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XVII° CAPITOLO

Le Divisioni della Fede

Nel capitolo che trattiamo questa sera, è il penultimo della Bhagavad-Gita ma l'ultimo, il diciottesimo capitolo, è considerato un riassunto della Bhagavad-Gita per cui da un certo punto di vista, questo può essere considerato l'ultimo.

In questo capitolo Arjuna, all'inizio, chiede a Krishna: "Che cosa accade?... Che tipo di fede ha una persona che è sì piena di fede, ma non in qualcosa o in un Dio come è stato ben delineato dalle Scritture rivelate, ma in un Dio che si sono inventati loro?... o in qualcosa in cui loro sentono di credere molto? ...cioè, che tipo di fede hanno... che qualità ha la loro fede?"

Questa domanda di Arjuna non è casuale; Krishna precedentemente nel sedicesimo capitolo "Natura divina e natura demoniaca", aveva spiegato che la divisione fra deva e asura, cioè tra esseri divini e esseri demoniaci è la seguente... il criterio di discriminazione tra gli uni e gli altri è che i deva accettano i principi enunciati dalle Scritture, del guru e dei sadhu... guru - sadhu - sastra... principalmente le Scritture che sono il cardine intorno a cui ruota tutto il resto, mentre gli asura no, gli asura fanno per conto loro.

Arjuna perciò chiede: "Ma se una persona sembra che abbia una fede forte, una fede sincera, intensa... per qualcosa che magari non è menzionato nelle Scritture, cos'è un asura o un deva?... che natura ha la sua fede?... di che qualità è"?

Krishna risponde immediatamente dicendo questo in sostanza: se una persona non ha fede nelle Scritture allora la sua fede appartiene alle tre influenze della natura materiale, cioè può essere di tre tipi. Fede nelle Scritture significa fede nella Verità Assoluta, nella reale Persona Suprema, in Dio... veramente in Dio, perché le Scritture descrivono la natura - la forma - la posizione - il nome di Dio... i veri nomi. Forma, qualità, attività di Dio, ma se uno non ha fede direttamente in ciò che le Scritture menzionano, allora la sua fede o è sotto l'influenza della virtù o è sotto l'influenza dell'ignoranza; questo è il verdetto di Krishna... e fede sotto l'influenza materiale rimane fede materiale... non è fede spirituale, qualsiasi cosa uno creda o pensi... non è fede spirituale ma è fede materiale.

Se notiamo qualcuno che ha una fede molto intensa... dobbiamo sapere che il fatto di avere una fede forte, è generalmente caratteristica della virtù... caratteristica della virtù perché la fede forte e continua è un elemento che viene dalla coltivazione della virtù, poi... magari è mal risposta, però se c'è una certa intensità di fede allora quella è caratteristica della virtù e generalmente genera atti virtuosi... fa manifestare degli atti virtuosi... cioè chi ha una fede molto forte vuol fare qualche cosa di virtuoso, di buono per gli altri, ciò nonostante la fede sotto l'influenza della virtù non è la fede nella pura virtù cioè nella virtù trascendentale ma è sempre una fede materiale.

Allora, chi adorano coloro che sono nella divisione della fede in virtù materiale? Chi è il loro oggetto di adorazione? Generalmente i deva - gli dei - le personalità che governano l'universo... gli impersonalisti adorano gli esseri celesti - i deva, perché loro sono convinti che sia Visnu che gli altri deva sono tutti prodotti di una realtà unica - immutabile - indistinguibile e alla fine dopo aver venerato e adorato gli esseri superiori, gli esseri celesti, (generalmente hanno 5 murti che adorano: Visnu - Surya - Ganesa - Durga e Laksmi Devi), loro adorano questi esseri celesti cercando poi di liberarli nella realtà impersonale, questo è il punto, questa è la loro idea, anche Visnu è uno scalino per entrare nel brahmajyoti, nel brahman impersonale. Sono molto virtuose queste persone, fanno magari anche delle austerità, ecc... ma non riescono a comprendere Dio , la Persona Suprema.

Alcuni però che arrivano al livello della virtù, riescono a comprendere che Dio è la Persona Suprema, che Visnu è Krishna perché la virtù è un punto di osservazione privilegiato per la realtà trascendentale, però molti nella virtù materiale si fermano all'adorazione dei deva o a pratiche liberatorie di emancipazione spirituale.

Coloro che invece (la cui fede è sotto l'influenza della passione) adorano uomini potenti... uomini potenti o demoni. Prabhupada dà, proprio nella Bhagavad-Gita, resoconto di una persona a Calcutta che durante la seconda guerra mondiale adorava Hitler.

Gli Indiani sono molto pii... loro adorano in quel senso lì, nel senso del puja... ...l'adorazione è molto radicata... quella persona adorava ogni giorno Hitler, cioè significa che offriva fiori e incenso a Hitler... perché? Perché era un uomo d'affari e il fatto che fosse scoppiata una guerra gli aveva dato la possibilità di fare un'ingente quantità di denaro col mercato nero... allora dice: "Questa è tutta misericordia di Hitler"!... cioè, questa è la mentalità di una persona in passione... passionale... adora chi vede gli dà della facilitazioni materiali... un supporto... una situazione materiale... un uomo potente, un re, un monarca... ci sono queste persone!... c'erano quelli che adoravano Giulio Cesare... o Napoleone... o chicchessia.

Allora, questa è la fede di quando uno diventa forte sotto l'influenza della passione. Ignoranza significa invece avere fede negli spettri e in tutto ciò che è occulto, oscuro... nei morti... tutti questi riti sono sotto l'influenza dell'ignoranza... quando una persona sente di potersi rifugiare in questo tipo di esseri viventi, allora è condizionato dall'ignoranza... lo spiritismo... queste cose... tutta fede sotto l'influenza dell'ignoranza.

Krishna naturalmente ha già spiegato tutto questo nel quattordicesimo capitolo "Le tre influenze della natura materiale", su quale fine fanno quelli che muoiono in virtù, quelli che muoiono in passione e quelli che muoiono in ignoranza.

Prabhupada dà dei resoconti, ...nei villaggi in India, di persone che vanno ad adorare gli spettri. Gli spettri generalmente risiedono in un albero o in luoghi particolari con i fantasmi, e si vedono persone che li vanno ad adorare. Io personalmente ricordo: nel '77 tornando al Tempio di Bombay una notte ...molte persone fanno questi riti da quelle parti lì... tornando in taxi da Bombay città... a 20-30 Km., ricordo di aver visto vicino a un albero di imli, tamarindo... imli significa tamarindo, è un albero con molte foglioline piccoline dove risiedono generalmente questi fantasmi... c'era una persona davanti all'albero in uno stato di trans... ed era in uno stato di vero e proprio trans perché il suo corpo era rigido.

Ci siamo fermati un attimo a guardare col taxista... il suo corpo era rigido... guardava l'albero e il baricentro del suo corpo era stato spostato così in avanti che sarebbe dovuto cadere ...cioè uno non ce l'avrebbe fatta a flettere il collo del piede in quel modo, adorava quest'albero di imli dove generalmente risiedono i fantasmi, sembrava avesse la corrente elettrica addosso.

Allora, questi sono quelli che adorano gli spettri o fanno le sedute spiritiche ecc... allora, da dove vengono queste nature?... Questa fede? Vengono dall'influenza della natura materiale. Persone, si vede, che hanno nature diverse... verrà spiegato nel corso del capitolo poi, cosa significa essere situati in una influenza piuttosto che in un'altra, ma dobbiamo capire che queste diverse nature: La natura virtuosa che aspira a una certa elevazione... la natura passionale, la natura ignorante... e la fede che uno ha in questi ambiti, vengono dalle influenze della natura materiale... vengono dai tre guna... cioè a una persona che non è situata nella pura virtù, nella coscienza di Krishna pura viene data una personalità, perché la personalità si contraddistingue dalla fede che uno ha.

Dai desideri che uno ha... dal modo di vivere e di pensare che uno ha... cioè dal carattere di una persona; viene creata apposta dalle influenze della natura materiale in accordo a come l'anima si associa a queste influenze... a quale influenze si avvicina di più, allora: una personalità virtuosa è una persona pulita, ecc... ecc... adesso vedremo.

Il cibo, per esempio. Krishna parla del cibo. Una persona che si associa con l'influenza della virtù, ama un certo tipo di cibo che è un cibo succoso, dolce, ricco, grasso... Prabhupada spiega bene... Grasso non significa grassi animali presi con violenza ma per grasso s'intende il latte e i suoi derivati, ecc... questo cibo nutriente aumenta la longevità e aiuta nella vita spirituale. Una persona che è situata sotto l'influenza della virtù ama questo tipo di cibi.

In modo differente una persona la cui personalità è costita dall'influenza della passione predominantemente, che tipo di cibi ama? Ama cibi piccanti, salati, secchi, molto caldi, ecc... ha questo tipo di predilezione e lui gode con questo tipo di cibo come quell'altra persona gode con l'altro tipo di cibo... non è una questione di presa di posizione filosofica, è proprio una questione di una forma di fede... una forma di apprezzamento... di gusto proprio che uno ha!... diversi gusti... diversi modi di vivere la vita, anche nel cibo.

Una persona ignorante ama cibi decomposti, cucinati molto tempo prima e maleodoranti... ci sono persone che vanno a comprare tutti questi formaggi fermentati o cose vecchie... che più vecchie sono meglio è, ecc... o altri cibi immenzionabili anche... insomma... c'è chi mangia lumache... di tutto mangiano... Una volta in una conversazione con Srila Prabhupada e il suo segretario Hari-Sauri e altri devoti, si stava proprio parlando di cibi sotto l'influenza dell'ignoranza... Hari-Sauri menzionava che in Francia vendono le api fritte ricoperte di cioccolata... una specie di cioccolatini con gli insetti dentro...

Prabhupada menzionava che ci sono posti, in Thailandia o giù di lì, in Indonesia, dove i devoti avevano aperto un piccolo centro di predica ed avevano scoperto che le persone lì, come usanza, mettono una giara fuori della porta e vi inseriscono tutti gli animali che trovano, topi, scarafaggi, tutto... buttano tutto dentro a questa giara a macerare... lo lasciano lì per un anno... poi estraggono il liquido e lo mettono in bottiglie... le stappano e lo bevono!... sono centinaia e migliaia di persone che lo fanno da quelle parti lì, Thailandia, ecc.. e lo bevono nei momenti di festa insomma...

Allora, i devoti avevano questo centro di predica e come tutti i devoti fanno, per fare festa alla Domenica cucinavano halava, ecc... con il ghi, non l'avessero mai fatto!... gli indigeni si sono arrabbiati un sacco, sono andati lì e hanno detto" "Cos'è questa puzza che viene da questa casa"?  "Cos'è questo odore tremendo che non riusciamo a sopportarlo"? Era ghi, burro!!

Allora a queste persone così sotto l'ignoranza, dà fastidio un'halava; un cibo cucinato con il ghi o con il latte non dà loro piacere... loro bevono quest'altra roba che preparano. E' così! E ci sono altri resoconti, ma ecco... si può capire qual è l'influenza che governa il cuore di un a persona anche vedendo il cibo che predilige.

Naturalmente il prasada è un discorso diverso. Il prasada, cibo offerto al Signore, anche se rispettato dopo tre o anche più di tre ore dopo che è cucinato, non ha gli effetti nefasti di un cibo non offerto, cioè il cibo spiritualizzato, anche da un punto di vista fisico, fisiologico, aiuta l'essere vivente in qualsiasi circostanza.

Anche i sacrifici che uno fa, Krishna dice, sono di tre tipi. Se uno si sacrifica puramente in coscienza di Dio... suddham sattvam... visuddham sattvam... pura virtù... sattvam visuddham vasudeva - sabditam... o uno è situato al livello del vasudeva sattvam, della coscienza di Dio, e allora il suo sacrificio è tutto dedito alla soddisfazione del Signore, oppure i suoi sacrifici sono di tre tipi: sacrifici della persona virtuosa, passionale o ignorante.

Il sacrificio fatto dalla persona virtuosa è il sacrificio fatto per dovere secondo ciò che è prescritto e senza aspettarsi qualcosa in cambio; uno sa e compie un sacrificio perché questo può dare l'elevazione spirituale e perché questo può portare a una migliore con- dizione di esistenza... lo fa per dovere, non lo fa per un calcolo di tornaconto.

Prabhupada menziona... "non dovremmo andare al Tempio a vedere le Divinità per dovere non per chiedere"... perché è il nostro dovere... tra l'altro è un dovere spirituale proprio... un dovere devozionale... "ma molti" dice "vanno nei Templi, vanno di fronte alle Divinità per chiedere qualcosa... per chiedere una benedizione... per chiedere questo o quello e non perché è il loro dovere nella vita umana... (hanno preso un corpo umano)... purificare la loro esistenza e vedere il Signore, adorare il Signore".

Allora chi vuole qualcosa in cambio, chi facendo i sacrifici chiede un tornaconto, chiede qualcosa indietro, ha una mentalità caratteristica della passione. Fanno anche dei grossi sacrifici, quelle persone... fanno dei sacrifici grandi... sacrifici... penitenze, ecc... però con un fine materiale. Per esempio anche per fini politici persone fanno dei sacrifici, o per avere un'elevazione ai pianeti superiori... questi sacrifici non sono raccomandati dalle Scritture... i benefici che se ne traggono sono sempre effimeri, temporanei e alla fine c'è sempre sofferenza... ciò che è caratterizzato dalla passione è sofferenza, anche se uno mangia cibi in passione poi si ammala... se mangia troppo salato, troppo caldo, troppo piccante, questo lo farà ammalare.

Allora, la passione dà sempre questi frutti impermanenti, temporanei e... sempre sofferenza. E il sacrificio invece sotto l'influenza è un sacrificio che tortura l'anima e l'Anima Suprema, anche, che vive nel cuore. E' un sacrificio fatto senza distribuire cibo, senza distribuire carità ai brahmana, non secondo le regole, è qualcosa fatto veramente male... cioè... nella vita umana c'è tutto un codice per compiere le attività che si devono compiere per compierle bene... come in qualsiasi attività... no?!... un falegname... un imbianchino... un avvocato tutti hanno dei modi, tutti hanno dei codici secondo i quali si devono comportare... devono agire... delle regole.

Se uno rompe tutte le regole e fa dei sacrifici soltanto così... per dire: " ho fatto dei sacrifici" ma vive una sua elucubrazione, una sua speculazione... e allora questi sacrifici non portano alcun risultato...sono deleteri addirittura per l'essere vivente, questo è il punto.

Poi i sacrifici anche sono di tre tipi, abbiamo detto: chi fa i sacrifici per giusto dovere, chi fa i sacrifici per avere qualcosa in cambio come andare sui pianeti superiori o avere benefici materiali, ecc... e chi fa i sacrifici semplicemente da persona psichicamente e psicologicamente... e anche austerità. Austerità e sacrifici sono cose molto simili, uno quando fa dei sacrifici generalmente deve fare delle austerità. Austerità può significare fare qualcosa che non ci va di fare o non fare qualcosa che ci andrebbe di fare.


Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.59

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