Lamorte

Sconfiggere la morte

Per quanto bello, il tramonto del sole segna lo scorrere dei giorni e l'incessante marcia verso il nostro appuntamento finale

di Sua Divina Grazia
A.C. BHAKTIVEDANTA SWAMI PRABHUPADA
Fondatore acarya dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

 

ayur harati vai pumsam
udyann astam ca yann asau
tasyarte yatksano nita
uttamaslokavartaya

Sorgendo e tramontando il sole accorcia la durata dell'esistenza di tutti gli esseri, tranne quella di colui che impiega il suo tempo a parlare del Signore, che è la fonte di ogni buona fortuna. (Srimad Bhagavatam 2.3.17)

L'alba e il tramonto accorciano la nostra vita. E' un esempio molto bello. Il compito del sole è di portar via un po' della durata della nostra vita. Ma non può portarsi via la vita di un devoto, perché il devoto continua a vivere. Il movimento Hare Krishna è fatto per dare a tutti una vita che non finisce.

Quando una persona si ammala, il medico cerca di curarla dalla malattia. Il nostro corpo materiale è una malattia. In realtà, noi, anime spirituali, non moriamo. La morte dipende dalla malattia, il corpo. In realtà il corpo è un'immondizia. "Polvere eri e polvere diventerai". E' la realtà. Perché non appena io, anima, abbandonerò questo corpo, esso comincerà a decomporsi e in poco tempo diventerà terra, polvere. Perciò è proprio un'immondizia.

E noi dobbiamo ripulire la nostra vera identità (l'identità spirituale) da quest'immondizia. E la pulizia è molto piacevole da fare, basta ascoltare il messaggio di Uttamasloka, Krishna. Non c'è bisogno di passare la lucidatrice sull'anima. Basterà ascoltare attentamente il messaggio di Uttamasloka, detto krsnakatha.

Krishnakatha significa "le parole di Krishna". Katha vuol dire parole. Nella Bhagavad-gita Krishna ci istruisce personalmente. E se la leggiamo le parole di Krishna, il sole non può accorciarci la vita.

Qual è la prova? La troviamo nella Bhagavad-gita, dove Krishna dice:

janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah

"Chiunque capisca la Mia nascita e la Mia apparizione non dovrà più rinascere".

Il Signore, in realtà, non nasce. Egli è Aja, "colui che non nasce mai, che esiste sempre". Tuttavia vediamo che Krishna nasce. Festeggiamo il Suo compleanno. E' proprio un mistero: Krishna non nasce e noi festeggiamo il Suo compleanno, Janmastami. Bisogna accettare che è la verità, tattvatah.

I Veda dicono na tasya karyam karanam ca vidyate: "Il Signore Supremo non deve fare nulla". Perché non dovrebbe avere nulla da fare? Eppure è evidente che, dal momento della Sua nascita nella prigione di Suo zio materno, fino al ritorno alla Sua dimora, Krishna è sempre molto attivo, soprattutto nell'uccidere demoni. I demoni, però potrebbero essere eliminati anche senza la presenza del Signore Supremo. Con un piccolo terremoto, ne potevano morire milioni. Non è molto difficile. Se l'Oceano Pacifico inondasse questa città morirebbero milioni di persone. Se ci fosse la guerra, pure. Dunque Krishna non discende per uccidere i demoni. Molti dei Suoi emissari potrebbero ucciderli senza alcuna difficoltà.

Ma Krishna appare. Sri Nrisimha non è apparso per uccidere il demone Hiranyakasipu, che sarebbe potuto morire altrimenti. Il Signore è venuto per Prahlada. Prahlada Maharaja era così molestato, che il Signore non poteva tollerare. Voleva mostrare al Suo devoto che avrebbe ucciso l'aguzzino davanti a lui. Questo è il Suo scopo. E' apparso per incoraggiare Prahlada. Krishna chiede:

kaunteya pratijanihi na me bhaktah pranasyati

"Mio caro Arjuna, dichiara che il Mio devoto non sarà mai sconfitto".

Per questo Egli viene. Questa è la comprensione globale del Signore. Stavamo parlando di krishnakatha, le parole di Krishna. Qualsiasi Scrittura vedica è krishnakatha. Ma due libri lo sono in particolare: la Bhagavad-gita, in cui Krishna parla direttamente; e lo Srimad Bhagavatam, che parla direttamente di Krishna. Qui si dice uttamaslokavartaya. Varta vuol dire messaggio. Se dedichiamo il nostro tempo a leggere e parlare di Krishna, il sole non potrà sottrarci la vita. Questo è il segreto. Se si vuole diventare immortali bisogna impegnarsi sempre in krishnakatha. Sempre. Pensare a Krishna ventiquattr'ore su ventiquattro. Questo significa essere coscienti di Krishna.

Tutti muoiono, ma chi è impegnato in krishnakatha, la coscienza di Krishna, chi è impegnato per Krishna, non muore mai. Vivono, ma come? La vita delle persone ordinarie viene loro sottratta dal sole che sorge e tramonta. Se uno ha cinquant'anni, quegli anni il sole glieli ha portati via e non torneranno mai più. E per il devoto non è così? No, la sua vita non viene portata via perché egli continua a vivere. Esternamente vediamo che anche il corpo del devoto muore, ma questo non è il suo vero corpo, il vero corpo è spirituale. Krishna dice:

tyaktva deham punar janma naiti mam eti

"Dopo aver lasciato questo corpo, non rinasce più e torna a Me".

Il vero io.

I materialisti, i cosiddetti scienziati e filosofi non sanno che il corpo è la copertura della vera identità. Il vero io, la vera persona va da Krishna per vivere per sempre. I devoti, le persone coscienti di Krishna, rinunciano a questo corpo materiale e ottengono il loro corpo spirituale originale. E quando si ottiene un corpo spirituale, il sole non può più portarlo via.

E' spiegato nella Bhagavad-gita: "Il fuoco non può bruciarlo, le armi non possono ucciderlo, l'acqua non può bagnarlo..." Lo spirito non può essere distrutto da nulla di materiale. Questo corpo materiale può essere ridotto in cenere, l'anima spirituale no.

Gli scienziati moderni dicono che sul sole non c'è vita, ma non è vero. Che cos'è il sole? E' un pianeta di fuoco, ecco tutto. Ma l'anima spirituale può vivere nel fuoco, e sul sole prende un corpo di fuoco. Qui sulla terra abbiamo dei corpi terreni. Possono anche essere belli, ma sono terra. Qualcuno mi ha mostrato alberi di plastica, in tutto e per tutto simili a quelli veri. Ma non erano veri. E questo corpo è proprio come un corpo di plastica, non ha alcun valore.

Krishna parla di rinunciare al corpo e rinunciare al corpo è come rinunciare a una maglietta di cotone o di plastica. Non significa morire. E' spiegato anche nella Bhagavad-gita: vasamsi jirnani yatha vihaya... Come si lascia un abito vecchio per uno nuovo, così morire significa rinunciare a questo corpo di plastica e prendere un altro corpo di plastica. E con il nuovo corpo ricomincerai a lavorare: se hai un buon corpo lavorerai bene, se avrai un corpo da cane, farai il cane.

Krishna dice: "Chi mi comprende non nascerà più". E allora come comprendere Krishna? Basta sentir parlare di Lui. Ascoltare non è difficile, ma bisogna sentir parlare un'anima realizzata. Se si ascolta da qualcun'altro non avrà effetto. Occorre ascoltare un sadhu, proprio come Maharaja Pariksit ha ascoltato Sukadeva Gosvami. Pure leggendo ci si salva la vita. Anche soltanto leggendo il Libro di Krishna, la Bhagavad-gita o gli Insegnamenti di Sri Caitanya, il sole non potrà più sottrarci la vita. Se si legge costantemente, come può il sole portarti via la vita? Si diventa immortali.

La gente è molto ansiosa di diventare immortale, nessuno vuole morire. Tutti sanno di dover morire, ma se c'è un pericolo scappano, perché non vogliono morire. Si potrebbe pensare che, dato che dobbiamo morire comunque, potremmo morire in quel momento, invece non vogliamo morire e cerchiamo di scappare. E' così che si ragiona. Tutti vogliono vivere in eterno, è evidente. Allora, per vivere in eterno, bisogna diventare coscienti di Krishna.

Questo verso lo conferma: ayur harati vai pumsam udyann astam ca yann asau. Il sole sorge al mattino presto. Appena sorge comincia a prenderti la vita. Tutto qui. E' il suo compito. Ma se si vuole sconfiggere il sole... Il sole è molto potente, è difficile sconfiggerlo. Eppure lo si può combattere, basta leggere krishnakatha, le parole di Krishna.
Questo è il semplice sistema. Non bisogna sprecare il proprio tempo parlando di sciocchezze. Rupa Gosvami consiglia:

atyaharah prayasas ca
prajalpo niyamagrahah
janasangas ca laulyam ca
sadbhir bhaktir vinasyati

Rovina il proprio servizio devozionale chi si fa coinvolgere in queste sei attività: 1) mangiare più del necessario o raccogliere più denaro del necessario; 2)sforzarsi troppo per cose materiali molto difficili da ottenere; 3) parlare senza necessità di argomenti materiali; 4) seguire le regole delle Scritture soltanto per il gusto di seguirle e non per progredire nella vita spirituale, o trascurare le regole e agire a capriccio, in modo indipendente; 5) frequentare persone dalla mentalitàmaterialista che non sono interessate alla coscienza di Krishna; 6) essere troppo avidi di successi materiali.

La nostra vita devozionale può essere distrutta o confusa da sei cose. Chi segue la vita devozionale è fortunato. Questa fortuna può essere rovinata da sei cose. Fate attenzione.

Atyahara significa mangiare o raccogliere più del necessario. Ahara significa raccogliere. Abbiamo bisogno di avere dei soldi, ma non bisogna raccoglierne più del necessario, perché se abbiamo più soldi maya dirà subito: "Perché non spendi questi soldi per me?"

Ahara significa anche mangiare. Non mangiare più del necessario. In realtà bisogna arrivare al punto zero, non mangiare, non dormire, non accoppiarsi e non difendersi. Naturalmente non è possibile perché abbiamo questo corpo, ma dobbiamo cercare di mantenere queste attività al minimo.

Prayasah significa sprecare le nostre energie inutilmente. Non dovremmo arrischiarci in cose che ci costringono a lavorare molto seriamente.

Prajalpa vuol dire parlare di cose senza senso. Questa è la natura dell'essere vivente nello stato condizionato. Proprio come i corvi quando sono insieme, cra cra cra cra... Le rane, qualunque essere vivente, non appena si incontra con altri comincia a parlare di stupidaggini. Non fatelo. Siamo in tanti, è facile riunirsi, ma non bisogna approfittarne per parlare di sciocchezze. "Come va la politica?" "Che cos'è questo?" "Che cos'è quello?" Questo è il prajalpa.

Niyamagrahah significa non accettare le norme e le regole. Niyamagrahah significa anche seguirle ciecamente. Quindi 1) atyahara, 2) prayasa, 3) prajalpa, 4) niyamagrahah, 5) laulyam (avidità) e 6) janasangah (l'associazione con persone ordinarie, che non hanno il senso della coscienza di Krishna, i cosiddetti karmi, jnani e yogi). Non comprendono Krishna. Così detti scienziati e filosofi, non dovremmo stare con loro.

Noi sappiamo harav abhaktasya kuto mahadguna. A chiunque non comprenda Krishna, il servizio di Krishna, per quanto possa essere un grand'uomo secondo la valutazione materiale, noi non diamo alcun valore. Sono speculatori mentali, e non hanno alcun valore. Hanno valore a modo loro, ma secondo il nostro punto di vista non valgono nulla. La tendenza a parlare esiste, perciò parlate di Krishna. Questa è coscienza di Krishna.

Ci riuniamo con gli amici e vogliamo far vibrare dei suoni. Anche i bambini fanno vibrare dei suoni. E' naturale. Gli uccelli, gli animali fanno vibrare dei suoni. Allora noi dobbiamo far vibrare suoni trascendentali, così ci salveremo dal saccheggio del sole. Questo è il segreto. Parlate sempre di Krishna e vi salverete. Non si muore perché parlando di Krishna si comprende Krishna, e Krishna dice: "Chiunque mi conosce veramente, quando lascerà il suo corpo verrà a Me". E non appena andrete da Lui, non appena tornerete a casa, da Dio, la vostra vita sarà eterna, beata e piena di conoscenza.

Perché perdere questa opportunità? Le scritture dicono smartavyah satatam visnur vismartavya na jatucit: dobbiamo ricordarci di Visnu sempre e ovunque. Questo è il metodo della coscienza di Krishna: sentire parlare di Krishna, parlare di Krishna, ricordare Krishna e adorare Krishna. Questo è il nostro movimento. Noi adoriamo Krishna nel tempio, parliamo di Lui, pensiamo a Lui, e sentiamo parlare di Lui.

Per queste cose non c'è bisogno di denaro o di erudizione. Tutti possono sentir parlare di Krishna. E dopo aver sentito, tutti possono parlare di Krishna. E mentre si ascolta e si parla, chiunque può ricordare Krishna. E tutti possono adorarLo nel tempio. Che cosa c'è di difficile? Seguendo questi quattro princìpi della coscienza di Krishna, si diventa immortali. Niente austerità, niente penitenze, nessuna particolare educazione o ricchezza. Basta seguire questi princìpi per diventare immortali.

Se avete del tempo libero, non oziate. Se non avete l'opportunità di leggere o di parlare di Krishna, cantate Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. Siate sempre impegnati in Krishna. Il sole non potrà più uccidervi, diventerete eterni.

Grazie, Hare Krishna.

Studio sulla Bhagavad-gita


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Capitolo 06

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Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

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Capitolo 10

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