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4 SETTEMBRE 2017 - Apparizione

bhaktivinoda

 Srila Bhaktivinoda Thakura

 

Nel 1500 circa, l'incarnazione del Signore, Sri Krishna Caitanya Mahaprabhu, iniziò il Movimento Hare Krishna a Navadvipa, una città indiana della provincia del Bengala. Questo movimento è basato sulla filosofia degli antichi testi in Sanscrito della devozione a Krishna come la Bhagavad-gita e lo Srimad Bhagavatam, all'epoca, diffusi in breve tempo in tutta l'India. Il movimento ha reso popolare il sankirtan, il canto congregazionale del maha-mantra 'Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare', quale metodo più efficace per la realizzazione di Dio nell'età di Kali o era dell'ateismo, del peccato e del materialismo.

Dopo il 1750, l'influenza del Movimento Hare Krishna è sembrata svanire. Molte sette di sahajiyas (pseudo devoti a buon mercato) sorsero, ognuna reclamando di essere la dispensatrice del vaisnava-dharma (la religione di Sri Visnu o Krishna). A causa del loro cattivo carattere, i sahajiyas misero in cattiva luce il movimento del puro amore per Dio iniziato da Sri Caitanya Mahaprabhu. Nella prima metà del 1800 discese, dal mondo spirituale a quello materiale, un puro ed eterno devoto di Krishna per rivitalizzare il Movimento Hare Krishna ed iniziare così la sua espansione oltre i confini dell'India. Questo era Srila Bhhaktivinoda Thakura.

Srila Bhaktivinoda Thakura, il cui nome era Kedarnatha Datta preso dal padre (alcuni dicono dal nonno), nacque nell'opulenza la Domenica 2 del mese di settembre del 1838 a Birinagara (Ulagrama) nel distretto di Nadia. Lui era il settimo figlio di Raja Krishnananda Datta, un grande devoto del Signore Nityananda. Fu anche conosciuto come il più grande nipote di Madana Mohana, terzo figlio del suo padrino Anandacandra e daitya-kulera prahlada (Prahlada nella famiglia dei demoni). Quest'ultimo nome era dovuto al fatto che il vaisnavismo non era ben visto nella sua famiglia, specialmente da parte della madre. Da bambino visse presso il palazzo del nonno materno, Mustauphi Mahasaya, a Biranagara in un ambiente molto opulento. Ebbe la sua educazione elementare presso la scuola iniziata da sua nonna materna. In seguito frequentò una scuola inglese a Krishnanagara iniziata dal Re di Nadia; lasciò quella scuola quando suo fratello, più anziano di lui, morì inaspettatamente di colera.

All'età di undici anni, suo padre morì e successivamente la famiglia entrò in uno stato di povertà dovuto al cambio del proprietario delle terre che aveva in concessione la nonna - la loro grande ricchezza si rivelò così illusoria. Nonostante ciò, il giovane Kedarnatha Datta superò queste difficoltà con grande determinazione. Sua madre gli arrangiò il matrimonio quando lui aveva solo dodici anni (1850 A.D.) con la figlia quindicenne di Madhusudana Mitra Mahasaya, un residente di Rana Ghata. In quel periodo Kasiprasada Ghosh Mahasaya Thakur (uno zio di Kedarnatha Datta) che era diventato insegnante in un istituto inglese, venne ad abitare ad Ulagrama dopo la morto del nonno materno. Lui istruì il giovane Kedarnatha Datta nella sua casa di Calcutta nonostante la contrarietà iniziale della madre di Kedarnatha Datta.

La casa era situata nel distretto di Heduya al centro di Calcutta. Kasiprasada all'epoca era la figura centrale del circolo dei letterati essendo l'editore dell'Hindu Intelligencer tanto che molti scrittori andavano da lui per imparare l'arte della corretta scrittura in inglese. Kedarnatha Datta, riconosciute le sue abilità dallo zio, lo assisteva nel redigere critiche sui manoscritti che pervenivano al giornale. Sri Kedarnatha Datta studiò i libri di Kasiprasada e frequentò biblioteche pubbliche. Partecipò all'alta scuola di Calcutta "Hindu Charitable Institution" e divenne un esperto lettore, oratore e scrittore, della lingua inglese.  Si ammalò poi a causa dell'acqua salata di Calcutta e ritornò ad Ulagrama dove un tantrico (Musulmano sortilego), che aveva predetto che il villaggio di Biranagara sarebbe diventato disabitato a causa di una pestilenza, lo curò. Il Musulmano predisse anche che Kedarnatha Datta sarebbe stato riconosciuto come un grande devoto di Sri Krishna.

A diciotto anni (1856 A.D.) Kedarnatha Datta  andò all'Università a Calcutta. Iniziò a scrivere profusamente sia in inglese sia in bengali; questi componimenti furono pubblicati su giornali locali. Lui diede anche conferenze in entrambe le lingue e inoltre studiò ampiamente la letteratura inglese; scrisse un dicorso per una perona che in seguito divenne un noto oratore del Parlamento Britannico. Fra il 1857 e il 1858 compose un poema in due atti intitolato "La Poriade", che pianificò di completare in un totale di 12 libri. Questi due libri descrivevano la vita di Porus che incontrò Alessandro il Grande. Sriman Dvijendranatha Thakura, il figlio maggiore di Maharsi Devendranatha Thakura, fu il miglior amico di Kedarnatha Datta durante il periodo dei loro studi universitari. Lui aiutò Kedarnatha Datta nei suoi studi letterari sulle religioni occidentali. Kedarnatha Datta era molto affezionato a Devendranatha Thakura tanto che lo chiamava baro bada, o grande fratello. Era molto preso dalla teologia cristiana che reputava più interessante e meno offensiva del monismo Hindu, advaita-vedanta di Sankaracarya. Trascorreva molte ore nel comparare gli scritti di Channing, Theodore Parker, Emerson e Newman. diede una conferenza, alla "Società indo-britannica", sull'evoluzione della materia attraverso la virtù.

Verso la fine del 1858 Kedarnatha Datta tornò a Biranagara e scoprì che la predizione del tantrico si era avverata, il posto era distrutto e disabitato. Sri Kedaranatha Datta portò allora sua madre e la nonna materna a Calcutta con lui. Subito dopo andò in Orissa per visitare il nonno paterno, Rajavallabha Datta, che era stato una personalità di spicco a Calcutta e che ora stava vivendo come un asceta nelle campagne dell'Orissa. I suoi giorni stavano volgendo al termine; lui poteva vedere il futuro per cui sapeva molto bene che avrebbe dovuto lasciare questo mondo molto presto, e ciò avvenne nel 1859, così volle Kedarnatha Datta, che ormai aveva 21 anni, vicino a sé. Dopo aver ricevuto le ultime istruzioni da suo nonno, Kedarnatha Datta, viaggiò per tutto l'Orissa visitando tutti i templi e i monasteri dello Stato. Come giovane capofamiglia, Srila Bhaktivinoda, cominciò a considerare la questione dei mezzi di sostentamento. Lui non era interessato a fare affari e aveva notato come l'apparente 'disonestà necessaria' nel commercio, dovuta alla competizione nelle vendite, avesse indebolito moralmente la classe dei commercianti. L'etica del loro lavoro era stata rimossa dal principio della mutua assitenza in caso di fallimento, per ovviare all'assistenza della legge di compensazione naturale chiamata karma. Lui decise di diventare un insegnante d'inglese e stabilì una scuola nel villaggio di Kendrapara vicino a Chutigrama, nell'Orissa, diventando così un pioniere nell'insegnamento dell'inglese in quello Stato. Potè così notare anche il potere oppressivo esercitato dai proprietari terrieri di Chutigram. Dopo qualche tempo andò a Puri per sostenere un esame che gli valse il posto d'insegnante alla scuola di Cuttack; in seguito diventò preside della scuola di Bhadraka e poi di Madinipura. La sua dedizione per il lavoro fu notata dalle autorità scolastiche.

Nel 1860, a Bhadraka, nacque il suo primo figlio, Annada Prasada (Acyutananda). Quell'anno pubblicò un libro che descriveva tutti i templi e gli asrama dello stato; ricevette una menzione speciale nel lavoro "Orissa" dello storico inglese Sir William Hunter che apprezzò il carattere religioso e morale di Kedarnatha Datta. Quale preside del liceo di Madinipura, Kedarnatha Datta fece uno studio sulle varie sette religiose, le loro filosofie e le loro pratiche, scoprendo che molte di esse erano superficiali. Capì che l'unica vera e reale religione era quella stabilita da Sri Caitanya Mahaprabhu nel Bengala anche se, sfortunatamente, all'epoca il Suo movimento non era degnamente rappresentato. A causa delle incomprensioni, della corruzione e dell'influenza delle apa-sampradayas, la sincera anima di Kedarnatha Datta non riuscì, nonostante i suoi sforzi, a trovare una copia della Sri Caitanya Caritamrita. Il Thakura attaccò tutti coloro che appartenevano alle apa-sampradayas e che stavano contaminando il Vaisnavismo Gaudiya tarmite tredici deviazioni filosofiche: Aula, Baula (2 types), Karttabhaja, Neda, Daravesa, Sani, Sahajiya, Sakhibheki, Smarta, Jatagosani, Ativadi, Cudadhari e Gauranga-Nagari. Questi gruppi deviati, principalmente per il loro orgoglio, erano visti dalla gente come la Gaudiya Sampradaya nonostante nessuno di loro stesse seguendo strettamente i principi regolatori vaisnava previsti dai seguaci di Sri Krishna Caitanya (i sei Gosvami). 

Per maggiori dettagli sulle apa-sampradayas, di dovrebbe leggere un bellissimo articolo pubblicato sulla rivista "Back to Godhead" del 1991

La prima moglie di Kedarnatha Datta morì e, nella città di Jakapura, si sposò con Bhagyavati De. Nel 1861 Kedarnatha Datta accettò il posto di Vice Magistrato nel Governo del Bengala quindi, dopo aver visto la corruzione che vigeva fra i lavoratori del governo, divenne un Ufficiale di Stato. Stabilì un'organizzazione chiamata "Bhriatr Samaja". Nel 1863 scrisse un libro in inglese intitolato "I nostri desideri". Sempre in quel periodo costruì una casa a Rana Ghata. Nel tardo 1863, a Burdwana, compose due poemi in Bengali: "Vijinagrama" (Villaggio deserto) e "Sannyasi". Il "Calcutta Review" num, 39 del 1893 apprezzò questi poemi dicendo: "Noi speriamo che l'autore continui a dare ai suoi connazionali i benefici della sua penna, elegante e senza pretese, che è del tutto priva dei discutibili titoli ed espressioni di pensiero che ultimamente abbondano in molti drammi di recente pubblicazione. Il desiderio è quello di creare una letteratura per le donne Hindu e confidiamo nel fatto che molte persone istruite abbiano il buon senso e le capacità per raggiungere questo desiderabile obiettivo." La rima e lo stile di questi poemi erano originali ed hanno dato vita ad un nuovo modo di scrivere poesie in lingua bengalese.

Nel 1866 Kedarnatha Datta prese la posizione di Vice 'Register' con il potere di Vice 'Collector' e Vice Magistrato nel distretto di Chapara. Lui era conosciuto come persona che parlava fluentemente Persiano e Urdu. In un posto chiamato Saran (Chapara), una cricca di coltivatori di tè gli fece delle richieste ingiuste e lui si oppose con successo. Mentre era in visita al Gautamasrama a Godana, desiderando stabilire lì una scuola per l'insegnamento del nyaya-sastra, fece un discorso molto apprezzato (1866). La scuola venne costruita e la prima pietra fu posta da Sir River Thomson, dal quale la scuola prese il nome. In seguito Sri Kedarnatha Datta non ebbe altro ruolo nello sviluppo della scuola in quanto il discorso da lui fatto era mirato al solo reperimento di fondi per la sua costruzione. Sempre nel 1866 Kedarnatha Datta tradusse il Manuale del Registro Balide in Urdu, che venne utilizzato dal governo stesso nelle provincie unite di Agra a Oudh. In seguito, Sri Kernatha Datta, fu trasferito a Purniya dove prese la responsabilità dei dipartimenti governativi e giudiziali, quindi nel 1868 fu trasferito a Dinajpur (Bengala Ovest) diventando Vice Magistrato. Fu lì che ricevette da Calcutta una copia dello Srimad Bhagavatam e della Caitanya Caritamrita.

Lui lesse più volte la Caitanya Caritamrita; la sua fede nella Coscienza di Krishna si sviluppò venendo a contatto, giorno e notte, con i puri bhakti-sastra. Lui presentava incessantemente profonde preghiere per avere la misericordia del Signore arrivando così a comprendere la suprema maestà e potenza della sola e unica Personalità Assoluta e Suprema di Dio, Sri Krishna. Pubblicò una canzone sul Signore Caitanya, 'Saccinandana-premalankara'. Nel 1869, mentre lavorava come Vice Magistrato sotto il Governo del Bengala a Dinajapur, pronunciò un discorso che lui aveva scritto, sullo Srimad Bhagavatam, davanti ad una congregazione di molti uomini di lettere provenienti da diverse parti dell'India e dall'Inghilterra. Fu trasferito a Camparana dove nacque il suo secondo figlio, Radhika Prasada. A Camparana, la gente era solita adorare un fantasma, che risiedeva in un albero baniano, poiché esso aveva il potere dìinfluenzare la mente del giudice locale e farlo decidere a favore dei suoi adoratori. Sri Kedarnatha Datta impegnò il padre di Pandita Ramabhai, una famosa studentessa, a leggere lo Srimad Bhagavatam sotto quell'albero, giorno e notte. Dopo un mese l'alberò crollò a terra e naturalmente molte persone cominciarono ad aver fede nello Srimad Bhagavatam. Da Camparana poi andò a Puri, dove impegnò il suo cuore senza limiti.

Vicino alla capitale dell'Orissa, nella città di Kamanala, viveva uno yogi chiamato Bisakisena, che si sdraiava sopra un fuoco per poi rialzarsi; in questo modo lui entrava ed usciva dalle fiamme. Lui poteva anche sprigionare il fuoco dalla sua testa. Aveva due compagni di nome Brahma e Siva, e lui diceva di essere Visnu. Il piccolo re dell'Orissa, dominato dallo yogi, stava fornendo fondi per la costruzione di un tempio per i 'Triguna-avataras', ma non solo, mandò anche una donna con la quale lo yogi s'impegnò nei divertimenti della rasa-lila. Bisakisena dichiarò che lui avrebbe scacciato gli Inglesi dall'Orissa e che lui sarebbe diventato il re. Scritta questa dichiarazione, cominciò a circolare per tutto lo stato. Gli inglesi credettero che lui fosse un rivoluzionario che parlava contro il Regno Inglese così il Governatore del Distretto del Governo Nazionale del Bengala emanò l'ordine di arresto. Nessuno però in Orissa aveva il coraggio di eseguire l'ordine in quanto tutti temevano Bisakisena. Il sig. Ravenshaw, commissario del distretto dell'Orissa, chiese a Kedarnatha Datta di arrestare Bisakisena. Sri Kedarnatha Datta andò personalmente da Bisakisena il quale manifestò alcuni poteri, che avrebbero mandato in confusione un uomo ordinario, e gli disse che lui, essendo Dio, sapeva qual'era la sua missione e che non avrebbe dovuto interferire con i suoi piani. Era troppo per Kedarnatha Datta che rispose dicendogli che anche lui sapeva quali erano i suoi poteri yoga e tantra e gli chiese di andare con lui a Jagannatha Puri dove avrebbe potuto avere il darshan di Jagannatha. Altezzosamente Bisakisena disse: "Perché dovrei venire a vedere Jagannatha? E' solo un pezzo di legno. Io sono il Supremo in persona." Sri Kedarnatha Datta divenne furioso ed arrestò immediatamente il furfante e lo portò a Puri dove lo gettò in cella guardato costantemente da tre dozzine di Musulmani e 72 poliziotti di Cuttack, giorno e notte. I due compagni di Bisakisena si difesero dicendo che erano stati obbligati a comportarsi così da Bisakisena ed evitarono l'arresto ma in seguito l'Ufficiale di Kodar, il sig. Taylor, li perseguì ugualmente. 

Senza paura Kedarnatha Datta portò Bisakisena a Puri; il processo durò 18 giorni durante i quali migliaia di persone sulle quali Bisakisena aveva il controllo, reclamarono la sua liberazione. Il sesto giorno del processo la seconda figlia di Kedarnatha Datta (di 7 anni) si ammalò improvvisamente arrivando vicino alla morte, ma nel giro di un altro giorno guarì. Kedarnatha Datta sapeva che era dovuto al potere tantrico dello yogi e disse: "Si, possiamo morire tutti, ma questo mascalzone dev'essere punito." Il giorno successivo lo yogi disse che aveva manifestato alcuni suoi poteri ma che ne avrebbe manifestati altri e suggerì che Kedarnatha datta avrebbe dovuto rilasciarlo pena il subire miserie peggiori. L'ultimo giorno del processo, si ammalò Kedarnatha Datta con febbre molto alta e stesse pene che aveva già passato la figlia per un giorno intero ma, determinato, pronunciò la sentenza di condanna a 18 mesi per cospirazione politica. Quando Bisakisena fu preparato per andare in carcere, l'Ufficiale Medico del Distretto gli fece tagliare i lunghi capelli. Si scoprì così che lo yogi prendeva potere dai suoi lunghissimi capelli in quanto non aveva mangiato e bevuto per tutta la durata del processo ma, appena rasato, stramazzò a terra come una persona morente. Dopo tre mesi fu portato nelle prigioni centrali di Midnapura dove si avvelenò e morì nell'anno 1873. 

A Puri, Sri Kedarnatha Datta studiò lo Srimad Bhagavatam con i commenti di Sridhara Swami, copiò per esteso i Sat-sandarbha di Jiva Gosvami e fece uno studio approfondito del Bhakti Rasamrita Sindhu di Rupa Gosvami. Negli anni fra il 1874 e il 1893, Bhaktivinoda Thakura dedicò molto tempo al canto dei santi nomi, anche se non tralasciò l'esecuzione dei suoi doveri mondani; scrisse diversi libri in Sanscrito come la Sri Krishna Samhita, il Tattva-sutram e il Tattva-viveka. Scrisse anche molti libri in Bengali come la Kalyana-kalpataru; nel 1874 compose il Datta-kausubha (in Sanscrito). Una volta a Puri fondò la Società di discussione Vaisnava consciuta come 'Bhagavat-samsat' con sede nei giardini Jagannatha-vallabha, dove Sri Ramananda Raya eseguiva il suo bhajan. Tutti i vaisnava più importanti aderirono al gruppo eccetto Raghunatha dasa Babaji, consciuto come Siddha Purusa. Lui pensava che Srila Bhaktivinoda Thakura non fosse autorizzato, siccome non portava il kanthi-mala e il tilaka; disse così agli altri vaisnava di evitare l'associazione di Srila Bhaktivinoda Thakura. Molto presto Raghunatha dasa Babaji contrasse una malattia mortale per le offese che aveva fatto. In sogno, gli apparve il Signore Jaganntha che gli disse di pregare per avere la misericordia di Bhaktivinoda Thakura se era interessato a guarire anziché morire. Lui lo fece; Bhaktivinoda Thakura gli diede una medicina speciale e lo salvò ed in più benedì Raghunatha dasa Babaji dandogli la consapevolezza della posizione di Bhaktivinoda Thakura. Altri invece avevano un naturale affetto, come Sri Svarupa dasa Babaji, che svolgeva il suo bhajan a Satasana, vicino all'oceano a Puri; mostrò molto affetto per Bhaktivinoda Thakura e gli diede anche profonde istruzioni ed insegnamenti provenienti dalle sue realizzazioni sul bhajan del santo nome.

Un altro, Charan dasa Babaji, predicò e stampò libri consigliando che si dovrebbe cantare il Mahamantra Hare Krishna col japa e Nitai Gaura Radhe Syama Hare Krishna Hare Rama in kirtana. Srila Bhaktivinoda Thakura gli predicò duramente e a lungo finché dopo molto tempo Charan dasa Babaji andò a chiedere perdono a Srila Bhaktivinoda Thakura ammetendo i suoi errori nell'aver diffuso un mantra senza senso per tutto il Bengala. Sei mesi dopo Charan dasa Babaji diventò pazzo e morì nell'afflizione.

Srila Bhaktivinoda Thakura è stato uno dei devoti più eruditi di quest'epoca, tuttavia ha presentato sè stesso come un insignificante messaggero del Signore, come si può verificare dal seguente messaggio: "Come mi sia venuta l'ispirazione per compilare questo libro (Sri Srimad Bhagavata Arka Marichimala) è un mistero Divino perché io non mi sentivo di farlo in quanto mi si sarebbe potuto contestare che era solo  presunzione spirituale, ma poi mi sono reso conto che sarebbe stata una rovina per il mio maestro spirituale e ciò avrebbe rappresentato un ostacolo per il mio progresso spirituale quindi senza alcuna vergogna registro il fatto che,  sotto la benedizione del mio maestro spirituale Sri Bipin Bihari Gosvami, che apparteneva alla discendenza del grande Thakur Vamsibadananda, un fedele seguace del mio Signore Sri Caitanya Mahaprabhu, mantre ero profondamente immerso nello studio dello Srimad Bhagavatam,  un giorno ebbi la visione di Sri Svarupa Damodara, la mano destra del Signore Caitanya,  che m'istruì a compilare gli sloka dello Srimad Bhagavatam in accordo ai principi di 'sambandha', 'abhideya' e 'prayojana' , come stabilito da Sri Caitanya Mahaprabhu così che il libro potesse essere letto e facilmente compreso con grande interesse e delizia dagli amorevoli devoti del Signore. Srila Svarupa-Damodara Prabhu, in seguito, mi guidò suggerendomi una meravigliosa spiegazione del primo verso dello Srimad Bhagavatam e mi mostrò come avrei dovuto spiegare i versi secondo la linea filosofica della Gaudiya Vaisnava.

Srila Bhaktivinoda Thakura divenne l'amministratore del tempio di Jagannatha Puri ed usò il suo potere per stabilire un'adorazione regolata delle Divinità. Nel cortile del tempio stabilì un Bhakta Mandapa, ovvero il luogo dove si sarebbero tenute delle discussioni quotidiane sullo Srimad Bhagavatam. Srila Bhaktivinoda Thakura trascorreva molte ore a discutere di Krishna e a cantare i santi nomi nei suoi luoghi preferiti: il tempio di Tota-Gopinatha, la tomba di Haridasa Thakura, il Siddha Bakula e la Gambhira. Prese appunti sul Vedanta-sutra usato da Sri Syamalala Gosvami nell'edizione del Govinda Bhasya pubblicata da Baladeva Vidyabhusana. Vicino ai giardini Jagannatha-vallabha, in una grande casa adiacente alla Chata Narayana Matha, il quinto giorno della luna calante del mese di Magha dell'anno 1874, nacque il quarto figlio di Bhaktivinoda Thakura. Fu chiamato Bimala Prasada; più tardi conosciuto come Om Visnupada Paramahamsa Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati.

Come uomo di famiglia, Kedarnataha Datta, ebbe due mogli e almeno dieci figli, dei quali il più grande erudito e vaisnava Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati era uno di questi. Bimala Prasad (Bhaktisiddhanta Sarasvati) era nato a Purusottama Ksetra (Jagannatha Puri) il 6 febbraio del 1847, in risposta ad una preghiera di Bhaktivinoda Thakura al Signore di inviargli un "Raggio di Visnu" per predicare il messaggio di Sri Caitanya Mahaprabhu in tutto il mondo. Quando il bambino aveva solo sei mesi di vita, durante i tre giorni del Ratha Yatra di Jagannatha Puri, il carro del Signore Jagannatha si fermò proprio davanti alla casa di Srila Bhaktivinoda Thakura che disse subito alla moglie di portare fuori il bambino per il darshan del Signore Jagannatha. Come lei mise il bambino davanti al Signore, una ghirlanda di fiori di Sri Jagannatha cadde proprio attorno al collo di Bimala Prasada e la cerimonia di anaprasna (del primo cereale) fu fatta proprio in quel momento con il mahaprasada di Jagannatha. All'età di dieci mesi il bambino si trasferì con la madre a Ranaghat, nel distretto di Nadia, dove trascorse l'infanzia ascoltando le glorie di Sri Hari da sua madre.

Srila Bhaktivinoda e sua moglie erano ortodossi e virtuosi, non permisero mai ai loro figli di prendere cibo che non fosse prasada o di associarsi con cattive compagnie. Un giorno Bimala Prasada, che ancora non aveva quattro anni, fu rimproverato da suo padre per aver assaggiato un mango che non era stato offerto a Sri Krishna. Bimala Prasada, ancora un piccolo bambino, si considerò un offensore del Signore e fece il voto di non prendere più manghi per tutto il resto della sua vita. Raggiunti i sette anni, Bimala Prasada aveva ormai imparato a memoria la Bhagavd-gita ed era in grado anche di spiegarne ogni singolo verso in maniera meravigliosa. Suo padre iniziò, in occasione della pubblicazione della rivista Vaisnava 'Sajjana Tosani', ad insegnargli le tecniche di composizione e stampa dei libri. Due anni prima nacque il terzo figlio di Srila Bhaktivinoda Thakura, Kamala Prasada.

Nel 1874 Bhaktivinoda Thakura scoprì che il Raja di Puri si era indebitamente appropriato di 80.000 Rupie per la gratificazione dei sensi. Questo denaro apparteneva al tempio così Bhaktivinoda Thakura forzò il Raja ad offrire la bhoga, per il Signore Jagannatha, 52 volte al giorno. Il denaro del Raja diminuì velocemente e così lui, animato dalla collera verso Bhaktivinoda Thakura iniziò, con l'aiuto di 50 pandits, uno yajna (Maran-karmani tantric yajna) con lo scopo di uccidere Bhaktivinoda Thakura. Dopo trenta giorni e dopo l'offerta dell'ultima oblazione, fu il figlio del Raja a morire e non il cuore puro di Srila Bhaktivinoda Thakura. Lasciata Puri per affari speciali, ritornò nel Bengala e visitò Navadvipa, Santipura e Kalana. Gli fu affidata la responsabilità della sottodivisione Mahisarekha  di Haora. In seguito fu di nuovo trasferito a Bhadraka dove, nel 1878, diventò capo della sottodivisione Naraila nel distretto di Yashohan.

Mentre era a Naraila, furono pubblicati i suoi due libri Sri Krishna-samhita e Krishna-kalpataru. In una lettera del 16 aprile 1880, il Dottor Reinhold Rost scrisse a Srila Bhaktivinoda Thakura: "Rappresentando il carattere di Krishna e il Suo culto in una maniera più sublime e trascendentale di quanto non sia mai stato fatto fino ad ora, hai reso un servizio essenziale agli adepti della tua religione e nessuno si è mai deliziato del tuo lavoro più del mio ormai trapassato amico Goldstuecker, il più sincero e zelante avvocato Hindu che l'Europa abbia mai avuto." Questi due lavori hanno risvegliato l'attenzione di molti pandit ed uomini colti dell'India. Nel 1877 nacque Varada Prasada, il quinto figlio di Bhaktivinoda Thakura e il sesto, nel 1878, fu Viraja Prasada; entrambi nati a Rana Ghata. Srila Bhaktivinoda Thakura prese pancaratrika diksa, l'iniziazione, da Bipin Bihari Gosvami, discendente della famiglia di Jahnava di Baghnapara. Nello stesso periodo, sempre a Rana Ghata, nacque il settimo figlio, Lalita Prasada. Molte persone avevano abbracciato il Vaisnavismo ad Haraila, ma erano incapaci di riconoscere chi era vaisnava e chi no; Srila Bhaktivinoda Thakura diede loro rifugio e li istruì molto dettagliatamente a riguardo. 

Una volta Srila Bhaktivinoda Thakura e suo figlio, come assistente, andarono ad incontrare il suo guru, Vipin Bihari Gosvami. Vipin Bihari Gosvami apparteneva alla successione disciplica risalente a Sri Gadadhara Pandita, l'emanazione plenaria di Srimati Radharani. Gli appartenenti a questa linea sono generalmente raganuga-bhaktas, in quanto adorano Sri Gaura Gadadhara con un sentimento d'amore spontaneo, bhava. Questo tipo di adorazione non è indicato per coloro che ancora non sono liberi dalla schiavitù del corpo e dei sensi, ma solo per coloro che hanno già risvegliato la loro eterna relazione d'amore per la Divina coppia di Sri Sri Radha Krishna. C'è una breve ma interessante storia che mostra il sentimento di Bhaktivinoda Thakura e di suo figlio, poi chiamato Bhaktisiddhanta Sarasvati. Nella loro siddha deha, come puri nitya siddha, eterni associati del Signore Sri Krishna, Bhaktivinoda Thakura è Kamala Manjari, un'ancella servitrice delle gopi e Siddhanta Sarasvati è la sua assistente Nayana Manjari. La relazione fra Srila Bhaktivinoda Thakura e il suo diksa-guru fu sempre esemplare, sebbene Vipin Bihari Gosvami non fosse molto avanzato essendo un kanistha adhikari guru, mentre il Thakura era un uttama adhikari, paramahamsa o dell'ordine più elevato. Tuttavia Bhaktivinoda si comportò sempre come un umile discepolo. In un'occasione, alla presenza di Bhaktisiddhanta Sarasvati, Bhaktivinoda Thakura offrì i suoi rispettosi omaggi al suo guru. Vipin Bihari Gosvami rispose ponendo i suoi piedi sulla testa del Thakura. Per il giovane e focoso Siddhanta Sarasvati questo era troppo! Una cosa era che suo padre lo avesse accettato formalmente come maestro spirituale iniziatore, ma così si andava troppo in là. Srila Siddhanta Sarasvati aveva solo sette anni e non appena rimase solo con Vipin Bihari Gosvami, decise di mettere le cose in chiaro.

"Tu stai agendo come un grande, grande guru e ha i messo i tuoi piedi sulla testa di qualcuno che non conosci. Se tu avessi saputo chi è Thakura, non l'avresti fatto. Ma non lo sai! Mio padre è un grande nitya siddha, un eterno associato di Sri Sri Radha e Krishna che è venuto qui per servire la Loro missione. Pensi, d'essere così avanzato, di poter mettere i tuoi piedi sulla testa di una tale personalità? Non credo. Hai dimostrato di essere un kanistha adhikari (un neofita) visto che non sei stato in grado di riconoscere tra chi è più avanzato e chi meno, perciò ti suggerisco di rinunciare a tale pratica in futuro." Srila Bhaktivinoda Thakura rientrò nella stanza e la conversazione cambiò. Più tardi, nella stesa giornata, Vipin Bihari Gosvami menzionò l'accaduto a Bhaktivinoda, "Tuo figlio è ardito al punto tale da diventare scortese." In seguito Thakura Bhaktivinoda scoprì l'argomento della conversazione e la menzionò a suoi amici per glorificare, scherzosamente, il suo audace figlio dicendo: "Lui è senza paura, al punto tale che aveva castigato il mio guru Vipin Bihari Gosvami." Riflettendo su questo incidente possiamo notare che anche se il proprio maestro spirituale non è un devoto del Signore al livello di uttama adhikari, un mahabhagavat, lo si  può servire comunque ed essere ugualmente soddisfatti. L'altro lato della medaglia trascendentale è che Srila Bhaktisiddhanta Sarsvati ci ha insegnato una bella lezione. Noi non dovremmo mostrarci più avanzati di quello che siamo in realtà, altrimenti commetteremo offese nei confronti di chi è realmente più avanzato di noi.

Nel 1881 Bhaktivinoda Thakura iniziò la pubblicazione del "Sajjanatosani", il suo giornale vaisnava. Srila Bhaktivinoda Thakura, nel 1866, andò in pellegrinaggio a Kasi, Prayaga, Mathura e Vrindavana (Vraja Mandala). Al termine della sua permanenza a Naraila, desiderò vedere ancora il Vraja Dham. Allo scopo si prese tre mesi di tempo e durante questo periodo incontrò Srila Jagannatha Dasa Babaji Maharaja che seguiva un suo programma nel quale, ogni sei mesi si spostava tra Navadvipa e Vrindavana. Durante l'incontro, Srila Bhaktivinoda Thakura lo accettò come suo eterno ed adorabile siksa-guru (guru istruttore).

Durante il pellegrinaggio entrò in contatto con una banda di dacoits, banditi conosciuti col nome di Kanhjaras che rubavano e uccidevano i pellegrini; lui mise in evidenza il problema al governo e venne predisposta una commissione per debellare questo flagello. Da Vrindavana andò a Calcutta dove comprò una casa al 181 di Via Maniktala, ora chiamata Via Ramasha Datta, vicino al Parco di Bidana. Iniziò ad adorare giornalmente Sri Giridhari (la forma trascendentale di Krishna che apparve nella forma della collina Govardhana) e chiamò la casa col nome di Bhakti-bhavana. Fu nominato capo della sottodivisione di Barasa.

Nel 1881, durante gli scavi per la costruzione della "Bhakti-bhavana" a Rambagan (Calcutta), fu trovata una divinità di Kurmadeva. Dopo aver iniziato il figlio di sette anni, Bhimala, Bhaktivinoda gli affidò il servizio alla divinità di Kurmadeva. Il romanziere Bankim Candra, incontrò Srila Bhaktivinoda Thakura a Barasa e, gli mostrò il suo nuovo libro che parlava di Krishna. Srila Bhaktivinoda Thakura gli predicò per quattro giorni durante i quali prese pochissimo cibo e praticamente non dormì... alla fine Bankim Candra cambiò idea (lui faceva speculazioni su Krishna) e decise di conformare il suo libro agli insegnamenti di Sri Caitanya Mahaprabhu. Srila Bhaktivinoda Thakura era solito dire: "Conoscere è potere".

Il primo aprile del 1884, Srila Bhaktivinoda Thakura fu nominato Vice Magistrato di Serampore e lì iscrisse al liceo Bimala Prasada. Mentre frequentava la quinta classe, Bimala, inventò un nuovo metodo di scrittura chiamato Bicanto. In questo periodo lui prese lezioni di matematica ed astrologia da Mahescandra Cudamoni Pandita. Lui comunque preferiva leggere libri devozionali piuttosto che libri scolastici. Nella seconda parte del 1886, a Barasat, Srila Bhaktivinoda Thakura pubblicò un'edizione della Bhagavd-gita, con il commentario Sanscrito di Srila Visvanataha Cakravarthi Thakura, tradotta in Bengali (la traduzione Rasika-ranjana). Srila Bhaktivinoda Thakura aveva intrapreso quest'opera di traduzione in seguito alla richiesta di Babu Sarada Carana Mitra, un ex giudice dell'Alta Commissione di Calcutta. La prefazione fu scritta da Sriman Bankima Candra nella quale riconosceva di aver contratto un debito non ripagabile per il lavoro svolto da Srila Bhaktivinoda Thakura aggiungendo anche che tutti i lettori Bengali erano di conseguenza indebitati, con Srila Bhaktivinoda Thakura, per il suo santo lavoro.

Srila Bhaktivinoda Thakura fu trasferito da Barasat a Sriramapura dove visitò la casa di Uddhara Datta Thakura, un grande associato del Signore Nityananda a Saptagram. A Khanakula visitò la residenza di Abhirama Thakura e a Kulinagrama vide dove era vissuto un altro grande devoto di Sri Caitanya Mahaprabhu, Vasu Ramananda. A Sriramapura compose e pubblicò uno scritto magistrale, la Sri Caitanya Siksamrita, il Vaisnava-siddhanta-mala, il Prema-pradipa e la Manah-siksa. Nel frattempo continuava a pubblicare regolarmente il Sajjanatosani. Nel Bhakti Bhavana a Calcutta, avviò il Sri Caitanya Yantra, una macchina da stampa con la quale stampò il Maladhara's Sri Krishna-vijaya, il suo Amnaya-sutra e la Caitanyopanisad dall'Atharva Veda.

Trovare la Caitanyopanisada fu un'impresa ardua. Nonostante nel Bengala chiunque ne avesse sentito parlare, dovette viaggiare da un posto all'altro per tutto lo Stato e finalmente, un devoto vaisnava pandita di nome Madhusudana dasa, qualche volta elencato nella lista della guru-parampara, gli inviò una vecchia copia che lui aveva custodito a Sambalapura. Bhaktivinoda Thakura scrisse un commentario Sanscrito sul libro e lo chiamò Sri Caitanya Caranmrita. Madhusudana dasa Mahasaya tradusse i versi in Bengali e questa versione fu chiamata Amrita-bindhu. Una volta pubblicata e stampata, tutte le copie furono vendute. A Calcutta, Srila Bhaktivinoda Thakura, iniziò la Visva-Vaisnava Sabha, deidcata alla predica della pura bhakti come voluto da Sri Caitanya. Per pubblicizzare l'opera dell'associazione, Srila Bhaktivinoda pubblicò un libretto intitolato Visva-Vaisnava-kalpavi.

 

bhaktivinoda songs


Lui pubblicò inoltre una sua edizione della Sri Caitanya Caritamrita con il suo commentario, l'Amrita-prabhava Bhasya. Lui introdusse il Caitanyabda o calendario dell'era di Sri Caitanya e diede impulso alla diffusione del Caitanya Panjika, il calendario che stabiliva la festa di Gaura Purnima. Tenne conferenze e letture sul Bhakti Rasamrita Sindhu (di Srila Rupa Gosvami) presso varie associazioni Vaisnava; pubblicò inoltre l'Hindu Herald, un periodico Inglese con resoconti dettagliati della vita di Sri Caitanya.


Fu allora che i Vaisnava più eruditi riconobbero Kedarnatha Datta e gli diedero il titolo onorario di Bhakti Vinoda Thakura.

Nel 1887 Srila Bhaktivinoda Thakura decise di smettere il suo servizio per il governo e assieme a Bhakti Bhringa Mahasaya andò a Vrindavana. Una notte, a Tarakesvara, mentre era ancora al servizio del governo, sognò Sri Caitanya Mahaprabu che gli disse: "Tu andrai certamente a Vrindavana, ma prima dovresti fare un servizio a Navadvipa. Cosa ne pensi?" Quando il Signore sparì, Bhaktivinoda Thakura si svegliò. Sentito il racconto, Srila Bhakti Bhringa Mahasaya disse a Bhaktivinoda Thakura di trsferirsi a Krishnanagara, e così lui fece rifiutando anche il posto di Capo Commissione dell'Assam e di Ministro di Tripura. Nell'occasione cercò anche di dimettersi definitivamente, ma non ci riuscì. Finalmente nel 1887 riuscì ad arrangiare uno scambio personale, lui stesso per Babu Radha Madhava Vasu, il Vice Magistrato di Krishnanagara.

Durante la sua permanenza a Krishnanagara, Bhaktivinoda Thakura ogni tanto andava a Navadvipa per cercare di scoprire il luogo di nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu. Una notte era seduto sul terrazzo del Rani Dharmasala a Navadvipa cantando sul suo japa, quando vide un albero Tala molto alto e maculato con una sostanza molto strana attaccata ad esso. Vicino all'albero c'era un edificio che emanava una forte effulgenza. Di lì a poco Bhaktivinoda Thakura andò a Krishnanagara dove iniziò una serie di richerche su vecchi manoscritti del Caitanya Bhagavata e del Navadvipa Dhama Parikrama di Narahari Sarakara e altre vecchie mappe di Nadia. Andò al villaggio di Ballaladibhi e parlò con persone molto vecchie del posto e scoprì dei fatti riguardanti la moderna Navadvipa. Scoprì quindi, nel 1887, che quel posto che aveva visto dal terrazzo del Dharmasala a Navadvipa, era proprio il luogo di nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu. La conferma venne da Srila Jagannatha dasa Babaji, il capo della comunità Gaudiya Vaisnava a Nadia. Fu fatto un grande festival. Srila Bhaktivinoda Thakura pubblicò quindi il Navadvipa Dhama Mahatmya

Sempre nel 1887, Srila Bhaktivinoda Thakura ristrutturò la casa di Srila Jagannatha dasa Babaji a Ravasghata. Prese due anni di congedo dal suo posto di lavoro e acquistò un pezzo di terra a Sri Godadrumadvipa o Svarupaganga. Costruì una casa per svolgere il suo bhajan e la chiamò Surabhi Kunja. Nel 1890, stabilì a Surabhi Kunja il nama hatta. Qualche volta Jagannatha dasa Babaji andava lì per svolgere dei kirtan. Il Signore Nityananda stabilì il Suo nama hatta nello stesso luogo; Bhaktivinoda Thakura stesso si considerava lo spazzino del nama hatta di Nitai.

Mentre si trovava a Krishnanagara, ogni momento libero lo trascorreva a Mayapur. Come menzionato nella storia di Jagannatha dasa Babaji, Thakura Bhaktivinoda con Babaji Maharaja scoprirono il luogo di nascita di Sri Caitanya nel 1887 e da allora entrambi andarono lì ad adorare il Signore Caitanya. Una volta un figlio di Bhaktivinoda Thakura contrasse una malattia della pelle e Jagannatha dasa Babaji disse al ragazzo di dormire per una notte nel luogo di nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu - lui lo fece e la mattina seguente era guarito. Nel 1888 prese l'incarico del villaggio di Netrakona nel distretto di Mayamanashima, poiché a Krishnanagara non godeva di buona salute e gli fu chiesto dal medico di trasferirsi in un luogo più salutare per lui. Da Netrakona andò poi a Tangaila e da lì fu trasferito al distretto di Vardhamana. Lì era solito tenere kirtana con i devoti in un posto chiamato Amalajora dove Ksetra Babu e Vipina Babu, i devoti prominenti del luogo, cantavano le poesie come Soka-satana scritte da Bhaktivinoda Thakura.

Nel 1890 fu messo a capo della sottodivisione di Kalara dalla quale spesso visitava i luoghi santi di Godadrumadvipa, Navadvipa, Capahati, Samudranga, Cupi, Kasthasali, Idrakapura, Baghanapara, Piyariganga (il luogo di Nakula Brahmacari) e il posto di Vrindavana dasa Thakura a Denura. Bhaktivinoda Thakura fu trasferito per alcuni giorni a Ranighata e da lì di nuovo a Dinajapura. Lì nacque Sailaja Prasada, il figlio più giovane e lì scrisse il Vidya-ranjana, il suo commentario e traduzione della Bhagavad-gita che fu pubblicato nel 1891 unitamente ad un commentario di Baladeva. Il 1891 fu l'anno nel quale Bhaktivinoda Thakura prese congedo dal suo lavoro per il governo per due anni. Lui desiderava predicare il Sri Hari-Nama e dalla base di Godadrumadvipa visitava luoghi come Ghatala e Ramajivana dove teneva conferenze presso le varie associazioni ed organizzazioni; lo stesso faceva anche a Krishnanagara. Nel marzo 1892 viaggiò e predicò assieme ad altri vaisnava nel distretto di Basirahata. Mentre viaggiva e predicava non tralasciava lo scrivere. Aprì molti nama hatta in diversi distretti del Bengala. I nama hatta divennero un successo che si autoalimentava e che continuò anche dopo il suo ritorno al lavoro al servizio del governo.

Da Basirahata organizzò il suo terzo viaggio a Vrindavana; si fermò ad Amalajora per celebrare il giorno d'Ekadasi con Srila Jagannatha dasa Babaji e una volta giunto a Vraja, visitò tutte le foreste e i luoghi dei divertimenti. Tornato a Calcutta continuò a dare conferenze e letture sull'Hari Nama in vari luoghi del Bengala. Nel febbraio del 1891 diede una conferenza sulle sue ricerche del luogo di nascita di Sri Caitanya; ad ascoltare c'erano anche diversi letterati provenienti da tutto il Bengala che si mostrarono entusiasti all'apprendimento della notizia. Dopo questo incontro fondò lo Sri Navadvipa Dhama Pracarini Sabha con lo scopo di diffondere le glorie di Navadvipa-Mayapura. Tutti i pandita più  istruiti concordarono con l'evidenza di Srila Bhaktivinoda Thakura e furono d'accordo nel ritenere lo Yogapitha come il vero luogo di nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu.

Quell'anno, a Gaura Purnima, si tenne un grande festival durante il quale vennero installate le Divinità di Guara-Visnupriya allo Yogapitha. Srila Bhaktivinoda Thakura stesso, in uno spirito di pura umiltà, andò porta a porta a collettare i fondi necessari per costruire il tempio nel vero sito. Nel dicembre del 1894 apparve un articolo, nel Amrita Bazaar Patrika, che diceva: "Babu Kedarnatha Datta, il distinto Magistrato che si è appena ritirato dal servizio, è uno dei membri più attivi. Infatti è stato delegato dal suo comitato a raccogliere fondi a Calcutta e ovunque, anche andando di casa in casa, a raccogliere rupia per rupia, per un nobile scopo. Se Babu Kedarnatha Datta è arrivato alla risoluzione di andare con una borsa in mano da ogni rispettabile uomo Hindu, la cui casa sarà onorata da una tale presenza, noi speriamo che nessuno lo mandi via senza aver dato un contributo, per quanto umile, alla costruzione del Tempio di Gaura-Visnupriya." La sua nuova impresa fu un altro successo ed il tempio fu costruito.

Nell'ottobre del 1894, all'età di 56 anni, si ritirò dalla posizione di Vice Magistrato nonostante l'opposizione dei suoi famifliari e delle autorità governative. Risiedette a Surabhi Kunja e predicò e nello stesso tempo ricontrollò i suoi scritti. Qualche volta andava a Calcutta dove si recava per raccogliere i fondi per la costruzione del tempio dello Yogapitha. Nel luglio del 1896 Srila Bhaktivinoda Thakura andò a Tripura su richiesta del re, che era un vaisnava. Per tutta la durata della sua permanenza, quattro giorni, predicò le glorie dello Sri Hari Nama. Il primo giorno, le sue conferenze meravigliarono tutti i pandita locali; nei secondi tre giorni, la famiglia Reale ed il pubblico in generale furono entusiasti di ascoltare i divertimenti di Sri Caitanya Mahaprabhu.

La sua misericordia uscì dai confini dell'India e raggiunse anche l'Asia, diffondendo la coscienza di Krishna anche in Occidente. A Godruma, Srila Bhaktivinoda Thakura pubblicò un libricino scritto in Sanscrito: Sri Gauranga-lila-smarana-mangala-stotram, con un commentario di Srila Sitikantha Vacaspati di Nadia. L'introduzione 'Sri Caitanya Mahaprabhu, la Sua vita e i Suoi insegnamenti' era in inglese. Questo libro raggiunse, a Londra, la libreria 'Società Asiatica Reale', la libreria dell'Università Mc Gill in Canada (nel 1896) e altre rispettabili istituzioni. Fu anche recensita da un erudito Europeo, F.W. Fraser, sul giornale della Società Asiatica Reale. Nella stagione delle piogge del 1896, su richiesta del Maharaja di Tripura, Srila Bhaktivinoda Thakura andò a Darjeeling e Karsyam. Nel 1897 si recò in diversi villaggi come Medinipura e Sauri per predicare. Sri Sisira Kunara Ghosa, il fondatore  dell'Amrita Bazaar Patrika e autore del Sri Amiya Nimai-carita nutriva un grande rispetto per Srila Bhaktivinoda Thakura e si era preso l'impegno di predicare le glorie del santo nome in tutta Calcutta e in diversi villaggi del Bengala. Pubblicò il 'Sri Vinsu Priya o Ananda Bazar Patrika' con la redazione di Srila Bhaktivinoda Thakura. In una delle sue lettere a Srila Bhaktivinoda Thakura scrisse: "Non ho visto i sei Gosvami di Vrindavana, ma considero te come il settimo."

Il figlio di Srila Bhaktivinoda Thakura, Bhimala Prasada (più tardi conosciuto come Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati), visse a Puri come un naisthika brahmacari(studente celibe) e fu coinvolto nel bhajan alla Gandharvika Giridhari Matha, una delle sette mathas vicino al samadhi di Haridasa Thakura sulla riva del mare. All'inizio del 20mo secolo, al fine di aiutare suo figlio, quando Srila Bhaktivinoda Thakura andò a Puri, fece ripulire e ristrutturare il tempio. Dopo che il giovane (Bhakti) Siddhanta Sarsvati lasciò Puri per andare a Navadvipa Mayapur, Srila Bhaktivinoda costruì il suo bhajan kutir sulla spiaggia chiamandolo Bhakti Kuti; una volta Sri Krishnadasa Babaj, discepolo di Srila Bhaktivinoda Thakura, lo raggiunse a Puri dove divenne il suo costante assistente fino alla fine della sua vita. Srila Bhaktivinoda Thakura iniziò il suo bhajan solitario (adorazione e meditazione devozionale);  molte persone andavano a trovarlo e alcune di queste volevano solo disturbarlo mentre le altre erano sincere e beneficiavano grandemente della sua ispirazione spirituale.

Nel 1908, tre mesi prima di prendere sannyasa, arrivò un figlio di Bhaktivinoda Thakura, che lavorava nella stamperia di Calcutta, per informarlo che Sir William Duke, il Segretario Capo del governo, era a Calcutta; precedentemente Srila Bhaktivinoda Thakura aveva prestato servizio per lui come Magistrato. Srila Bhaktivinoda Thakura fissò un appuntamento con lui per il giorno successivo alla stamperia di Calcutta. Si incontrarono fuori dall'edificio e, una volta seduti nell'ufficio di Srila Bhaktivinoda Thakura, con le mani giunte Sir William Duke chiese perdono a Srila Bhaktivinoda Thakura perché una volta lui aveva pianificato di rimuoverlo dal suo posto di magistrato in quanto pensava che se un indiano così qualificato, avesse ricoperto quella posizione, la supremazia inglese avrebbe avuto poca vita in India. In quei giorni, mentre studiava le attività di Kedarnatha Datta, lui sarebbe andato a casa sua e avrebbe mangiato puri, luchi e dolci cucinati dalla moglie del Thakura. Ma ora lui lo stava pregando a mani giunte di perdonarlo come se fosse stato in procinto di lascaire questo mondo al più presto. Srila Bhaktivinoda Thakura rispose: "Credo che tu sia un buon amico ed anche un benefattore." Srila Bhaktivinoda Thakura si complimentò con lui e gli diede le sue benedizioni. In seguito Srila Bhaktivinoda Thakura ammise d'essere rimasto stupito dal fatto che Sri William Duke aveva cercato di nuocergli.

Nel 1908, a Satasana (Puri), Srila Bhaktivinoda Thakura indossò il 'vestito esterno' di babaji, tecnicamente chiamato, nella Gaudiya Sampradaya, paramahamsa-sannyasa. Fino al 1910 lui si spostò continuamente fra Calcutta e Puri nonstante continuasse a scrivere libri. Era il 23 di giugno dell'anno 1914, proprio prima di mezzogiorno a Jagannatha Puri, quando Srila Bhaktivinoda Thakura Prabhupada lasciò il corpo; nel calendario Gaudiya Panjika era il giorno della scomparsa di Sri Gadadhara Pandita. Il suo corpo fu portato dall'Orissa fino alla sua amata Godruma, nelle terre di Nadia. Tra il sankirtana dei devoti, i suoi resti mortali furono sepolti il solstizio successivo. Il solstizio estivo era appena iniziato quando Srila Bhaktivinoda Thakura aveva lasciato questo mondo.


Ricordare il suo Divino Carattere.

Nel suo necrologio riguardante Srila Bhaktivinoda Thakura, l'alto Giudice della Corte di Calcutta, Sarada Caran Mitra, scrisse: "Ho conosciuto Thakura Bhaktivinoda intimamente in una relazione d'amicizia. Nonostante le pressioni dovute al suo lavoro di magistrato a capo di una sottodivisione, lui trovava sempre il tempo per le sue meditazioni  e i suoi lavori devozionali e, in tutte le occasioni in cui ebbi ad incontrarlo, i nostri dicorsi, nel giro di pochi minuti si spostavano sul soggetto della bhakti, dell'acintya-bedhaabedha, dvaitadvaita-vada, ecc., e sull'opera santa che si trovava dinanzi a lui. Il servizio a Dio era il suo unico interesse e il lavoro, comunque onorevole, da lui svolto per il governo, era solo un ostacolo."


Programma quotidiano di Srila Bhaktivinoda Thakura


7:30-8:00 PM - riposo.
10:00 PM - riso, riempire la lampada ad olio, scrivere.
4:00 AM - riposo.
4:30 - riso, lavarsi faccia e mani, cantare l'Hare Krishna Mahamantra sul japa.
7:00 - scrivere lettere.
7:30 - leggere.
8:30 - ricevere ospiti o continuare la lettura.
9:30-9:45 - riposo.
9:45 - bagno del mattino, colazione con un quarto di litro di latte, un paio di chapatis e frutta.
9:55 - andare in tribunale in carrozza.

Lui indossava giacca e pantaloni in tribunale, con un neckbeads doppio formato al collo e tilaka vaisnava. Era molto fermo nelle sue decisioni che prendeva immediatamente. Non permise mai alcuna ipocrisia nella sua Corte; no upstart could stand before him. Lui si radeva la testa mensilmente. Non permise mai di suonare l'harmonium durante i suoi kirtan, considerandolo come una distrazione dal suono del Nama Prabhu.Lui non ebbe mai debiti.


10:00 - inizio lavori Corte.
1:00 PM - fine lavori Corte. A casa per rinfrescarsi e un bagno.
2:00 PM - ritorno alla Corte.
5:00 PM - traduzione dal Sanskrito al  Bengali.
Bagno della sera, cena con riso, un paio di chapati e circa mezzo litro di latte.

Lui consultava sempre il suo orologio da tasca, ed era sempre molto puntuale a tutti gli appuntamenti. Era molto caritatevole con i brahmana, equanime ed amichevole con gli altri ordini sociali. Non mostrò mai orgoglio e la sua amabile disposizione era una caratteristica della sua vita. Non accettò mai regali da nessuno così come rifiutò tutti gli onori e i titoli offertigli dal governo sulla base del fatto che potevano essere d'intralcio alla santa missione della sua vita. Fu molto rigido nel seguire i principi morali, evitò anche il lusso e non masticò mai betel.Non amava nemmeno i teatri poiché erano frequentati da 'donne pubbliche'.

Parlava Bengali, Sanscrito, Inglese, Latino, Urdu, Persiano ed Oriya. Iniziò a scrivere libri all'età di dodici anni e continuò a farlo dando alla luce numerosi libri fino al momento della sua dipartita da questo mondo.

Abbiamo toccato solo alcuni punti della sua vita, ma ci sarebbero così tante cose da dire per glorificare tale incredibile devoto, quindi per mantenere una prospettiva abbiamo cercato di dare un gusto al racconto.

Per maggiori dettagli su Srila Bhaktivinoda Thakura, Rupa Vilasa Prabhu, un discepolo di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, ha scritto un libro sulla sua vita intitolato "Il settimo Gosvami."



 

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

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