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Qualunque cosa tu faccia...
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Qualunque sia il metodo...
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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La Casa di Jagannatha a Mayapur

JagannathatempleinMayapur

Come accadde che una famosa divinità di Krishna cominciò ad essere adorata in un remoto villaggio del Bengala.

Mayapur, situata nel Bengala Occidentale, luogo di nascita di Sri Caitanya Mahaprabhu, è la sede del più grande centro dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna. Nel 1978 l'ISKCON Mayapur ha assunto la responsabilità dell'adorazione di Jagannatha, Balarama e Subhadra installati in un vicino tempio. Le divinità originali di Jagannatha (Krishna, il Signore dell'universo), Suo fratello Balarama e Sua sorella Subhadra sono state adorate a Puri, sulla costa dell'Orissa, per migliaia di anni. Secondo la tradizione, cinquemila anni fa, quando Krishna era presente sulla terra, Krishna, Balarama e Subhadra furono trasformati in queste forme a causa dell'estasi spirituale che avevano provato, nell'ascoltare un devoto che descriveva i divertimenti dell'adolescenza di Krishna. Il saggio Narada, che si trovò a passare, rimase senza parole nel contemplare queste loro forme estatiche e chiese quindi che Essi permettessero che, delle Divinità che Li raffigurassero come apparivano ora, potessero essere adorate. Quelle Divinità  di Jagannatha, Balarama e Subhadra risiedono attualmente in un grandioso tempio in Puri e attraggono pellegrini da ogni parte dell'India, in particolar modo dall'Orissa e dal Bengala.

La storia che segue racconta di come accadde che Jagannatha, Balarama e Subhadra cominciarono ad essere adorati nel luogo santo di Mayapur... Molte centinaia d'anni fa, nello stato indiano conosciuto oggi come Orissa, un uomo malvagio di nome Raktabahu distruggeva templi e creava il panico nel cuore delle persone pie. Quando a Puri i devoti del Signore Jagannatha appresero delle violenze di Raktabahu, furono presi dalla paura e avvicinarono Sri Jagannatha. I devoti pregarono: "O adorabile Signore, siamo in grande ansia nell'ascoltare che il vile Raktabahu sta distruggendo templi e Divinità. Egli sta viaggiando in questa direzione e potrebbe arrivare in qualunque momento per attaccare il Tuo tempio. Se questo succederà noi saremo costretti a suicidarci, perché non saremo mai in grado di tollerare alcuna azione commessa contro di Te. Per favore salvaci da questo pericolo, facendo qualcosa per proteggere, O Signore onnipotente, la Tua divina forma e il Tuo tempio."

Quella notte Jagannatha apparve in sogno al capo dei sacerdoti e gli disse: "Sono stupito dall'ardente amore e devozione dei Miei devoti. Voi tutti, Mi amate più di voi stessi. Nessuno può danneggiare la Mia forma divina o il Mio tempio. Solo con la Mia volontà posso tenere lontano tutti i non devoti. Ma, per benedire i Miei devoti e reciprocare con loro, spesso accetto ciò che può sembrare un disagio, per fare in modo che l'amore e l'attaccamento dei Miei devoti aumenti senza limiti. "Domani, perciò, per favore portate fuori dal tempio Balarama, Subhadra e Me stesso e partite per il Bengala. Dovete viaggiare seguendo la strada della giungla, per evitare Raktabahu, che sta arrivando dalla strada principale. Non abbiate paura, Io vi proteggerò sempre." Il Signore scomparve dal sogno. Il sacerdote si svegliò e diffuse il messaggio. Immediatamente i devoti organizzarono il viaggio del Signore.

Il sistema tradizionale di Jagannatha Puri stabilisce che, a devoti di differenti ceti sociali, siano assegnati particolari servizi per il Signore. I devoti del gruppo dei sabara portano sempre le Divinità quando Esse lasciano il tempio in occasione dei festival. Così quando il messaggio del Signore giunse ai sabara, essi si organizzarono per partire il mattino successivo. I sabara camminarono, trasportando le Divinità per tutto il giorno e prima del tramonto si fermarono in un posto adeguato. Raccolsero frutti, fiori e foglie nella giungla per adorare le Divinità. La mattina successiva, dopo aver adorato le Divinità, i sabara s'incamminarono verso la prossima destinazione. In questo modo trascorsero undici giorni. Il dodicesimo giorno arrivarono a Simantadvipa, una delle nove isole di Navadvipa Dhama, il luogo santo dei divertimenti di Sri Caitanya, nel Bengala Occidentale. Quella notte Jagannatha apparve in sogno ai sabara ed espresse il desiderio di fermarSi in quel posto. Egli affermò che era il posto più adatto e completamente trascendentale. I devoti sabara soddisfecero il desiderio del Signore di rimanere in quel posto.

La Scoperta Delle Divinità

I sabara servirono il Signore per generazioni. Ma gradualmente le Divinità e il tempio scomparvero. Tuttavia il Signore non lasciò mai quel posto, come fu rivelato successivamente, cinquecento anni fa durante il periodo dei divertimenti di Sri Caitanya Mahaprabhu. A quel tempo un devoto di nome Jagadisa Ganguli viveva in un piccolo villaggio nelle vicinanze di Mayapur. Jagadisa era un devoto molto elevato e sebbene fosse molto anziano, ogni anno percorreva novecento chilometri per partecipare al Rathayatra del Signore Jagannatha (festival dei carri) a Puri. Un giorno Jagadisa fu colpito da una malattia che lo rese cieco. Quando comprese che non avrebbe più potuto contemplare la divina forma di Sri Caitanya, e le Divinità di Jagannatha si rattristò molto. Inoltre i suoi amici considerarono che il pellegrinaggio annuale a Puri fosse troppo lungo e pericoloso per lui e rifiutarono di portalo con loro.

Jagadisa rimase a casa, sopraffatto dal lamento e dalla tristezza. Una notte Jagannatha apparve in sogno a Jagadisa. Il Signore gli disse che il mattino successivo, quando sarebbe andato al Gange per le abluzioni mattutine, un tronco avrebbe toccato la sua testa, ed egli avrebbe riacquistato la vista. Il Signore suggerì inoltre Jagadisa di portare il tronco in un vicino villaggio, dove viveva un devoto falegname e di chiedergli di scolpire una Divinità di Jagannatha. Il Signore gli disse che il falegname avrebbe rifiutato di eseguire l'opera, in quanto era un lebbroso ed aveva le mani deformate, ma esortò Jagadisa ad insistere e convincere il falegname lebbroso a svolgere il lavoro. A lavoro terminato, il Signore rassicurò Jagadisa, la lebbra del falegname sarebbe scomparsa. Proprio come il Signore aveva predetto, quando l'indomani Jagadisa fece il bagno nel Gange, un tronco toccò la sua testa ed egli riacquistò la vista. Prese il tronco e lo portò nel vicino villaggio, dove cercò e trovò il falegname lebbroso. Jagadisa implorò il lebbroso di scolpire dal tronco la Divinità di Jagannatha, ma il falegname rifiutò.

Il lebbroso mostrò a Jagadisa le sue dita deformate e gli chiese: "Come posso scolpire la forma divina del Signore con queste mani?" Ma Jagadisa insistette e gli annunciò che la lebbra sarebbe guarita non appena avesse finito la scultura. Alla fine il lebbroso acconsentì. Jagadisa rimase col lebbroso mentre lavorava e lo vide soffrire terribilmente. Sangue e pus fuoriuscivano dalle sue mani senza dita ed egli continuava a desiderare di abbandonare il lavoro. Ma Jagadisa lo incoraggiò e lo aiutò a dimenticare la sua agonia, finché non finì di scolpire la Divinità di Jagannatha. Appena ebbe finito la sua lebbra scomparve. Jagadisa portò la Divinità, nel posto dove si trova attualmente il tempio di Jagannatha a Mayapur e cominciò ad adorarLo. Dopo alcune notti, Jagadisa ebbe un altro sogno. Questa volta Jagannatha gli disse di chiedere allo stesso falegname di scolpire in legno di nima le Divinità di Balarama e Subhadra Devi. Jagadisa lo fece ed installò queste Divinità nel tempio accanto a Jagannatha.

Un Nuovo Tempio

Dopo la morte di Jagadisa, nel corso degli anni l'adorazione delle Divinità diminuì e infine Jagannatha, Subhadra e Balarama furono dimenticati e il loro tempio crollò. Circa sessanta anni fa i residenti di un villaggio vicino notarono un fiore blu di particolare bellezza, che cresceva sulla cima di una catasta di termiti. Quando si avvicinarono alla pila sentirono una voce che diceva: "Per favore datemi dell'acqua. Ho sete." Gli abitanti del villaggio dissotterrarono le Divinità di Jagannatha, Balarama e Subhadra e benché esse fossero state ricoperte di termiti per lungo tempo, il legno non era stato danneggiato. Così l'adorazione riprese. Nel 1978 il pujari (sacerdote) sentì che non sarebbe stato in grado di continuare l'adorazione delle sue amate Divinità per molto tempo e donò il tempio all'ISKCON, che fece costruire un nuovo splendido tempio, circondato da giardini di fiori profumati e da frutteti di mango. Gli attuali responsabili invitano tutti i pellegrini che visitano Sri Mayapur a visitare il tempio di Jagannatha. Le scritture affermano che Jagannatha Puri è eternamente manifestata in questo santo luogo, e che visitandolo si acquisiscono gli stessi benefici che si ottengono visitando Jagannatha Puri.

I Divertimenti di Jagannatha

Le scritture vediche c'insegnano che il Signore appare nella forma della Divinità per accettare la nostra adorazione e il nostro servizio. La divinità pertanto non è differente dal Signore stesso. Non è dunque sorprendente che la Divinità compia delle attività, che non potrebbero essere compiute da una statua ordinaria. Le scritture vediche e le storie di molti templi raccontano di Divinità che parlano, camminano, appaiono in sogno e così via. Alcune Divinità hanno la fama di reciprocare con i propri devoti in un modo direttamente percepibile. Il Signore Jagannatha a Mayapur è una di queste Divinità. Pankajanghri Dasa, il capo sacerdote dell'ISKCON Mayapur, ha raccontato i seguenti divertimenti durante un festival al tempio di Jagannatha.

Il Signore Jagannatha fa delle passeggiate

Le persone che vivono nella casa più vicina al tempio, hanno riferito che Jagannatha fa delle passeggiate. In effetti, non Lo hanno mai visto ma hanno potuto sentirLo, soprattutto il sabato sera. Hanno visto un bagliore venire dal tempio ed hanno potuto sentire il tintinnio delle cavigliere e un dolce profumo che riempiva l'aria.

Perché andare a Puri?

Una volta un pellegrino che, venendo dal Nord, andava a Puri per andare ad adorare Jagannatha, si addormentò nel treno. Il Signore gli parlò in sogno: "Mio caro devoto, non hai bisogno di andare fino a Puri perché Io risiedo molto vicino a qui. Scendi alla prossima stazione e vai verso nordovest. Troverai un tempio dove potrai contemplarMi fino alla tua piena soddisfazione. Il pellegrino seguì l'istruzione e trovò il tempio.

Il Signore Jagannatha rifiuta di andarsene

Alcuni brahmana di un villaggio vicino, pensarono che avrebbero potuto adorare meglio Jagannatha nel loro villaggio. Così un giorno Lo rubarono dal tempio. Mentre trasportavano il Signore attraverso i campi, improvvisamente sentirono il richiamo della natura e dovettero fermarsi. Essi posarono per terra la Divinità, ma quando tornarono non furono più in grado di sollevarLa. Chiamarono altre persone in aiuto, ma non riuscirono a spostare il Signore. Alla fine compresero che Jagannatha non voleva lasciare il suo tempio. Essi tornarono al tempio e dispiaciuti dissero ai sacerdoti: "La vostra Divinità si trova nei campi, e vuole tornare indietro." Così i due sacerdoti andarono a riprenderLo e facilmente Lo riportarono a casa.

Il Signore procura le medicine

Una volta in questa zona si diffuse una grande epidemia. Molte persone si ammalarono e molte di queste morirono. Il Signore Jagannatha apparve in sogno al pujari e gli parlò di una medicina, che avrebbe potuto curare la malattia. Al mattino il sacerdote chiamò tutti gli abitanti del villaggio e chiese di raccogliere gli ingredienti per preparare la medicina, ma mancava un ingrediente che non cresceva in quella zona. Più tardi, durante il giorno, arrivò un bambino con un ramo e lo diede alla moglie del sacerdote. Quando il sacerdote tornò e vide il ramo si eccitò molto. "Oh! E' proprio quello di cui avevamo bisogno. Chi l'ha portato?" "L'ha portato un bambino molto attraente", rispose la moglie. "Non penso che fosse di questo villaggio, non l'avevo mai visto prima." Gli abitanti del villaggio prepararono la medicina e tutti guarirono. Da quel giorno Jagannatha fu considerato con molto rispetto anche dai non Hindu.

Mancanza di Foglie di Tulasi

Quando il tempio era appena stato affidato all'ISKCON, eravamo soliti portare alle Divinità il pranzo di mezzogiorno dal Mayapurcandrodaya Mandir (il tempio principale dell'ISKCON), perché a quel tempo non avevamo abbastanza devoti per tenere dei cuochi lì. Andando in bicicletta il pujari portava il pasto cucinato e lo offriva al Signore Jagannatha. Un giorno mentre metteva il cibo sull'altare davanti a Jagannatha, il pujari si accorse di aver dimenticato di portare delle foglie di tulasi, che avrebbe dovuto mettere nei piatti dell'offerta. Il pujari si chiese: "Devo tornare al tempio a prendere delle foglie di tulasi e metterle nei piatti? Poiché la porta è rotta se lo faccio, potrebbe entrare un cane o dei bambini." Così pensando si scusò col Signore Jagannatha per non essere in grado di offrirGli delle foglie di tulasi. Dopo aver fatto l'offerta, si sedette fuori della porta e recitò dei mantra, mentre le Divinità mangiavano. Quando riaprì la porta dell'altare, vide in mezzo al piatto di riso un bel ramo di foglie di tulasi.

Laggiù Hanno Davvero del Buon Prasadam

Quando all'ISKCON fu donato il tempio e il terreno, vi erano numerosi comproprietari e molti di loro avevano già firmato l'atto di donazione. Il responsabile dell'ISKCON Mayapur, Jayapataka Swami, sosteneva però, che non si doveva cominciare l'adorazione completa, finché tutti i proprietari non avessero firmato. Ma senza che lui lo sapesse, il pujari aveva già cominciato ad offrire del cibo, portato dal tempio principale. Così dopo aver avuto questa istruzione il pujari smise di fare le offerte. La notte successiva il pujari sognò che quando andava a svegliare le Divinità non Le trovava. In grande eccitazione corse fuori e vide le Divinità che camminavano nei campi. "Jagannatha, Baladeva, Subhadra dove state andando?" "Non ci state nutrendo, perciò andiamo al Mayapurcandrodaya Mandir, hanno del buon prasadam laggiù, un sacco di prasadam". Quando Jayapataka Swami sentì di questo sogno, diede istruzioni al pujari di riprendere a portare il loro pasto alle Divinità.

Studio sulla Bhagavad-gita


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