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Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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16 AGOSTO 2017 - Apparizione

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Apparizione di Srila Prabhupada

 

Srila Prabhupada nacque come Abhay Charan De il primo settembre del 1896 a Calcutta, in India. Suo padre Gour Mohan De, era un mercante di stoffe, sua madre si chiamava Rajani. Secondo la tradizione bengalese, i genitori chiesero a un astrologo di fare l'oroscopo del neonato e furono felici della lettura di segni di buon auspicio. L'astrologo fece una specifica predizione: quando quel bambino avrebbe raggiunto i settant'anni avrebbe attraversato l'oceano, sarebbe diventato una grande personalità spirituale e avrebbe fondato centootto templi.

(Satsvarupa das Gosvami.1987. "Your Ever Well-wisher". pag. x)

 

Da notare che proprio nello stesso anno in cui nacque Abhay Charan De, un libro scritto da Srila Bhaktivinoda Thakura fu adottato come testo di studio dall'Università candadese McGill,  una spia si era così accesa nella predica in Occidente. Quando il giovane Abhay si mostrò riluttante ad andare a scuola, suo padre lo prese come uno scherzo e gli mostrò sempre comprensione e gentilezza. Tuttavia sua madre preferì assumere un uomo per accompagnare tutti i giorni Abhay a scuola. Gour Mohan De era un puro vaisnava ed era solito portare quotidianamente il giovane Abhay al vicino tempio di Sri radha-Govinda. Lì, Abhay era solito stare per molte ore davanti alle divinità e offrire Loro preghiere. "Le divinità erano così belle con i Loro occhi a mandorla."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-wisher". pag. xiii.)

 

Appena Abhay fu cresciuto, dimostrò tutta la sua devozione attaccandosi alle divine forme del Signore. Lui era molto attratto dal Festival del Ratha Yatra del Signore Jagannatha che si teneva a Calcutta ogni anno. Ascoltando e comprendendo il significato del Festival, Abhay ogni tanto controllava gli orari dei treni per andare a Jagannatha Puri, dove il Signore Caitanya stesso partecipò al Festival poco più di cinquecento anni fa. Ogni anno, circa cinque milioni di persone partecipano a questo Festival e ciò era per Abhay fonte di grande meditazione sul sentimento del Ratha Yatra. 

Nel 1901, il giovane Abhay fece personalmente il suo primo Ratha Yatra. Suo padre costruì un carro alto circa un metro a cui erano attaccate due funi simili a quelle dei grandi carri di Jaganntha Puri; tutti i bambini della zona, ed anche adulti, parteciparono. Abhay mostrò le sue qualità organizzative impegnando ed assegnando compiti a tutti, come la cucina dove impegnò sua sorella Bhavatarini che cucinò preparazioni speciali che furono distribuite a tutti come prasadam del Festival del Ratha Yatra.

All'età di sei anni, suo padre comprò, a seguito della sua richiesta, delle divinità di Radha-Govinda. Per lui era del tutto naturale poiché aveva visto fin dalla nascita suo padre che faceva l'adorazione in casa ed andava regolarmente a fare gli omaggi alle divinità di Radha-Govindaji. Da quel giorno, qualsiasi alimento fosse stato comprato dai genitori, lui l'avrebbe offerto alle divinità di Radha-Govinda e poi sarebbe stato rispettato come Loro prasadam. Abhay offriva ogni giorno una lampada di ghee e regolarmente metteva le divinità a riposare alla sera. Poco si sa della sua adolescenza.

Mentre ancora lui andava a scuola, suo padre arrangiò il suo matrimonio, scegliendo Radharani Datta come sua sposa. Si sposarono nel 1918, ma per diversi anni ognuno di loro visse in casa con i propri genitori. Questo fu un arrangiamento per permettere ad Abhay di finire tranquillamente i suoi studi siccome per lui sarebbe stato molto difficile studiare e contemporaneamente mantenere la responsabilità di una famiglia.

Durante il quarto anno di studi superiori Abhay perse l'interesse per l'ottenimento della laurea che sarebbe stata riconosciuta dagli inglesi (che allora occupavano l'India). Lui era diventato un simpatizzante del movimento nazionalista che invocava la libertà dal dominio inglese. Alla stessa scuola di Abhay, lo Scottish College, ma un anno più avanti, c'era uno studente di nome Subhas Chandra Bose che sarebbe poi diventato la guida della National Army, il movimento che si prefiggeva l'allontanamento degli inglesi dall'India.

Abhay fu attratto dalla purezza e semplicità dell'insegnamento di Mohandas K. Gandhi (il Mahatma Gandhi) che proveniva dagli antichi e puri principi dell'India, contenuti nellla Bhagavad-gita, prima fra tutti i libri di saggezza. Fu attratto anche dal suo stile di vita, siccome lui viveva come un sadhu, una persona santa. Abhay aveva conosciuto molti sadhu in precedenza per cui non rimase molto impressionato da ciò ma, Gandhi era più coerente degli altri.

Gandhi chiamò tutti gli studenti alla ribellione incitandoli a rifiutare l'insegnamento mondano e di controllo che in ultima analisi li avrebbe portati a diventare schiavi del dominio inglese e avrebbe negato la libertà di religione e di cultura all'India. Le scuole stavano facendo una specie di lavaggio del cervello agli studenti insegnando filosofie corrotte quali espressioni del pensiero della Chiesa Cristiana fondata da Indologi Occidentali che volevano così controllare le generazioni future.

Abhay considerò quindi i 'pro' e i 'contro' ed alla fine rifiutò la laurea anche dopo aver terminato e superato i suoi studi. Così facendo lui si adeguò alla chiamata di protesta di Gandhi e quando, dopo che Gandhi ebbe incitato tutti alla non-cooperazione e al boicottaggio dei prodotti inglesi, questi uccisero centinaia di persone disarmate ed innocenti al Jallainwalla Bagh, Abhay si avvicinò ancor di più al movimento per l'indipendenza di Gandhi.

In un modo o nell'altro, il padre di Abhay era molto preoccupato per il suo futuro ma non lo ostacolò e comunque riuscì ad arrangiare attraverso un suo amico, un distinto chirurgo e chimico industriale, il Dottor Kartick Chandra Bose, che Abhay venisse assunto nella sua azienda come capo dipartimento. Nel 1921 sua moglie diede alla luce un bambino all'età di soli 14 anni.

(Srila Prabhupada-8 giugno 1974. Conversazione durante la passeggiata del mattino a Ginevra)

 

Il 1922 fu l'anno del primo incontro di Abhay con il suo maestro spirituale. Alcuni amici di Abhay stavano andando ad incontrare un sadhu che stava predicando a Calcutta; un discendente della linea Brahma Madhva Gaudiya proveniente da Bhaktivinoda Thakura che era nientemeno che suo padre. I suoi amici avevano chiesto anche al rettore dello Scottish College di andare a quell'incontro. A casa sua, Abhay, aveva visto così tanti sadhu, suo padre che era un puro devoto del Signore, ne invitava tutti i giorni per prendere prasadam e regolarmente lui non ne rimaneva molto colpito. I suoi amici, sapendo che lui era un grande devoto con grande conoscenza, apprezzavano molto le sue opinioni e così insistettero per avere la sua presenza all'incontro con Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami. Abhay non era convinto ma alla fine cedette alla richiesta degli amici ed andò con loro.

"Abhay ed i suoi amici non avevano ancora offerto i loro omaggi a Srila Bhaktisiddhanta che lui disse loro, 'Voi siete giovani ed educati. Perché non andate a predicare il messaggio di Sri Caitanya per tutto il mondo?'

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. Your Ever Well-wisher. pag. xvi)

 

Abhay rimase molto sorpreso dal fatto che il sadhu avesso chiesto immediatamente loro di diventare predicatori per suo conto. Impressionato da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, Abhay volle metterlo alla prova ponendogli domande intelligenti.

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. You Ever Well-wWisher. pag. xvi)

 

Vestito di Khadi, Abhay chiese: "Chi potrà ascoltare il messaggio di Sri Caitanya? Noi non siamo un paese dipendente. Prima l'India deve diventare indipendente. Come possiamo diffondere la cultura indiana se siamo sottomessi al governo inglese?" Abhay non aveva obiettato riguardo al concetto della diffusione del messaggio di Sri Caitanya, ma riguardo agli apparenti ostacoli che si trovavano sulla strada. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati dissipò qualsiasi dubbio riguardo ai potenziali ostacoli dicendo che la coscienza di Krishna non doveva aspettare i cambiamenti politici indiani per essere diffusa e che non era nemmeno dipendente da chi era al governo. Lui disse: "La coscienza di Krishna non può essere compromessa da niente e da nessuno ed è così importante che non può aspettare. Per questo voi dovete farlo." Abhay rimase colpito dalla sua determinazione. Srila Bhaktisiddhanta diede così uno scossone mettendo da parte le miserie delle condizioni materiali e temporali lasciando intendere che l'unica cosa utile alla conclusione e soluzione delle difficoltà materiali fosse la coscienza di Krishna. In un breve lasso di tempo Abhay fu convinto, "E' meraviglioso!" Abahy disse ai suoi amici, "Il messaggio del Signore Caitanya è nelle mani di una persona molto esperta."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your ever Well-wisher", pag. xvii.)

 

Fu proprio quella sera che il giovane Abhay accettò Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada come suo maestro spirituale.

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-wisher", pag. xvii-xviii.)

 

Nel 1925 Abhay Charan De visitò per la prima volta Sri Vrindavana, il luogo santo dei divertimenti di Krishna. Per motivi di affari, Abhay sua moglie e tutta la famiglia si spostarono ad Allahabad. Come commerciante di medicinali, Abhay viaggiò molto in treno, specialmente nel nord dell'India. Ma ora Abhay Charan aveva sviluppato una forte relazione con Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada, tanto che gli chiese formalmente l'iniziazione spirituale. Il 21 di novembre del 1932, nella Gaudiya Math, in Allahabad, Abhay Charan De ricevette l'iniziazione diksha.

Abhay cercò di organizzare delle visite al suo maestro spirituale ma ogni volta che si recava a Calcutta, Srila Bhaktisiddhanta non si trovava là. A differenza di altri suoi confratelli, Abhay non ebbe così la possibilità di trascorrere del tempo e viaggiare con il suo maestro spirituale. Nei successivi quattro anni si incontrarono solo una dozzina di volte.

Quando finalmente poterono veramente incontrarsi, Abhay Charanaravinda das prese tutti gli accorgimenti per poter ascoltare Srila Bhaktisiddhanta. "Sebbene Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati avesse argomentazioni molto dure nei confronti delle più diverse filosofie,  i suoi discepoli erano molto cauti nell'avvicinarsi a lui quando era solo, e sebbene Abahy avesse avuto pochi scambi con lui, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati lo trattò sempre molto gentilmente. Srila Prabhupada in seguito ricordò, "... qualche volta i miei confratelli mi criticavano perchè io parlavo un po' liberamente con lui e loro erano soliti citare un detto inglese che dice: "Gli sciocchi corrono la dove gli angeli hanno paura di camminare."  Ma io pensavo, 'Sciocco? Si può essere. Ma sono fatto così.' Il mio Guru Maharaja fu sempre molto, molto affezionato a me."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-wisher", pag. xx.)

 

Nel 1935, nell'occasione del 62° compleanno di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, Abhay presentò all'incontro con i suoi confratelli a Bombay una poesia e degli articoli. Gli articoli furono ben accettati ed anche pubblicati sull'Harmonist, da qui il soprannome di kavi attribuitogli dai suoi confratelli, il poeta erudito. Il vero piacere di Abhay riguardo alla sua offerta fu quando questa giunse a Srila Bhaktisiddhanta, il quale la apprezzò e la mostrò a tutti i suoi ospiti.

'L'Assoluto è senziente e tu l'hai dimostrato, in questo modo la calamità dell'impersonalismo è stata rimossa.'

Più in là nel tempo, Srila Bhaktisiddhanta disse all'editore dell'Harmonist, riferendosi ad Abhay Charanaravinda, "qualsiasi cosa scriva, pubblicala." Nel 1935 ci fu uno dei più significativi incontri con il suo maestro spirituale a Vrindavana. Una volta mentre Abhay Charanaravinda das stava camminando con Srila Bhaktisiddhanta ed altri suoi confratelli, Srila Bhaktisiddhanta iniziò a parlargli in modo confidenziale a riguardo della disputa fra discepoli anziani riguardo a chi avrebbe dovuto usare le stanze con le facilitazioni connesse al quartire generale della Gaudiya Math a Calcutta (Bagh Bazaar). Srila Bhaktisiddhanta disse ad Abhay Charan: "Se loro litigano adesso, cosa faranno quando non sarà più presente il loro maestro spirituale?" Srila Bhaktisiddhanta era amareggiato. Lui disse ad Abhay Charan: "Ci sarà il fuoco...!"

Un giorno ci sarà il fuoco alla Gaudiya Math a Calcutta e quel fuoco delle parti interessate si diffonderà e distruggerà tutto. Abhay Charan ascoltò ma senza saper cosa fare. "Sarebbe meglio togliere il marmo dai muri del tempio e mettere al sicuro il danaro ricavato dalla vendita. Se io potessi lo farei e poi stamperei libri, questo sarebbe ottimo," disse Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. Poi Srila Bhaktisiddhanta disse direttamente ad Abhay Charan, "Ho il desiderio di stampare libri. Se tu avrai del denaro, stampa libri."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-wisher", pag. xxi.)

 

"Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada lasciò questo mondo mortale nel dicembre del 1936. Un mese prima della sua dipartita Abhay Charan gli scrisse una lettera dove diceva che un uomo di famiglia, un grihastha, non può servire completamente il suo maestro spirituale e di conseguenza voleva sapere come si sarebbe dovuto comportare. Gli chiese: "C'è un servizio in particolare che posso fare?" Due settimane più tardi Abhay Charan ricevette la risposta: "Io sono convinto che tu potrai predicare il nostro pensiero e la nostra filosofia alle persone che non parlano Bengali e Hindi... ciò sarà di beneficio per te e per coloro che ti ascolteranno. Ho la grande speranza che tu possa diventare un eccellente predicatore in lingua inglese."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-wisher", pag. xxi.)

 

Accettando queste parole come la sua missione, Abhay Charan iniziò a fare dei piani per il futuro, ma intanto "Il fuoco nella Math", menzionato da Srila Bhaktisiddhanta Sarsvati era già molto vivo nonostante lui fosse appena scomparso. Dispute legali iniziarono e come anticipato da Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, la missione andò in rovina.

Srila A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada credette di poter fare intendere questa spiegazione, ma fu tutto vano. "All'inizio, durante la presenza di Om Visnupada Paramahamsa Parivrajakacarya Astottara-sata Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada, tutti i discepoli collaboravano, ma subito dopo la sua scomparsa andarono in disaccordo. Una fazione seguì strettamente le istruzioni di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura mentre un altro gruppo creò un suo modo di soddisfare i suoi desideri. Bhaktisiddhnta Sarasvati Thakura, al momento della sua dipartita, richiese a tutti i suoi discepoli di formare un corpo governativo per condurre le attività della missione in cooperazione. Lui non istruì un uomo in particolare per diventare il nuovo acarya, ma appena lui se ne andò, il suo segretario fece dei piani, senza alcuna autorità, per diventare il nuovo acarya . Conseguentemente a ciò, le due fazioni divennero asara o inutili, perché entrambe non avevano autorità avendo disobbedito agli ordini del maestro spirituale. Nonostante gli ordini del maestro spirituale fossero quelli di formare un corpo governativo e di procedere con le attività missionarie della Gaudiya Math, le due fazioni iniziarono a litigare e ancora dopo quarant'anni non sono arrivati ad una conclusione.

"Quindi, non facciamo parte di nessuna delle fazioni. Ma siccome le due compagini, interessate a dividersi le proprietà dell'istituzione della guadiya Math, hanno fermato il lavoro di predica, noi abbiamo stiamo attuando la missione di Bhaktisiddhanta Sarsvati Thakura e di bhaktivinoda Thakura, di predicare il culto di Sri Caitanya Mahaprabhu in tutto il mondo, sotto la protezione degli acarya precedenti e vediamo che che il nostro umile tentativo ha avuto successo. Noi abbiamo seguito i principi spiegati da Srila Visvanatha Cakravarti Thakura nel suo commentario al verso vyavasayatmika buddhir ekeha kuru-nandana della Bhagavad-gita. In accordo a questa istruzione di Srila Visvanatha Cakravarti Thakura, è dovere del discepolo di seguire rigidamente gli ordini del maestro spirituale. Il segreto del successo nell'avanzamento della vita spirituale di un discepolo è la sua ferma fede nel seguire le istruzioni del suo maestro spirituale. Ciò è confermato dai Veda.

yasya deve para bhaktir
yatha deve tatha gurau
tasyaite kathita hy arthah
prakasante mahatmanah

"Il significato e il valore del sapere vedico si rivelano immediatamente e in tutta la loro pienezza solo alle grandi anime dotate di una completa fede in Dio e nel maestro spirituale." Il Movimento per la Coscienza di Krishna si sta propagando sulla base di questo principio,  e perciò, nonostante i molti impedimenti frapposti dagli antagonisti demoni, la nostra opera di predica sta progredendo con buoni risulatati perché stiamo ricevendo l'aiuto; positivo dai nostri acarya precedenti. Si deve giudicare un'azione dal suo risultato. I membri del partito degli acarya che si sono autodesignati e hanno occupato la proprietà della Gaudiya Math sono soddisfatti, ma essi hanno progredito nella loro predica. Perciò dai risultati delle loro azioni risulta chiaro che essi sono asara, ossia inutili, mentre il successo della I.S.K.Con., l'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, che segue rigidamente guru e Gauranga, sta gironalmente sviluppandosi da un capo all'altro del mondo. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura voleva stampare il numero maggiore di libri possibili e distribuirli in tutto il mondo. Noi abbiamo  fatto del nostro meglio a questo proposito e stiamo ricevendo risultati che sono al di là delle nostre aspettative."

(A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada; Sri Caitanya Caritamrta Adi lila 12:8. spieg).

 

asarera name ihan nahi prayoiana bheda janibare kari ekatra ganana

"Non è necessario nominare coloro che sono inutili. Li ho ricordati soltanto per distinguerli dai devoti utili."

(Sri Caitanya Caritamrta Adi lila 12:11. testo.)

 

dhanya-rasi mape yaiche patna sahite pascate patna udana samskara karite

"All'inizio il riso è mischiato con la paglia, e bisogna ventilarlo per separare il riso dalla paglia."

(Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila 12:12. testo.)

"L'esempio dato da Krishnadasa Kaviraja Gosvami è molto appropriato. Nel caso dei membri della Gaudiya Math si può applicare un procedimento simile. I discepoli di Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura sono molti, ma per giudicare chi sono in realtà i suoi discepoli, per dividere l'utile dall'inutile, si devono valutare le attività di tali discepoli nel compiere la volontà del maestro spirituale. Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura fece del suo meglio per diffondere il culto di Sri Caitanya Mahaprabhu nei paesi non indiani. Quando era presente egli incoraggiò i discepoli a uscire dall'India per predicare il culto si Sri Caitanya Mahaprabhu, ma essi non ebbero successo perché la loro mente non era seriamente impegnata nella predica del culto di Sri Caitanya nei paesi stranieri; essi volevanosoltanto ricevere il credito di essere andati in terre straniere e, una volta tornati in patria, volevano servirsi di questo riconoscimento per farsi pubblicità come predicatori. Molti svami si sono serviti di questi ipocriti strumenti di predica negli ultimi ottant'anni e più, ma nessuno ha predicato il vero culto della coscienza di Krishna in tutto il mondo. Essi si sono limitati a tornare in patria, dichiarando falsamente di aver convertito tutti gli stranieri alle idee del Vedanta o della coscienza di krishna, poi hanno raccolto fondi in India e sono vissuti soddisfatti del loro benessere materiale. Come si ventila il riso per separare il vero riso dall'inutile paglia, così seguendo il criterio raccomandato da Krishnadasa Kaviraja Gosvami si può molto facilmente capire chi è un genuino predicatore del mondo e chi è inutile."

(A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada; Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila 12:12. spieg.)

 

Nel 1939 Abhay Charan Prabhu, quale riconoscimento per i suoi studi vaisnava, riceve il titolo onorifico di "Bhaktivedanta" dalla Gaudiya Math.

Nel febbraio del 1944 A.C. Bhaktivedanta dà vita alla rivista "Back to Godhead", scritta solo da lui e pubblicata quindicinalmente. Srila Prabhupada la scriveva, la impaginava, la controllava ed infine provvedeva in prima persona alla sua distribuzione copia per copia.

L'indipendenza indiana raggiunta nel 1947, fu seguita dall'orrore della guerra indo-pakistana. Centinaia di migliaia di persone trovarona la morte nella guerra per la spartizione delle terre fra India e Pakistan. Abhay Charan vide sempre l'evento da un punto di vista spirituale, riflettendo sui suoi ricordi, "noi abbiamo visto nel 1947, la guerra fra Hindu e Musulmani. Da una parte gli Hindu e dall'altra i Musulmani. Loro combatteremo e molti morirono. E dopo la morte non ci fu più distinzione fra chi era Hindu e chi era Musulmano - gli addetti raccoglievano i corpi sia degli uni sia degli altri e li gettavano insieme da qualche parte."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxiii.)

 

Riguardo al problema, Abahy Charan presentò una soluzione nel BTG (Rivista ritorno a Dio), nel suo articolo "Colloquio fra Gandhi e Jinnah", dove scrisse: "La guerra proseguirà fra Hindu e Musulmani, fra Cristiani e Cristiani, fra Buddhisti e Buddhisti, fino al momento dell'annientamento."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxii.)

 

Fin quando l'uomo dimentica lo scopo della vita, la sua relazione con Dio e tutto ciò che lo lega agli interessi materiali come la gratificazione dei sensi, continuerà a combattere. "La'unità reale è possibile solo sulla piattaforma spirituale comprendendo il Supremo e servendoLo."

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxii.)

 

Il 7 di dicembre del 1947 Abhay Charan scrisse una lunga lettera a Gandhi (Nuova Delhi). Avendo qualche dubbio sul fatto che lui la potesse ricevere, Abhay Charan si firmò come "amico sconosciuto di Gandhi". Scrisse: "Ti dico quale sincero amico che tu ti devi ritirare immediatamente dall'attività politica se non desideri morire di una morte ingloriosa." Abhay non ricevette mai risposta e il 30 di gennaio del 1948 Gandhi fu ucciso, la sua lettera sembrava una profezia.

Negli anni successivi Abhay Charan diminuì sempre più le energie impiegate negli affari ed aumentò quelle dedicate a scrivere e predicare. Un giorno Abhay Charan fu invitato a parlare al Gita Mandir di Jhansi da un ex collega che aveva incontrato all'ospedale di Jhansi. Il pubblico era composto in prevalenza da studenti e professionisti principalmente interessati a speculazioni socio-culturali. Molti oratori vennero e se ne andarono. Abhay Charan era ambizioso e intraprendente così lasciò i suoi affari ad Allahabad nelle mani di suo figlio ed iniziò un movimento spirituale a Jahnsi. Il nome era "La lega dei devoti." Nel 1950 si ritirò dalla vita di famiglia adottando l'asrama di vanaprastha (vita ritirata). In effetti era ancora lontano dalla vita ritirata in quanto stava dedicando le sue energie per studiare e scrivere.

Nel 1953 iniziò il suo primo discepolo nel centro di Jhansi, Acarya dasa. Il 16 di maggio ci fu l'inaugurazione del centro di Jhansi e la grande apertura del movimento della Lega dei devoti. Gli anni '50 furono pieni di difficoltà per Abhay Charan. Dovette lasciare lo stabile dove aveva sede la Lega dei devoti perché la moglie del governatore lo volle utilizzare come sede per un club di donne. Senza un posto dove stare e senza un supporto reale, lasciò Jhansi ma non il suo piano per un'associazione mondiale di devoti. Si spostò in un asrama a Delhi, stette con differenti confratelli, ora sapeva quello che voleva. Visse come mendicante, un po' qui e un po' là per periodi di una settimana a volta, nei vari templi o nelle case di persone pie che lo accoglievano. Questo periodo difficile lo vide senza soldi, vestito in maniera semplice, con poco cibo, ecc., ma pieno di risorse. Lui prese queste difficoltà come un bene.

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxix.)

 

Non tanto in termini materiali ma quanto era servito per la sua fede. Non aveva nessuno, era solo. Rifiutato dalla famiglia e dagli amici come un materialmente fallito, la sua unica consolazione era la missione del suo maestro spirituale. Per realizzarla, avvicinò molte personalità prominenti incluso il Dottor Rajendra Prasad, l'allora Presidente dell'India, senza ottenere risposta alcuna.

Nel settembre del 1956, Abhay Charan si spostò a Vrindavana Dhama, 120 Km a Sud di Delhi, per iniziare la missione della sua vita affrontando un intenso periodo di preparazione e di studi. Il suo piano era quello di trarre sufficiente energia e purezza dal pozzo di Sri Vrindavana Dhama dove scriveva in un'atmosfera tranquilla per poi andare a Delhi a distribuire i suoi scritti e raccogliere così donazioni da persone rispettabili.

Avendo piena fede in guru e Krishna e sempre aspettandosi la loro misericordia, Abhay Charan continuò il suo programma quotidiano anche con i 60° delle calde estati di Delhi e Vrindavana. Vivendo semplicemente in una stanza economica al Tempio di Vamsi-Gopalaji, situato sulle rive del fiume sacro Yamuna, entrò così nel sentimento e nelle qualità della vita di Vrindavana.

Fu molto difficile fare il pendolare per Delhi sul primo treno della mattina, senza avere un posto dove stare e ritornare a Vrindavana la sera stessa. Stava solo qualche ora a Delhi, dove tutto era così caro per uno che aveva un conto prossimo allo zero. Ma lui continuò, viaggiando, stampando e spedendo per posta. Dopo aver prodotto il quindicinale "Ritorno a Dio" per dodici volte consecutive, Abhay finì i soldi. Lo stampatore gli disse che non era sufficiente l'amicizia per poter stampare e così s'interruppe il suo programma. Abhay Charan però continuò a scrivere costruendo una pila sempre più alta di materiale di per la predica, anche se il momento della pubblicazione era ancora lontano.

Dopo molti anni di pendolarismo per sostenere e mantenere la sua famiglia, finalmente nel 1954, A.C. Bhaktivedanta Prabhu la lasciò per dedicare il resto della sua vita al completamento e alla soddisfazione del desiderio del suo maestro spirituale.

Si avventurò ancora a Delhi per predicare.  Risoluto nel raggiungimento del suo scopo principale, Srila Prabhupada si stabilì al tempio di Chippiwada (Delhi) traducendo giorno e notte, fedelmente al Vedanta Sutra di Srila Vyasa, lo Srimad Bhagavatam arricchendolo di spiegazioni che avrebbero inciso i cuori simili alla pietra dei miscredenti, attuali abitanti della terra. Srila A.C. Bhaktivedanta Prabhu lavorò velocemente in maniera meticolosa con concentrazione ed attenzione allo scopo di preparare le basi per la diffusione della coscienza di Krishna nel mondo.

Dopo qualche tempo andò a Vrindavana al tempio di Radha-Damodara dove era solito mangiare, dormire e scrivere nelle sue umili stanze affacciate sul cortile del tempio di Sri Sri Radha-Damodara, dove i sei gosvami, quattrocento anni prima, sedevano, prendevano prasadam e discutevano della filosofia vaisnava e dei passatempi d'amore di Sri Sri Radha Krishna in presenza del Signore Caitanya. Nel luogo santo, la casa della Gaudiya Vaisnava, Srila Prabhupada si caricò d'energia spirituale grazie alla misericordia della parampara. La sua convinzione, di scrivere e predicare, divenne manifesta dopo profonde riflessioni sul ruolo ed il metodo col quale realizzarla.

Vivendo nello storico tempio di Sri Sri Radha-Damodara a Vrindavana, iniziò il suo monumentale 'capolavoro della vita', la traduzione ed il commento dei diciottomila versi dello Srimad Bhagavatam (Maha Bhagavat Purana).

Riflettendo, con un sentimento solitario di rinuncia, Abhay Charan Bhaktivedanta Prabhu compose un poema in bengali intitolato "Bhajan a Vrindavana". Le sue strofe iniziali erano molto riflessive e personali:

Verso 1.

Seduto solo a Vrindavana-dhama.
In questo sentimento capisco molte cose.
Ho moglie, figli, figlie, nipoti, tutto,
ma non ho denaro, perciò essi sono una gloria senza frutto.
Krishna mi ha mostrato la nuda forma della natura materiale;
per la Sua forza oggi tutto questo ha perso sapore per me.
Yasyaham anugrihnami harisye tad-dhanam sanaih:
"Gradualmente porto via tutte le ricchezze di coloro che hanno la Mia misericordia."
Come ho potuto capire questa misericordia dell'infinitamente misericordioso?


Verso 2.

Tutti mi hanno abbandonato, vedendomi sul lastrico,
moglie, parenti, amici, fratelli, tutti.
Questa è miseria, ma mi fa ridere. Seduto qui solo rido.
In questo maya-samsara, chi amo veramente?
Dove sono andati padre e madre che tanto mi amavano?
Dove sono tutti i miei vecchi, che erano la mia famiglia?
Chi mi darà notizie di loro, ditemi chi?
Tutto ciò che resta è una lista di nomi.

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pagina xxxi.).>

Una notte Abhay fece un sogno che lo colpì profondamente. Era lo stesso sogno che aveva già fatto altre volte, nei giorni in cui era un uomo di famiglia. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati gli apparve, proprio come l'aveva conosciuto Abhay; era l'alto, erudito sannyasi che veniva direttamente dal mondo spirituale, dalla compagnia personale di Krishna. Chiamò Abhay e gli disse di seguirlo. Continuava a chiamarlo, e a fargli cenno di seguirlo. Stava chiedendo ad Abhay di accettare il sannyasa. Vieni, lo sollecitava, diventa un sannyasi.

Quando Abhay Charan si svegliò riflette attentamente sul sogno. "Abbay Charan dasa pensò che il suo maestro spirituale stava dicendo ‘ ora prendi sannyasa e sarai realmente in grado di compiere la tua missione. Prima il tempo non era quello giusto."

(Satsvarupa dasa Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxxiv.)

 

Umilmente Abbay Charan (Bhaktivedanta prabhu) nonostante fosse preoccupato, avvicinò il suo confratello più anziano, Srila Bhakti Prajna Keshava Maharaj a Mathura che insisteva sul fatto che Abbay Charan prendesse ‘sannyasam’ immediatamente. 17 Settembre 1959, egli riceve formalmente l’iniziazione come ‘sannyasa’ presso Mathura da Srila Bhakti Prajna Keshava Maharaj, un caro confratello e discepolo anziano di Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakur Prabhupada. Fu dato il suffisso di Goswami al suo nome, e così il suo nome completo era A.C. Bhaktivedanta Swami. Quel giorno fu incornato da un toro al mercato e considerò l’evento come una purificazione conseguente all’iniziazione. Nell’autunno del 1959, “Srila Prabhupada viveva a Sri Vrindavan Dham e ogni tanto avrebbe praticato madhukari. Madhukari significa raccogliere un po’ di cibo porta a porta per il proprio mantenimento proprio come un’ape raccoglie un po’ di polline da fiore in fiore. Comunque Srila Prabhupada richiedeva stesso ai padroni di casa di dargli carte e penna per i suoi scritti piuttosto che riso, dahl e chappatti che sono tradizionalmente ricercati da santi uomini che praticano madhukari. Su queste carte che riceveva come elemosina, Srila Prabhupada scriveva pagine e pagine, preparando i suoi messaggi che riguardavano il Signore per tutto il mondo. Pubblicò alcuni dei suoi manoscritti nella sua rivista ‘Ritorno al Signore’ e altri li stampò in piccolo opuscoli, come ‘Viaggio facile verso altri pianeti’. Anche se non era in grado di pubblicare qualsiasi cosa scrivesse, comunque Srila Prabhupada continuò a scrivere e raccogliere i suoi manoscritti. Purtroppo alcuni dei primi scritti di Sua Divina Grazia vennero persi dopo che Srila Prabhupada partì da Sri Vrindavan Dham per portare avanti in tutto il mondo la diffusione della coscienza di Krishna."

(J.G. Bhaktigaurava Narasingha Swami. 1993. Introduction to 'In Search of the Ultimate Goal of Life'. Pag. xv.)

 

In funzione dell’umore del periodo, riconoscendo la lotta e il controllo mondiale tra le ‘due superparti post guerra’ per ‘l’inesplorato, sconosciuto reame dello spazio’, e conoscendo la mente delle persone di quell’epoca, A.C. Bhaktivedanta Swami pubblicò, a Delhi nell’autunno del 1960, il suo primo libro ‘Viaggio facile verso altri pianeti’. Come culmine di molti anni di studi, riflessioni, meditazione, discussione e pensiero A.C. Bhaktivedanta Swami pubblicò il commento del Primo Canto, Volume Uno della Srimad Bhagavatam con super concentrati, sintetiche spiegazioni che erano un prodotto cristallizzato di una vita di studio e realizzazioni. Dalla sua piccola stanza al tempio di Radha-Damodar, dove preparava i suoi pranzi e riposava, poteva vedere il ‘samadhi’ di Srila Rupa Goswami e le Divinità che erano installate là. Bhaktivadanta Swami pregava là, ai piedi di Rupa Goswami, il suo predecessore affinché lo guidasse per ricevere ispirazione, intima direzione, come fece lo scriba Ganesh che scrisse per conto di Srila Vyasadeva come se Vyasa gli dettasse. Nel 1962, dopo aver pubblicato il suo Srimad Bhagavata, viaggiò personalmente predicandone le glorie e vendendone delle copie. Utilizzando, per farsi pubblicità, giudizi favorevoli da parte di importanti personaggi come Hanuman Prasad Poddar (Gita Press - Gorakpur), il filosofo hindu Dr Radhakrishnan, il prestigioso 'Adyar Library Bulletin', Scholarly Godrothers, il primo ministro Lal Bahadur Shastri, Dr Zakir Hussain – il vice presidente dell’India, Sri Biswanatha Das – governatore di Uttar Pradesh.

Bhaktivedanta Swami visitò i futuri donatori, mentre cercava di raccogliere fondi per ulteriori volumi. Per pubblicare il primo Canto in tre volumi ci aveva impiegato un po’ più di due anni

Quando rivolse la sua attenzione verso la predica in Occidente, A.C: Bhaktivedanta Swami aveva 69 anni. Aveva fatto tesoro, alimentato e sviluppato l’istruzione del suo maestro spirituale per quaranta anni. Sembravano una coltivazione e preparazione lunghe. Infatti Satswarupa das Goswami dolcemente chiama il primo volume della sua biografia di Srila Prabhupada “una vita in preparazione”, preparandosi a piantare i semi. A Vrindavana Bhaktivedanta Swami incontrò il signor Agarwal, un uomo di affari di Mathura, e come faceva con chiunque incontrava, gli disse che voleva andare in Occidente. Nonostante il signor Agarwal, conoscesse Bhaktivedanta da pochi minuti, volontariamente cercò di procurargli uno sponsor in America, chiedendo a suo figlio Gopal, un ingegnere in Pensilvania, di inviargli un modulo di sponsorizzazione. Quando il signor Agarwal offrì volontariamente in suo aiuto, Bhaktivedanta Swami lo spinse per favore a farlo”.

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. xxxviii.)

 

Nel frattempo A.C. Bhaktivedanta Swami andava in giro a svolgere i suoi affari quotidiani vendendo libri, cercando qualsiasi opportunità. Un giorno, con suo piacere e stupore, fu contattato dal ministro degli affari esteri e informato che era pronto un certificato per viaggiare negli Stati Uniti. Il signor Gopal Agarwal di Butler Pensilvania aveva solennemente dichiarato che avrebbe sostenuto tutte le spese di Bhaktivedanta Swami durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Con il nuovo passaporto, il visto, il 'P-form', lo sponsor e il biglietto per il viaggio, A.C. Bhaktivedanta Swami si recò a Bombay in cerca di assistenza per andare in America. Fu avvicinato da Srimati Sumati Morarji, responsabile della Scindia Steamship Line, che lo aveva precedentemente aiutato con una importante donazione per la stampa di due volumi dello Srimad Bhagavatam. Preoccupata per la sua salute e il suo benessere Sumati Morarjii gli negò l’aiuto.

Bhaktivedanta Swami con le lusinghe persuase il segretario, il sig. Choksi, suggerendogli esattamente quello che avrebbe dovuto dire: "Ho notato che questo signore è molto ispirato ad andare a predicare alle persone, negli Stati Uniti, il messaggio di Krishna..." e di nuovo lei disse di no. Domandò un incontro personale, che ottenne, e nel quale presentò enfaticamente la sua singolare richiesta: "Per favore mi dia il biglietto!!!" Finalmente lei glielo concedette dandogli un posto sulla nave Jaladuta che sarebbe dovuta salpare il 13 di agosto del 1965. Lei fece tutti gli arrangiamenti necessari perché lui potesse viaggiare con un capitano che avrebbe compreso le necessità di una persona vegetariana e brahmana. Si assicurò inoltre che il capitano, Arun Pandia, portasse a bordo frutta e vegetali extra per Bhaktivedanta Swami.

Un paio di giorni prima della partenza, Bhaktivedanta Swami arrivò a Calcutta. Sebbene avesse trascorso lì diversi anni della sua vita crescendo e conoscendo così tante persone, come scritto nella sua poesia, ora non conosceva più nessuno. Il giorno prima della partenza si recò a Mayapur per visitare il samadhi, la tomba, del suo maestro spirituale Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada e chiedergli così le sue benedizioni. Ora era pronto. Il suo bagaglio principale era costituito da alcuni bauli contenenti duecento collane di tre volumi del primo Canto dello Srimad Bhagavatam, una borsa come bagaglio personale, un ombrello e una scorta di cereali secchi nel caso non avesse trovato cibo adatto nella terra dei mangiatori di carne. Se la situazione al suo arrivo fosse stata proprio quella, lui era già preparato a vivere mangiando patate bollite con i cereali che aveva portato con sé. Venerdì 14 agosto 1965, alle ore 09:00, salì a bordo del piroscafo Jaladuta pronto a partire per l'America. Il giorno dopo, Bhaktivedanta Swami ebbe mal di mare, vertigini e vomito a causa di forti pioggie che avevano interessato la baia del Bengala. Raggiunto Colombo, nello Sri Lanka il giorno 19, Bhaktivedanta Swami potè scendere a terra e trovare un po' di sollievo dal mal di mare. Una registrazione del percorso esatto si trova nel libro diSatsvarupa das Gosvami, capitolo "Lottava da solo".

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag. 1-3.)

 

Dopo aver sperimentato il mal di mare nell'attraversata dei mari agitati dell'Atlantico, alla veneranda età di 63 anni, Bhaktivedanta Swami dovette tollerare due attacchi di cuore. "Se ne arrivaerà un terzo, non sopravviverò!" Quella notte il Signore gli apparve in sogno su di una nave piena di incarnazioni e rassicurò, il dedicato mendicante, che lo avrebbe protetto. Sri Krishna fu molto gentile con lui e Srila A.C. Bhaktivedanta Swami apprezzò molto. Nel suo diario scrisse: "Se l'Atlantico avesse mostrato la sua vera faccia, io sarei morto; ma il Signore Sri Krishna Si è personalmente preso cura della nave".

Dopo 35 giorni di viaggio da Calcutta, la Jaladuta attraccò al molo Commonwealth alle 05:30 del mattino del 17 settembre 1965. La nave attracca a Boston, Stati Uniti d'America, fermandosi brevemente prima di proseguire per New York City Harbour; per A.C. Bhaktivedanta Swami era iniziato un nuovo viaggio. Il Capitano commentò il viaggio dicendo che questa era stata l'attraversata atlantica più tranquilla che avessa mai fatto in vita sua e chiese poi, con molto riguardo per la sua salute, se Bhaktivedanta Swami avesse voluto ritornare con la sua nave per affrontare un altro viaggio tranquillo.

Con solo 40 Rupie in tasca ed un baule di metallo pieno di Srimad Bhagavatam, A.C. Bhaktivedanta Swami già vedeva il movimento che avrebbe creato e l'effetto che avrebbe avuto nel cambiare la vita di tutti, in un modo o nell'altro, in questo mondo.

 

Tompkins Square Park

A differenza di molti indiani che lo avevano preceduto nel venire qui in Occidente, lui non era venuto a prendere ma a dare! Egli ne era convinto. Senza compromessi, con la testa rasata, il Vaisnava Tilak, la collana di Tulasi al collo, il dhoti color zafferano, il kurta, un vecchio chadar e pantofole di gomma, tutto ciò era comune per un sadhu in India. Ma chi si sarebbe mai sognato in America di vedere qualcuno vestito così, nella tradizione Vaisnava? Egli fu probabilmente il primo Sannyasi Vaisnava ad arrivare a New York in maniera inequivocabile e senza compromessi.  (Satsvarupa dasa Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag 5)

Srila Prabhupada ricordava, "Non sapevo se andare a destra o a sinistra".

(Satsvarupa das Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag 5.)

 

Dopo aver passato le formalità dell'immigrazione fu accolto da un rappresentante di aiuto ai viaggiatori mandato da Agarwal di Butler in Pennsylvania. Rimase un po' lì sempre pensando al modo migliore per predicare. Con l'ardente desiderio d'iniziare il suo movi,ento di predica, arrivò Gopal Agarwal che lo portò a Pittsburg dove prese un autobus per New York City. A.C. Bhaktivedanta Swami non conosceva nessuno a New York, aveva un solo contatto: il Dott. Ramamurthi Misra, dotato di una sgargiante e drammatica personalità. Il Dott. Ramamurthi diede a Bhaktivedanta Swami una stanza del suo appartamento ma appena ne ebbe l'occasione, spostò Bhaktivedanta Swami giu nello studio di Hatha Yoga, vicino al Central Park. Bhaktivedanta Swami vi soggiornò per un breve periodo, si trovava sempre in disaccordo con Misra che si rivelò essere un Mayavadi.

Era stato confinato a Butler dalla sensibilità della classe media degli Agarwal, ora doveva dipendere dalla bontà di un Mayavadi, era trattato con gentilezza ma era visto come un pericolo. Il Dott. Misra cercò disperatamente di tenere i suoi studenti di yoga lontano dalla filosofia personalista che usciva dalla bocca dello Swami.

L'otto novembre 1965 Bhaktivedanta Swami scrisse al suo confratello Tirtha Maharaja, che nel frattempo era diventato il presidente della Gaudiya Math. Cercò di sollecitare i suoi confratelli sull'urgenza che qualcuno venisse in suo aiuto per predicare ed aprire nuovi centri. Tre settimane più tardi arrivò la risposta di Tirtha Maharaja che, anche se gentile, diceva che i fondi della Gaudiya Math non potevano esssere usati per aprire un centro a New York.

La sua fede nella missione del suo Guru Maharaja era ferma e quella lettera non l'avrebbe di sicuro fermato; sapeva quello che voleva e che tutto ciò che doveva fare era di seguire il piano del Signore. In prima linea nella sua mente c'era l'esempio pratico di Arjuna che era sicuro che la battaglia era già vinta, l'umile e senza età seguace di questa tradizione ora si ergeva in mezzo  a numerosi potenziali nemici e dichiarava di aver vinto la battaglia. La prova della lungimiranza della sua fede, come coloro che nel buio del primo mattino sanno che dopo un po' apparirà la luce del giorno, venne rivelata a coloro che incontrò e che si rivelarono degni della sua associazione.

Nei suoi viaggi solitari per Manhattan, Bhaktivedanta Swami conobbe delle persone, tra queste il sig. Ruben, un Ebreo Turco, che lavorava come direttore della Metropolitana. Il sig. Ruben incontrò Bhaktivedanta Swami su di una panchina di un parco, ed essendo un tipo socievole ed un viaggiatore del mondo, parlò con il santo indiano.

Il sig. Ruben: "Sembrava che sapesse che in futuro avrebbe avuto templi pieni di devoti. Guardava senza fissare un punto e diceva che non era povero ma ricco e che esistono templi e libri, ma solo il tempo mi separa da loro. Diceva sempre 'noi' quando parlava e spiegava chi era l'altro, che l'aveva mandato lì, il suo maestro spirituale. Pur non conoscendo persone, al momento, lui diceva di non essere mai solo, ma a ne sembrava solo. Questo però mi faceva pensare a lui come ad un uomo santo, come Elia che probabilmente non ha mai avuto seguaci".

(Satsvarupa dasa Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag 14.)

 

Il 15 febbraio 1965, anche nelle più severe condizioni di bufere e di neve, Bhaktivedanta Swami lavorava al suo "Libro di Krishna" tratto dallo Srimad Bhagavatam e predicava dalla Bhagavad-gita ed offriva il suo cibo. Bhaktivedanta Swami si trasferì dallo studio del Dott. Misra in un posto tutto suo, un piccolo ufficio senza mobili e senza telefono. Dormiva su di una coperta per terra e la sua scrivania di fortuna era un tronco di legno ricoperto di un panno. Non c'erano il bagno e la cucina per cui due volte al giorno andava ancora allo studio del Dott. Misra. Ora Bhaktivedanta Swami si manteneva semplicemente vendendo i suoi libri a coloro che incontrava e che si dimostravano interessati.

Anche in quella stanza spoglia Bhaktivedanta Swami iniziò a predicare. Registrò su di un nastro, regalatogli assieme ad un registratore, alcuni suoi bhajans solitari dove si accompagnava con un paio di karatalas; registrò anche una introduzione alla Bhagavad-gita. Srila Bhaktisiddantha Sarsvati gli aveva detto... "Anche se nessuno partecipa, si può andare avanti predicando ai quattro muri". Ora, libero di parlare, iniziò a tenere delle lezioni il Lunedì, il Mercoledì ed il Venerdì per tutti coloro che si sarebbero presentati. Alla sua prima lezioni si presentarono solo studenti del Dott. Misra ai quali aveva predicato quando viveva nel suo asrama. In breve però la notizia si diffuse come il fuoco nel Lower East Side di New York, era il momento giusto e le persone cominciavano a venire. Deluso, per il furto della macchina da scrivere e del registratore, Bhaktivedanta Swami si trasferì alla Bowery, dove si trovavano le persone che frequentavano le lezioni e dove gli era stato offerto un alloggio.

Le lezioni continuavano e i musicisti della zona venivano a cantare con Bhaktivedanta Swami; anche se dovevano cantare "Hare Krishna", non importava. Ma la zona della Bowery era piena di persone che facevano uso di droghe per cui fu messo in guardia circa la pericolosità del luogo per un gentiluomo come lui.

Con l'aiuto di alcuni suoi allievi, Bhaktivedanta Swami visse a casa di Carl Yeargens e di sua moglie Eva finché loro non lo aiutarono a trovare un posto dall'altra parte della strada, un ex negozio di ricordi, al 26 della Seconda Avenue, chiamato "Regali incomparabili". L'affitto era di 71 Dollari al mese, comprese le spese energetiche, e ce ne vollero 196 per poter entrare. Carl, Mike ed altri si stabilirono lì, lo dipinsero e fecero tutti lavori necessari per collegare l'acqua, il gas, l'energia elettrica ed anche il telefono, quindi anche Bhaktivedanta Swami vi si trasferì - tutto pagato dai suoi amici.

 

matchless-gifts

 

I musicisti e la gente della Bowery consideravano Bhaktivedanta Swami "Molto avanzato", e si sentirono quindi inclini a seguirlo nel nuovo posto. Egli fu contento ed incoraggiato di ritrovarli lì e di vedere che le cose, anche se lentamente ma inesorabilmente, stavano evolvendo nella direzione della missione voluta dal suo maestro spirituale. Il momento era giusto, le cose stavano radicalmente cambiando in occidente, i giovani erano alla ricerca di qualcosa di positivo e di alternativo per la pace dopo decenni di guerre.

"Ora si trovava in un luogo strategico, messo lì dal Signore, per ricevere l'afflusso di potenziali ricercatori spirituali venuti da ogni parte degli Stati Uniti, il Lower East Side, che nel gergo degli agenti immobiliari era diventato noto come East Village".

(Satsvarupa dasa Gosvami. 1987. "Your Ever Well-Wisher", pag 34.)

 

"La loro ricerca era, a differenza degli altri immigrati dell'area, non tanto per un lavoro o per essere accettati nella società materiale, ma per trovare il vero amore, la vera pace, l'esistenza reale, l'integrità ed in ultima analisi la vera coscienza spirituale. Si erano ribellati alla guerra in Vietnam, alle manipolazioni politiche, alla propaganda della Televisione, alle curiosità, alla pubblicità banale, all'influenza dei mezzi di comunicazione - in realtà si erano ribellati a quelli che erano tutti gli effimeri obiettivi della classe media americana, quella dalla quale essi provenivano. Delusi da insegnanti, genitori, sacerdoti, dirigenti pubblici e dai mezzi di comunicazione, erano pronti per la vita spirituale.

(Satswarup das Goswami. 1987". "Your Ever Well-Wisher", pag 34.)

 

Con il completo disprezzo per la propria incolumità, andò in luoghi che normalmente un vaisnava trova riprovevoli, luoghi dove conta solo il successo materiale, terra della passione e dell'ignoranza irta di follia giovanile e di scienziati demoniaci dove l'intossicazione, il sesso e l'uccisione delle mucche, sono l'unico modo di vivere. A.C. Bhaktivedanta Swami, ad un'età in cui la maggior parte delle persone pensa solo al riposo ed al ritiro, ha iniziato, senza alcun dubbio, la rivoluzione che ha cambiato la faccia della terra.

aitam sa asthaya paratmanistha
madhyasitam purvatamairmaharsibhih
aham tarisyami durantaparam
tamo mukundanghri nisevayaiva

 

"Seguendo le orme di loto dei grandi rishi, ha attraversato l'invalicabile oceano dell'esistenza materiale per mezzo della devozione al Signore Supremo e del servizio trascendentale reso a Sri Mukunda, il Signore della liberazione".


I liberi e puri vaisnava come Srila Prabhupada, agiscono sempre in modo gradito al Signore Supremo e in nessun altro modo, come nel caso del servitore di Sri Caitanya Mahaprabhu che, dope che il Signore Caitanya si fu addormentato davanti alla porta della stanza, scavalcò il Suo corpo per eseguire il servizio devozionale al Signore.  Al Suo risveglio, Sri Caitanya, Si accorse che il Suo caro servitore era ancora lì nella stanza e non aveva preso il suo prasadam. Sri Caitanya gli chiese allora come mai ed il devoto Gli rispose che non avrebbe potuto in quanto Lui si era addormentato in mezzo alla porta. E Sri Caitanya gli chise allora come aveva fatto ad entrare nella stanza, al che il devoto Gli rispose che per fare servizio Lo aveva scavalcato ed era entrato nella stanza ma che per soddisfare la propria lingua ed il proprio stomaco non avrebbe potuto commettere l'offesa di scavalcarLo.

Ci sono molte storie come questa nello Srimad Bhagavatam. Una storia racconta di come una volta Krishna fece finta di avere il mal di testa e nell'occasione disse che l'unica medicina era quella di prendere la polvere dei piedi di loto dei brahmana e, in quel sentimento, si avvicinò ad un brahmana. Pensando a sè e non al bene di Krishna, tutti i brahmana dissero che se avessero messo i loro piedi sulla testa di Krishna, sarebbero finiti all'inferno e non sarebbero più tornati da lì. Tuttavia, quando Krishna si avvicinò alle gopi, le giovani pastorelle di Vrindavana con la stessa richiesta, esse offrirono subito e senza esitazione i loro piedi che Krishna prese e pose sulla propria testa. Il loro pensiero era motivato dalla soddisfazione di Krishna e per questo sarebbero andate anche all'inferno. Se Krishna soffre, faremo di tutto per alleviare la Sua sofferenza, anche a costo di finire all'inferno.

Un'altra volta, al tempio di Jagannatha Puri, che era strapieno di gente, una vecchia signora salì sulle spalle di Sri Caitanya Mahaprabhu per poter vedere la forma di Sri Jagannatha, Sri Baldeva e Srimati Subhadra. Molti devoti rimasero perplessi ma Sri Caitanya potè vedere il profondo amore che la donna nutriva per il Signore e così le permise di farlo.

Un altro è il caso nel quale Krishna ruppe la promessa di non combattere per poter salvare il Suo devoto Arjuna. Quando Bhisma attaccò Arjuna mettendolo in difficoltà, Krishna corse contro Bhisma brandendo la ruota di un carro anche se aveva fatto la promessa di non intervenire in battaglia; per salvare il Suo devoto non pensò alla Sua reputazione.


Così, allo stesso modo, quale immacolato "paramahamsa vaisnava sannyasi" del Signore, il nostro Srila Prabhupada, per il servizio del Signore e del genere umano e di tutti gli esseri viventi, ha assunto la missione di predica, così come stabilito dal Signore, Sri Caitanya Mahaprabhu, mettendo a rischio la sua personale incolumità e la sua tranquillità.

Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada non si è mai preoccupato per le critiche meschine della casta cosciente degli smarta e dei gosai o di altri che non hanno mai predicato per cercare di ridurre le sofferenze delle entità viventi di questo mondo o di trasformare gli appartenenti alla casta degli Hindu o dei brahmana in sinceri brahmana vaisnava. Piuttosto, ha seguito rigorosamente il più alto principio della compassione per tutte le anime condizionate, così come pronunciato da Sri Caitanya Mahaprabhu:


bharata-bhumite haila manusya janma
yara janma sarthaka kari kara para upakara

"Chi è nato come essere umano sulla terra dell'India, Bharata-varsa, dovrebbe fare della sua vita un successo operando per il bene degli altri".

ateva saba phala deha 'yare tare
khaiya ha-uk loka ajara amare

Distribuite questo movimento per la coscienza di Krishna da un capo all'altro del mondo. Mangiando questi frutti, gli uomini alla fine si libereranno dalla vecchiaia e dalla morte".

atheva ami ajna dilun sabakare
yahan tahan prema-phala deha 'yare tare

"Perciò ordino che ogni uomo nell'universo accetti questo movimento per la coscienza di Krishna e lo distribuisca in ogni luogo".

Anche a costo della sua fama, a proprie spese e a rischio della sua salute e sicurezza.

"Chiameremo la nostra associazione I.S.K.Con., aveva detto ridendo e scherzando Bhaktivedanta Swami quando aveva coniato la sigla. Aveva iniziato il lavoro legale di costituzione dell'associazione in primavera, quando ancora viveva nella Bowery ma ne aveva già parlato tanto che in India la notizia era già apparsa sui giornali ancora prima della sua costituzione. Un amico aveva suggerito di trovare una sigla più familiare agli occidentali mettendo "Divina" al posto di "Krishna". Ma Dio è un termine vago, mentre Krishna è esatto e scientifico, coscienza Divina è spiritualmente più debole, meno personale e gli occidentali devono capire che Krishna è Dio la Persona Suprema. Srila Prabhupada ha preso il termine "coscienza di Krishna" dal Padyavali di Srila Rupa Gosvami, scritto nel XVI° secolo: krishna-bhakti-rasa-bhavita; Essere assorbito nel morbido gusto di eseguire il servizio devozionale a Krishna. Gli scopi dichiarati all'interno degli articoli contenuti nell'atto costitutivo della I.S.K.Con., rivelano il pensiero di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Sette punti simili a quelli della lega dei devoti di Jhansi, India 1954. Quel tentativo era rimasto infruttuoso ma i suoi scopi sono rimasti invariati.

I sette scopi dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna:

(a) Diffondere sistematicamente la conoscenza spirituale nelle masse, educare ogni persona nelle tecniche della vita spirituale per combattere lo squilibrio di valori della vita, e raggiungere la vera unità e la vera pace nel mondo.

(b) Diffondere la coscienza di Krishna, così com'è rivelata nella Bhagavad-gita e nello Srimad Bhagavatam.

(c) Avvicinare tra loro i membri dell'Associazione e avvicinarli a Krishna, l'essere primordiale, sviluppando così nei suoi componenti, e nell'umanità in generale, l'idea che ogni anima è un frammento qualitativo di Dio (Sri Krishna).

(d) Insegnare e incoraggiare il movimento del sankirtana, il canto pubblico e collettivo del santo nome di Dio, così com'è stato rivelato negli insegnamenti di Sri Caitanya Mahaprabhu.

(e) Costruire per i componenti dell'Associazione e per la società in genere un luogo sacro dedicato ai divertimenti trascendentali della Persona di Krishna.

(f) Avvicinare tra loro i suoi componenti per insegnare un modo di vivere più semplice e naturale.

(g) Pubblicare e distribuire periodici, riviste, libri e altri scritti al fine di promuovere gli scopi sopra menzionati.


Nel gennaio del 1967 Bhaktivedanta Swami sperimenta il suo primo viaggio aereo a San Francisco per essere accolto dai devoti che stavano costruendo lì un nuovo tempio.
Il 9 luglio 1967 Bhaktivedanta Swami ispira i suoi discepoli a celebrare, a San Francisco, il primo Ratha Yatra fuori dall'India.
Nel settembre del 1967 si trova a dover subire per la terza volta ad un attacco di cuore.
Il 24 di luglio 1967 Srila Prabhupada parte per l'India per questioni di salute ma troverà una calda accoglienza ad aspettarlo.
Nel maggio del 1968, A.C. Bhaktivedanta Swami visita la nuova comunità nascente di New Vrindavana nel West Virginia.

Il 23 giugno 1969 si apre un nuovo capitolo con l'installazione delle prime Divinità di Radha e Krishna fuori dall'India nel tempio ISKCON di Los Angeles. Essendo Los Angeles costruita su di una faglia sismica potrebbe, a seguito di un terremoto di cui esiste una previsione, sprofondare nel mare come Dvaraka, così le divinità furono chiamate Sri Sri Rukmini-Dwarakadisha.

Nel settembre del 1969 Srila Prabhupada visitò per la prima volta la Gran Bretagna per incontrare i suoi discepoli e risiedette nella tenuta di campagna del 'Beatle' John Lennon a Tittenhurst, vicino a Reading.

Il 14 di dicembre del 1969 Srila Prabhupada conduce l'installazione di Sri Sri Radha-Londonisvara al tempio di radha Krishna al 7 di Bury Place Holborne a Londra, vicino al British Museum.

Il 28 luglio 1970, come richiesto dal suo maestro spirituale Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, fonda il G.B.C., la commissione governativa della I.S.K.Con.

Il giorno successivo, il 29 luglio 1970, stabilisce la Bhaktivedanta Book Trust (B.B.T.), la fiduciaria addetta esclusivamente alla pubblicazione delle opere di Sua Divina Grazia. Molto stimatodalle autorità e dagli studiosi per la profondità e la chiarezza del messaggio, i suoi testi sono ora utilizzati come libri di scuola in molti College e corsi universitari. La B.B.T. ha prodotto e distribuito un numero incomparabile, di testi in tutto il mondo, anche per le normali case editrici. (In alcuni testi della I.S.K.Con., la costituzione della B.B.T. viene datata nel 1972).

Il 29 agosto 1970 segna l'istituzione a Calcutta del programma "Life Membership Program". Dopo di ciò Srila Prabhupada inizierà una serie di programmi di predica con i suoi discepoli in America e in Europa.

Nel maggio del 1971 Srila Prabhupada firma il contratto con la Mac Millann Book Publishing Company per la stampa integrale della "Bhagavad-gita così com'è".

Sempre nel maggio del 1971 vengono acquistati cinque acri di terreno a Sridhama Mayapura, vicino al luogo di nascita di Sri Caitanya, Nadia, nel Bengala Ovest. Questo sarà uno degli ulteriori scopi dell'Associazione.

Alcune volte, dei confratelli di Srila Prabhupada, l'avevano criticato dicendo che quando era andando a Mayapur non si sarebbe fermato alla Gaudiya Math a fare gli omaggi come tutti gli altri fanno al samadhi di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura. Srila Prabhupada dichiarò che lui non vedeva il suo maestro spirituale solo in quel luogo e che non c'era un secondo durante la giornata nel quale sentiva la sua mancanza. Egli sentiva sempre la presenza di Srila Bhaktisiddhanta perché viveva sempre nella sua associazione.

Possiamo veramente vedere con quale sentimento Srila Prabhupada ha seguito i grandi acarya precedenti come Sripad Madhvacarya, Sripad Vyasa Tirtha e i sei Gosvami di Vrindavana, in quanto lui non è mai stato attaccato al sistema mondano dei varna e dell'asrama nè tantomeno alle etichette materialistiche o ai dogmi.

Chiunque ha potuto vedere che lui era un grande Vaisnava brahmana del carattere più alto, ma che in caso di necessità non ha esitato a lasciarsi coinvolgere giorno dopo giorno nell'amministrazione per potersi assicurare che la sua missione di predica andava avanti e poter così soddisfare l'ordine del suo Guru Maharaja. Ordinariamente, chi pensava a sè come a un grande sannyasi o a un grande guru, non era riuscito ad andare avanti e se n'era andato via. In molte occasioni avevav difatti detto che avrebbe fatto di tutto pur di contribuire alla missione di predica del suo Guru Maharaja. Difatti in un'occasione, mentre lui era steso a letto, disse ad un suo discepolo, distributore di libri, che per necessità avrebbe potuto salirgli anche sulla testa se ciò l'avesse aiutato nella distribuzione dei suoi libri.

Una volta, arrivando in una città, Srila Prabhupada parlò del sistema delle caste in India. Egli definì i quattro ceti sociali e glorificò in particolar modo i brahmana. Pensando di aver trovato un suo punto debole nel suo carattere senza macchia, un giornalista gli chiese a quale classe lui appartenesse. L'umile risposta di Srila Prabhupada fu: "Io sono di quinta classe perché servo le altre quattro" e così tutti rimasero intimoriti dalla sua personalità.


Jaya, patita pavana Srila Prabhupada ki! Jaya!

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Le qualità della virtù

  Le qualità della virtù Il compimento delle tre austerità che seguono, sono dette qualità della virtù...

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Capitolo 01

1° Capitolo Sul campo di battaglia di Kuruksetra a. I preparativi per la guerra (1.1-27) 1. Sańjaya informa...

Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...