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Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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XIV° CAPITOLO

Le tre influenze della natura materiale

Questo capitolo è molto importante nella Bhagavad-Gita, tanto che Krishna dice all'inizio del capitolo... "Jnananam jnanam uttamam" ... che Lui darà la conoscenza più elevata data fino ad ora, fino a questo punto. In linea di massima il capitolo consiste della illustrazione da parte del Signore di quella che è la struttura materiale, cioè quali sono queste influenze... che effetti hanno... e che beneficio tra l'essere vivente che le trascende, che le supera.

Poi Arjuna fa una domanda, come al solito, molto appropriata; chiede quali sono i sintomi e l'atteggiamento, il comportamento di chi ha superato queste influenze e come ha fatto a superarle, qual è il modo per trascenderle, per superarle... e Krishna alla fine del capitolo parlerà dei sintomi dell'anima liberata, cioè di una persona che ha trasceso le influenze della natura materiale e come ha fatto, in che modo è riuscito a farlo. Questo è il sunto del capitolo.

Perciò, come abbiamo accennato all'inizio, Krishna dice: "jnananam jnanam uttamam, questa conoscenza è la conoscenza più alta che Io abbia dato fino ad ora". Prabhupada spiega, all'inizio del capitolo che chi comprende con la propria capacità analitica... tutti abbiamo una capacità analitica... di analizzare filosoficamente le cose... chi applica la propria analisi filosofica a questo capitolo, potrà liberarsi e raggiungere la perfezione.

Nei capitoli dal settimo al dodicesimo, Krishna ha spiegato bene la natura della trascendenza e del servizio devozionale chiaramente e direttamente, però Krishna dice in questo capitolo che se uno si applica, comprende ciò che dice questo capitolo con la sua analisi filosofica, raggiunge la perfezione della conoscenza. Infatti il verso seguente dice:

VERSO 2

idam jnanam upasritya
mama sdharmyam ngath
sarge 'pi nopajayante
pralaye na vyathanti ca

"Questa conoscenza dà modo a chi la ottiene di raggiungere quella natura che è simile alla Mia natura", cioè, "chi sviluppa questa conoscenza, chi riesce a ottenerla, vedrà manifestarsi in sé una natura che è simile alla Mia". ...mama sadharmyam agatah... sadharmyam, significa natura... "la Mia stessa natura"... e l'effetto del manifestarsi di questa natura...

mama sadharmyam gatah
sarge 'pi nopajayante

...quando c'è la creazione, non nascerà più e quando ci sarà la distruzione, non morirà. Non ci saranno più nascite e morti... cioè Krishna sta dicendo che bisogna sviluppare la Sua natura. Non possiamo pensare di poter conoscere Krishna se non ci eleviamo alla stessa natura di Krishna. Questo è il punto, perciò l'esistenza del capitolo è quella di ritornare alla natura del Signore e superare la natura materiale. Poi Krishna comincia a illustrare cos'è la natura materiale, perché per superarla, bisogna conoscerla, bisogna sapere cos'è.

VERSO 3

mama yonir mamad - brahma
tasmin garbham dadhamy aham
sambhavah sarva - bhutanam
tato bhavati bharata

Questa natura materiale detta brahman è la sede del concepimento e tutti gli esseri viventi vengono immessi dal Signore in questa natura materiale, cioè questa natura materiale dà modo a tutti gli esseri di apparire, di nascere e viene chiamata brahman. Brahman significa spirito grande. Questa natura viene dal Signore, non è separata dal Signore la natura materiale, proviene da Lui... e Krishna dice che Lui la impregna, anche nel verso seguente.

VERSO 4

sarva - yonisu kaunteya
murtayah sambhavanti yah
tasam brahma mahad yonir
aham bija - pradah pita

...Brahma mahad... grande brahman... questo grande brahman la impegna... aham bija - pradah pita... "Io dò il seme"... proprio come un rapporto sessuale... c'è l'utero e c'è il seme che viene immesso dall'uomo. La natura materiale è come un utero e quindi la sede del concepimento e Krishna vi immette il seme dell'energia vivente. Questi semi dell'energia vivente, danno modo alla natura materiale di creare le forme di vita, cioè gli esseri viventi, non dobbiamo pensare che sia la natura materiale "indipendente" a creare gli esseri viventi.

Prabhupada dà l'esempio di uno scorpione e di un mucchio di riso... qualche volta si vede che un piccolo scorpione o un gruppo di piccoli scorpioni "nascono" da un mucchio di riso... qui non è una visione consueta, per fortuna non ci sono molti scorpioni, ma in India si possono vedere, ci sono scorpioni (anche se non troppi)... da un mucchio di riso escono fuori degli scorpioni... uno tiene sotto osservazione un mucchio di riso per un certo periodo di tempo e vede degli scorpioni che escono... uno potrebbe dire: "questi scorpioni sono nati dal riso, il riso fermentando in qualche modo, ha dato nascita agli scorpioni" ma non è così in effetti... uno scorpione mamma è entrato in quel mucchio di riso, ha lascito le uova, poi se ne è andato... le uova piano piano si sono dischiuse e hanno dato nascita agli scorpioni, cioè la natura materiale di per sé non può dare nascita a esseri viventi.

La materia non dà nascita alla vita ma poiché il Signore ha immesso nella natura materiale la vita, i semi della vita che sono le "anime" allora la natura materiale si agita e dà nascita alle diverse forme corporee abitate dalle anime. Krishna spiega perciò qual è la funzione della natura materiale, quella di essere un recipiente per il Suo seme vivente che sono le anime e questa è la spiegazione di che cosa è il mondo. Questo mondo non è altro che la combinazione dell'energia materiale e dei semi di vita che vi sono entrati. Tutto quello che vediamo perciò è la combinazione di energia materiale o energia inferiore e energia superiore, le anime. Come funziona questa natura materiale, cioè che caratteristiche ha? Krishna lo spiega:

VERSO 5

sattyam rajas tama iti
gunah prakrti - sambhavah
nibadhnanti maha - baho
dehe dehinam avyayam

Questa natura materiale è composta dalle tre influenze "sattvam - rajah - tamah"... "virtù o bontà, passione, attività, ignoranza". Quando l'anima, l'essere vivente entra nel contatto con la natura materiale, cioè quando il seme spirituale viene in contatto con questa natura materiale diventa condizionato dalle tre influenze... viene avviluppato dalle tre influenze, dalla bontà o virtù, dalla passione e dall'ignoranza... questo avviene automaticamente. Nessuno può sfuggire al controllo di queste influenze; queste tre influenze sono le caratteristiche della natura materiale. In che cosa consistono queste qualità della natura materiale? Cos'è la virtù? Krishna spiega:

VERSO 6

tatra...sattvam nirmalatvat
prakasakam anamayam
sukha - sangena badhnati
jnana - sangena canagha

...sattvam è la virtù... sattvam nirmalatvat... è la più pura influenza, è la migliore, quella che si avvicina più allo spirito si dice... nirmalatvat... significa puro, senza contaminazione e perciò è illuminante, illuminante, illumina, chiarisce la posizione dell'anima in questo mondo materiale, cioè dà conoscenza... infatti dice... jnana - sangena canagha...sì, dà conoscenza però quello che accade, che sukha - sangena badhnati... che l'anima si attacca alla felicità che deriva dalla conoscenza.

Quando una persona ha conoscenza, capisce come vanno le cose... non è confuso o ignorante... riesce a muoversi in modo da non causare delle reazioni che poi deve scontare... nirmalatvat significa che non ci sono reazioni, che uno non si tira addosso delle reazioni dei peccati... quando uno si sente a posto con se stesso ed è veramente a posto con se stesso, allora c'è una situazione di conoscenza... di distacco... e anche di felicità, di serenità, di gioia, di contentezza ... questa contentezza, materiale condiziona l'anima.

Prabhupada dà l'esempio di scienziati, di persone che hanno un'intelligenza superiore... che sono virtuosi... sono degli umanitaristi delle persone che si dedicano ad attività virtuose, buone, perché hanno una visione più larga della vita... non sono concentrati o costretti nel loro piccolo egoismo, nelle loro piccole cose, ma si dedicano a una attività più espansa... quelle persone hanno in genere, una componente più elevata di virtù... sono contenti di quello che fanno... si sentono motivati, però sono attaccati a quella contentezza... rimangono vincolati... condizionati, ecco il termine... condizionati da questa felicità o serenità d'animo che trovano per cui anche la virtù materiale, malgrado sia la migliore delle influenze, Krishna dice... tatra sattvam nirmalatvat... malgrado sia la migliore, è sempre una forma di condizionamento. Se la virtù è un condizionamento, che dire delle altre? Infatti:

VERSO 7

rajo ragatmakam viddhi
trsna - sanga - samudbhavam
tan nibadhnati kaunteya
karrma - sangena dehinam

...la passione significa desideri intensi e senza fine... trsna - sanga - samudbhavam ... un fortissimo attaccamento. I desideri sono così forti, l'attaccamento è così forte, senza fine, senza limiti...

rajo ragatmakam viddhi
trsna - sanga - samudbhavam
tan nibadhnati kaunteya

...e come condiziona l'anima? Quando l'anima è molto attaccata, piena di desideri forti che la spingono quindi è completamente coinvolta... karma - sangena dehinam... allora è attaccata all'azione, vuole agire, sempre agire per soddisfare questi desideri. E azione significa cosa? ... i frutti dell'azione!... samudbhavan - ksetra vuol dire: i frutti dell'azione. Allora, una persona passionale è molto attiva... una persona che ha molti desideri è molto attiva perché ha desideri forti... è molto attiva e questa attività deve portargli dei frutti, questa è ...karma - sangena dehinam, questa è una forte contaminazione... forte condizionamento. Se uno non riesce a liberarsi nella virtù materiale, figuriamoci colla passione!

L'aspetto più evidente della passione è l'attrazione tra uomo e donna, maschio e femmina perché è il desiderio più... diciamo... importante, l'aspirazione più forte da soddisfare nel cuore. Ci sono tante spiegazioni nello Srimad Bhagavatam a riguardo. Non è facile sottrarsi alla passione, è molto condizionante, malgrado ciò però non è mai condizionante quanto l'ignoranza. Krishna spiega anche che cosa è l'ignoranza.

VERSO 8

tamas tv ajnana - jam viddhi
mohanam sarva - dehinam
pramadalasya - nidrabhis
tan nibadhnati bharata

...Tamas tv ajnana - jam... tamas, l'ignoranza è proprio l'esatto opposto della virtù, è agli antipodi... ajnana - jam... proprio zero conoscenza, ignoranza... mohanam sarva-dehinam... copre gli esseri viventi, quella che copre "completamente" l'essere vivente. Mentre nella passione almeno uno si dà da fare in qualche modo, almeno è attivo... non esistono persone totalmente in passione, generalmente è molto raro, ma se uno è veramente condizionato dalla passione proprio in maniera assolutamente predominante, nasce come un re, come un grande condottiero... una qualche conoscenza dei modi di fare in questa natura materiale ce l'ha... cioè riesce a gestire, ma l'ignoranza significa proprio "oblio"...

Mohanam, illusione... un illuso viaggia per la tangente, si dice... viaggia per la tangente delle sue irrealtà di vita, di quello che è... si costruisce un'idea di quello che è la verità e vive sulla base di questa idea ed è fuori dal contatto colla realtà. Il passionale è un realista... una persona realista anche... da un punto di vista suo... una persona che quando agisce deve produrre dei risultati, di conseguenza deve sapersi muovere. La persona in bontà o virtù è distaccata, non agisce per i risultati. L'ignorante, invece vive in un modo suo ...elucubra... immagina un mondo fantastico, infatti è detto... pramadalasya, nidrabhis = sono, pigrizia e pazzia, questo è l'ignoranza. E' così che viene condizionato.

La felicità condiziona quello nella virtù, attività e i frutti dell'attività chi è in passione... e il sonno, la pigrizia, l'indolenza e la pazzia, l'illusione folle colui che è in ignoranza; questa persona è completamente persa alla realizzazione spirituale a meno che non venga aiutato, ma è in una condizione tale per cui non ha alcun stimolo alla emancipazione della sua anima... questo è il punto. Che i risultati traggono queste persone da questi condizionamenti?

Colui che è in virtù si purifica e sviluppa conoscenza... si purifica e sviluppa conoscenza... si purifica, riesce a purificarsi. Prabhupada, paragona la virtù all'aeroporto... uno che arriva in virtù è come se andasse all'aeroporto, poi se è intelligente prende l'aereo... spicca il volo... uno arriva alla virtù, si purifica e dice: "Parto da questo posto e vado nella trascendenza, torno alla mia dimora originale "per cui c'è purificazione, si avvicina al fine della vita.

Chi è in passione invece soffre. La passione... il risultato della passione... il risultato di quel condizionamento che è attività costante e frutti dell'azione che nascono dal desiderio intenso è la sofferenza. Sofferenza, perché? Perché il contatto degli oggetti dei sensi è effimero e produce proprio per costituzione della natura materiale, produce un risultato effimero e uno rimane sempre deluso in ogni caso. Prabhupada dava l'esempio del laddu: sul piacere sessuale diceva: "E' come il laddu di Delhi, che è un laddu molto buono, se non l'hai gustato soffri, sei triste perché non l'hai gustato... se l'hai gustato, sei triste perché è finito" allora, questo è lo stesso problema... il piacere che viene dalla passione è intenso, se non l'hai ancora avuto o se stai ancora lavorando per ...perché c'è sempre molto lavoro da fare per arrivare a quella soddisfazione... se non ce l'hai ancora non stai bene... il momento in cui ce l'hai è effimero - breve - è già passato. Per cui sei triste... sempre triste sei.

L'ignoranza porta alla stupidità all'oblio. Cioè una persona rimane istupidita, vive tanti anni della sua vita concludendo "niente". Questo è l'ignorante... zero... risultato zero... un paradosso... una vita paradossalmente inutile... una vita "umana" sprecata completamente, questo è l'ignorante... zero... risultato zero... un paradosso... una vita "umana" sprecata completamente, questo è l'ignorante... giorno dopo giorno... mese dopo mese... anno dopo anno... finisce... risultato? "zero"! un'operazione che dia come risultato zero. E dove vanno queste persone quando lasciano il corpo? Quando finisce la loro vita?

VERSO 18

urdhvam gacchanti sattva - stha
madhye tisthanti rajasah
jaghanya - guna - vrtti - stha
adho gacchanti tamasah

...urdhyam gacchanti sattva - stha, la persona che ha coltivato la virtù, la bontà, prende un corpo superiore...un corpo migliore...va nei pianeti superiori...urdhyam = su; gacchanti = vanno. Chi invece ha coltivato la passione, rimane ai livelli mediani cioè riprende un corpo umano perché il corpo umano è "il campo delle attività dove uno genera karma", dove uno è attivo e decide in che direzione andare.

Invece chi ha coltivato quella che viene chiamata "l'influenza abominevole allora... adho gacchanti tamasah... quello va giù nelle specie inferiori... rinasce in un corpo animale in una situazione estremamente difficile dove non c'è speranza di avere l'apertura mentale necessaria per neanche porsi il quesito sulla propria esistenza... "chi sono?... perché sono in questo corpo? dove vado?... cos'è il futuro?... vedo il passato, cos'è il presente"? Non c'è neanche il minimo di apertura mentale per porsi il quesito; questa è l'entrata nelle specie inferiori... o addirittura nelle specie infernali e allora lì è ancora peggio.

Queste sono le destinazioni che uno raggiunge. Krishna dice poi che se uno vede dappertutto che solo queste influenze stanno agendo che il mondo cioè non è altro che la combinazione di queste influenze che poi lottano una con l'altra... sono continuamente in competizione... ogni tanto emerge la virtù... ogni tanto emerge la passione... ogni tanto emerge l'ignoranza... anche nella nostra giornata, anche il giorno è diviso in sezioni... la mattina è più virtuosa... mezzo giorno e verso il vespro c'è la passione... e poi la notte c'è l'ignoranza, tamasah.

"Chi vede che queste influenze sono onnipervadenti, che agiscono ovunque, e vede Me" dice il Signore "come trascendentale a queste influenze, che controllo queste influenze, che sono al di sopra di esse, allora questa persona può trascendere le influenze della natura materiale". Che cosa succede a questa persona? "Gusta il nettare anche in questa stessa vita. Si libera dalla nascita, vecchiaia, dolore e morte e dalle sofferenze che nascita, vecchiaia, dolore e morte causano" dice Krishna: perché è penoso nascere, invecchiare, ammalarsi e morire. Si libera da queste sofferenze e gusta il nettare in questa stessa vita. Questo è il beneficio nel liberarsi... nel trascendere le influenze della natura materiale.

Ora abbiamo detto, Krishna ha spiegato all'inizio, che chi riesce a comprendere come tutto questo meccanismo vada avanti, come funziona il meccanismo della natura materiale e riesce a trascenderli, ha una conoscenza superiore a chiunque altro e ottiene la Sua natura. Arjuna, a questo punto chiede: "Come faccio io a individuare la persona che è riuscita a fare questo? Quali sono i sintomi? Come si comporta? Qual è il suo atteggiamento e come fa a trascendere, cioè in che modo riesce ad arrivare a questa situazione?

Domande molto appropriate, domande pratiche di riscontro da parte di Arjuna, e Krishna risponde subito. C'è chi non odia... non prova repulsione quando l'illuminazione o l'attaccamento o l'oblio sono presenti, cioè i sintomi delle tre influenze... chi non ha senso di repulsione o di odio e chi allo stesso tempo non le desidera quando mancano cioè non le odia e non le vuole scacciare quando sono presenti e non le desidera quando mancano ...manca l'illuminazione... manca il distacco, la conoscenza... manca il senso forte di attività, il desiderio del frutto... manca l'oblio, la dimenticanza... non li desidera quando mancano... questo atteggiamento psicologico è importante.

E chi, non le desidera? chi non le cerca? I sintomi che descrive sono quelli delle persone equanimi. "Vede la zolla di terra, la pietra, l'oro, come la stessa cosa... non l'attrae una cosa più dell'altra... le vede esattamente come la stessa cosa... non odia i propri nemici... non fa differenza tra amico e nemico... ma una disposizione d'animo equanime e quando viene insultato... "...ecco questa è la risposta alla prima domanda: uno che ha un atteggiamento psicologico di questo genere come sintomo, è il sintomo di una persona che ha trasceso le influenze della natura materiale.

E poi, "come si comporta"? dice la seconda domanda di Arjuna, cioè "Come si comporta con una psicologia del genere"? "Se lo insultano o lo onorano non fa differenza, possono insultarlo o onorarlo... può vincere o perdere, la reazione è praticamente la stessa... non lo coinvolge" Queste sono le risposte che Krishna dà ad Arjuna alle due domande: che sintomi ha? e come si comporta? E' una persona che non agisce sconsideratamente. E' importante capire come questo accade e perché questo accade, uno potrebbe dire: "Che tipo di atteggiamento è questo? e perché uno deve assumere questo atteggiamento psicologico, questa attitudine"?

Perché queste influenze hanno a che fare con il corpo, allora fintanto che uno ha il corpo le influenze agiranno. Il corpo è fatto di queste influenze... anche tutto ciò che circonda il corpo è fatto di queste influenze per ché quando uno ha il corpo le influenze agiranno, è come avere un'antenna che riceve. Allora uno cosa deve fare? Deve attaccarsi al proprio corpo? No! non deve attaccarsi al proprio corpo perché è una creazione delle influenze della natura materiale. Deve allora volersi liberare dal corpo?

No! neanche deve volersi liberare dal corpo... deve semplicemente tollerare... "Ho preso un corpo e poiché ho preso un corpo queste influenze si faranno sentire" come se "ho preso un'antenna e che questa antenna capto delle trasmissioni"... uno deve tollerare... non deve cercare di eliminare l'antenna o cercare di captare godendo quello che capta il più possibile... o questo, o quell'altro... o cerco la passione perché mi elevo di più che nell'ignoranza... o cerco la virtù perché mi elevo di più... o cerco l'ignoranza perché mi elevo di più... o cerco l'ignoranza perché così vedo niente... oppure è arrivata la passione, devo eliminarla assolutamente... questo... quell'altro... cioè uno non deve mettersi in conflitto con queste influenze, capito?

Non deve porsi nell'atteggiamento di sfida e di conflitto, di lotta con le influenze della natura materiale... è come porsi in un atteggiamento conflittuale nei confronti del corpo, non deve prendersela con il corpo né deve attaccarsi e mantenere questo corpo che è già segnato, destinato. Questo è l'atteggiamento che Krishna dice, Krishna consiglia che in questo modo il corpo che è come una bolla dell'anima se ne va... col tempo se ne va... uno non reagisce stimolato dalle influenze della natura materiale per cui non crea altro karma... non si genera un altro corpo. Questo corpo che abbiamo adesso, non è altro che la risultante delle azioni che abbiamo compiuto quando siamo stati stimolati, in un altra vita, dalle influenze. Stimolati dalle influenze, abbiamo seguito dei desideri, abbiamo agito di conseguenza ed eccoci qua ad avere un corpo che è la risultante di quel modo di fare e modo di pensare che avevamo.

Allora, le influenze ti stimolano?... "Non reagisco", come uno che ti viene a stuzzicare e non reagisci. Non reagendo non compi alcuna azione sulla base di quello stimolo, allora non ti crei un altro corpo. Tutto qui, questo tipo di atteggiamento psicologico deve poi rivelarsi nel modo di comportarsi. Non è che perché quella persona è nemica allora cerco di discutere... o quella persona che è amica allora cerco di tenerla vicina, ecc..., sempre per la gratificazione del mio corpo. Uno non deve vedere il corpo come il centro della propria vita né nel senso positivo, né nel senso negativo, deve semplicemente vedere Krishna come il centro della propria vita.

Il devoto agisce, infatti verrà spiegato nel verso seguente, il devoto agisce per la soddisfazione di Krishna. "E' un momento in cui devo essere distaccato? Bene, sono distaccato per Krishna" "E' un momento in cui devo andare a riposare per riposare le membra e avere poi più energia per Krishna?... Vado anche in oblio per Krishna, vado anche a dormire per Krishna! cioè, il devoto agisce sempre per la soddisfazione di Krishna. La domanda di Arjuna era: "Come fa uno a situarsi in questa attitudine di distacco e di tolleranza perfette dalle influenze della natura materiale"? "Come fa uno a equilibrarsi? Krishna dice:

VERSO 26

mam ca yo'vyabhicarena
bhakti - yogena sevate
sa gunam samatityaitan
brahma - bhuyaya kalpate

"Uno che s'impegna in servizio devozionale, senza penare in alcuna circostanza, direttamente trascende le influenze della natura materiale e si situa a livello del brahman." "Mam ca yo 'vyabhicarena / bhakti - yogena" la devozione incrollabile... uno si fissa sulla devozione al Signore... "Voglio impegnarmi in servizio devozionale al Signore, tutto ciò che faccio, che penso deve essere dedicato al Signore"...sa gunam samatityaitan... allora Krishna dice: "Bene, lui non deve subire le reazioni degli atti che sta compiendo"... anche se apparentemente da un punto di vista ordinario ha rinunciato a qualche cosa per cui è un virtuoso, oppure è molto impegnato nel cercare di creare un risultato per cui è passionale, oppure ha staccato la spina ed è andato a dormire per cui è ignoranza.

Anche se da un punto di vista esterno possono sembrare i sintomi delle influenze della natura materiale, Krishna sa bene che se la sua motivazione è quella di servirLo... di servire Krishna... queste attività che l'anima svolge sono attività dell'anima realizzata... lui è al di sopra delle influenze della natura materiale, non sta agendo perché vuole coltivare quelle influenze della natura materiale, sta agendo perché vuole soddisfare Krishna, è differente... è differente e allora sa gunan samatityaitan... trascende le influenze della natura materiale... brahma - bhuyaya kalpate... si situa a livello di brahman... brahman significa spirito... e arriva a livello spirituale.

Krishna è Para Brahman, la Verità Assoluta, la Sua natura è spirituale, no?!. Anche noi, la nostra vera natura è spirituale... in quel senso siamo uguali a Krishna, siamo entrambi natura spirituale. Krishna poi ha certe qualità... natura significa "modo di essere", anche noi abbiamo quel modo di essere del Signore, naturalmente Lui è Para Brahman la Persona Suprema mentre noi siamo parti di Lui, malgrado abbiamo la stessa natura non siamo equipollenti, non abbiamo lo stesso peso. Lui è Infinito Brahman, noi siamo infinitesimali brahman ma la natura è la stessa. Krishna chiarisce questo punto nel verso seguente dove dice che Lui, non noi, è la base del brahman.

VERSO 27

brahmano hi pratisthaham
amrtasyavyayasya ca
sasvatasya ca dharmasya
sukhasyaikantikasya ca

"Io sono la base del brahman impersonale che è la posizione costituzionale della felicità eterna". Questo brahman impersonale significa: la natura spirituale. La verità Assoluta ha tre aspetti: brahman, Paramatma - Bhagavan e in accordo al livello di avanzamento che uno ha, comprende quegli aspetti cioè prima fase, seconda fase, terza fase. Prima fase è brahman, spirito... "Sono spirito, sono natura spirituale come la natura del Signore". Chi è più avanzato riesce a capire anche il Paramatma... il Signore presente personalmente in ognuno, ovunque che controlla i movimenti di ogni essere ed è al corrente di tutto.

Bhagavan... qual è la Sua natura, la Sua personalità, il Suo carattere... solo una persona che ha trasceso le influenze della natura materiale può comprendere il carattere del Signore. Quando una persona trascende le influenze della natura materiale, può impegnarsi in quelle attività di scambio con il Signore... può svolgerle perfettamente. Sravana - kirtana - smarana - pada-sevana - arcana - vandana - dasya - sakhya - e atma-nivedana, queste attività significano: ricordare il Signore, massaggiare i Suoi piedi di loto, diventare il Suo servitore, arrendersi completamente a Lui, ecc. tutte queste attività vengono svolte perfettamente da un'anima realizzata perché lo fa a livello spirituale perfetto di brahman.

Prabhupada dava l'esempio del sole... se uno vuole entrare nel sole, deve avere un corpo di fuoco, non può entrare nel sole con il corpo fatto di acqua, perché brucia... allora, se vuoi scambiare eternamente con il Signore devi trovare la stessa natura del Signore ma mai pensare che noi siamo il Signore.

Noi siamo della stessa natura spirituale del Signore ma Lui è il supporto di tutti gli esseri spirituali e noi siamo semplicemente parti infinitesimali di Lui, per cui il capitolo, appunto, si conclude in questo modo con Krishna che dice: "Impegnati in servizio devozionale senza cadere in alcuna circostanza, trascenderai le tre influenze, riuscirai a tollerarle completamente e arriverai a livello di brahman. Io sostengo questo brahman, cioè questa natura spirituale è sostenuta da Me. Se arrivi a questo livello potremo scambiare eternamente: eternità, conoscenza e gioia perfettamente".
Hare Krishna .

Studio sulla Bhagavad-gita


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6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

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