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La Bhagavad-gita così com'è

da una serie di conferenze all'Hare Krishna Club di Brescia di Krishna

Sua Grazia Madhusevita Dasa Adikari

 

Benvenuti al corso di Bhagavad-Gita e grazie per aver deciso di partecipare. Srila Prabhupada ki jaya!


INTRODUZIONE

In primo luogo vorrei spiegare perché abbiamo deciso di iniziare un corso sulla Bhagavad-Gita. L'abbiamo ritenuto necessario per dar modo a coloro che si avvicinano alla Coscienza di Krishna di avere un'idea generale.... globale..... potremmo chiamarla un'infarinatura del testo fondamentale della Coscienza di Krishnache è la Bhagavad-Gita. Il corso si terrà in 18 lezioni, tanti quanti sono i capitoli della Bhagavad-Gita, ogni lezione verterà su un capitolo specifico. La Bhagavad-Gita sono circa 700 versi, si potrebbero dare 700 lezioni. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, che è il maestro spirituale di Srila Prabhupada fondatore del nostro Movimento in Occidente, una volta diede per un mese di seguito svariate conferenze sullo stesso verso delle Scritture Vediche e ha detto che avrebbe potuto continuare tutta la vita perché ogni verso della Bhagavad-Gita, in effetti, contiene la Verità Assoluta e della Verità si può parlare in eterno, senza stancarsi mai, ma.... Krishna ha parlato la Bhagavad-Gita ad Arjuna affinché noi potessimo avere una comprensione da molti angoli prospettici.... da molti punti di vista di quella che è la verità Assoluta, ed è per questo che non dobbiamo fermarci ad un verso, ma leggerla tutta.... per leggerla tutta, dovremmo prima averne un'idea generale, ed ecco questo corso che in 18 lezioni non pretende di poter dare un approfondimento della Bhagavad-Gita come quello che si potrebbe ottenere frequentando il Tempio di Krishna dove ogni giorno c'è una lezione di Srimad-Bhagavatam e dove presto si stabilirà, ogni sera, una lezione di Bhagavad-Gita.... cioè per chi volesse approfondire ulteriormente, c'è un invito aperto sempre a frequentarci e ad ascoltare la Bhagavad-Gita verso per verso come viene letta nel Tempio. Detto questo passiamo un attimo a comprendere cos'è la Bhagavad-Gita.


Bhagavad-Gita significa: "Il canto del Signore", del Beato, del Signore Supremo, Bhagavan, Bhagavan significa il Signore Supremo e, il Signore è beato è felice; Gita significa: canto, perciò, il Canto del Signore Beato, il Canto del Signore Supremo. Perché questa Bhagavad-Gita? Cosa ha di speciale la Bhagavad-Gita degli Hare Krishna? La Bhagavad-Gita degli Hare Krishna si chiama: "La Bhagavad-Gita così com'è". Prabhupada ha voluto aggiungere al titolo "così com'è" per indicare che questa Bhagavad-Gita, non è il frutto di una speculazione intellettuale da parte di studiosi che hanno deciso di scavare un significato, di trovare con scavi archeologici un significato oscuro o nato dalle loro menti, a quello che dice il Signore. No! La Bhagavad-Gita così com'è, è la Bhagavad-Gita che ripete esattamente quello che Krishna dice: "Da Me tutti i mondi provengono, Io sono l'origine di tutto", allora, alcuni leggono la Bhagavad-Gita e dicono che quando Lui dice "Me" non intende "Me, Krishna" ma intende un altro principio.... un altro concetto.... il principio del "Me" o il principio del "non nato.... dell'immanifesto o del non manifestato, ecc. ecc.. No! Bhagavad-Gita così com'è, significa che quando Krishna dice: "Me.... Io dico.... Io sono la sorgente di...." Krishna intende Krishna, intende Se stesso.... ecco la "Bhagavad-Gita così com'è!".... per questo la "Bhagavad-Gita così com'è" è l'unica versione autentica della Bhagavad-Gita perché non traduce quello che Krishna dice in altri concetti diversi da quelli che Krishna vuole esporre. Krishna è Krishna, Arjuna è Arjuna, i Pandava sono i Pandava ecc. Questa è la "Bhagavad-Gita così com'è" ed è per questa ragione che noi proponiamo questa Bhagavad-gita e sotto il titolo c'è scritto "così com'è". Dovremmo perciò accettare quello che Krishna dice, come proveniente dalla Persona Suprema; Questo è il modo di ascoltare la Bhagavad-Gita. Se uno ascolta la Bhagavad-Gita ma cerca di estrapolare dei significati astrusi o diversi.... di leggere tra le righe o tra le parole quello che Krishna dice, non riuscirà a capire la Bhagavad-Gita veramente. L'attitudine di Arjuna, che è colui che ascolta la Bhagavad-Gita, è quella di ritenere Krishna, la Persona Suprema, "Quello che Krishna mi dice, perciò, è perfetto perché Lui è la persona Suprema, Dio".


Prabhupada spiega, nell'introduzione alla Bhagavad-Gita, che uno dovrebbe almeno ipoteticamente accettare questo; cioè quando ascolta la Bhagavad-Gita, dovrebbe almeno poter dire: "Ok accetto Krishna come Persona Suprema.... mi metto nella condizione di colui che accetta le parole del Signore come provenienti da Dio".... almeno per ipotesi!.... perché se non fa questo, con quale atteggiamento.... con quale attitudine ascolta la Bhagavad-Gita? Cioè se uno si siede qui e dice: "Va bene, ascolto la Bhagavad-Gita, ma penso che tutto quello che viene detto da Krishna non sia vero, non sia assoluto, non sia proveniente da Dio, ecc.. Allora quando Krishna dice: "Io sono la sorgente di tutti i mondi, Io controllo l'energia materiale e così via, uno cosa pensa? Come prende le parole del Signore? Non viene richiesto che uno dica: "Si, sono completamente, assolutamente, totalmente convinto che Krishna è la Persona Suprema; sono pronto a dare la mia vita immediatamente per la coscienza di Krishna, diventare devoto" No, uno non chiede questo, non è ciò che è richiesto qui! Quello che si richiede e che, almeno, uno, una persona prenda, adotti l'attitudine di colui che umilmente vuole ascoltare e si pone nella condizione di chi dice: "E' detto qui che Krishna è Dio, che è il Signore sceso sul pianeta e ha parlato, ha detto questo parole, ha parlato ad Arjuna, bene! Io Lo ascolto come fosse il Signore in persona, se poi è veramente il Signore in persona, qualcosa accadrà in me! Le parole di Dio agiranno nel mio cuore! Se poi Krishna non è la Persona Suprema, riuscirò a capirlo, la mia intelligenza non verrà sviata", perciò ci vuole quell'attitudine con la quale uno ascolta in modo sottomesso, cioè con accettazione. Krishna richiede questo nella Bhagavad-Gita, lo dice anche ad Arjuna: "Se vuoi che queste parole, che Io dico, abbiano effetto su di te, devi ascoltarle con uno spirito di accettazione, non aver paura, non perderai la tua individualità, il tuo libero arbitrio, anzi otterrai il frutto maturo del misticismo" Detto questo, meglio andare a narrare quali sono i principali argomenti trattati nella Bhagavad-Gita.

PREFAZIONE

I principali argomenti trattati nella Bhagavad-Gita sono cinque:

Il primo è Isvara, il Signore Supremo, il controllore di tutti gli esseri, Dio, La persona Suprema - isvara. Isvara significa controllore.

Il secondo argomento è Jiva. Jiva significa anima, noi siamo jive o anime infinitesimali. Krishna, Dio è Isvara il controllore di tutto perciò: isvara-jiva. Questa energia è sempre soggetta al controllo del proprietario dell'energia, Isvara.

Poi Prakrti, Prakrti significa la natura. Questo è il terzo argomento trattato, natura. Noi parliamo sempre di natura, natura o energia. Questa energia è sempre soggetta al controllo del proprietario dell'energia, Isvara.


Quarto argomento trattato è Kala, il tempo, la durata della manifestazione energetica, della manifestazione di Prakrti. Anche il tempo è sotto il controllo dell'Isvara, del controllore supremo, Dio.


Quinto argomento è karma, karma significa azione, attività o le manifestazioni, gli aspetti transitori di Prakrti. Questi corpi sono fatti di Karma praticamente, sono il frutto delle attività delle anime in seno a Prakrti, controllate dal tempo e in ultima analisi da Isvara; questa è la Bhagavad-Gita.


La Bhagavad-Gita che risultati vuole ottenere parlando di questi cinque argomenti, cioè di Isvara, Jiva, Prakrti, Kala e Karma? Controllore, anime, energia o natura, tempo, attività, azioni, karma. Quali risultati vuole raggiungere? Vuole raggiungere in primo luogo il risultato che l'anima si renda conto di essere differente da Prakrti, differente dalla natura in cui si trova al momento, perciò che l'anima capisca la sua individualità, la sua originale individualità spirituale. Questo è il primo risultato che la Bhagavad-Gita vuole conseguire, cioè far capire a un'anima che è diversa dal corpo in cui si trova; poi vuol farle capire qual'era la vera attività che l'anima dovrebbe svolgere. Qual è la vera attività che l'anima dovrebbe svolgere? Quella di servire Isvara, servire il controllore Supremo, non identificarsi con Prakrti, la natura inferiore e andare avanti con le attività karmiche, perciò vuol farci capire, la Bhagavad-Gita, chi siamo spiritualmente, siamo anime spirituali, e vuol darci modo di agire per la soddisfazione di Isvara senza più creare karma cioè attività che ci legano al transitorio, al transiente, all'illusorio. E cosa ottiene un'anima che si impegna in queste attività per la soddisfazione dell'Isvara, di Dio? Ottiene l'amore per Dio, l'amore divino. Questi tre traguardi vengono conseguiti con l'ascolto della Bhagavad-Gita:


1) Sambhandha, il ristabilimento della propria identità spirituale e della propria relazione con Dio;
2) Abhideya, il riscoprire le attività spirituali dell'anima, il servizio devozionale;
3) Prayojena, l'ottenere l'amore per Dio. 


Questa è un'idea generale di ciò che la Bhagavad-Gita contiene. Uno dovrebbe ricordare questi cinque argomenti e tre aspetti o traguardi che la Bhagavad-Gita vuol farci conseguire.
Li enumero ancora una volta:

1) Isvara, il controllore, Dio, l'eterna Persona Suprema;
2) L'anima infinitesimale, eterna servitrice di Dio;
3) Prakrti, la natura materiale o l'energia materiale nella quale vivono le anime, anch'essa eterna, la natura è eterna.
4) Il tempo, Kala che determina la manifestazione o la non manifestazione del
5) Elemento che non è eterno e che si chiama Karma, cioè le manifestazioni esteriori dell'attività dell'anima in Prakrti.

Trattando questi cinque argomenti, tre traguardi si devono conseguire: 


1) Sambhandha, riconoscimento della propria identità spirituale e il ristabilirsi della relazione con Dio.
2) Abhidheya, l'impegnarsi in attività di servizio d'amore a Dio, servizio devozionale, attività caratteristiche proprie naturali dell'anima.
3) Prayojena, il frutto di queste attività spirituali proprie dell'anima che è il puro amore per Dio.

IL CONTESTO

E adesso un breve cenno su dove si svolge, in che contesto si svolge la Bhagavad-Gita. La Bhagavad-Gita si svolge su un campo di battaglia che si chiama Kuruksetra. Ci sono due fronti. Un fronte è quello capeggiato dai Pandava con Krishna come guidatore del carro di Arjuna che è il migliore tra i Pandava, l'altro campo di battaglia è capeggiato da Duryodhana e vi sono i Kurus che sono una famiglia molto vicina ai Pandava, sono in effetti i cugini dei Pandava. Perché loro si stanno affrontando su un campo di battaglia? Perché Dhuryodhana, il cugino dei Pandava e figlio di Drtharastra che è il reggente dell'impero di Bharata-varsa, Duryodhana, come abbiamo detto, non vuole dare ai Pandava il trono. Il trono spetta ai Pandava. I pandava sono i figli di Pandu, da qui il nome Pandava. Essi sono cinque: Arjuna, Yudhisthira, Bhima, Nakula e Sahadeva, sono figli del re Pandu. Pandu era il re, ma muore molto giovane per una maledizione. Il fratello di Pandu era cieco, non poteva perciò essere regnante, diventa reggente in attesa che i Pandava crescano e possano occuparsi del regno. Drtharastra non era cieco solo materialmente ma anche spiritualmente; non ha il distacco e la coscienza spirituale necessari a far si che possa trasmettere ai Pandava ciò che è di loro diritto, invece Dhrtarastra si attacca al regno e di conseguenza vuole trasmetterlo ai propri figli. Sono i Kurus, sono cento figli di Dhrtarastra capeggiati da Dhuryodhana, un elemento indesiderabile potremmo dire. Fin da bambini i Kurus e i Pandava si affrontano e i Kurus tentano in ogni modo, addirittura, di uccidere i Pandava. Dhrtarastra che dovrebbe, per amore del fratello defunto, proteggere i suoi nipoti, organizza invece addirittura la loro morte, in certi casi, spinto da Duryodhana o per meglio dire, lascia fare a Dhuryodhana che è un grande mascalzone.

Comunque i Pandava vengono protetti sempre da Krishna, vanno addirittura in esilio per molti, molti anni, truffati al gioco dallo zio dei Kurus che è Sakuna. Vanno in esilio per molto tempo, rimangono in esilio, vivono di stenti, alla fine della durata prescritta dell'esilio, tornano e chiedono, non chiedono neanche tutto il regno! Chiedono cinque villaggi, un villaggio per ognuno perché loro sono degli Ksatriya, sono dei re, hanno bisogno di un villaggio, ma la risposta di Dhuryodhana è: "Neanche la punta di uno spillo!". Allora questa guerra diventa inevitabile. Krishna determina questa guerra perché Krishna capisce che queste persone, i Kurus, non vogliono più sentir parlare di religione e neanche di condotta morale, nulla, assolutamente nulla, sono diventati dei criminali in effetti e alcune grandi personalità si sono unite a loro, perciò la guerra è l'unico modo per ritornare ai Pandava l'impero che giustamente spetta loro e per eliminare questi Kurus che sono ormai un ostacolo alla vita spirituale e religiosa di tutti gli abitanti del pianeta. Questo è il come si è arrivati alla Bhagavad-Gita, ad affrontarsi sul campo di battaglia.

Hare Krishna

S.G. Madhusevita Prabhu (Brescia - 1991)

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 09.11

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