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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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separatore iskcon

mamma yasoda krishna

Comprendere l’Universo

Mancheranno sempre due dita

di Caitanya Carana Dasa

I passatempi di Sri Krsna nella forma di Damodara ci insegnano che le nostre grandi intelligenze servi ranno solo a portarci molto lontano.

Questo numero di Ritorno a Krishna esce durante il mese di Damodara (27 ottobre-24 novembre) in coincidenza con il Damodara-lila, il passatempo in cui la madre di Krishna, Yasoda, cerca di legarLo con una corda. La corda risultava più corta di due dita del necessario. Madre Yasoda aggiungeva allora altra corda, ma indipendentemente da quante corde univa insieme, la corda risultante rimaneva sempre più corta di due dita.

Il significato di questo passatempo è che per quanto possiamo sforzarci, falliremo sempre nei nostri tentativi di comprendere Dio solo con la nostra intelligenza. La scienza sta sperimentando la stessa cosa per quanto riguarda l’universo, che la letteratura vedica definisce come prodotto della superintelligenza di Dio. Secoli di ricerche cosmologiche hanno aumentato l’informazione scientifica, ma non la comprensione scientifica, a causa di “due” punti deboli imprevisti.

1. Quanto più gli scienziati accumulano conoscenza, tanto più si rendono conto di quanto poco sanno. Gli scienziati “hanno conquistato” lo spazio – e si sono resi conto di quanto poco in realtà essi sappiano di esso. Per i non informati le missioni spaziali hanno messo in evidenza la grandezza dell’uomo. Per coloro che ne hanno conoscenza le stesse hanno dimostrato la piccolezza dell’uomo. La ricerca spaziale rivela che l’universo contiene più corpi celesti di quanti sono i granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo e che la nostra terra è solo uno di questi granelli cosmici. Non ci si deve meravigliare se Kenneth R. Bowling, che è stato presidente dell’Associazione americana per lo sviluppo della scienza, abbia ammesso: “La cosmologia… significa grande insicurezza perché studia un immenso universo con un campione piccolo e non affidabile”.

2. Quanto più gli scienziati sviluppano la conoscenza, tanto più si rendono conto che quello che “sapevano” prima era sbagliato. Le leggi di Newton sono state considerate verità fondamentali della fisica finché non si è trovata la loro inapplicabilità nel dominio del microscopico e del macroscopico. La fisica quantica è stata sviluppata per analizzare il mondo degli atomi e la fisica della relatività per il cosmo. Esse però sono risultate in fortissima contraddizione. Poiché entrambe devono coesistere all’origine dell’universo – quando il microscopico e il macroscopico costituivano un’unità – gli scienziati devono fronteggiare la formidabile sfida di formulare una Teoria del Tutto (TdT) capace di unificare questi inconciliabili pilastri della scienza. Rivediamo la storia dello sviluppo del TdT:

a. Un iniziale ruggito arrogante. Il fisico Leon Lederman: “Speriamo d’illustrare l’intero universo con una singola semplice formula che si possa applicare alla vostra T-shirt.

b. Un successivo grugnito esasperato. L’astrofisico Steven Weinberg: “Man mano che progrediamo nel comprendere che l’universo è in espansione, si espande anche il problema che abbiamo davanti cosicché sembra che la soluzione si allontani sempre più da noi”.

c. Un gemito finale camuffato. Il fisico teorico John Wheeler: “Non correte mai dietro un autobus, a una donna o a una teoria cosmologica perché ce ne sarà sempre una successiva dopo pochi minuti”.

La Scienza Ha Bisogno Della Grazia Divina

Tornando indietro nel passato troviamo che la corda con cui madre Yasoda cercava di legare Krishna era più corta solo di due dita, ma la corda del TdT che la scienza sta cercando di legare attorno all’universo non solo è corta, ma è anche rotta come Stephen Hawking ha ammesso: “Le teorie [sulla fisica] che abbiamo finora sono inconsistenti e incomplete”.

Madre Yasoda riuscì finalmente a legare Krishna, ma solo quando Lui, per la Sua grazia, si lasciò legare. Allo stesso modo, la scienza può comprendere l’universo, in particolare la nostra posizione e il nostro scopo al suo interno, ma soltanto quando essa si armonizzi con l’intelligenza suprema ricercando ed applicando la scienza spirituale applicabile esposta nella Bhagavad-gita, aprendo così la strada alla rivelazione spirituale.

Questo non è così contrario alla scienza come può sembrare. Uno scienziato della grandezza del fondatore della fisica quantica, il premio Nobel Max Planck, ha affermato: “Per la religione Dio è all’inizio, per la scienza è alla fine.” E la scienza ha cominciato a raggiungere questo punto finale con la sua scoperta del “fine tuning” dell’universo: una sintonizzazione di grande precisione dei valori e delle interrelazioni di almeno ottanta parametri essenziali per la vita. Ovviamente un “fine tuning” ha bisogno di un “fine tuner”.

Naturalmente gli ostinati devoti dell’ateismo hanno proposto universi casuali e multipli, ma queste teorie sono tutte intrinsecamente non comprovate e non comprovabili. Essi sono più adatti al dominio della fantascienza che a quello della scienza. Quando gli scienziati accetteranno il verdetto che risulta evidente dalle loro ricerche, rimuoveranno l’ostacolo facendo compiere alla scienza un balzo spirituale in avanti da lungo tempo rinviato. Affinché non esitino o tentennino a compiere questo passo coraggioso, la riflessione del rinomato fisico Michael Faraday può spingerli a farlo: “Dovremmo valutare il privilegio di conoscere la verità su Dio molto di più di qualunque altra cosa possiamo ottenere in questo mondo”.

Caitanya Carana Dasa è un discepolo di Sua Santità Radhanatha Swami. È laureato in ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni e presta servizio a tempo pieno alla ISKCON di Pune. Dirige una rivista gratuita via internet, The Spiritual Scientist, che dà una presentazione scientifica della filosofia della coscienza di Krishna.

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Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...