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XVI° CAPITOLO

Natura Divina e Demoniaca

Siamo al sedicesimo capitolo della Bhagavad-Gita, terzultimo capitolo. In questo capitolo, Krishna parla ad Arjuna della natura divina e della natura demoniaca e rassicura Arjuna, all'inizio del capitolo, dicendo a Lui che lui è di natura divina di non preoccuparsi. Poi Krishna va nei dettagli nello spiegare la natura demoniaca e alla fine, dice ad Arjuna che bisogna liberarsi della lussuria, dalla avidità e dalla rabbia e vivere secondo le direzioni che danno le Scritture se si vuole raggiungere la destinazione suprema cioè la perfezione della vita.

Questo è il capitolo che appunto inizia con la descrizione da parte di Krishna delle due nature. Krishna inizia parlando della natura divina; questo è un verso così interessante che leggeremo la traduzione:

 

VERSI 1 - 3

sri bhagavan uvaca
abhayam sattva-samsuddhir jnana-yoga-vyavasthitih
danam damas ca yajnas ca svadhyayas tapa arjavam
ahimsa satyam akrodhas tyagah santie apaisunam
daya bhutesv aloluptvam mardavam hrir acapalam
tejah ksama dhritih saucam adroho natimanita
bhavanti sampadam daivim abhijatasya bharata

 

Il Signore Beato disse: "L'assenza di paura, la purificazione dell'esistenza, lo sviluppo della conoscenza spirituale, la carità, il controllo di sé, il compimento dei sacrifici, lo studio dei Veda, l'austerità e la semplicità; la non violenza, la veridicità, l'assenza di collera; la rinuncia, la serenità, l'avversione per la critica, la compassione, l'assenza di cupidigia; la dolcezza, la modestia e la ferma determinazione; il vigore, il perdono, la forza morale, la purezza, l'assenza di invidia e di sete di onori. Queste sono, o discendente di Bharata, le qualità trascendentali degli uomini virtuosi, degli uomini di natura divina".


Questo è l'unico verso nel quale Krishna descrive la natura divina, in questo capitolo, e non Si dilungherà oltre perché ha già parlato della natura divina nei capitoli precedenti, il nono capitolo ed altri. Ora leggiamo due o tre pagine di spiegazione di ognuna di queste qualità e poi continuiamo parlando della natura demoniaca.

L'inizio del quindicesimo capitolo descriveva l'albero baniano che rappresenta il mondo materiale, le cui radici secondarie sono le azioni, talvolta favorevoli, talvolta sfavorevoli, degli esseri viventi. Il nono capitolo parlava dei deva, gli esseri di natura divina, e degli asura, quelli di natura demoniaca. Secondo gli insegnamenti Vedici, le attività guidate dalla virtù sono favorevoli al progresso verso la liberazione e sono considerate di natura spirituale, o deva-prakirti.

Gli uomini di natura spirituale avanzano sulla via della liberazione, mentre quelli che agiscono sotto l'influenza della passione e dell'ignoranza non hanno alcuna possibilità di raggiungere la liberazione. Essi dovranno rimanere nel mondo materiale, o nella forma umana o nelle specie animali o in forme di vita ancora più basse. In questo capitolo il Signore spiega sia la natura divina, o spirituale, sia la natura demoniaca, con i loro rispettivi attributi, mettendone in rilievo gli aspetti positivi e negativi.

Qui comincia a spiegare quelle che sono le caratteristiche divine. Fa un breve resoconto della vita secondo il varnasrama-dharma e i garbhadhana cioè per nascere di natura divina bisogna essere stati concepiti in un certo modo, in una certa maniera. Garbhadhana significa dei sacrifici tesi allo scopo di far nascere un figlio con una certa mentalità; secondo le Scritture Vediche uno non nasce con una certa mentalità a caso, ma una certa anima è piazzata in un certo utero in accordo alla coscienza dei genitori cioè viene mandato l'inquilino in accordo alla coscienza dei proprietari dell'appartamento.

Il varnasrama-dharma poi determina la formazione personale dell'individuo in accordo alle sue tendenze. Poi parla del Brahmana: il brahmana è la posizione migliore... e del sannyasi nell'ambito del varnasrama-dharma. Comincia spiegando le seguenti qualità: Abhaya: assenza di paura. Innanzitutto, il sannyasi dev'essere senza paura. Dovendo vivere da solo; senza alcun sostegno e neanche la certezza di un sostegno, non può che dipendere totalmente dalla misericordia di Dio, la Persona Suprema.

Chi si preoccupa ancora di come sarà protetto una volta troncati i legami con la famiglia e la società, non dovrebbe accettare il sannyasa, l'ordine di rinuncia. Si deve essere fermamente convinti che Krishna, la Persona Suprema, Si trova sempre nel cuore di ognuno nel Suo aspetto localizzato di Paramatma, quindi Egli vede e sa sempre tutto delle nostre intenzioni.

Bisogna possedere anche una ferma fede, la sicurezza che Krishna, come Paramatma, protegge l'anima che si è abbandonata a Lui. Si deve pensare: "Non sono mai solo. Anche se andassi... a vedere nel cuore della foresta più oscura Krishna sarebbe con me e mi darebbe ogni protezione". Colui che possiede questa convinzione questa convinzione è abhaya; senza paura. Tale stato d'animo è indispensabile al sannyasi.

Una volta il sannyasi non aveva nessun rifugio, era un mendicante e errava senza fissa dimora, moriva... da un punto di vista sociale; nella nostra era il sannyasi è vivo, è preso per la predica... è un altro discorso diciamo; ma comunque il fatto di non avere paura, mancare di paura è essenziale perché anche per predicare la coscienza di Krishna bisogna essere senza paura... molte volte si predica la coscienza di Krishna e si è, Prabhupada diceva, attaccati o non si è compresi o ci si rende delle persone ingrate per familiari, parenti.

Per questo tutti i devoti che fanno parte di questo movimento predicatori che vivono nello spirito di sannyasi, che vivono nello spirito di dedicarsi alla predica, rischiano qualche volta perché... mi ricordo al Tempio di Roma, agli inizi, genitori che venivano con la pistola... "Dov'è mia figlia"?... con la pistola puntata... "ti sparo in testa se non mi dai mia figlia"... allora, chi predica la coscienza di Krishna deve affrontare questi rischi.

Sattva-samsuddhi: purificazione dell'esistenza. Il sannyasi deve purificare la sua esistenza seguendo i numerosi principi stabiliti a questo fine. Il più importante consiste nella severa proibizione d'intrattenere relazioni con una donna. Al sannyasi è perfino vietato parlare con una donna in un luogo solitario. Sri Caitanya Mahaprabhu, il Signore in Persona, diede l'esempio del sannyasi perfetto: quando Si trovava a Puri, i Suoi discepoli di sesso femminile non potevano avvicinarsi a Lui neanche per offrirGli i loro omaggi, ma erano invitate a prosternarsi tenendosi a una certa distanza.

Non bisogna vedere in questo un'avversione per le donne; è solo un dovere del sannyasi non intrattenere relazioni con loro. Se vuole purificare la sua esistenza, l'uomo deve rispettare le regole prescritte per il varna e l'asrama a cui appartiene. Nel caso del sannyasi è severamente proibito intrattenere qualsiasi legame con le donne e possedere ricchezze per la gratificazione dei sensi. Sri Caitanya Mahaprabhu fu un sannyasi perfetto e durante la Sua vita fu estremamente severo nel Suo comportamento verso le donne.

Qui poi c'è una breve menzione di un sannyasi che si chiamava Chota Haridasa, Haridasa il giovane, Haridasa il piccolo, Chota significa piccolo, che era stato bandito da Sri Caitanya Mahaprabhu perché aveva parlato semplicemente con una donna, tra l'altro di età anziana, si chiamava Madhavi Devi, e le aveva chiesto un po' di riso da cucinare a Caitanya Mahaprabhu... è stato bandito da Caitanya Mahaprabhu... il punto è che Caitanya Mahaprabhu voleva chiarire che doveva esserci uno standard perfetto se uno voleva accettare l'ordine di rinuncia, di sannyasi, per non dare modo nel futuro a persone che volessero usufruire dell'ordine di rinuncia per altri scopi, di trarre vantaggio da un Suo liberalismo, da una Sua attitudine liberale per cui era stato, oltre modo rigido.

E poi c'è la continuazione nella descrizione di queste qualità: Jnana-yoga-vyayasthiti: sviluppo della conoscenza spirituale. Significa che i sannyasi devono portare conoscenza spirituale ai capi famiglia e alle persone che vivono nelle loro case; insomma un sannyasi deve essere: senza paura, puro e pieno di conoscenza.

Dana: carità. Gli atti di carità sono in particolare per i grihastha. Gli uomini di famiglia, infatti, dovrebbero guadagnare onestamente la loro vita e devolvere metà dei loro guadagni a quelle istituzioni che si occupano di diffondere la coscienza di Krishna in tutto il mondo. La carità infatti deve essere offerta a uomini che ne sono degni. Come spiegherà in seguito la Bhagavad-gita, esistono diversi tipi di atti caritatevoli, quelli sotto l'influsso della virtù, della passione e dell'ignoranza.

Questo sarà il prossimo capitolo che leggeremo; ci descriverà come mangiare, si può mangiare in virtù, in passione e in ignoranza come si può fare carità in virtù, passione e ignoranza... ma questo è il prossimo capitolo. L'unico scopo della carità dev'essere quello di aiutare a diffondere la coscienza di Krishna nel mondo. Questa è carità nella virtù.

Dama: il controllo di sé. E' una qualità propria di tutti i varna, ma è soprattutto una qualità del grihastha, sebbene viva in compagnia di una sposa, il grihastha deve astenersi dall'impiegare senza freno i suoi sensi nei piaceri sessuali. Egli è tenuto a osservare delle regole che riguardano anche la vita sessuale, che non deve avere altro fine che la procreazione. E se il grihastha non ha intenzione di avere figli, gli sposi dovranno astenersi dai piaceri sessuali.

Oggi gli uomini fanno uso di contraccettivi e di metodi ancora più abominevoli (parla dell'aborto) per godere dei piaceri sessuali senza doversi assumere la responsabilità che implica la nascita di un figlio. Questo non è certo un sintomo della natura divina, ma è un attributo demoniaco. Chiunque desideri avanzare sulla vita spirituale, anche se è sposato, deve controllare la sua vita sessuale e generare della prole solo per servire Krishna. Se un uomo è sicuro che i suoi figli diventeranno coscienti di Krishna, può metterne al mondo anche centinaia, altrimenti è meglio non indulgere negli atti sessuali solo per godere del piacere dei sensi.

Questo naturalmente nella società moderna è qualcosa di molto difficile da digerire perché la gente trova così poche alternative di vero godimento, di vera soddisfazione al sesso che praticamente si getta, si tuffa sempre lì. In questo senso l'umanità è sfortunata, ha praticamente bandito tutte quelle pratiche spirituali, quella mentalità che poteva dar loro una soddisfazione superiore e rimane soltanto con la soddisfazione di carattere sessuale, e anche quella, ormai vediamo come ogni cosa nel mondo materiale ha una sua esistenza o un suo interesse limitato, così anche l'interesse sessuale come è inteso in senso classico... come storie d'amore... sono sempre più rimpiazzate da storie distorte e abominevoli.

Da qui l'aumento dell'omosessualità, l'aumento delle aberrazioni o perversioni sessuali addirittura fino al punto in cui si legge e si sente parlare di questo Pier (?)... Questo che ha scritto un libro best-seller in tutto il mondo ...questo giapponese che amava così tanto questa ragazza olandese che se l'è mangiata... l'amava al punto tale di mangiarsela... in diciotto giorni se l'è mangiata e questo ha fatto solo un anno di manicomio e due anni di prigione, in Giappone è libero, è miliardario e scrive un sacco di libri, fa dipinti di cosce con forchette infilate dentro... vende un sacco di cose insomma.

Lui va a vedere un film e dice: "E' un bel film, mi sarei mangiato la protagonista"... così... però la gente compra i suoi libri perché vende migliaia, milioni di libri. Allora dalla passione si passa all'ignoranza, ci si degrada giù nell'ignoranza. Ignoranza significa che una persona può compiere gli atti più abominevoli e soltanto per l'interesse o la curiosità o la mania sfrenata di sperimentare qualcosa che lo scuota dal torpore nel quale si sta calando, perciò il principio base è quello di gratificare i propri sensi in modo sregolato e incontrollato, quello porta necessariamente all'ignoranza. Quindi Dama: il controllo di sé è importante.

Yajna: il compimento dei sacrifici. Anche questo è destinato in modo particolare al grhastha perché richiede grandi ricchezze che i membri degli altri varna - brahmacari, vanaprastha e sannyasi, non possiedono, vivendo di elemosine. E qui parla dei sacrifici che si facevano in altre ere. In questa era il sacrificio, il canto del maha mantra:

hare krishna hare krishna krishna krishna hare hare
hare rama hare rama rama rama hare hare

 

E' quello più importante, non costa tanto. Prabhupada ha detto: "Costa molto poco, anche un operaio metalmeccanico. che riesce appena, appena pagare l'affitto e mangiare, può fare il sacrificio del maha mantra". Bene, ci sono molte altre qualità, ne cito soltanto qualcuna: Svadhyaya: studio dei Veda; Tapa: austerità; Arjava: semplicità.

Il brahmacari specialmente deve avere queste qualità, deve studiare, deve essere semplice. Ahimsa: non violenza, questa è per tutti. Non interrompere il ciclo evolutivo di alcun essere, non fare del male a nessuno per cibarsene o per sfruttare la sua pelle o il suo pelo... Anche l'ahimsa è importantissima... una persona nella violenza della sofferenza altrui, non può purificarsi e non può capire la natura spirituale, la natura divina.

Satya, la veridicità. E l'ultima qualità rimasta kali-yuga. Uno deve essere guidato per capire ciò che è reale e ciò che non è reale e deve rifarsi alle Scritture rivelate, ma anche questo come concetto di veridicità è poco gradito dalle persone materialiste... dalla gente di quest'era, loro credono di più nella ricerca scientifica..."quello che i miei sensi possono darmi, quella è la verità"... mentre veridicità significa rifarsi all'esperienza di anime realizzate e, alla fine, di fronte all'esperienza trascendentale e perfetta del Signore stesso, come Lui parla nella Bhagavad-gita.

Akroda: controllo della collera. Quella viene automaticamente controllata se uno controlla la lussuria. Generalmente la collera sopravviene se c'è lussuria repressa. Apaisunam: avversione per la critica. Non cercare i difetti negli altri o sentirsi i difensori i difensori della verità o della perfezione cercando di correggere sempre gli altri quando anche non ce n'è necessità o non è la nostra posizione nel farlo.

Hiri: modestia; Acapala: determinazione; Teja: vigore; Sauca: purezza, ecc... Queste sono le qualità divine. Un uomo dovrebbe vivere una vita tale da permettergli di sviluppare queste qualità... però esiste l'altra natura, quella natura che è caratterizzata dalla arroganza, dall'orgoglio, collera, superbia, rudezza e ignoranza; Krishna dice che sono le qualità degli uomini di natura demoniaca.

Queste persone sono assolutamente coinvolte di se stesse, sono così certe di non essere dipendenti da nessuno e di non avere bisogno di un Dio che li guida... di poter gestire e organizzare la vita in modo tale da superare tutti gli ostacoli, tutti i problemi dell'esistenza, porre rimedio a tutto con le proprie forze. Sono persone molto arroganti, orgogliose, naturalmente sono anche rudi, rozzi e collerici perché nella dura lotta per l'esistenza perdono sempre e anche quando credono di riuscire a vincere, sono così impegnati in questa lotta che non trovano posto nel loro cuore per sentimenti dolci e per arrendevolezza, per non violenza, per veridicità, ecc... "devono" nella lotta senza quartiere... specialmente in kali-yuga senza quartiere... "devono manifestare queste qualità per essere vincitori, per sopravvivere. Lotta per l'esistenza significa lottare contro la natura materiale che si manifesta:

- nella forma della propria mente;
- del proprio corpo con tutto quello che comportano;
- degli altri esseri che ci attorniano;
- degli eventi naturali.

E allora si vedono persone che per vincere la propria mente e i problemi del proprio corpo, come prendono regolarmente tutti i tipi di medicine... invece che risolvere il problema alla radice, cercano di modificare la loro condizione psicologica prendendo medicine, farmaci, ecc... per avere una situazione stabile, eppure gli istituti di salute mentale sono sempre più pieni di queste persone.

Il corpo: Quando arriva la vecchiaia, cercano di rappezzarlo, di metterlo a posto per il godimento sessuale, sono sempre lì a lottare. Gli altri esseri viventi: euh! persone che sono antagoniste in un campo in un ufficio, o in un campo affaristico, o in un campo politico... sono costantemente presi a meditare come distruggere il nemico come eliminare gli ostacoli che si parano davanti.

Gli elementi naturali: lottano, mandano razzi in cielo... costruiscono ripari, rifugi contro il mal tempo... dighe, contro questo, contro quello... sono sempre preoccupati e perdono sempre, alla fine, però talmente è forte il loro desiderio di confrontarsi con Dio, di non soccombere... quella che loro chiamano sconfitta... che fanno delle filosofie, mandano avanti per centinaia, migliaia di anni delle cosiddette culture della vita demoniaca e quello a cui arrivano è schiavitù, all'inferno, dice il verso seguente. "Mentre le qualità divine portano alla liberazione, le altre portano alla schiavitù." Esattamente. Perciò, questa gente che sviluppa qualità demoniache è in una condizione estremamente miserabile e il loro futuro è nero.

Comunque Krishna rassicura Arjuna: "Non ti preoccupare, tu sei una persona che ha qualità divine" lo rassicura perché il primo impulso di una persona che ha qualità divine è pensare subito: "Oh! Ma anch'io sono arrogante, anch'io"... cioè il pensare di applicare queste cose a se stesso nel senso di... è umile, per cui non è come quello che dice: "Ah! io non ho sicuramente queste qualità demoniache, sono privo di arroganza, sono privo di questo di quell'altro, sono veramente perfetto"... quello sbaglia.

Allora naturalmente Arjuna pensava: "Oh, mi sta spiegando tutte queste cose, probabilmente Krishna ne sta discutendo perché ha visto qualcosa in me... "allora Krishna lo rassicura: "Tu sei di qualità divine". Perché di qualità divine? Perché è arreso a Krishna! Quello è il punto. Il punto è la resa al Signore Supremo, infatti la caratteristica peculiare del deva , della persona che è dotata di qualità divine, è che vive secondo le Scritture.

Anche il termine sanscrito santo significa in realtà... parlavo con uno studioso di etimologia... significa: uno che segue le Scritture praticamente... uno che segue a menadito le Scritture, non un topo di biblioteca ma una persona che mette in pratica, nella propria vita, le Scritture, queste sono le persone di qualità divina. Cioè Krishna rassicura Arjuna. Arjuna sta seguendo l'essenza di tutte le Scritture che è Krishna... sta di fronte a Lui; mentre invece non dà sicuramente molta speranza a coloro che sono demoniaci, a coloro che sono asura, infatti li descrive dicendo:

 

VERSO 7

pravrttim ca nivrttim ca
...jana na vidur asurah
na saucam napi cacaro
na satyam tesu vidyate

 

Loro non sanno ciò che deve essere fatto e ciò che non deve essere fatto... jana na vidur asurah... l'asura non sa ciò che deve fare... non lo sa... perché?... perché non ha uno standard, non ha una norma di vita... la norma se la crea lui... non accetta la norma che "nella vita bisogna basarsi su questi criteri che provengono da Chi mi ha dato la vita, da Chi ha creato la condizione per me per vivere"... no!... "la norma la creo io! la norma cambia!"

Su quale principio di base cambia la norma? Quello della propria gratificazione dei sensi: "Adesso, in questa fase della mia vita, mi piace fare questo, mi rende felice, per cui la norma è questo; in quest'altra situazione c'è un cambiamento di circostanze per cui quest'altra cosa penso mi renda felice, per cui cambio la norma. Modifico la norma" ma facendo questo lui non sa ciò che veramente dovrebbe essere fatto e ciò che non dovrebbe essere fatto, sa solo ciò che gli piace fare e ciò che non gli piace fare ma questo non è necessariamente ciò che deve essere fatto e ciò che non deve essere fatto.

Una persona può essere malata e avere bisogno di una cura, delle restrizioni, ci vuole un medico che gli dica: "Questo lo devi mangiare, questo non lo puoi mangiare" non necessariamente ciò che lui sente di mangiare è ciò che è giusto che lui mangi, per cui la norma non deve essere stabilita da noi... dalle anime condizionate, deve venire da una fonte superiore, ma poiché non accetta la fonte superiore non ha mai la chiarezza su ciò che deve fare e su ciò che non deve fare nella vita. In più le altre descrizioni di Krishna:

na saucam napi cacaro
na satyam tesu vidyate

Saucam: è impuro esternamente e internamente e i suoi comportamenti sono sbagliati ...acarah... noi diciamo: pracarah acarah... pracarah è predica...acarah è comportamento... qui dice che l'esempio vale più della predica verbale... allora, non sanno neanche come comportarsi... ma satyam... e non c'è veridicità.

Satyam: purezza o pulizia. Uno si pulisce esternamente lavando il corpo. Vediamo che nella civiltà occidentale... un bagno alla settimana, una doccia... in India anche le persone meno abbienti fanno una, due e tre, in molti casi, docce al giorno.

Qualcuno dice: "Eh! è perché lì è tutto sporco, se no sai i microbi!... Sai quanto girano"!... No, non è quello il punto... qui non è che poi le cose siano tanto più pulite... ma diciamo senza andare troppo nei particolari; la civiltà occidentale, la cosiddetta civiltà occidentale con locali asettici, questo e quell'altro, però non si lava le mani neanche.

Prabhupada dava questo esempio: "Ho visto andando sull'aereo... vanno al bagno e... neanche si lavano le mani e poi mangiano" questo significa... na satyam... non c'è senso di pulizia. Pulizia esterna è tenere il corpo pulito, pulizia interna è la pulizia della mente cioè cantare i Santi Nomi di Dio e pensare ai passatempi e divertimenti del Signore, portare la mente verso la natura divina; invece la sporcizia della mente è: tutte le diverse cose che vanno avanti sulla gratificazione dei sensi o sull'invidia e la collera o questo e quell'altro. Allora, bisogna essere puliti.

Comportamento: non sanno come comportarsi. Abbiamo già menzionato prima, ci sono tutti i garbhadhana per la nascita di un figlio e anche le regole di condotta che governano una società civile. Per esempio: la donna non deve avere libertà, più di tanto, perché è paragonata a un bambino... allora ci sono subito persone che insorgono e che dicono: "Allora si vuole schiavizzare"... No!. Se uno non dà la libertà a un bambino non significa che lo rende schiavo... non significa che lo rende schiavo... se hai un figlio e vuoi proteggerlo non gli dai la libertà di movimento che magari può anche farsi del male, ecc... ...limiti la sua libertà... ciò significa che lo rendi schiavo? No, significa che lo stai proteggendo.

Prabhupada diceva: "Il movimento femminista è stato creato da uomini esperti, astuti che hanno detto"... liberati, emancipati anche tu, sii emancipata, perché solo l'uomo può andare a gratificarsi sessualmente? Gratificati anche tu!... "e l'uomo intanto pensa: tanto incinta rimani tu, abortire devi abortire tu, i problemi sono tuoi alla fine".

Questo Prabhupada diceva, per cui è un mito questo del movimento di liberazione della donna... dovrebbe esserci un movimento di protezione della donna, questo si è auspicabile. Comunque... condotta... acaram... sono i libri della manu-samhita che danno queste indicazioni, ecc... Ripetiamo, invece gli asura manifatturano delle nuove filosofie per poter sfruttare meglio le persone più ingenue.

Veridicità in Kali-yuga. Anche la veridicità sta scoprendo perché se uno è veritiero... "Come si fa"?... ...uno dice, alza le braccia al cielo e dice: come si fa ad essere veritieri con l'ufficio delle tasse?... in kali-yuga ti tolgono anche la carne, ti scarniscono le ossa... ti lasciano solo con le ossa! "Allora poiché non sono veritieri neanche i leaders della società, il tutto va a bancarotta... va a finire male praticamente.

Anche la veridicità sta scomparendo in kali-yuga, ma l'asura particolarmente non è veritiero perché... Prabhupada, ogni tanto si arrabbiava con gli scienziati, ogni tanto li chiamava mascalzoni... persone che andavano a insegnare cose che sapevano essere soltanto delle congetture, e le insegnavano come la verità; oppure che negavano arrogantemente degli aspetti così palesi, dei riscontri così palesi dell'esistenza di Dio, dell'esistenza di una intelligenza superiore, ...li chiamava mascalzoni. Questo è un altro aspetto del kali-yuga, tutti possono dire quello che vogliono, non c'è una norma per interpretare le Scritture, non c'è una norma per comprendere... infatti il verso seguente dice:

 

VERSO 8

asatyam apratistham te
jagad ahur anisvaram
aparaspara-sambhutam
kim anyat kama-haitukam

 

Asatyam apratistham te... questo mondo è irreale, non ha fondamento... questa è la filosofia asurica per eccellenza, la filosofia mayavadi, tutto è illusione... non esiste nulla... l'unico principio reale è la combinazione negativo-positivo... l'energia si combina con una forma di rapporto sessuale rudimentale e tutto si mette in moto... l'azione e la reazione va avanti... un figlio nasce perché si uniscono un uomo e una donna, non c'è altro, e non c'è legge del karma, non c'è anima che entra nel corpo, la coscienza è frutto della materia e il tutto alla fine viene dissolto in un oceano di atomi o di energia materiale oppure di luce che dir si voglia... siccome l'essere viene da un brodo, ritorna ad essere brodo.

Oppenheiner, quello che ha fatto la bomba atomica, ha visto l'esplosione della bomba e ha detto... ha citato un verso della Bhagavad-gita... ha detto: "...come se diecimila soli sorgessero" cioè l'undicesimo capitolo della Bhagavad-Gita... lui; per lui che ha visto la bomba e quel che ha fatto la bomba ...diecimila soli... perché alla fine dei conti nella mentalità dell'asura, se siamo solo energia materiale (tutte queste bollicine di carne con un po' di coscienza dentro, che vengono e stanno per qualche anno che nel tempo cosmico sono irrilevanti, pieni di problemi, ecc...) se ci sono o non ci sono che differenza fa?

Se possiamo, anche l'eliminazione dei problemi nella forma delle divinazioni degli esseri, va bene anche quello perché per "soltanto energia materiale" che siamo solo "una zuppa nucleare" che manifesta due gambe invece che quattro tentacoli... due braccia e che sta eretta ...ci sta per un po' di tempo e poi finito... ...che differenza fa alla fine anche mangiarsi un altro umano oppure che differenza fa ammazzare animali e coprirsi di pelle, capito?, alla fine non c'è tanta differenza... allora, questa è la filosofia atea per eccellenza.

Ll'esempio che viene dato è che uno la notte dorme, sogna molte cose poi alla mattina si sveglia e non c'è più niente... allora tutto questo è un sogno... scompare... non c'è più il concetto anche di anima, di corpo, anche di sogno ...non c'è più niente... quando muori, finisce tutto, arrivederci... muori e finisce tutto per cui perché preoccuparsi?... questa è la mentalità asurica.

Anisvaram significa: non c'è nessun controllo... non c'è un Controllore... non c'è nessuna protezione che puoi avere perciò... niente... questa è la mentalità demoniaca. Krishna dice qui:

 

VERSO 9

etam dristim avastabhya
nastatmano 'lpa-buddhayah
prabhavanty ugra-karmanah
ksayaya jagato 'hitah

 

Partendo da tali conclusioni, demoniaci smarriti e privi di intelligenza si dedicano a opere dannose e infami, che mirano a distruggere il mondo". Sembra quasi impossibile che negli ultimi quaranta - cinquanta anni gli uomini abbiano accumulato un potere distruttivo pazzesco... 30.000 testate nucleari russe... trentamila... ne bastano quindici per distruggere l'Italia... trentamila bastano per distruggere il mondo non so quante volte... tutta la popolazione del pianeta... ha accumulato una forza distruttiva incredibile... e l'America, di più... ancora di più... quanta follia!

Poiché le loro conclusioni sono sbagliate, la loro conclusione è che devo identificarmi con questo corpo e più sono orgoglioso, arrogante, forte in questo senso e più sono protetto, esattamente l'opposto della conclusione di: più dipendo dal Signore e meno cerco di organizzare la mia vita per difendere me stesso dalla natura materiale in qualsiasi modo si presenti, più sono protetto... per cui sono esattamente l'opposto. Continua la descrizione, da parte di Krishna, della natura demoniaca.

Naturalmente tutta questa gente vive tutta l'esistenza spremendo al massimo i propri sensi... "Più posso gratificare i miei sensi, più ho raggiunto il successo. Se sono soltanto anche una zuppa molecolare, non ci voglio pensare"... spingere fino alla fine nella direzione distorta... e infatti adesso sta venendo in auge anche l'isterismo dell'eutanasia... "Se non riesci più a gratificarti i sensi, perché andare avanti con la vecchiaia?... tante sofferenze... si propone un modo per morire tranquillo, piacevole, perché non lo prendi subito? perché non lo accetti"?. E per gratificare i sensi, lo abbiamo già detto, e Krishna ribadisce in uno di questi versi che uno è disposto a fare qualsiasi cosa e a distruggere gli altri.

 

VERSI 13-15

idam adya maya labdham imam prapsye manoratham
idam astidam api me bhavisyati punar dhanam
asau maya hatah satrur hanisye caparan api
isvaro 'ham aham bhogi siddho 'ham balavan sukhi
adhyo 'bhijanavan asmi ko 'nyo 'sti sadriso maya
yaksye dasyami modisya ity ajnana-vimohitah

 

L'uomo demoniaco pensa: "Oggi possiedo tutte queste ricchezze e secondo i miei piani ne guadagnerò sempre più. Ora tutto questo è mio, e domani avrò di più, sempre di più! Quell'uomo era fra i miei nemici e io l'ho ucciso; quando sarà il momento ucciderò anche gli altri. Sono perfetto, potente e felice...

Che poi venga ucciso soltanto moralmente o venga ucciso fisicamente non fa tanta differenza; il fatto è di riuscire a vincere in questa lotta per l'esistenza, questo è il punto che li muove.

Qui, dice anche che qualche volta si credono falsamente religiosi e allora fanno dei sacrifici soltanto esteriori, la realtà è che loro non riescono a sacrificare il loro senso d'indipendenza da Dio ma se l'ambiente sociale lo richiede, sono anche religiosi. Sono famosi quelli che, in Sicilia forse, ammazzano uno e poi vanno in chiesa, al funerale di quello che hanno ammazzato... questa è la mentalità... allora, se serve a far vedere in qualche modo... quello era proprio un esempio limite... se bisogna far vedere che si va in chiesa o dare delle donazioni per essere considerati dei probi viri, degli uomini onesti, bè! sono disposti a farlo. Krishna dice però che poi li getta negli uteri demoniaci.

Queste persone non sanno che dopo c'è una reazione a quello che stanno facendo e quando il loro presente corpo finirà, verranno inseriti in uteri demoniaci, cioè nasceranno in famiglie che hanno la mentalità demoniaca e sono soltanto tesi alla gratificazione dei sensi e alla negazione dell'esistenza di Dio per cui loro portano ulteriormente avanti questa mentalità... avidhi-purvakam... di vivere non secondo le regole o le istruzioni date dalle Scritture, ma vivere secondo il loro capriccio. Krishna conclude il capitolo dicendo semplicemente che questa rabbia - lussuria e avidità che sono caratteristiche della persona nell'ignoranza, devono essere abbandonate.

Se uno abbandona queste qualità basse, allora può comprendere la natura spirituale; l'alternativa è andare all'inferno, infatti rabbia - lussuria e avidità sono le tre porte che conducono all'inferno... ha detto... se uno coltiva la rabbia o coltiva la lussuria o l'avidità, è molto, molto difficile che riesca a sviluppare una affinità per il servizio devozionale... come può farlo?!. Per cui una persona intelligente deve stare il più lontano possibile da queste porte. Tutti noi abbiamo due tendenze, una è quella verso il sacrificio e l'altra è quella verso il capriccio. Se noi facciamo qualcosa che non dovremmo fare, è detto che quello è lussuria e se non facciamo quello che dovremmo fare, quello è capriccio.

Austerità significa che quando non devo fare qualcosa, non la faccio... tapasya, sacrificio... quando devo fare qualcosa, la faccio; uno si libera così dalla lussuria e dal capriccio, la rabbia e l'avidità e allora apre il proprio cuore alla coscienza di Krishna, alla natura divina. Altrimenti uno sarà portato sempre più coscientemente... per difesa... perché si complicherà la vita in modo tale da avere sempre più bisogno di difendersi.

Una persona crede: "be, adesso arrivo fino a questo punto poi non lotterò più per l'esistenza"... no, non è mai finita!... arriva a quel punto lì, ma pensa che gli altri lo lascino tranquillo? No... dovrà difendere nuovamente...;dovrà difendere nuovamente... non verrà lasciato tranquillo dalle situazioni naturali, dagli esseri viventi, dalla sua mente e dal suo corpo, allora sempre più coscientemente dovrà infrangere le leggi delle Scritture per difendere, per mettere su la scorza dura per andare avanti.

Questa è la legge del mondo materiale. Chi invece riesce a trovare... il sistema per esaurire questo tipo d'impegno nell'esistenza materiale... come?... attaccandosi alle istruzioni di Krishna, attaccandosi alla guida del Signore, dipendendo dal Signore, lasciando il falso senso d'indipendenza, di arroganza, alla sfida nei confronti del Signore, quelle persone riescono a raggiungere la suprema destinazione.

Concludiamo dicendo: in questa era di kali, Caitanya Mahaprabhu è stato molto gentile perché nessuno avrebbe voluto sacrificarsi in alcun modo... troppo difficile!... e allora ha portato il canto dell'Hare Krishna Mantra... citazione in sanscrito, che significa...: "Non importa se sei grihastha, se sei sannyasi, se sei vanaprastha, vaisya,ksatriya, sudra, brahmana... non importa, canta questo Santo Nome del Signore e raggiungerai la suprema destinazione". Perciò, in conclusione, le qualità divine sono quelle che vengono dalla dipendenza e dal senso di servizio... dalla resa a Krishna; le qualità demoniache sono quelle che vengono dalla passione e dall'ignoranza cioè dallo sviluppo sempre maggiore di una indipendenza dal Signore... Adhama... credere di se stessi come un qualcosa separato da Lui.

Hare Krishna.

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 09.11

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