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XV° CAPITOLO

La Persona Suprema

Il capitolo di questa sera si chiama: Purusottama - yoga, lo yoga della Persona Suprema. Krishna, in questo capitolo parla ad Arjuna di un albero baniano. Gli alberi baniani, non so se ne avete mai visti, chiamati anche fico sacro, in India, sono degli alberi enormi, giganteschi, ce n'è uno anche alla Società culturale Otti - a Calcutta... per andare intorno bisogna prendere la macchina quasi, è gigantesco insomma... molto grande... e hanno un'infinità di radici, di rami di fronde e così via. Parla di uno di questi alberi... paragona il mondo materiale a uno di questi alberi, e dice che quest'albero va tagliato... è l'albero dell'illusione... va reciso con determinazione se uno vuole uscire dall'illusione.

Faccio una breve sintesi di quello che è il capitolo. Poi il Signore parla brevemente della Sua dimora, la descrive: "Chi vuole recidere quest'albero dell'illusione e tornare a Me nella mia dimora, sappia che la mia dimora è fatta così" e la descrive brevemente. Dopo avere detto questo, il Signore continua spiegando che in questo mondo tutti gli esseri lottano affannosamente per l'esistenza e acquisiscono continuamente nuovi sensi, nuove forme, nuovi corpi e non si rendono neanche conto come, ma i saggi capiscono, conoscono questo meccanismo e non ne rimangono vincolati... hanno vera conoscenza.

Poi conclude narrando alcune delle Sue opulenze, delle Sue qualità meravigliose che stanno tutte ad indicare che Lui è la Persona Suprema... Purusottama - Yoga... Purusah significa persona... Uttamah, Suprema, al di sopra di qualsiasi inferiorità o ignoranza... purusottama - yoga, lo yoga della Persona Suprema... come unirsi alla Persona Suprema. Questo è in sintesi il capitolo. Ora tornando all'inizio, Krishna dice:

VERSO 1

sri bhagavan uvaca
urdhva-mulam adhah-sakham
asvattham prahur avyayam
chandamsi yasya parnani
yas tam veda sa veda-vit>

..."c'è un albero baniano le cui radici si estendono verso l'alto e le foglie e i rami verso il basso; chi conosce questo albero, conosce i Veda, dice Krishna. Uno potrebbe dire che non esiste un albero del genere... un albero che abbia le radici verso l'alto e il fogliame e i rami verso il basso, ma abbiamo esperienza di un albero del genere in questo mondo: è l'albero riflesso sulla riva di un lago o su uno specchio d'acqua.

Se andiamo sulla riva di un lago dove ci sono degli alberi sulla riva, vedremo l'immagine dell'albero riflesso nel lago e vedremo un albero capovolto, un albero con le fronde e i rami che si protendono verso il basso e le radici che vanno verso l'alto; questo albero non è che il riflesso dell'albero reale. Esiste perciò secondo il parere di Krishna un albero reale, un mondo reale dove tutto è reale, le attività degli esseri viventi, i loro desideri, i loro sensi, i loro oggetti dei sensi ed esiste invece un mondo dove tutto è illusorio, irreale proprio come esiste un albero irreale che scompare appena uno tocca l'acqua... se uno tocca l'acqua, l'immagine nell'acqua scompare mentre non scompare se tocca l'albero vero che è sulla riva... allora Krishna dice che bisogna tagliare quest'albero.

Cosa significa quest'albero? Che significato hanno le sue radici, i suoi rami, le sue foglie? Le radici si protendono verso la sommità dell'universo fino a Brahma-loka. Brahma è l'essere più intelligente dell'universo, è da lui che parte la radice dell'esistenza materiale... dal luogo dove lui si trova... e come è nutrito quest'albero?

Le radici prendono linfa per nutrire l'albero... la linfa sono le influenze della natura materiale... i suoi rami sono gli esseri viventi... le sue fronde, le sue foglie, gli oggetti dei sensi... gli inni Vedici, dice Krishna... "Chi lo conosce, conosce i Veda" cioè chi conosce quest'albero, capisce di cosa parlano i Veda. I Veda, di cosa parlano? Parlano di questo universo materiale, ne descrivono in dettaglio la natura, le specie viventi, gli esseri che lo popolano... descrivono in dettaglio tutto questo.

Chi è un grande conoscitore dei Veda, sa che esistono gli esseri di specie superiori. Gli esseri di questo mondo mediano: gli umani, gli animali... sa quali sono i diversi equipaggiamenti sensoriali di cui si rivestono gli esseri... sa quali sono gli oggetti dei sensi appropriati per una specie o per l'altra... sa quali sono i sacrifici da fare per muoversi da una specie di vita all'altra... come viaggiare in quest'altra. Dove c'è tanta linfa, ci sono tante ramificazioni... allora tanti esseri viventi pullulano dove l'influenza della natura materiale è cospicua.

Krishna dice: "E' un albero molto complesso" veramente, non se ne riesce a trovare l'origine... se uno vuole andare a vedere come è originato... come nasce... difficile, impossibile... dove si sviluppa... dov'è la sua fine... impossibile, è un albero così vasto... Krishna lo descrive come un albero illimitato... uno può vagare attraverso diverse forme di vita con tanti oggetti dei sensi, cioè la natura materiale può produrre una varietà tale da rendere illimitata, senza fine la ricerca dell'anima per la conclusione della sua vita... senza fine.

Però, dice Krishna, malgrado sia impossibile tracciare l'origine e i confini di questo albero, va tagliato con l'arma del distacco. Il distacco è quell'arma tagliente che elimina l'albero dell'illusione. Se uno riesce ad eliminarlo, allora cosa succede? Krishna dice ...allora arriva in quel luogo supremo e trova la Persona Suprema, là si può abbandonare alla Persona Suprema dalla quale tutto proviene e nella quale tutto dimora da tempo immemorabile.

Quando uno riesce a superare l'illusione, arriva nel mondo spirituale, esce dal mondo illusorio, entra nel mondo spirituale e vi trova la Persona Suprema. Prabhupada dà anche una descrizione grafica: Brahma è come al centro di un cerchio, cento ottanta gradi sono il mondo spirituale. Brahma è il punto d'incontro tra i due mondi... la sostanza materiale... il mahat - tattva è il punto di incontro tra i due mondi... metà è il mondo materiale, quest'albero distorto, riflesso distorto della realtà e metà è il mondo spirituale dove tutte le attività, i desideri, le reazioni sono perfette, reali. L'arma del distacco... questo è il punto.

Quando l'essere vivente riesce a reinserirsi nel mondo spirituale, allora cosa trova? "Naturalmente deve essere qualificato" dice Krishna, deve essere libero dall'illusione, dalla rabbia, dal desiderio di possesso, dall'orgoglio...fondamentalmente dall'orgoglio... l'orgoglio è il problema più grande per l'anima perché è l'orgoglio che spinge uno a controllare la natura materiale è assorto nell'albero illusorio, nel momento in cui cessa di desiderare di controllare la natura materiale è distaccato, è libero e allora può volgere lo sguardo e dedicarsi alla natura spirituale.

VERSO 6

na tad bhasayate suryo
na sasanko na pavakah
yad gatva na nivartante
tad dhama paramam mama

"La Mia dimora non è illuminata né dal sole né dalla luna, né dall'elettricità, dal fuoco" suryah è il sole... pavakah è fuoco o elettricità, l'elettricità nei Veda è considerata una manifestazione dell'elemento fuoco... una forma di fuoco... yad gatva, se uno ritorna in questo luogo, non torna più indietro... questa è la caratteristica del mondo spirituale, una volta che uno ritorna lì non tornerà più indietro in questo mondo materiale; è interessante, Krishna assicura questo.

Perché questo luogo è splendido, meraviglioso... non è illuminato da alcun agente esterno perché tutto è perfettamente fulgente, l'effulgenza originariamente emana dal luogo dove Krishna stesso risiede Goloka Vrindavana e tutti i pianeti Vaikuntha che galleggiano nel mondo spirituale sono anch'essi fonte di fulgore che all'origine viene dal corpo di Krishna. Tutto è immerso in questa luce, tutti gli esseri sono fulgenti.

E' detto che l'anima nella sua posizione costituzionale brilla più di diecimila soli insieme... un'anima allora, tutto è perfettamente luminoso e tutto ciò che si svolge è nella pura realtà "Sac - Cid - Ananda - Vigraham" = "Eternità - conoscenza e gioia", nessuno desidera uscire da questa situazione e tornare in una condizione di esistenza miserabile in questo mondo. Questo è il mondo del Signore, però purtroppo il Signore dice che malgrado questa sia la condizione del mondo spirituale, gli esseri in questo mondo non vivono questa realtà e dice:

VERSO 7

mamaivamso jiva - loke
jiva - bhutah sanatanah
manah sasthanidriyani
prakrti - sthani karsati

...mamaivamso... sono dei Miei frammenti queste anime... sono esseri frammentari, parti di Me frammentarie... non come spicchi di una torta ma frammenti nel senso che Krishna è il Supremo e Completo essere e Lui emana o Se stesso completamente... Si espande in Se stesso innumerevoli volte e queste espansioni si chiamano "Visnu - tattva" - "Svamsa", oppure in piccoli frammenti di Se, della Sua Persona, del Suo essere e si chiamano "Mamaivamsah", queste sono le anime. Krishna emana questi esseri in un numero infinito, sono frammenti perciò ma non frammenti che ricomposti insieme fanno la Persona Suprema, la Persona Suprema anche se innumerevoli frammenti emanano da Lui, è sempre completa... è come se non potessimo emanare una piccola frazione della nostra personalità senza però intaccare la nostra personalità.

Questa situazione di Krishna fa si che gli esseri siano eternamente infinitesimali e Lui sia eternamente la Persona Suprema... non come dicono alcuni: che uno è un frammento o si sente piccolo e infinitesimale nel suo stato condizionato e al momento in cui si libera dal condizionamento diventa infinito!... è una fandonia questa!... se uno fosse infinito, se la sua posizione ontologica naturale fosse di essere infinito, perché diventerebbe infinitesimale? Cosa potrebbe costringerlo a diventare infinitesimale?

Se la nostra natura fondamentale è quella di essere infiniti... senza limiti significa che non c'è nulla che può costringerci o limitarci o chiuderci o condizionarci... ma se noi siamo condizionati significa che la nostra posizione naturale non è quella di essere infiniti bensì di essere controllati, limitati, infinitesimali, piccoli. La natura materiale è molto forte, anche pochi chili di carne e ossa e pochi pensieri ci vincolano a una situazione difficile e chiusa nell'esistenza materiale.

Allora Krishna dice: mamaivamso jiva - loke/jiva-bhutah sanatanah... eterne Mie parti... jiva-bhutah sanatanah/manah sastanidriyani ...sono così attratti da questo mondo materiale, la loro mente è così assorta in questo riflesso illusorio della realtà, che lottano costantemente per crearsi una posizione stabile in questa illusione... Prakriti - sthani karsati... lottano contro la Mia energia. Questo è folle!... lottare contro l'energia di Dio... non si ha scampo, non ci sono possibilità di vittoria! Queste persone lottano tutta una vita e poi nella prossima vita acquisiscono un nuovo gruppo di sensi, un nuovo equipaggiamento di sensi... di orecchi... nuovo naso... nuovi occhi... nuova bocca... nuove mani o zampe o quello che sia... e altri oggetti dei sensi non capiscono che i loro desideri, le loro concezioni di vita li portano ad acquisire nuovi corpi, che questa è la loro condanna... non capiscono!... sono così attratti dall'energia illusoria... pensano che questa lotta sia l'unico modo per loro di sopravvivere e non sopravvivono mai... i corpi che prendono sono irrimediabilmente condannati e anche i loro desideri sono irrimediabilmente condannati... non capiscono che è una lotta senza speranza eppure lottano strenuamente e periscono prendendo un nuovo equipaggiamento sensoriale e ricominciando a lottare nella prossima vita.

E' folle perciò lottare contro l'energia di Dio... bisogna impostare diversamente la nostra vita... non dobbiamo sopravvivere lottando, non si sopravvive mai... l'unico modo di sopravvivere realmente ed eternamente è quello di riconoscere la nostra identità spirituale... non c'è altro modo... è l'unico modo. Le persone sagge, le persone intelligenti capiscono che questa lotta è totalmente e completamente inutile. Bisogna arrendersi alla Persona Suprema. La resa alla Persona Suprema è l'unica cosa intelligente che uno può fare.

Egli è... Krishna, descrive Se stesso poi, dice: "Io sono lo splendore del sole, della luna, degli astri... tutto viene da Me". Comincia a descrivere ad Arjuna le Sue opulenze, praticamente Lui dice: "Da dove pensi che venga il chiarore del sole? Qual è il principio della luce in questo mondo?... Viene da Me! Io ne sono il principio originale". Perché altrimenti esiste la luce e l'oscurità? E i mondi chi li sostiene? Perché esiste una forza che sostiene in equilibrio tutti questi mondi, tutti questi pianeti e universi? Ci sono miriadi di universi non solo di sistemi planetari e galassie. Krishna descrive tutto questo, dice: "Non solo Io sono il sostegno di tutto questo e pervado tutto con la Mia energia", ma dice:

 

VERSO 15

sarvasya caham hrdi sannivisto
mattah smrtir jnanam apohanam ca
vedais ca sarvair aham eva vedyo
vedanta-krd veda-vid eva caham

Lui dice: "Io sono nel cuore di ogni essere e da Me la conoscenza, il ricordo e l'oblio. Devo essere conosciuto attraverso i Veda. Io sono l'esistenza dei Veda e il compilatore dei Veda. Io sono Colui che conosce i Veda e Colui che li ha compilati". Cosa sta dicendo? Sta dicendo: "Sono nel cuore di tutti, sono Onnipervadente, la Mia conoscenza non ha limiti, sono presente ovunque" questa è la Sua posizione di Paramatma", Lui trascende ogni limite, ogni concezione nel mondo spirituale che non è diverso da Lui, Lui gode dei Suoi divertimenti eterni ma ha anche una mansione, una funzione localizzata nel cuore di ogni essere, quella di seguire l'essere vivente e renderSi conto della sua posizione, quali sono i suoi desideri, cosa vuole fare e che direzione sta prendendo e di agevolarlo, aiutarlo, concedergli sì la possibilità di gratificarsi materialmente perché... Paramatma, Visnu... è su di Lui che poggia questo mondo in cui viviamo.

Il principio stesso della conoscenza e dell'apprendimento attraverso i sensi poggia su di Lui... noi non sappiamo perché gli occhi vedono... perché le orecchie ascoltano... perché la lingua gusta... perché il naso può annusare... non sappiamo come funziona... che cos'è un'informazione... perché esiste un'informazione... perché c'è la possibilità di conoscere e percepire; tutto questo è spiegato nella Bhagavad-gita... la presenza del Paramatma, Lui ha modellato, programmato, costruito questi sensi, la Sua intelligenza... è Lui che li fa funzionare... è Lui che ti dà modo svegliandoti al mattino di far funzionare tutto l'apparato corporeo sensoriale, è Lui che fa sì che la mente possa pensare, sentire, ecc... noi non sappiamo come tutto questo accade!

Allora, dà sì agevolazioni all'anima, ma è anche molto attento a vedere quando e se l'anima si volge verso di Lui... se l'anima cerca di evitare un attimo questa lotta per l'esistenza e di aggrapparsi a Lui; nel momento in cui l'anima tenta di aggrapparsi a Lui, Lui è pronto e all'interno del cuore istruisce oppure mette in contatto con delle persone sante o persone che possano guidare l'essere vivente nella vita spirituale, per cui da Lui viene la conoscenza, l'oblio e la dimenticanza... quando l'anima vuole continuare la lotta per l'esistenza, cade continuamente, sotto la passione, l'ignoranza, l'oblio e la dimenticanza... quando si volge verso di Lui può ottenere conoscenza; questo è il punto.

Chiaramente è spiegato, in questo capitolo, che Krishna è l'essenza dei Veda... cioè uno vuol conoscere a menadito questo albero baniano, le sue sfaccettature, i suoi particolari, ecc... ma tutto questo albero non ha significato se non come riflesso dell'albero originale; questa è l'essenza dei Veda. Lo studio dei Veda se non porta a comprendere che esiste la Persona Suprema, cioè che esiste la Persona Suprema, cioè che esiste "l'albero originale" di questo albero in cui viviamo noi... questo mondo di forme di relazioni, di desideri, non è che un "riflesso" di quel mondo dove Krishna predomina... se lo stadio dei Veda non porta a questa comprensione, è uno studio inutile... è uno studio inutile... bisogna arrivare a questa comprensione: Krishna la Persona Suprema è Colui al quale bisogna sottomettersi eternamente e questa comprensione... sempre Prabhupada... Krishna dice: "con l'aiuto del maestro spirituale, delle Scritture e delle persone sante"... è il frutto maturo della conoscenza Vedica, anche all'inizio dello Srimad Bhagavatam è spiegato "frutto maturo della conoscenza Vedica perché narra direttamente della Persona Suprema".

Perciò il quindicesimo capitolo della Bhagavad-gita spiega che Dio è una persona; che la cosiddetta realtà che noi vediamo ha una certa esistenza solo in virtù della realtà originale. Tutte le altre filosofie o dottrine religiose non riescono a spiegare il perché dell'esistenza di questo mondo. La dottrina buddista o anche impersonalista in genere... buddisti o impersonalisti è la stessa famiglia... sono cugini, fratelli o cugini... alcuni credono che esista un "vuoto" senza forma e senza attributi, uno stato di non esistenza al di là della manifestazione cosmica; altri credono invece che esista uno stato di esistenza impersonale... è la stessa cosa... dire che diventi un "vuoto" o che diventi "una luce impersonale" non fa tanta differenza... queste persone però non possono spiegare come e perché esiste questo mondo materiale, dicono che è fatto d'ignoranza, dicono che è illusorio ma... illusorio... illusione o miraggio... dove pure avere un'origine.

Quando si cammina... i mayavadi dicono... uno sopra pensiero scambia un pezzo di corda per un serpente... "Oh, c'è un serpente"!... poi si rende conto che è pezzo di corda, non è un serpente... il serpente non c'è... è verro!... questo mondo materiale è un pezzo di corda, non è un serpente (il serpente lo prendiamo come realtà)... è un pezzo di corda, non è un serpente, ma perché hai paura? Perché da qualche parte un serpente deve esistere!... altrimenti perché avresti paura del serpente?! Se non esistesse un serpente in alcun luogo e in alcuna circostanza, perché scambieresti un pezzo di corda per un serpente?

Perché avresti paura? Ora noi scambiamo questo mondo per realtà... sì è vero, non è realtà... le forme svaniscono... le forme dei corpi... le forme delle famiglie... delle case... delle città... tutto svanisce nel tempo, ma perché li scambiano per veri? Perché da qualche parte esiste una vera forma corporea... una vera famiglia... una vera casa altrimenti perché li scambieremmo per veri? Per cui il punto è che marcatamente questo capitolo della Bhagavad-gita delinea chiaramente l'esistenza di un mondo spirituale, di una realtà nella quale esistono forme, suoni e persone e fra le persone, Krishna spiega:

VERSO 16

dvav imau purusau loke
ksaras caksara eva ca
ksarah sarvani bhutani
kuta-stho 'ksara ucyate

...ksaras caksara... "ci sono esseri fallibili e infallibili, ma Io trascendo i fallibili e gli infallibili, sono glorificato come la Persona Suprema". Questo capitolo delinea chiaramente l'esistenza di un mondo in cui gli esseri sono infallibili e che l'illusione non è altro che il riflesso della realtà e Krishna è il Dominatore di entrambi questi mondi. E' spiegato molto logicamente ed esaurientemente... chi si arrende alla Persona Suprema ottiene il fine dello yoga.


Hare Krishna.

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.59

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