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Perché restiamo nel mondo materiale

La seguente conversazione tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ed alcuni suoi discepoli ha avuto luogo nel luglio del 1975 durante una passeggiata mattutina a Los Angeles

 

Discepolo: Srila Prabhupada, qual è la qualifica per andare nel mondo spirituale?

Srila Prabhupada: La prima qualifica è ricordare sempre che questo mondo materiale è un luogo di sofferenza (duhkhalayam). Allora puoi tornare nel mondo spirituale. Finché pensi: “Oh, questo mondo materiale è molto bello,” devi rimanere qui.

Discepolo: Nella tua lezione di ieri hai citato l’esempio della regina Kunti, che pregava affiché le accadessero continuamente delle disgrazie per realizzare quanto sia terribile il mondo materiale e ricordare Krishna.

Srila Prabhupada: Sì, questa è intelligenza. Quando una persona giunge alla conclusione che “questo mondo materiale non vale niente” questa è vera conoscenza. Fintanto che pensa: “No, non va sempre male; talvolta è molto bello,” questa è ignoranza.

Discepolo: Spesso incontro persone che dicono che senza il male, il bene non sarebbe apprezzato.

Srila Prabhupada: Questa è la logica del criminale che viene tenuto sott’acqua per punizione. Le autorità lo catturano e lo fanno stare sott’acqua e quando sta per soffocare lo tirano un po’ su ed egli dice: “Oh, com’è bello!” Allora però viene immediatamente spinto sott’acqua un’altra volta. Anche il bello e il brutto del mondo materiale sono così. Le persone sono tenute sott’acqua e quasi soffocate e quando le fanno riemergere un po’, dicono: “Ah, questo mondo è molto bello.” Questi mascalzoni non sanno che di lì a poco verranno quasi annegati. Perciò se non ricordiamo quanto sia soffocante il mondo materiale, non saremo idonei a tornare da Dio. Dobbiamo assolutamente detestare il mondo materiale. Se manteniamo anche solo un piccolo attaccamento – “Oh, a volte qui si sta proprio bene” – siamo obbligati a rimanere.

Discepolo: È vero che Krishna toglierà tutto a quel devoto che ha ancora degli attaccamenti materiali?

Srila Prabhupada: Questo è il favore speciale di Krishna. Questo non è un favore ordinario. Quando Krishna vede che il Suo devoto mantiene degli attaccamenti materiali, dice: “Questo pazzo vuole Me, ma nello stesso tempo vuole rimanere nel mondo materiale. Perciò lasciateMi portar via tutte le sue proprietà materiali in modo che possa volere solo Me. Questo è accaduto anche a me; ne ho un’esperienza pratica. Non volevo prendere l’ordine di sannyasa [l’ordine di rinuncia]; pensavo di dedicarmi agli affari, ma Krishna mi ha costretto a prendere il sannyasa e ha tolto di mezzo i miei affari.

Discepolo: Srila Prabhupada, Krishna affida alla natura materiale il compito di colpirci e di prenderci a calci affinché ci arrendiamo a Lui?

Srila Prabhupada: Sì, l’unico compito della natura materiale è colpirci e prenderci a calci. Noi però siamo così sciocchi che pensiamo: “Essere presi a calci è molto bello.” Questa è la nostra malattia – accettiamo i calci come se fossero molto piacevoli. Soffriamo sempre per tre tipi di disturbo: adhyatmika, adhibhautika e adhidaivika. Questi disturbi sono causati dal nostro corpo e dalla nostra mente, dagli altri esseri viventi e dagli esseri celesti per mezzo di condizioni atmosferiche ostili o carestie. Soffriamo sempre per qualche avversità, tuttavia continuiamo a pensare che questo mondo è molto bello e cerchiamo di migliorarlo.

Questa è follia. I disturbi continueranno, quindi quale significato ha un loro miglioramento? Per esempio, ora gli scienziati cercano di migliorare la produzione agricola. Ma quanto durerà il miglioramento? Se non ci sono le piogge, a cosa serviranno tutti i loro “miglioramenti”? Le piogge non dipendono da loro; questo è adhidaivika: dipendono dagli esseri celesti. Se gli esseri celesti vogliono, possono impedire che piova.Allora che cosa sono tutti questi “miglioramenti” senza senso? Krishna dice che questo mondo materiale è un luogo di sofferenza. Allora come potete migliorarlo? “Sì,” dicono gli scienziati, “stiamo facendo dei progressi. In futuro si vivrà in eterno; nessuno morirà.” Questa è follia, illusione. Coloro che cercano di realizzare qualcosa d’impossibile sono degli sciocchi, mudha. La loro mentalità è come quella di un asino.

Il padrone siede sulla groppa dell’asino e tiene sospeso un fascio d’erba davanti a lui. L’asino pensa: “La prenderò,” e continua a camminare. “Basta che vado un po’ avanti’,” pensa, “e prenderò l’erba.” Non ha il cervello per rendersi conto che non prenderà mai l’erba, che lui si muove ma anche l’erba si muove. Così gli scienziati sono come l’asino. Non si rendono conto di quanto siano sciocchi i loro “miglioramenti”. Per esempio, abbiamo fabbricato molti aeroplani. Si pensava: “In due ore potremo viaggiare per molte centinaia di chilometri. Questo è molto bello.” Negli aeroplani però ci sono molti pericoli. Ora c’è il problema di proteggerci dagli incidenti. Allora in che cosa consiste il miglioramento? Il miglioramento è che ora possono morire duecento persone insieme in una sola volta. Questo è il miglioramento. Che civiltà orribile!"

Discepolo: Qualcuno però potrebbe dire: “Dici che questa è una civiltà orribile. Allora perché non vi ritirate da essa? Perché non vivete da soli da qualche parte in una fattoria invece che in città e vi servite delle stesse macchine e degli stessi aeroplani di cui facciamo uso noi?”

Srila Prabhupada: La gente soffre per mancanza di coscienza di Krishna, perciò cerchiamo di renderli coscienti di Krishna. Questo è il nostro unico interesse nel mondo materiale. Altrimenti non abbiamo alcun interesse a rimanervi. Non siamo assistenti sociali o politici, lavoriamo per Krishna. Diamo questo consiglio alla gente: “Diventate coscienti di Krishna e tutti i vostri problemi si risolveranno.” Questo è il nostro compito – consigliarli, convincerli e dar loro tutte le facilitazioni per diventare coscienti di Krishna. Se però continuano a non prendere la medicina, che cosa possiamo fare? Continueranno a soffrire. Questi mascalzoni che hanno l’idea che con alcuni “miglioramenti” saranno felici in questo mondo materiale – non comprenderanno mai la coscienza di Krishna.

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