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IV° CAPITOLO

La conoscenza trascendentale - Sanatana-yoga

Siamo giunti al quarto capitolo della Bhagavad-Gita. I capitoli precedenti descrivevano Arjuna e Krishna sul campo di battaglia di Kuruksetra che osservavano i contendenti schierati su due fronti opposti e di opposte fazioni. Questo era il primo capitolo. Il secondo capitolo narrava della risposta di Krishna al lamento che Arjuna aveva manifestato quando aveva visto i suoi parenti di fronte a lui sul campo di battaglia. La risposta di Krishna era stata sa un canto analitica, gli aveva detto di non lamentarsi perché il corpo è differente dall'anima, il corpo nasce e muore costantemente, noi prendiamo diversi corpi, non c'è ragione di lamentarsi per la perdita o l'acquisizione di un altro corpo e, sempre nel secondo capitolo l'altra risposta del Signore ad Arjuna era stata, di no lamentarsi perché impegnandosi con la mente concentrata su di Lui, con la coscienza concentrata su di Lui, si sarebbe elevato al di sopra dei meccanismi di azione e reazione e avrebbe trovato una coscienza superiore, la Coscienza di Krishna, la coscienza trascendentale; cioè la sua intelligenza sarebbe diventata così pura e perfetta che non avrebbe più avuto necessità di lamentarsi. Poi, nel terzo capitolo, Arjuna aveva chiesto al Signore di spiegargli meglio cosa avrebbe dovuto fare, se avrebbe dovuto combattere oppure diventare una persona intelligente, vedere le cose nella giusta prospettiva, e che non s'impegna nelle attività di questo mondo. Krishna gli aveva detto che queste due cose non erano antitetiche, una persona poteva essere una persona intelligente e che però era preferibile impegnarsi nell'azione, ma agire per la soddisfazione del Signore, per la soddisfazione di Krishna, Arjuna avrebbe ottenuto la perfezione. Infatti il terzo capitolo si chiama "karma-yoga", lo yoga dell'azione, karma significa azione.

Adesso nel quarto capitolo il Signore continua a parlare, narra ad Arjuna la storia della Bhagavad-Gita, gli fa capire cos'è la Bhagavad-Gita, perché Lui parla la Bhagavad-Gita e inoltre gli spiega come è possibile che Lui abbia parlato la Bhagavad-Gita milioni e milioni di anni prima. Krishna gli aveva detto: "Le stesse cose che sto dicendo a te adesso, le ho dette milioni di anni fa al dio del sole", e Arjuna perplesso chiede: "Ma com'è possibile?" Krishna spiega la natura del Suo corpo, la natura della Sua apparizione, la natura delle Sue attività. Questa è conoscenza trascendentale: conoscere Krishna, la Sua natura, la Sua forma, la Sua apparizione, le Sue attività. Poi va avanti e dice ad Arjuna che conoscenza trascendentale significa anche la relazione che intercorre tra l'anima e Lui. Spiega ad Arjuna che Lui può ricordare tutto ed Arjuna non può. (Adesso sto scorrendo velocemente sul capitolo) Poi Krishna continua a spiegare ad Arjuna che le persone come si sottomettono a Lui provocano in Krishna una reazione, se una persona si sottomette con animo gentile e devoto, Krishna reciproca in quel modo.


Krishna continua poi illustrando ad Arjuna i modi di compiere i sacrifici. Lui dice che ha creato le divisioni della razza umana, divisioni lavorative, tutti devono lavorare nella razza umana. Ha creato queste divisioni lavorative ed ha prescritto dei doveri per ognuna di esse e Lui è il Creatore di tutto questo ed è al di là di tutto questo e chi conosce e capisce come Lui ha creato le divisioni della razza umana e lavora in quello spirito, non sarà vincolato dai frutti dell'azione. Poi gli spiega come vive una persona che non è attaccata ai frutti dell'azione mentre raggiunge la conoscenza trascendentale. Gli dice che non è facile capire come agire nel modo giusto, anche persone sagge sono perplesse, cosa devo fare? Cosa non devo fare? Poi verso la fine del capitolo, dopo avergli spiegato che ci sono tanti mezzi per purificarsi, gli dirà che accettare il modo per acquisire perfetta conoscenza trascendentale, per liberarsi da ogni dubbio e per vincere la battaglia della vita e raggiungere il successo nella guerra dell'esistenza. Questo è il capitolo in sintesi. Riprendiamo in modo più dettagliato. Abbiamo detto che l'essenza di questo capitolo "La conoscenza trascendentale" è conoscere Krishna, la Sua natura, la Sua apparizione, la Sua forma, le Sue attività e conoscere l'anima e la relazione che intercorre tra l'anima e Krishna. Questo è il filo dominante di tutto questo capitolo. Allora, all'inizio Krishna dice:

VERSO 1

sri bhagavan uvaca
imam vivasvate yogam
proktavan aham avyayam
vivasva manave praha
manur iksvakave 'bravit

Krishna esordisce dicendo: "Io ho insegnato questa scienza al dio del sole Vivasvan milioni di anni fa, Vivasvan l'ha insegnata a Manu e Manu l'ha insegnata a Iksvaku", questo è l'esordio che Krishna fa nel quarto capitolo. Naturalmente il dio del sole è una personalità che è apparsa milioni di anni prima di Arjuna. Adesso gli scienziati moderni non riescono a concepire che possa esserci una persona che presiede a un astro come il sole, per loro tutto va avanti per reazioni chimiche o fisiche, mentre vediamo che ogni dove esiste un po' di armonia, un po' di controllo c'è qualcuno che gestisce la cosa. Per esempio: se si va in un ufficio, le cose funzionano bene, c'è qualcuno preposto, un capoufficio, un direttore, allora, anche nell'universo ci sono delle persone, delle personalità che hanno dei poteri e utilizzano questi poteri per mantenere l'armonia universale, nessuno conosce il segreto dell'esistenza del sole, tante teorie, tante speculazioni sono state fatte ma nessuno realmente conosce perché esiste un sole, perché questo sole riscalda questo pianeta e lo riscalda a temperatura giusta per far si che gli esseri che popolano il pianeta possano viverci. Il sole non si sposta dalla sua orbita, la terra non si sposta dalla sua orbita e le cose vanno avanti in modo perfetto e armonioso. La maggior parte delle persone non riesce a capire tutto questo e imputa tutto questo al caso o qualcosa che accidentalmente è venuto a verificarsi. Mentre le scritture vediche dicono che esistono divinità che presiedono questi astri e che gestiscono l'andamento universale, allora nel sole c'è Vivasvan, questo è il nome della divinità che presiede il sole e anche lui ha ascoltato la Bhagavad-Gita da Krishna. Krishna continua dicendo: "Io sono tornato a parlare questa Bhagavad-Gita anche perché, malgrado ci sia una catena disciplica, abbiamo detto; Vivasva, Manu, Iksvaku, tutte queste personalità che si tramandano questa scienza, malgrado ci sia una catena disciplica, cioè un contatto tra una persona e l'altra, cioè tra colui che parla e colui che ascolta, nel corso del tempo, questa catena si è interrotta e Io sono tornato per riportare in auge questa scienza agli esseri umani. Questa è la ragione per la quale Krishna parla la Bhagavad-Gita e dice:

VERSO 2

evam parampara-praptam
imam rajarsayo viduh
sa kaleneha mahata
yogo nastah parantapa

Tutte le persone sante, i re santi hanno acquisito la scienza trascendentale o conoscenza trascendentale in questo modo, ascoltandola da qualcun altro, da un loro predecessore, se la sono tramandata, a un certo punto la cosa si è interrotta, "Io sono tornato a parlarla a te Arjuna". Questo è il modo perciò di comprendere la conoscenza trascendentale, non usando i propri sensi, non cercando di capire le cose solo con l'ausilio dei sensi che sono così imperfetti, così limitati, sia i nostri sensi personali che i sensi delle persone che ci sono vicine, anche i sensi di tutti gli umani del pianeta sono molto, molto limitati nel capire perché l'universo funziona, la realtà della vita, il segreto della vita. Il metodo per acquisire conoscenza è avere una persona autorevole che appreso vera conoscenza e può tramandarla, può trasmetterla. Questo è il segreto, Krishna menziona ad Arjuna; gli dice anche: "Poiché tu sei Mio amico intimo, poiché tu sei una persona che non è invidiosa di Me, una persona che vuole veramente sapere con sincerità, Io posso comunicarti questa scienza". Arjuna chiede, a questo punto: "Ma come è possibile, io sono qui con Te, siamo ancora abbastanza giovani, come è possibile che Tu abbia parlato questa Bhagavad-Gita, questa scienza trascendentale a Vivasvan, al dio del sole che milioni di anni?". Perché Arjuna fa questa domanda? Arjuna, fa questa domanda perché vuole che Krishna spieghi qual è la Sua natura. Arjuna sa bene che Krishna non ha un corpo come i nostri corpi, cioè che il Suo corpo è diverso dai nostri, che la Sua posizione è diversa dalla nostra, ma vuole che Krishna spieghi a beneficio di tutti noi, a beneficio di tutti coloro che non capiscono e non conoscono la natura del Signore è per questo che fa questa domanda, stimola Krishna a rispondere e Krishna risponde dicendo che Lui ha un corpo che non si deteriora mai, incorruttibile, la Sua natura è eterna e trascendentale, infatti dice: "Io vengo in questo universo, Mi manifesto in questo mondo.......

VERSO 7


yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata
abhyutthanam adharmasya
tadatmanam sramy aham

"Mi manifesto in questo mondo quando c'è la necessità di ristabilire i principi della religione e riportare la gente ai principi di vita spirituale; allora Mi manifesto". Chi di noi può dire che nasce per la stessa ragione? Nessuno di noi sa perché è nato in quella particolare famiglia, perché ha preso un corpo fatto in modo particolare, perché è nato quel particolare giorno in quel particolare periodo storico, nessuno lo sa! Una persona generalmente nasce e nasce in ignoranza, in una situazione, poi cresce e gli viene spiegato che è lì, senza per quale ragione. Nessuno, ma Krishna dice: "No, Io vengo quando è necessario", infatti nel verso seguente dice:

VERSO 8


paritranaya sadhunam
vinasaya ca duskrtam
dharma-samsthapanarthaya
sambhavami yuge yuge

Quando c'è da aiutare delle persone pie, devote, quando c'è da aiutarle nella lotta per l'esistenza e distruggere le persone che invece vogliono infastidire le persone pie, le persone devote, distruggere questi fastidi causati da quelli che si chiamano asura. Ci sono due classi di persone nell'universo, alcuni si chiamano Deva altri Asura. Deva sono persone pie, sono persone che hanno timore di Dio, che sentono che la loro esistenza ha un vincolo con la Persona Suprema, con Dio; Asura invece è colui che vuole negare l'esistenza di Dio, che non crede che la propria esistenza poggi sulla potenza del Signore, sull'energia del Signore e che perciò lui non abbia nessun vincolo con Dio, che Dio sia solo un'invenzione o che se c'è vorrebbe vederlo distrutto perché, perché, lui non è Dio! Questi sono gli asura, questa è la natura demoniaca, allora Krishna dice: "paritranaya sadhunam vinasaya ca duskrtam, Io vengo ad aiutare quelle persone buone, di natura pia, che hanno umiltà, intelligenza e affetto per Me, vengo invece a distruggere le persone che ostacolano il percorso devozionale e liberatorio dell'umanità". "dharma-samsthapanarthaya" in più viene a ristabilire i principi della religione su cui vivere è come una società di animali. Gli animali non hanno nessuna regola; gli umani si differenziano dagli animali perché hanno delle regole, seguono delle prescrizioni e in questo modo possono organizzarsi per il miglioramento della vita collettiva, allora Krishna dice: "dharma-samsthapanarthaya" e l'essenza del dharma, cioè il significato della vita è tornare ad amare Dio perché una vita su questo pianeta per quanto lunga possa essere, anche fosse di centocinquanta. duecento anni, se uno non la conclude tornando a conoscere la Persona Suprema, conoscere Dio e amarLo, è una vita inutile. E dice anche:

VERSO 9


janma karma ca me divyam
evam yo vetti tattvatah
tyaktva deham punar janma
naiti mam eti so 'rjuna

Cioè, quando Io Mi manifesto, cioè quando prendo nascita, janma karma e quando compio delle attività, queste attività non sono normali perché Io sono perfettamente il controllo della Mia nascita, controllo perfettamente le Mie attività, la Mia apparizione, la Mia scomparsa, Io non sono controllato dalla Mia nascita, non sono spinto a nascere, ma Io controllo la Mia nascita, Io controllo le Mie attività, janma karma ca me divyam dice: "La Mia natura, la Mia nascita è divina, le Mie attività sono divine". janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah, chi capisce queste verità, chi semplicemente riesce a capire come e perché Krishna appare e come e perché Krishna agisce, cioè la posizione di Krishna, chi riesce a capire questo dice Krishna, Lui stesso non prenderà più nascita in questo mondo. Colui che capisce non prenderà più un corpo materiale, non sarà più forzato dalla nascita e dalle attività materiali, non sarà più costretto, condizionato, solo perché capisce questo! Quanto è importante capire la posizione di Krishna! Se noi capiamo la posizione di nostro padre o nostra madre, questo non cambia la nostra vita, o di una persona famosa, ecc., non cambia di molto la nostra vita, anzi non la cambia in essenza, alla fine, per niente; ma se capiamo Krishna se capiamo come Lui appare, come Lui agisce, questo cambia radicalmente la nostra esistenza, perché? Perché per capire, Krishna dice poi:

VERSO 10

vita-raga-bhaya-krodha
man-maya mam upasritah
bahavo jnana-tapasa
puta mad-bhavam agatah

Perché per capirlo uno deve essersi liberato dagli attaccamenti, dalla rabbia, dall'illusione, deve essersi disidentificato dal proprio corpo materiale cioè non si può capire Krishna attraverso i propri sensi materiali, non si può! E' l'anima che deve capire Krishna è l'essere spirituale che deve conoscere e capire Krishna, non il corpo materiale! Per questo Krishna dice: "Chi riesce a capirMi non prende più nascita perché se è riuscito a capire la Mia nascita, la Mia apparizione, significa che ha raggiunto la realizzazione della sua vera identità come anima che vive in un corpo e non più come corpo". Questo è il punto. Come fare? Lavorando per lasciare gli attaccamenti, per lasciare la rabbia che deriva dalla frustrazione ai propri attaccamenti, quando ci sono gli attaccamenti e non sono soddisfatti, uno si sente frustrato, sente una profonda insoddisfazione nel cuore, anche una rabbia, un moto di rivolta; oppure quando i propri attaccamenti sono soddisfatti cioè uno trova l'oggetto del proprio attaccamento, anche lì rimane frustrato perché il piacere materiale non è convinto, non è eterno, non è in effetti vera soddisfazione, anche lì rimane frustato, rattristato e perciò anche vulnerabile alla rabbia, all'insofferenza. Allora, lasciando tutto questo, lavorando per lasciare gli attaccamenti si può sviluppare amore per Krishna.

VERSO 11

ye yatha mam prapadyante
tams tathaiva bhajamy aham
mam vartmanuvartante
manusyah partha sarvasah

Se tu fai un passo verso Krishna, Krishna ne fa mille verso di te, cioè "Come lui si arrende a Me, Io reciproco, Io mi faccio sentire, Io sono presente nel cuore". Questo è quello che Krishna sta dicendo ad Arjuna e Arjuna intelligentemente capisce che Krishna sta dandogli il modo per acquisire conoscenza divina. Infatti a quel punto Krishna dice ad Arjuna: "Io ho creato un sistema affinché tutti possano sviluppare gradualmente conoscenza di Me". Cioè Krishna rivela che l'essenza, il significato della vita di tutti è tornare a conoscere Lui, conoscere Krishna. "Ho creato un sistema" dice Krishna "un sistema nel quale tutti hanno la loro occupazione e svolgendo la loro occupazione e comprendendo la Mia posizione, potranno purificarsi gradualmente con le loro stesse attività" cioè Krishna non dice brutalmente: "O capisci chi sono o basta, non ci sono possibilità per te, non hai più speranza" No! Non è così categorico, dice:

VERSO 13

catur-varnyam maya sristam>
guna-karma-vibhagasah
tasya kartaram api mam
viddhy akartaram avyayam

"Io ho creato un sistema sulla base della natura dei diversi esseri viventi, dei diversi esseri umani". Gli esseri umani hanno natura diversa, no?! Vediamo alcune persone, che sono un po' più brillanti nel senso che sono serene, pacifiche, tese al pensiero, alla contemplazione; ci sono persone invece che sono più attive, più brillanti nel senso molto capaci di raggiungere risultati, scopi e ci sono persone invece più indolenti, meno interessate. Ci sono diverse influenze della natura materiale sono: virtù, passione, ignoranza. Krishna dice: "guna-karma-vibhagasah" che secondo queste influenze della natura materiale esistono diverse persone e "Io ho creato diversi doveri". Cioè ci sono doveri diversi per una persona ignorante o indolente o disinteressata, doveri diversi da quelli di una persona serena, contemplativa, sveglia in un certo senso, molto attenta.

Se uno compie questi doveri sapendo che, deve sapere che chi ha creato questi doveri è il Signore e il Signore li ha programmati, questi doveri, in modo tale che se uno li segue si ricorderà gradualmente sempre più di chi li ha fatti, cioè del Signore, di Chi li ha creati. Ecco se uno svolge questi doveri, gradualmente la sua consapevolezza che Krishna è l'artefice delle attività che sta svolgendo, la sua consapevolezza crescerà, crescendo questa consapevolezza cosa farà? Si sentirà sempre più di sacrificarsi per il Signore, cioè diventerà sempre più distaccato dai frutti delle azioni che compie. Quando una persona si sente l'unico artefice. l'unico proprietario, l'unico risoluto controllore di ciò che sta facendo, si sente anche colui che ha pieno, totale diritto di utilizzare i frutti che provengono da ciò che sta facendo, dei risultati.

Si sente spesso dire: "Io lavoro, lavoro, i risultati sono cose sacrosantamente mie", si sente spesso dire così. No, una persona cosciente di Krishna non pensa così! Pensa: "Com'è che io riesco ad agire? Chi mi da l'intelligenza per svolgere questa attività? Questo dovere che sto svolgendo? Questo lavoro, ecc., chi lo ha reso possibile? Chi ha creato gli elementi che sto utilizzando per il mio lavoro? Chi ha creato l'intelligenza per adoperare gli strumenti in un certo modo per fare fuoriuscire un risultato? Chi l'ha fatto? Sicuramente Krishna". Quando è consapevole di questo, non si sente il proprietario assoluto di ciò che produce, allora viene naturale la tendenza a ringraziare il Signore offrendo i frutti delle proprie azioni. Facendo questo, uno sviluppa conoscenza trascendentale, questo dice Krishna: "Agire sapendo che Io sono l'origine e al di sopra di tutte queste attività in questo mondo", perché Krishna dice: "Io non ho nulla da fare, anche se ho creato questo sistema Io non sono coinvolto da questo sistema". Lui è al di sopra, è l'artefice, non è coinvolto, non ha bisogno di fare nulla Krishna, non ha nessun servizio o dovere particolare da svolgere. Allora: "Chi pensa a Me, trascende il lavoro stesso che sta svolgendo".


Nessuno vuole rimanere invischiato nell'attività materiale che compie perché attività materiale è condizionante, ma se uno pensa a Krishna e offre a Krishna i risultati del proprio lavoro, in più sente Krishna come il vero Controllore, allora trascende quell'attività che sta svolgendo fino al punto da ottenere piena conoscenza trascendentale. Però non è facile, non è facile capire come agire in modo distaccato perché abbiamo detto che la condizione per fare il proprio dovere bene è farlo in Coscienza di Krishna cioè sapendo che Krishna è l'artefice di tutto e che Krishna è il Controllore vero, il Proprietario vero, come si fa ad agire con questo tipo di coscienza? Come si fa ad agire in questo spirito? Non si rimane confusi qualche volta? Si, è facile rimanere confusi, Krishna dice, molto facile rimanere confusi, dice: "Anche le persone sante qualche volta rimangono confuse tra ciò che è il vero agire, il non agire e l'agire in modo sbagliato", anche loro qualche volta rimangono confusi, non è facile, allora Krishna spiega ad Arjuna cosa significa; azione, inazione e azione sbagliata. Dice che azione significa in effetti azione in Coscienza di Krishna; se uno agisce in Coscienza di Krishna come abbiamo spiegato prima per la soddisfazione del Signore allora quell'azione praticamente (sembra un gioco di parole, ma con un po' di attenzione lo possiamo capire) quell'azione non causa reazione materiale perciò c'è una inazione nell'azione. Generalmente quando uno compie azioni, causa reazioni, giusto? C'è anche una legge fisica "a ogni azione corrisponde una reazione" allora nella legge del karma qualsiasi azione compi causa una reazione buona o cattiva, fai del bene a qualcuno, causi una reazione buona, fai del male a qualcuno, causi una reazione cattiva, ma se tu agisci secondo il dovere che Krishna ha prescritto per te per la Sua soddisfazione, Krishna dice: "Non c'è reazione", non c'è reazione materiale allora dal punto di vista materiale, questa è inazione perché non causi reazioni e come se tu non operassi in questo mondo materiale. Quando tu operi in questo mondo materiale causi delle reazioni, poi le devi godere o le devi subire o le devi soffrire.

Tu vai a rubare, ti mettono in prigione, devi soffrire, se tu fai del bene, ti premiano, devi goderti questo premio, per cui se fai del bene a qualcuno devi rinascere ed essere poi soddisfatto da questo qualcuno che tu hai soddisfatto nella vita precedente, se hai fatto del male a qualcuno devi rinascere e sopportare del male che ti viene inflitto da quel qualcuno a cui tu hai inflitto del dolore, e questo perpetua la tua catena di nascite e morti ma Krishna dice: "Se Tu agisci per Me, Io brucio le reazioni e il servizio che fai con la conoscenza trascendentale, cioè il fatto che tu faccia queste azioni per Mia soddisfazione, brucia la reazione". Perciò un'azione che non causa reazione è come se tu non l'avessi fatta ha significato solo per Krishna. Krishna dice: "O.K., tu l'hai fatto per Me, bene! Io lo considero servizio devozionale". Il servizio devozionale non causa reazioni materiali ed è in questo senso che l'anima è libera perché l'anima se continua ad agire e crearsi delle reazioni, non è libera, è condizionata dalle reazioni che dovrà subire. Capito il punto? Se invece anche agendo non causa delle reazioni, allora è libera, perciò uno deve essere inattivo dal punto di vista materiale, ma non inattivo che non fa niente, deve agire senza creare reazioni, cioè agire per Krishna. Qualcun altro potrebbe dire: "Si, ma allora io smetto di fare tutto, non faccio niente, sono più inattivo io! Anch'io non causo reazioni! Ma Krishna dice: "No, anche se non fai assolutamente nulla ma non agisci per Me, ti causerai delle reazioni comunque perché non riuscirai a non fare nulla perpetuamente, eternamente, la tua natura è essere attivo, fare qualcosa".


Noi vediamo che l'anima nel corpo è attiva, il corpo si muove perché c'è l'anima, capito, per cui l'anima è il seme di attività nel corpo, è la fonte di attività, è l'origine dell'attività nel corpo. Qualcosa l'anima deve fare, ognuno deve mantenere in qualche modo il proprio corpo e qualcosa deve fare, allora anche se tu non fai niente e riesci a mantenerti in equilibrio, come se tu riesci a mantenerti in equilibrio su un'asta e dire: "Non mi muovo", ma poiché la natura è attiva, qualche movimento prima o poi lo fai e allora cosa fari? Ritornerai ad agire materialmente! Per cui nella inazione, dice Krishna, c'è potenzialmente l'attività materiale, cioè non è smettendo di fare qualsiasi attività che tu ti libererai per in potenza, potenzialmente esiste ancora la possibilità per te di fare attività materiali, meglio agire per Krishna. Agire per Krishna significa, un'attività che non causa reazione, da un punto di vista materiale sei come uno che ha il passaporto diplomatico, va in un luogo, hai il passaporto diplomatico, sei cittadino di un altro paese non sei soggetto alle leggi di quel paese, non ti dovrebbero aprire la valigia per esempio, evita tante cose il passaporto diplomatico. Azione sbagliata invece significa dire: "No, io voglio agire e causarmi delle reazioni!", quella è azione sbagliata, azione sbagliata significa azione materiale.


Riassumo: vera azione è azione in Coscienza di Krishna perché essa non genera reazioni, è l'azione perfetta è inazione da un punto di vista materiale ed è azione dal punto di vista spirituale; inazione materiale non è sufficiente di per sé a liberarti. Da che cosa? Dall'azione sbagliata che è l'azione che causa reazione, poi se qualcuno ha delle domande le farà, ma questo è ciò che Krishna sta spiegando "Conoscenza trascendentale" è complesso anche a spiegarlo per cui, figuriamoci a farlo, ma con un po' di pratica uno riesce abbastanza bene, basta capire il principio. Krishna infatti sta spiegando: "Conoscenza trascendentale significa capire il principio sul quale devi agire, agisci per Me e tutto diventa perfetto". Poi il Signore, in questo capitolo, menziona tutta una serie di sacrifici che tante persone compiono per avanzare progressivamente verso di Lui.


Alcuni dicono: "Si, va bene, devo sacrificare i frutti delle mie azioni", sacrificano qualche frutto, diciamo più tangibile, altri invece si dedicano a discipline yogiche, alcuni sacrificano il respiro per esempio, pranayama con lo yoga di Patanjali, altri dice Krishna sacrificano l'udito, altri sacrificano la mente nel fuoco della conoscenza, altri, ecc., menziona tutta una serie di persone che si sacrificano, altri fanno austerità per esempio i brahmacari. I brahmacari sono persone che sacrificano il desiderio sessuale, vivono in celibato, non gratificano i loro sensi e questa è una forma di sacrificio. Fanno una serie di austerità e Krishna menziona tutta una serie di persone che si sacrificano e dice che tutte queste forme di sacrifico: l'austerità, il celibato, la concentrazione, il controllo del respiro, queste persone avanzano gradualmente, si purificano e si avvicinano al Signore, ma dice, (per cui siamo alla conclusione del capitolo) per capire veramente chi è il Signore, per avere un contatto col Signore, devi trovare qualcuno che Lo conosce, qualcuno che ha una relazione con il Signore. Questo qualcuno è il puro devoto, il maestro spirituale. Infatti Krishna dice:

VERSO 34

tad viddhi pranipatena
pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam
jnaninas tattva-darsinah

"Cerca di apprendere la Verità avvicinando un'anima realizzata; egli può comunicarti la Verità perché la conosce", jnaninas tattva-darsinah, tattva significa verità, darsinah significa visione, visione della Verità, perché una persona che ha compreso la Verità, chi è la Verità? La Verità è Krishna, la Persona Suprema, l'origine di ogni cosa, chi ha compreso la Verità può comunicarla agli altri, allora tutti i tuoi sforzi, i tuoi sacrifici sia che siano stati nella forma di controllo del respiro, celibato, sacrificio dell'udito, della parola o dei frutti dell'azione, ecc., tutti i tuoi sacrifici, le tue austerità trovano il loro compimento. E' come avere un patto, una fatica e arrivare al traguardo voluto, perciò il significato di tutti i sacrifici è conoscere Krishna, è arrivare a conoscere Krishna. Non ha senso se uno fa tanti sacrifici e poi non conosce se stesso e non conosce la relazione che intercorre tra se stesso e Krishna. Sono sfortunati coloro che prendono un corpo e poi lasciano questo corpo senza aver risolto il problema dell'esistenza. E' detto nel secondo capitolo kripanah phala-hetavah, cioè coloro che vivono tutta la vita attaccati ai frutti dell'azione e che fanno anche tanti sacrifici ma poi non hanno capito chi sono, non hanno capito chi è l'origine di tutte le esistenze "Krishna", qual è la relazione che intercorre fra me e Lui, non hanno capito questo, sono sfortunati. Allora avvicinare un maestro spirituale, pariprasnena savaya, come avvicinare un maestro spirituale? Facendo domande, non in modo cieco, ma vagliando attentamente, facendo domande abbiamo la possibilità di udire dei suoni e i suoni sono esplicativi, sono delle trasmissioni di conoscenza, di informazione.

Questa è la bellezza della razza umana! Si può comunicare con dei suoni molto articolati, gli animali possono dirsi solo pochi concetti, gli umani possono invece stabilire una comunicazione molto, molto più approfondita, vasta, allora fare domande e avere atteggiamento umile, sottomesso, non un atteggiamento di sfida perché chi sfida è qualcuno che pensa già di conoscere, se pensi già di conoscere è inutile che fai domande. Uno fa domande per capire, non per poi dare la propria risposta e offrendo il proprio servizio. Perché offrendo il proprio servizio? Perché non è solo una comprensione intellettuale la Coscienza di Krishna, Krishna non è una formula fisica o chimica, non è un principio come la formula della relatività o qualcosa del genere che realizzi solo intellettualmente, una persona non la capisci con uno sforzo intellettuale, una persona la capisci con l'amore devozionale, con l'affetto, con il senso di servizio, stabilendo con lei una relazione, una persona non è una cosa, per cui anche il servizio offerto aiuta a capire la personalità del Signore attraverso il maestro spirituale. Il maestro spirituale cosa dà? Dà conoscenza di Krishna, tattva-jnanam, tattva vidyanam, la conoscenza della Persona del Signore. Si, tu fai queste domande, hai questa disposizione d'animo, questa tendenza devozionale, bene! Allora ti informo. Krishna è così! Krishna conclude questo capitolo dicendo:

VERSO 42

tasmad ajnana-sambhutam
hrt-stham jnanasinatmanah
chittvainam samsayam yogam
atisthottistha bharata

Quando hai questa conoscenza, sei libero, non sei più vincolato, distruggi tutti i tuoi dubbi, non hai più fraintendimenti tra ciò che devi fare e ciò che non devi fare e progredisci celermente verso la perfezione della vita. Infatti dice ad Arjuna: "Prendi questa conoscenza trascendentale, chittvainam samsayam yogam, liberati, distruggi tutti i dubbi con questa conoscenza, alzati e combatti, uttisthottistha bharata, significa svegliati, alzati, svegliati, ricordati che sei un'anima e che la tua funzione è quella di servirMi eternamente, la nostra relazione è eterna e quello è il significato della tua vita, e con questa conoscenza combatti. Ricordiamoci che Arjuna è su un campo di battaglia, "combatti, fai il tuo dovere perfetto per la Mia soddisfazione", in questo modo conclude il capitolo, infatti questo capitolo si chiama anche "sanatana yoga" cioè Krishna ha spiegato ad Arjuna la Sua posizione, la posizione di Krishna, la posizione di Arjuna come anima, infatti all'inizio del capitolo quando Arjuna aveva chiesto a Krishna "Ma Vivasvan è molto più anziano di Te, come hai fatto a spiegare a Lui" Krishna gli aveva detto:

VERSO 45

sri-bhagavan uvaca
bahuni me vyatitani
janmani tava carjuna
tani aham veda sarvani
na tvam vettha parantapa

"Io ricordo tutte le nascite passate, tu non le ricordi Arjuna", gli aveva detto: "Sia Io che te, che tutti questi re, siamo esistiti nel passato, Io ricordo tutto di tutti, tu non ricordi" gli aveva spiegato perciò: "Io sono consapevole di essere un essere spirituale, tu anche sei un essere spirituale ma tu non lo ricordi perché ti identifichi con i diversi corpi che prendi" Krishna ha spiegato ad Arjuna "Tu sei un'anima, ricordalo! Io sono l'Anima Suprema, queste sono le Mie attività, la mia nascita, ecc., se tu capisci la relazione che intercorre tra noi entrambi anime spirituale, tu infinitesimale, Io infinita e Suprema, se tu capisci questo non prenderai più nascita e il successo della tua vita è assicurato". Questo significa sanatana. sanatana significa posizione costituzionale. yoga significa come unirsi a Dio, questo è il significato della parola yoga, molti la usano ma pochi sanno cosa significhi, significa unione con il Supremo. "Se tu ricordi queste cose e agisci come ti ho spiegato per la Mia soddisfazione, sapendo che Io sono l'origine di tutto e il vero Controllore, allora ottieni perfettamente conoscenza trascendentale, liberazione dai dubbi e perfezione della vita".

(S.G. Madhusevita Prabhu - Brescia 1991)

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