della vita. Na te viduh svartha-gatim hi visnum (S.B. 7.5.31). Ilnostro vero interesse consiste nel soddisfare Sri Visnu. Cercare la felicità servendosi di qualche piano materiale (bahir-artha-maninah), senza soddisfare Sri Visnu, significa intraprendere una via sbagliata che non porta alla felicità. Poiché Visnu è la radice di ogni cosa, quando Visnu è soddisfatto, tutti sono contenti; in particolare, i nostri bambini e i nostri familiari saranno perfettamente felici. Nanda Maharaja voleva che il suo bambino appena nato fosse felice. Questo era il suo scopo. Voleva dunque soddisfare Sri Visnu, e per soddisfare Sri Visnu, era necessario soddisfare i Suoi devoti, come i saggi brahmana, i magadha e i suta. Così, in definitiva, era la soddisfazione di Sri Visnu quella che Nanda Maharaja cercava.

SB 10.5.17 - Testo

rohini ca maha-bhaga
nanda-gopabhinandita
vyacarad divya-vasa-srak-
kanthabharana-bhushita

TRADUZIONE

La fortunata Rohini, la madre di Baladeva, era onorata da nanda Maharaja e da Yasoda; anche lei quindi si vestì elegantemente e indossò una collana, una ghirlanda e altri ornamenti. Si muoveva qua e là, impegnata a ricevere le donne che erano ospiti nella festa.

SPIEGAZIONE

Anche Rohini, un'altra moglie di Vasudeva, era stata affidata a Nanda Maharaja insieme con suo figlio Baladeva. Poiché suo marito era stato imprigionato da Kamsa non era molto felice, ma in occasione del Krishna-janmastami, Nandotsava, quando distribuì a tutti abiti e ornamenti, Nanda Maharaja fornì anche a Rohini bellissimi abiti e gioielli, in modo che anche lei potesse partecipare ai festeggiamenti. Così anche Rohini era occupata a ricevere le donne in visita. Per aver avuto la fortuna di poter allevare insieme Krishna e Balarama, è definita qui maha-bhaga, molto fortunata.

 

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

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