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XI° CAPITOLO

La forma universale

In questo capitolo, immediatamente, Arjuna indirizza a Krishna dicendoGli che è ormai convinto della Sua è posizione... della posizione di Krishna quale Persona Suprema e causa di tutte le cause, origine di tutto e che ... i dubbi che lo avevano assalito (ricordiamo che la battaglia di Kuruksetra si era fermata un attimo... perché della esitazione di Arjuna, il quale non era più convinto di dover combattere contro i suoi familiari, i suoi parenti... di doverli uccidere.. non riusciva più a trovare la motivazione per farlo. Dopo questa iniziale esitazione di Arjuna, Krishna aveva spiegato che Lui. La Persona Suprema, aveva spiegato che Lui, la Persona Suprema, aveva voluto che tutto questo accadesse e che c'è una differenza tra corpi e anime. Adesso non posso riepilogare i dieci capitoli in cinque parole... insomma, i dieci capitoli precedenti speriamo che ve li ricordiate) comunque siamo al punto in cui Arjuna dice a Krishna: "Io non ho più dubbi, riconosco la Tua posizione, non ho più alcun tipo di problema", però Arjuna sta pensando: io sono convinto, ma le persone che verranno in seguito come faranno ad essere convinte? Allora chiede a Krishna una conferma. Che tipo di conferma?

Dice Arjuna a Krishna: "Se Tu mostri la Tua forma universale... cioè il modo in cui pervadi tutti i mondi, gli universi ... come Tu li controlli, come li gestisci, allora sarà chiaro - palese - manifesto come Tu Sei Dio, la Persona Suprema... e tutti saranno convinti di questo". Allora, la richiesta che Arjuna fa a Krishna di mostrare la forma universale, cioè come il Signore permea, mantiene e sostiene i mondi è una richiesta non tesa alla soddisfazione personale di Arjuna... non è che Arjuna abbia bisogno di essere convinto, Arjuna è già convinto... lo ha appena detto... "Io sono già convinto, ma se Tu mostri questa forma, gli altri potranno trarne dei benefici". Questo è il primo punto che Arjuna porta a Krishna. E' importante notare che Arjuna sta facendo una richiesta al Signore, non per il suo beneficio personale ma per il benessere degli altri. Questa è la natura del devoto.

Il devoto non è egoista, non pensa unicamente alla propria emancipazione spirituale... alla propria realizzazione, ma è teso al benessere altrui, per cui anche se raggiunge dei traguardi devozionali, anche se i misteri dell'esistenza gli si svelano davanti... le porte della vita gli si aprono, non rimane indifferente alla sofferenza di coloro che invece sono sottoposti al controllo dell'ignoranza, all'egida dell'ignoranza... ed è per questo che Arjuna chiede a Krishna di mostrare una forma talmente potente da dissipare, fugare qualsiasi dubbio possa rimanere nella mente di altre persone che non conoscono Krishna come Arjuna Lo conosce. Allora, Krishna è molto soddisfatto... è molto soddisfatto della richiesta di Arjuna, infatti dice: "Felicemente mostrerò questa forma... sono felice di mostrare questa forma" e comincia a dirgli: "Guarda come tutto è in questa forma"! "Questa forma potrà soddisfare qualsiasi desiderio che hai di vedere e di conoscere perché questa forma è il concentrato di tutte le manifestazioni universali"... cioè tutti i pianeti... le specie di vita... tutte le potenze creatrici del Signore... tutto è concentrato in quella forma... tutti gli esseri celesti, coloro che sono deputati all'amministrazione dell'universo... tutte le specie di vita superiori - mediane - inferiori... tutto è presente... "Però" poi dice Krishna ad Arjuna "Per vedere questa forma, però, tu hai bisogno di occhi divini. Non hai la visione divina... Io ti darò questa visione divina affinché tu la possa vedere nella sua interezza, nella sua pienezza, nella sua realtà questa forma".

Questa forma del Signore che Krishna sta mostrando, è una forma temporanea, non è una forma eterna del Signore. Il Signore ha una forma eterna, Dio ha una forma eterna incorruttibile, ma il Signore sta mostrando una forma che è l'agglomerato di tutte le potenze materiali... tutte le potenze di questo mondo materiale e con i controllori di queste potenze... controllori subalterni che sono i Deva e il Controllore Supremo che è Lui, Visnu... perciò questa forma è una forma trascendentale nel senso che è una forma del Signore, ma non è eternamente manifestata come la forma del Signore nel regno di Dio, nel mondo spirituale... è una forma che si manifesta temporaneamente. Il Signore, la manifesta però soltanto a chi ha la possibilità di recepirla e di vedere, e infatti dice: "Per vedere questa forma non sono sufficienti gli occhi e la mente materiali". Ciò che noi vediamo, lo vediamo con gli occhi e le immagini si manifestano nella mente... qualche volta a occhi chiusi possiamo anche vedere qualcosa, per esempio qualche volta nel sogno con gli occhi chiusi vediamo dei posti, dei luoghi che con gli occhi non abbiamo mai visto per cui le immagini o la capacità visiva in effetti risiede nella mente... è la mente che recepisce le immagini, le registra e le vaglia... e le scruta.

Krishna dice: "Non puoi vedere con la mente materiale questa forma, perché proviene da Me, è una Mia potenza trascendentale che le manifesta, hai bisogno perciò di occhi speciali, naturalmente anche di una mente speciale". Krishna dona ad Arjuna questa mente... questi occhi speciali per vedere. Sanjaya è il servitore di Dhrtarastra... Dhrtarastra è il padre dei Kurus, coloro che sono la fazione opposta ad Arjuna sul campo di battaglia... sono coloro contro i quali Arjuna deve combattere... Dhrtarastra era cieco dalla nascita, non poteva vedere né materialmente e neanche spiritualmente perché era anche cieco dal punto di vista che era accecato dall'egoismo e dall'ambizione per il regno, però aveva un servitore che si chiamava Sanjaya, questo servitore era stato benedetto da colui che aveva compilato tutte le Scritture Vediche il cui nome è Vyasa. Vyasadeva o Vyasa aveva dato questa benedizione a Sanjaya che... lui, avrebbe potuto, concentrandosi, vedere nel cuore (come vedere una televisione) tutti i fatti che accadevano anche a distanza e particolarmente la battaglia di Kuruksetra e poteva assistere anche al dialogo tra Krishna e Arjuna ed essendo un devoto, Sanjaya, poteva anche vedere questa forma universale... allora, lui stava facendo una relazione a Dhritarastra di ciò che stava accadendo e quando gli fa questa relazione, descrive cose incredibili, dice: "E' come se migliaia di soli fossero sorti tutti insieme e questo è sconvolgente"... dice comunque che Krishna e Arjuna sono lì... fa capire che Krishna sta concentrando tutto ciò che è conoscibile nell'universo in un particolare punto. Questo è il potere del Signore! In questo mondo materiale, nessuno ha un potere di questo genere... anche se noi narriamo qualche cosa, non possiamo trasportare ciò che narriamo con la nostra narrazione in un punto particolare... ma Krishna è Onnipotente e ha questa capacità.

Dio ha la possibilità di trascendere i limiti dello spazio e del tempo portando tutte le manifestazioni di mondi, di luoghi e persone in un unico punto e renderli tutti visibili per un Suo devoto simultaneamente, cioè non ci sono problemi di spazio e tempo per il Signore... in una stanza così, quanta roba possiamo fare entrare noi? Poca roba!... Il Signore in una stanza così può fare entrare l'universo se vuole farlo vedere a un Suo devoto... allora, questo è quello che sta accadendo ad Arjuna, Arjuna sta vedendo in un luogo... in un punto dove c'è Krishna sul campo di battaglia ... sta vedendo tutto quello che esiste negli universi... allora Sanjaya sta spiegando a Dhrtarastra ciò che sta accadendo e che è fonte di grande meraviglia... è fonte di grande meraviglia, infatti Arjuna comincia a declamare dei versi in glorificazione a questa forma dice: "Oh, vedo gli Aditya, vedo gli esseri celesti... vedo i mondi... il sole e la luna sono i Tuoi occhi e"... insomma, comincia a descrivere tutte le meraviglie dell'universo che gli appaiono in un punto dove Krishna è presente... e poi comincia anche a vedere che il volto del Signore è infuocato... la bocca del Signore è piena di fiamme e ci sono i processi della creazione - mantenimento e della distruzione che vanno avanti tutti simultaneamente... e comincia poi a vedere anche il campo di battaglia di Kuruksetra dove loro sono situati... vede tutti i guerrieri che entrano nella bocca del Signore.

Vede Bhisma - Drona - Karna che sono i più grandi guerrieri che lui dovrebbe affrontare e sono molto superiori a lui in potenza... vede che entrano attratti vorticosamente nella bocca del Signore... e vengono stritolati e bruciati nella bocca del Signore... e vede ...nella battaglia di Kuruksetra c'erano seicento milioni di persone che combattevano... e vede questo fiume di esseri viventi che entra nella bocca del Signore... e vengono distrutti tutti... vede anche guerrieri della sua parte, del suo campo... e allora rimane attonito e sgomento perché è una visione molto potente... penetrante... è una visione sconvolgente. Infatti Arjuna dice: "Vedendo questa forma la mia mente è sconvolta ... Signore, io non capisco... spiegami... spiegami qual è la Tua missione... perché Tu sei qui... perché mi stai facendo vedere tutto questo"... Prima era rimasto attonito, da attonito è diventato sgomento al vedere la potenza distruttrice del Signore, chiede perciò "Dimmi, qual è la Tua missione?... qual è il Tuo proposito?... qual è il Tuo piano? Fammelo capire!... perché Sei qui di fronte a me e manifesti tutto questo"?: Allora Krishna gli spiega:

VERSO 32

kalo 'smi loka-ksaya-krt pravrddho
lokan samahartuhm iha pravrtiah
rte'n tyam bhavisyanti sarve
ye 'vasthitah pratyanikesu yudhah

Krishna risponde così... questo significa... kalo 'smi loka... "Io sono il tempo distruttore dei mondi, sono venuto ad impegnare tutti gli esseri viventi, tutti gli uomini". Cioè il Signore Si definisce "Il Tempo". Il Tempo è la più grande forza distruttrice di questo mondo. Il tempo distrugge ogni cosa, lentamente ma inesorabilmente. La nostra vita è come un filmato fatto di tanti fotogrammi che noi non vediamo... come quando uno vede un film, non vede i fotogrammi, vede la persona che si muove nel film, non vede i fotogrammi però i fotogrammi ci sono... allora, ...ci sono tanti attimi nella nostra esistenza e ogni attimo il nostro corpo cambia... cioè va verso la morte... un attimo... più un attimo... più un altro attimo... inesorabilmente... allora, il nostro corpo, i luoghi in cui i nostri corpi vivono, tutto è soggetto all'egida del tempo... tutto va verso la morte... è spinto verso la distruzione dalla forza del tempo. Non c'è forza più grande del tempo in questo, per cui Krishna Si autodefinisce il Supremo potere nella forza del tempo... kalo 'smi loka... "Sono il distruttore dei mondi e sono venuto a impegnare tutti".

La forza del tempo è anche quella che impegna ogni essere in attività, nessuno può resistere... il tempo lo spinge a fare qualcosa. Chi può rimanere immobile e vincere il tempo? Tutti sono forzati a fare qualche cosa, il tempo li spinge... passa il tempo, ti viene sonno... passa il tempo ti viene una necessità o un'altra, devi andare al bagno o che... il tempo ti spinge sempre a fare qualcosa. Allora... il Signore impegna tutti e particolarmente sta impegnando tutti quei guerrieri sul campo di battaglia e dice: "rte 'pi tvam na bhavisyanti sarve... tutti saranno distrutti eccetto voi (i Pandava) eccetto i Miei devoti più intimi e cari che siete voi" (Arjuna e i suoi fratelli - i Pandava, una famiglia di cinque fratelli). "Tutti quelli che combattono su questo campo di battaglia verranno distrutti inesorabilmente perché Io ho deciso così". Infatti nel verso seguente dice: "nimitta-matram bhava savyasacin". nimitta-matram significa: uno strumento. "Tu devi diventare un docile strumento nelle Mie mani o Arjuna". Savyasacin significa: colui che è capace di uccidere i nemici. Arjuna era molto potente come guerriero, Krishna Gli dice: "Tu sei molto potente come guerriero ma devi essere un guerriero potente come guerriero ma devi essere un guerriero potente nelle Mie mani... nelle Mie mani come docile strumento ucciderai tutte queste persone perché questo è il Mio piano... Io ho già deciso di distruggerli tutti, non c'è possibilità di appello perché avendo Io deciso questo, sia che tu collabori o no, questo avverrà comunque per cui devi prestarti a questo e così facendo diventerai glorioso".

Perché diventerà glorioso? Perché è glorioso servire il Signore, far parte del piano del Signore. Noi sappiamo che il piano del Signore è sempre il bene, infatti Arjuna a questo punto dirà: "Oh, vedo la Tua forma ...vedo che gli esseri celesti Ti offrono i loro rispetti, cioè le grandi personalità sante Ti offrono i loro rispetti mentre quelli che sono demoniaci, quelli che vorrebbero distruggerTi, quelli che vorrebbero vivere la vita senza di Te, scappano e sono pieni di paura e questo è giusto". Dice Arjuna. Cioè Arjuna sa che il piano del Signore è buono è positivo... che il Signore non vuole parteggiare per qualcuno... salvare qualcuno e uccidere altri arbitrariamente; Arjuna sa che il Signore vuole portare tutti nuovamente alla comprensione di essere anime spirituali eterne che non hanno niente a che fare con un corpo e che vivere e combattere soltanto per la gratificazione dei sensi è la perdita della guerra della vita umana... della lotta della vita umana per cui vuole aiutare coloro che capiscono questo principio e vogliono liberarsi dai vincoli della nascita e della morte, nell'identificazione col corpo e vuole aiutarli e proteggerli, e questi sono i Pandava, e vuole distruggere invece coloro che vorrebbero eliminare questa comprensione, questi sono i Kuru che vorrebbero eliminare la comprensione della differenza tra anima e corpo e vorrebbero vivere soltanto come animali ...praticamente... è un po' pesante ma... gli animali non fanno altro che mangiare - dormire - riprodursi e difendersi e... ne fanno una filosofia di vita... e impediscono ad altri di progredire spiritualmente... allora questo è il punto del Signore... il piano del Signore è... insegnare punendo a chi non vuole capire e insegnare con amore e protezione a chi vuole capire.

Infatti Arjuna dice: "Come un padre per un figlio... come un amante per un figlio... come un amante per l'amata... come un amico per l'amico... Tu per favore, prendiTi cura di noi, prenditi cura di me". Gentilmente, alla fine, dopo avere glorificato questa forma e riconosciuto che il Signore dei mondi... è l'origine di tutto... è la Persona Suprema... l'origine dei Deva... Tutto... Arjuna riconosce "Tutto" in Krishna, sempre sbigottito alla fine dice: "Per favore però, sii sensibile verso di noi!... e come un padre verso il figlio... e... come un amante per l'amata... e come un amico per l'amico, per favore mostrami la Tua forma a quattro braccia... la Tua forma di Visnu... non nella fase distruttrice del mondo ma nella situazione in cui proteggi tutto". Visnu significa Colui che protegge tutti, i posteri... il sostegno dell'esistenza di tutti. Allora il Signore accondiscende alla richiesta di Arjuna e Si manifesta nella Sua forma a quattro braccia e poi nella Sua forma a due braccia che è quella molto cara ad Arjuna. Arjuna precedentemente s'era scusato con il Signore quando Lo aveva visto manifestare questa forma universale, perché ha detto: "Io Ti avevo sempre considerato semplicemente un amico e avevo così scherzato con Te... avevamo mangiato insieme... c'eravamo divertiti... avevamo fatto tante cose insieme e Ti avevo chiamato Madhava, Kesava... tanti nomi così intimi e amichevoli e non mi rendevo conto della Tua posizione trascendentale... chiedo scusa di questo"! Però il suo cuore vuole questo perché essendo un devoto del Signore non vuole vedere Krishna nel Suo aspetto di distruttore dei mondi, ma vuole vederLo come un amico intimo, come Persona che lo protegge e che ha una relazione molto dolce con lui, allora chiede nuovamente a Krishna e Krishna Si manifesta a quattro braccia e poi a due braccia.

Questo significa che la forma a due braccia di Krishna è la forma più intima e più confidenziale del Signore e dell'origine di tutte le altre forme, non è un Avatara, come dicono alcuni, di Visnu... o una manifestazione del Brahman impersonale, della forma universale che è una manifestazione impersonale, alla fine dei conti... ma è l'origine in effetti di tutte le altre forme, di tutti gli avatara ed è per questo che Arjuna, un intimo devoto del Signore... un intimo conoscitore del Signore vuole vedere quella forma perché è la forma Suprema, suprema nelle Sue qualità, nelle Sue opulenze tra le quali la dolcezza e l'amore per i Suoi devoti, per cui Krishna accondiscende alla richiesta d'Arjuna con piacere e Si manifesta nuovamente e Arjuna è molto... molto soddisfatto di questo... e Krishna gli spiega che questa Sua forma a due braccia è ancor più rara da vedere che la forma universale. Perché una persona manifesta magari le sue potenze di fronte a noi, ma si apre intimamente, manifesta il suo cuore o i più intimi recessi del proprio cuore soltanto a chi lo ama veramente, a chi ha una reazione molto intima con lui...allora, Krishna sta dicendo ad Arjuna che... "Soltanto coloro che sono Miei devoti possono conoscerMi veramente in questo modo così intimo"... sta dicendo... e alla fine di questo capitolo c'è un verso molto bello che è considerato l'essenza della Bhagavad-Gita.

VERSO 55

mat-karma-krin mat-paramo
mad-bhaktah sanga-varjitah
nirvairah sarva-bhutesu
yah sa mam eti pandava

"Colui che Mi adora con pura devozione, che è impegnato in puro servizio devozionale ...mat-karma-krin cioè che offre tutto se stesso a Me... le sue azioni a Me... mat-paramo ...cioè che vede Me come traguardo di tutto ciò che fa... mad-bhaktah... è Mio devoto... sanga-varjitah... che si allontana dall'associazione, dalla compagnia di persone che non gli ricordano Me, che non lo rendono cosciente di Me... nirvairah... che non ha nemici, che non si sente nemico nei confronti di nessuno, non ha nemici ma si sente amichevole nei confronti di tutti gli esseri viventi... sarva-bhutesu appunto... lui torna a Me" dice "Quella persona Mi ottiene... quello è il Mio devoto... queste sono le caratteristiche del Mio devoto" dice Krishna ad Arjuna. Questo verso è il senso della Bhagavad-Gita perché "tutto è contenuto", è contenuto il modo per essere puri devoti del Signore. Abbiamo già precedentemente accennato, di tutte le attività che si compiono chi dovrebbe esserne il beneficiario? Il beneficiario è Krishna! Lui dovrebbe essere il traguardo dei nostri sforzi, dei nostri sacrifici; dovrebbe essere il polo di attrazione della nostra mente; dovremmo pensare a Lui come il raggiungimento supremo delle nostre aspirazioni. E' la Persona Suprema, dovremmo per questo diventare Suoi devoti, cioè diventare devoti del Signore.

Per diventare devoti del Signore, dovremmo eliminare la compagnia di chi ci allontana da Lui. Quando si ha un oggetto del desiderio... quando si desidera fortemente qualcosa, tutto ciò che ci avvicina a questo qualcosa è benvenuto, invece ciò che ci allontana da questo qualcosa non è benvenuto... allora, questo è il semplice principio per determinare le compagnie che si debbono accettare e quelle che si devono rifiutare... e non aver nemici... se si comprende che le anime sono anime immischiate in corpi materiali e vivono questa situazione molto, molto difficile e penosa... soffrono molto; è impossibile avercela con qualcuno che soffre molto a meno che uno sia particolarmente crudele... bastonare il cane che affoga... ma generalmente se si capisce bene che...l'anima, qualsiasi posizione abbia, anche se è una persona di alto ceto sociale o di estrazione culturale o posizione economica prestigiosa, ecc... tutte persone che sono soggette alla nascita e alla morte, che vivono in condizioni miserabili perché il corpo materiale è una condizione miserabile, è soggetto a nascita - malattia - vecchiaia e morte... allora... amichevoli nei confronti di tutti... inclini al bene di tutti e... sarva bhutesu... senza nemici, ecc. questa è l'attitudine devozionale, è l'essenza perciò dell'attitudine del modo di comportarsi... di vivere la vita di un devoto e questo porta a Krishna. Krishna lo dichiara alla fine dell'undicesimo capitolo, perciò l'undicesimo capitolo risalta pienamente come la forma a due braccia del Signore, sia la forma originale e... l'attaccamento devozionale, per questa forma fa si che uno possa percepire, vedere questa forma... cioè trovare il completamento della sua vita... la perfezione della vita e liberarsi comunque dal ciclo di nascite e morti e dalla spinta del tempo distruttore.


Hare Krishna!

(S.G. Madhusevita Prabhu - Brescia 1991)

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.59

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