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X° CAPITOLO

Le glorie dell'Assoluto

Stasera leggiamo il decimo capitolo "Le Glorie dell'Assoluto". In questo capitolo si parla delle glorie di Krishna. Krishna parla ad Arjuna, esordisce dicendo che le Sue parole porteranno grande gioia e felicità e che Lui sta parlando per il suo bene, per il bene di Arjuna. Quando Krishna inizia a parlare, menziona ad Arjuna tutte le Sue glorie, le Sue qualità meravigliose, gli narra come Lui è l'origine di tutti i saggi, di tutti i deva cioè degli esseri celesti. Saggi o risi e deva, sono le persone preposte nell'universo a diffondere conoscenza, Krishna chiarisce che ne i saggi, ne i deva possono conoscerLo perché... "Io sono la fonte sia dei saggi che dei deva" cioè "non puoi andare da un grande saggio o da un essere celeste pensando che lui possa informarti completamente a riguardo della Mia Persona, perché essendone Io l'origine, lui non può conoscerMi come Io conosco Me stesso". Poi Krishna continua dicendo ad Arjuna che: "Coloro che Mi conoscono come il non nato, che Mi conoscono come l'origine di tutti i mondi, sono perfettamente situati" e gli parla di tutte le qualità che emanano da Lui: l'intelligenza, la conoscenza, la veridicità, la gloria, l'infamia... tutte queste qualità emanano da Lui... non c'è nulla che provenga da Lui, per cui quando uno è attratto da qualcuno in questo mondo, è particolarmente entusiasta di una qualsiasi qualità che vede e percepisce, deve sempre riportarla a Krishna; non è qualcosa che proviene autonomamente dalla persona che la manifesta... o dal luogo... o da... no!... proviene da Krishna. Krishna vuole chiarire questo ad Arjuna e infatti nella prima parte, sempre di questo capitolo, Lui menziona quattro versi che sono molto importanti nella Bhagavad-Gita e se uno vuole studiare Bhagavad-Gita seriamente dovrebbe imparare. Uno di questi versi è:

VERSO 8

aham sarvasya prabhavo
mattah sarvam pravartate
iti matva bhajante mam
bhudha bhava-samanvitah

"Io sono l'origine di tutti i mondi spirituali e materiali. Sono l'origine di tutto... Aham Sarvasya Prabhavo... e coloro che capiscono questo, Mi adorano con tutto il cuore".

Cioè se uno trova l'origine di tutto... la Persona dalla quale tutto ha origine... ogni cosa che possa attrarci o che possa motivare la nostra esistenza... troviamo l'origine... la Persona che la origina, come potremmo evitare di essere completamente attratti da Lui? cioè di dare tutto il nostro cuore? Se qualsiasi cosa potremmo desiderare è in Lui, come potremmo evitare di dare tuto il nostro cuore? Per questo Krishna sta chiarendo a riguardo della Sua posizione, vuole che Arjuna e tutti noi sappiamo che quella è la Sua posizione e che avendo Lui questa posizione è giusto, è logico, è naturale che tutto il nostro cuore vada verso di Lui. Poi narra quale attitudine adottano... che modo di fare di pensare adottano le persone che hanno scoperto che Lui è l'origine di tutto cioè che tutte le glorie, tutte le qualità provengono da Lui. Dice:

VERSO 9

mac - citta mad - gata - prana
bodhayantah parasparam
khatayantas ca mam nityam
tusyanti ca ramanti ca

"I pensieri dei Miei puri devoti sono sempre in Me, loro si illuminano vicendevolmente e trovano realizzazione conversando a riguardo di Me... trovano grande gioia e soddisfazione conversando e illuminandosi a vicenda sulla Mia Persona".

Cioè queste persone che hanno capito che Krishna è l'origine di tutto s'incontrano... di cosa parlano?... di Krishna, loro hanno compreso veramente che Krishna è la Verità Assoluta, lo hanno compreso in modo reale e di conseguenza la loro attrazione è per Krishna, quando s'incontrano parlano naturalmente di Krishna, non c'è altro argomento e questo parlare di Krishna rende l'atmosfera spiritualizzata... anzi è detto che uno non può capire Krishna se non in compagnia di tali devoti. Uno può comprendere il Signore, può comprendere anche la Bhagavad-Gita e lo Srimad Bhagavatam soltanto quando sta con i devoti, quando entra in realizzazione con i devoti e vive con loro e scambia con loro perché c'è un'infusione non solo di conoscenza trascendentale o della Persona Suprema, ma anche di gioia... dà molta felicità sentire parlare di Krishna! Per felicità intendiamo che quando si ascolta parlare di Krishna, le problematiche della vita materiale scompaiono. Almeno per il periodo in cui si ascolta parlare di Krishna, i problemi dell'esistenza materiale vanno in secondo piano... è così tutti hanno questa esperienza. Perché questo accade? Accade perché quegli argomenti che trattano del Signore sono pieni delle qualità del Signore, delle glorie del Signore e queste glorie innalzano il nostro animo.

Molte persone credono che Krishna sia un personaggio mitologico oppure che questo sia semplice sentimento... quando Caitanya Mahaprabhu andava a Benares a cantare il Santo Nome di Dio... Benares era conosciuta come il più grande centro impersonalista, tutti i più grandi impersonalisti andavano lì per incontrarsi e colloquiare sul Brahman impersonale, studiare il Vedanta, ecc... allora anche quando Sri Caitanya era andato, molti l'hanno definito come un sentimentalista "...è lì... parla sempre di Krishna!... danza in estasi... ecc." Non è molto serio pensare: "è un sentimentalista"! ...Ma poi, benedetti dalla grazia di Sri Caitanya Mahaprabhu, poterono capire... ebbero l'intelligenza... Prakasananda Sarasvati che era un grande, ebbe l'intelligenza per capire la posizione della Persona Suprema... perché è tutto il punto... se uno capisce la posizione di Dio, la Persona Suprema allora tutto diventa chiaro ma se uno non capisce la posizione della Persona Suprema tutto rimane sempre molto vago e indistinto cioè uno non riesce a diventare veramente convinto e a gustare le qualità della Persona Suprema in relazione con lui. Allora, uno potrebbe dire: "Ma come si fa ad ottenere questa perfetta conoscenza della Persona Suprema cioè a diventare perciò pienamente convinti ad avere piena consapevolezza"?.
Krishna dice nel verso seguente:

VERSO 10

tesam satata - yuktanam
bhajatam priti - purvakam
dadami buddhi - yogam tam
yena mam upayanti te

"A coloro che sempre Mi adorano con amore e devozione, Io dò l'intelligenza con la quale possono tornare a Me".


Cioè questo metodo non è un metodo di sentimentalismo, se uno serve con amore e devozione la conoscenza viene ma non perché noi ce la costruiamo con le nostre limitatissime capacità, viene perché Krishna ce la diffonde... Krishna ce la dona. Non è un processo ascendente per cui costruisco con i miei mezzi... con i miei sensi... con la mia mente limitata la Verità... trovo la Verità. No! Per quanto mi concerne quando entro in contatto con la Verità... e come faccio a sapere che sono entrato in contatto con la Verità? Perché vedo che la mia mente si schiarisce, che i miei sensi sono più sotto controllo, che la mia intelligenza ha una impostazione chiara delle cose e le miserie dell'esistenza materiale mi appaiono nella loro vera luce...niente parole, uno comincia a discriminare tra realtà e illusione e si sente sollevato quando ascolta altri che parlano di Krishna o quando ripete il nome di Krishna, il maha-mantra... Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare... allora sa che è entrato in contatto con la Verità Assoluta. Avendo questa percezione preliminare, se s'impegna sempre un servizio devozionale con costanza e abnegazione, allora Krishna dice: "Io provvedo l'intelligenza". Non deve preoccuparsi... dove vado a prendere l'intelligenza per capire Krishna?... come faccio a trovare Krishna? No! Krishna dice: " Se lui è sincero, Io gli provvedo l'intelligenza" Ecco il punto. Non è una questione di sentimentalismo, è una questione di come avere l'intelligenza per capire Dio ricevendola da Lui e... soddisfarLo con la nostra sincerità, per sincerità intendiamo impegno in servizio devozionale e ricevendo da Lui sempre nuova intelligenza per capire. Infatti nell'altro verso che segue Krishna dice:

VERSO 11

tesam evanukampartham
aham ajnana - jam tamah
nasayamy ntma - bhavastho
jnana - dipena bhasvata

"Io pieno di compassione sono nei loro cuori e con la illuminante torcia della conoscenza dissipo le tenebre dell'ignoranza".


In che forma arriva questa intelligenza? Krishna specifica: "Io vivo nel cuore" perché ha compassione dell'anima condizionata... l'anima è lì in una condizione di indigenza, di difficile lotta per l'esistenza... Lui pieno di compassione vive con l'anima di quel cuore e quando vede la sincerità dell'anima... l'anima Lo serve... dà l'intelligenza, come? Nella forma di rivalutazioni illuminanti... dà conoscenza... ciò che non sapevi, sai... e questo illumina il tuo cammino. Come quando devi andare in un luogo, se non sei sicuro di dove devi andare, se non hai una direzione certa, ecc... allora diventa molto difficile, ma se hai una conoscenza chiara e precisa della direzione, allora puoi dire: "Sono illuminato al riguardo, posso andare tranquillamente e speditamente". Intelligenza significa conoscenza. Conoscenza delle cose, del percorso che devi seguire e questo è illuminante e le tenebre nate dall'ignoranza vengono dissipate. E' detto che Krishna è come il sole... Krishna è come il sole e Maya è come l'oscurità... Dove c'è Krishna non ci può essere Maya perché dove c'è il sole non ci può essere l'oscurità. Allora, questa torcia della conoscenza o lo splendore del sole sono entrambi paragoni che vengono usati dal Signore per chiarire come Lui illumina l'esistenza di un essere vivente.

Questa è la spiegazione che dà Krishna di Se stesso a riguardo delle Sue glorie, delle Sue qualità intrinseche e di come i Suoi devoti, coloro che Lo seguono, riescono a comprendere la Sua posizione e le Sue qualità. ...L'ha spiegato questo, Krishna. A questo punto Arjuna si sente molto sollevato perché... ricordiamo che Arjuna era confuso all'inizio della Bhagavad-Gita. Krishna l'aveva messo in questo stato confusionale per potere parlare la Bhagavad-Gita, comunque Arjuna era confuso, per un attimo almeno, apparentemente dimenticato la posizione della Persona Suprema... adesso, Krishna gli ha spiegato come funzionano le Sue energie, gli ha dato contatto intimo, gli ha detto nel capitolo precedente: "Poiché tu non sei invidioso di Me, incomincio a spiegare qual è la Mia posizione"... Anche nel settimo e ottavo capitolo l'aveva già fatto, nel nono ancora di più e adesso sta direttamente parlando della Sua natura il Signore... "Io sono la fonte di ogni cosa"... sta dicendo tutto questo... Ciò che emana da Lui, ecc... allora Arjuna si sente illuminato perché Krishna nel cuore di Arjuna sta chiarendo tutto, allora lui fuoriesce con questi versi molto belli di apprezzamento al Signore.

VERSI 12 - 13

Arjuna uvaca
param brahma param dhama
pavitram paramam bhavan
purusam Sasvatam divyam
ahus tvam rsayah sarve
devarsir naradas tatha
asito devalo vyasah
svayam caiva bravisi me

...Param Brahma, Tu sei la Verità Assoluta... Adesso Arjuna è convinto, questa convinzione non è, abbiamo detto, sentimento ma è perfetta intelligenza che... Dio nel suo cuore, la Persona Suprema nel suo cuore gli sta evocando... param brahma param dhama... Tu sei il rifugio Supremo... pavitram, il purificatore sovrano... paramam bhavan, il Signore originale... adi-devam, Tu sei il non nato e la bellezza che tutto pervade. Arjuna sta avendo il "darshan", quello che si chiama il darshan del Signore... la visione perfetta della posizione del Signore. Questo è il culmine della realizzazione che l'anima può avere... capire perfettamente... avere il darsan o la visione della posizione di Dio in relazione a noi. Arjuna anche in questa realizzazione che chiarisce tutti i dubbi di impersonalismo, di materialismo, cioè dissipa qualsiasi forma di dubbio, per provare che non sta vivendo soltanto un momento di sentimentalismo, chiama a sostegno di quello che sta dicendo grandi saggi:

Anus Tvan Rsayam Sarve
Devarsir Naradas Tatha


Dice: "Tutti i saggi confermano quello che io sto vedendo adesso... ciò che io sto percependo tutti i saggi lo confermano" cioè dice... non è solo un momento di autosuggestione o di mia realizzazione singolare e diversa da quella che tutti gli altri possono provare... no, dice: "Ahus Tvam Rsayah sarve... tutti i rsi, tutti i grandi saggi" e poi fa anche la lista dei nomi... "devarsir naradas tatha / asito devalo vyasah" Menziona i più importanti... Vyasadeva è colui che ha compilato tutte le Scritture Vediche... Asita, Devala sono altri saggi e Devarsir Narada è la Suprema autorità tra i saggi infatti devarsir significa "tra i rsi o saggi il deva", l'essere celeste o il deva... il Signore tra i rsi è Narada Muni... "Tutti confermano quello che io sto percependo". Perciò la sua realizzazione è piena. Arjuna vuole anche indicare che lui sta percependo tutto questo perché lui è in parampara, cioè è collegato alla catena disciplica nel modo giusto, nel modo perfetto e il suo Precettore è naturalmente la Persona Suprema direttamente, ma comunque sia, chi nel Parampara sia collegato nel modo giusto con la catena disciplica dei maestri spirituali, può avere il darsan del Signore, cioè può arrivare al punto di avere la realizzazione della posizione della Persona Suprema come Arjuna.

Prabhupada diceva spesso: "Noi ripetendo la Bhagavad-Gita così com'è non c'è differenza dall'essere qui o ad essere sul campo di battaglia di Kuruksetra e sentire Krishna che parla praticamente. Arjuna adesso dice: "Krishna io credo pienamente in ciò che Tu mi hai detto, ne le moltitudini dei saggi, ne dei deva, ne dei demoni ti possono conoscere, nessuno può conoscerTi, Tu solo conosci Te stesso perfettamente". Quello che sta dicendo è che solo Krishna può rivere Se stesso perché Lui ha delle potenze così inconcepibili. "Attraverso le Tue potenze" dice Arjuna a Krishna "Tu Ti conosci, ma chi possiede la Tua potenza? Nessuno!... per cui solo se Tu benedici una persona con la Tua potenza sconfinata, illimitata, quella persona può avere accesso a conoscerTi in qualche modo" dice Arjuna. Poi Arjuna diventa ansioso di conoscere ancor di più Krishna, cioè "La Coscienza di Krishna"... Prabhupada diceva "...E' un metodo gioioso, se uno comprende la posizione di Krishna e gusta un po' delle qualità di Krishna, vuole conoscere sempre di più. Allora Arjuna vuole conoscere ancora meglio le qualità del Signore.

"Narrami, per favore"... dice "... come Tu Ti manifesti nei mondi". Vuole sapere perché è attratto dalle opulenze del Signore, ma vuole anche aiutare noi. Arjuna, perché in questo mondo abbiamo tutti la tendenza ad essere attratti dalle qualità di questa natura materiale, allora vuole sapere anche come il Signore Si manifesta... manifesta le Sue qualità in questo mondo e questo per il nostro bene perché se non impariamo guardando questo universo materiale... certamente noi ne vediamo solo una porzione, ci sono altri che vedono anche i sistemi planetari superiori, vedono tante altre cose che noi non vediamo ma... se noi vediamo questo mondo con l'occhio di chi vede delle qualità di Krishna e quello che vediamo di meraviglioso appartiene a Krishna, allora tutto ci può ricordare Krishna... infatti Krishna acconsente a narrare ad Arjuna quali sono le Sue manifestazioni e come Lui Si manifesta, lo chiama "Gudakesa", persona che ha vinto il sonno, persona che ha superato il torpore o lo stato di letargo praticamente, perché?... ha superato lo stato di letargo perché è libero dai dubbi e vuole conoscere sempre di più la Persona Suprema, vuole stabilire sempre più fermamente la sua relazione... allora Arjuna chiede: "Come devo meditare su di Te e in quali forme contemplarti Signore Beato?" "Parlami ancora nei particolari delle Tue potenze e delle Tue glorie, o Janardana, poiché non sono mai sazio del nettare delle Tue parole". Questo è il puro devoto. Arjuna non è mai sazio, gusta così tanto la Coscienza di Krishna che ascolterebbe sempre. E Krishna risponde: "Ti descriverò dunque le Mie glorie divine, o Arjuna, ma soltanto le più importanti perché infinito è il Mio splendore". Allora adesso leggerei i versi che continuano perché c'è una descrizione abbastanza dettagliata da parte di Krishna di alcune delle più importanti delle Sue glorie.

VERSO 20


"Sono l'Anima Suprema situata nel cuore di ogni creatura, o Gudakesa. Sono l'inizio, la metà e la fine di tutti gli esseri".

VERSO 21


"Tra gli Aditya Io sono Visnu, e tra le sorgenti luminose, il sole radiante. Tra i Marut sono Marici, e tra le stelle sono la luna".

VERSO 22


"Tra i Veda sono il Sama; tra gli esseri celesti sono Indra; tra i sensi son la mente. Negli esseri sono la forza vitale. (La conoscenza)".

Krishna è tutte queste cose... Lui sta parlando di tutte le cose più prominenti come per esempio noi abbiamo i sensi, la mente è chiamata il sesto senso; è il più importante dei sensi perché è il punto di raccolta di tutte le informazioni dei sensi ed è anche il punto da dove partono le decisioni o l'impeto, l'impulso affinché i sensi si muovano in una direzione o nell'altra. Krishna tra i sensi è la mente. "Tra gli aditya sono Visnu" Visnu è la Persona Suprema. Gli Aditya sono deva, i figli di Adity, invece i Daitya sono figli di Dity, sono i demoni. I demoni si chiamano daityas e i deva o esseri celesti si chiamano aditya. Il migliore tra gli esseri celesti è Visnu... ...deva-deva... fonte di luce.

VERSO 23


"Tra i Rudra sono Siva, tra gli Yaksa e i Raksasa sono il Signore delle ricchezze (Kuvera); tra i Vasu sono il fuoco (Agni). Tra le montagne sono Meru".

Il monte Meru è il più imponente tra le montagne che non sono visibili agli occhi abituati a realtà tridimensionali ma è percepibile per chi, in questo universo, vede la realtà dimensionale superiore dell'universo come anche sono visibili tutti i deva; i Vasu sono grandi personalità tra essi Agni è il più importante. Kuvera tra gli Yaksa e i Raksasa, ecc...

VERSO 24


"Tra i sacerdoti, o Arjuna, sappi che Io sono il capo, Brhaspati, il signore della devozione; e tra i generali sono Skanda, il signore della guerra. Tra le acque sono l'oceano".

VERSO 25


"Tra i grandi saggi sono Bhrigu. Tra le vibrazioni sonore sono Om, la sillaba trascendentale; e tra i sacrifici, il japa, il canto dei Santi Nomi. Tra le masse incrollabili sono l'Himalaya".

Om è la rappresentazione sonora del Signore... la rappresentazione personale del Signore... Pranava o Omkara... ogni mantra generalmente inizia con la Om... Om visnu padaya... è detto che questa vibrazione poggia sul suono che è la manifestazione impersonale del Signore... la manifestazione Personale sonora è l'Hare Krishna mantra e tra i sacrifici è detto che il japa è il migliore dei sacrifici. Cantare i giri sul japa. "Fra le masse incrollabili sono l'Himalaya" chi ha visto l'Himalaya? Nessuno?... sono imponenti!

VERSO 26


"Tra gli alberi sono il filo sacro, e tra i saggi e gli esseri celesti, Narada. Tra i Gandharva, cantori degli esseri celesti, sono Citraratha; e tra le anime realizzate, il saggio Kapila".

Abbiamo già detto prima chi è Narada Muni. Il fico sacro è praticamente l'albero baniano. I Gandharva cantano molto bene, praticamente sono angeli, hanno la voce angelica e tra i Gandharva Citraratha è il migliore cantore. Kapila era una incarnazione di Krishna stesso per cui chi meglio Krishna può essere saggio. Per esempio: Krishna è anche il migliore tra i devoti. Chi è il migliore tra i devoti?... ...Caitanya Mahaprabhu... chi meglio di Caitanya Mahaprabhu è un devoto?... chi può cantare Hare Krishna meglio di Lui? ...Lui è sempre il migliore!

VERSO 27


"Tra i cavalli, sappi che Io sono Uccaihsrava, che uscì dall'oceano e nacque dal nettare dell'immortalità. Tra i nobili elefanti sono Airavata, e tra gli uomini il monarca".

... "Tra gli uomini il monarca"... non quelli del Kali-yuga, infatti Prabhupada ha detto: "Nell'era in cui viviamo, tuttavia, per la corruzione dei principi religiosi la monarchia si è degradata fino a essere abolita; un tempo i re erano giusti e virtuosi, e i sudditi vivevano felici sotto la loro protezione, molto meglio che nelle società moderne".

VERSO 28


"Tra le armi sono il fulmine, e tra le mucche la surabhi, dal latte abbondante. Tra i procreatori sono Kandarpa, il Dio dell'amore; e tra i serpenti il re Vasuki".

Krishna menziona Kandarpa... prajanas. Casmi kandarpah... Praja significa figli... Prajanas per avere figli... casmi kandarpah... cioè non sta dicendo... per il sesso sregolato... per il semplice godimento sessuale... sta dicendo al fine di procreare figli... in questo tipo di rapporto, Lui è Kandarpa cioè il migliore tra i procreatori infatti dice: "Al contrario del desiderio sessuale a cui si cede per semplice godimento, Kandarpa personifica il desiderio sessuale destinato a generare figli degni e rappresenta dunque Krishna". Cioè in qualsiasi cosa, in questo mondo, Krishna è l'aspetto migliore.

VERSO 29


"Tra i Naga, serpenti celesti, Io sono Ananta; e tra le Divinità delle Acque, Varuna. Tra gli antenati sono Aryama, e tra gli amministratori della legge sono Yama, il Signore della morte".

Non c'è niente più severo della nascita e della morte. Qualsiasi altra cosa possa succedere a un essere vivente, la morte è quella che non ha tempo praticamente alla quale uno non ha modo di porre rimedi per cui chi giudica quando uno deve morire e dove va dopo la morte perciò anche la nascita e che tipo di nascita... quel giudizio è il più pesante di tutti ed è portato avanti da Yamaraja. Questo Yamaraja è considerato il giudice supremo. E' detto che se uno canta il mantra e porta il tilaka gli emissari di Yamaraja non lo vengono a prendere per cui è meglio portarlo sempre.

VERSO 30


"Tra i demoniaci Daitya Io sono il fervente Prahlada, e tra gli oppressori, il tempo. Tra le bestie sono il leone, e tra gli uccelli Garuda che trasporta Visnu".

Anche tra i Daitya che sono i demoni... il migliore nato da una famiglia demone... che non era demone ma era devoto, era Prahlada Maharaja.

VERSO 31


"Tra i purificatori sono il vento, e tra coloro che portano le armi sono Rama. Tra i pesci sono lo squalo, e tra i corsi d'acqua il Gange".

Il Gange, a parte che è il fiume più grande dell'India, è il fiume più grande dell'India, e anche considerato il fiume che proviene dai pianeti celesti.

VERSO 32


"O Arjuna, di ogni creazione sono l'inizio e la fine, e anche la metà. Fra tutte le scienze sono la scienza spirituale dell'anima, e dei logici sono la conclusione, la verità finale".

Tutto in questo mondo praticamente è composto da energia di Krishna. Krishna è veramente tutto. Qualsiasi cosa uno faccia... all'inizio... a metà... alla fine... la conclusione logica di ogni cosa è Krishna per cui uno non scappa, è sempre... ovunque è sempre Krishna.

VERSO 33


"Tra le lettere sono la A, e tra le parole composte, sono la parola doppia. Sono anche il tempo inesauribile, e tra i creatori sono Brahma, in cui i volti multipli guardano ovunque".

VERSO 34


"Sono la morte che tutto divora, e anche la sorgente di tutto ciò che verrà. Nella donna sono la fama, la fortuna, l'eloquenza, la memoria, l'intelligenza e la pazienza".

Appena nasce, l'uomo comincia a morire. La morte divora l'essere ad ogni istante, e quella che propriamente è detta morte non è che l'ultimo colpo. Questa morte è Krishna. Gli esseri, a qualunque specie appartengano, passano attraverso sei fondamentali trasformazioni: nascita, crescita, stabilizzazione, riproduzione, declino, e morte. La prima di queste, l'uscita dall'utero, momento iniziale di tutte le attività successive, è anch'essa Krishna. Le sei qualità elencate nel verso sono dette femminili. Una donna diventa gloriosa se le possiede tutte o anche solo qualcuna. Il sanscrito lingua perfetta è anche essa gloriosa. Colui che, dopo lo studio, sa ricordare ciò che ha studiato, è dotato di buona memoria (smriti). Non è necessario leggere un gran numero di libri su svariati argomenti, è sufficiente poterne ricordare qualcuno e citarlo al momento giusto: questa è un'altra qualità.

VERSO 35


"Tra gli inni sono il Brhat-Sama, che si canta per Indra; e tra i poemi, la Gayatri, cantata ogni giorno dai brahmana. Tra i mesi sono novembre e dicembre, e tra le stagioni, la primavera fiorita".

Gayatri è praticamente il suono del flauto del Signore trasposto in metrica e descrive praticamente il brahman. Brahma è l'iniziatore del Gayatri, Brahma ascoltò nel cuore il suono del flauto della Persona Suprema e quando lui replicò questo suono con le sue labbra, venne fuori il Gayatri-mantra, lui è considerato il re tra i poemi. Tra i mesi, novembre e dicembre perché in India sono i mesi del raccolto... e primavera perché a tutti piace la primavera, perché non è ne troppo calda ne troppo fredda, è il periodo più piacevole. Krishna è la primavera.

VERSO 36


"Tra le truffe sono il gioco d'azzardo e sono il fulgore di tutto ciò che risplende. Sono la vittoria, l'avventura e la forza del forte".

Tutti quelli che giocano d'azzardo sono truffati già per il fatto che giocano d'azzardo... sono coinvolti nel gioco d'azzardo... allora, tra le truffe Lui è il gioco d'azzardo in cui rimangono truffati tutti sia quelli che vincono che quelli che perdono... che poi quelli che vincono rigiocheranno e forse perderanno ...tutti rimangono truffati dal giro del gioco d'azzardo... allora, Krishna è il gioco d'azzardo tra le truffe.

VERSO 37


"Tra i discendenti di Vrsni sono Vasudeva, e tra i Pandava, Arjuna. Tra i saggi sono Vyasa, e tra i grandi pensatori, Usana".

VERSO 38


"Tra le punizioni sono la verga, e tra coloro che cercano la vittoria sono la moralità. Delle cose segrete sono il silenzio, e del saggio la saggezza".


Una volta usavano la verga. Fustigavano a morte praticamente. Essere frustati a morte era un po' pesante. C'è anche la storia di Haridas Thakura. "Delle cose segrete, sono il silenzio".... Cosa c'è di più segreto del silenzio? Non c'è nulla di più segreto! E cosa c'è per un saggio di più importante della saggezza? "del saggio sono la saggezza" Lui è l'elemento portante e essenziale di ogni cosa, di ogni attività. Questo sta dicendo.

VERSO 39


"Inoltre, o Arjuna, sono il seme che genera tutte le esistenze. Niente di ciò che è mobile o immobile esiste senza di Me"

Krishna è il seme, la causa di tutto...sarva  karana  karanam.

VERSO 40


"O potente vincitore dei nemici, le Mie manifestazioni divine non hanno limiti. Ciò che ti ho rivelato non è che una minima parte della Mia grandezza infinita".

VERSO 41


Adesso, in questo verso, Lui sta dicendo:

yad yad vibhutimat sattvam
srimad urjitam eva va

"Tutto ciò che è bello, potente, glorioso, sappi che scaturisce da un semplice frammento del Mio splendore".

Cioè tutte queste cose che abbiamo ascoltato possono sembrarci imponenti... grandi... quasi troppo grandi... ma Krishna le dimensiona subito dicendo che: "Tutto quello che ti ho narrato viene da un frammento del Mio splendore" e non sta esagerando! Non è una iperbole letteraria... così, frammento dello splendore... no!... Tutto poggia sul Suo splendore... Brahmano hi paratishaham... verrà spiegato in seguito... tutto quello che esiste in questo mondo poggia sullo splendore che emana dal corpo di Dio e sulla base di questo splendore nascono universi su universi con miriadi di esseri che nascono, rimangono per un po' e poi vengono distrutti... tutto sullo splendore del corpo di Dio. Da un frammento del Suo splendore, qui sta dicendo... da un frammento del Suo splendore, tutto questo accade. Possiamo immaginare quanto sia gloriosa e potente la manifestazione della Sua Personalità. La forma di Dio non è circoscrivibile in quella descrizione che Krishna ha dato, ma quella è solo per darci lo spunto ad apprezzare... ad apprezzare le Sue glorie... a non dimenticare.
Dice:

VERSO 42

"Ma a che servono, o Arjuna, tutti questi particolari? Con una semplice scintilla della Mia Persona, Io penetro e sostengo l'universo intero".

Perciò questo è il potere del Signore. Lui con una scintilla di Sé mantiene l'universo intero da Brahma alla formica... manda avanti i destini di tutti... "cosa servono tutti questi particolari"?...La cosa importante praticamente è adorare direttamente il Signore Supremo, non disperderci nei rivoli delle Sue manifestazioni energetiche... negli aspetti secondari delle Sue energie... andare direttamente a Lui... adorarLo direttamente consapevoli della Sua posizione Assoluta e del Suo potere incommensurabile o immenso, infatti questo capitolo si chiama "Le Glorie Dell'Assoluto". Uno deve capire le glorie dell'Assoluto e dedicarsi all'Assoluto... le glorie della Persona Suprema... in questo modo, riesce ad avanzare tranquillamente nella devozione... a seguire la pura strada della bhakti.. e a, rimanendo attaccato a Krishna, conseguire quel traguardo che, puri devoti conseguono.

Perciò in sintesi, all'inizio del capitolo, Krishna narra ad Arjuna qual è la Sua posizione, dice: "Questa è la Mia posizione e tutti coloro che capiscono questa Mia posizione tornano a Me rimanendo completamente attratti da Me, e Io dò loro tutto ciò che necessita per tornare a Me, l'intelligenza, la conoscenza, l'illuminazione"... Arjuna poi rimane completamente soddisfatto dalle parole del Signore e certifica la posizione Suprema di Krishna basandosi anche sulla autorità dei saggi che l'hanno preceduto... dei grandi saggi... e poi chiede a Krishna di narrargli delle Sue opulenze, di come Lui pervade questo universo... "Come io posso trovarTi?... come posso vedere"?... e Krishna soddisfatto dalla richiesta fattagli da Arjuna che considera un devoto intimo... una persona che è ormai libera da quel senso di letargo... di torpore, gli narra solo le principali delle Sue glorie, di come Lui Si manifesta in questi mondi, chiarendo alla fine che questo è soltanto un frammento del Suo splendore e che Arjuna dovrebbe dedicarsi al Suo puro servizio devozionale.
Hare Krishna

( S.G. Madhusevita Prabhu - 1991 Brescia)

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