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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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(1a parte) Domande e risposte sulla

Bhagavad-gita

Che cos'è la Bhagavad-gita?

La Bhagavad-gita ("Il canto del Signore"), nota anche come Gitopanisad, è l'essenza della conoscenza vedica e una delle più importanti Upanisad della letteratura vedica. Il discorso tra il Signore, Sri Krishna, e il principe Arjuna si svolse cinquemila anni fa sul campo di battaglia di Kuruksetra (situato a circa 200 chilometri a nord dell'attuale Nuova Delhi). Il saggio Vyasadeva registrò la conversazione in sanscrito, e la incluse nella sua opera epica, il Mahabharata.

 

I commenti esistenti sulla Bhagavad-gita hanno tutti uguale valore?

Sono molti i commenti in lingua inglese sulla Bhagavad-gita, ma nessuno può essere rigidamente considerato autorevole perché il commentatore ha espresso in ognuno di essi le sue opinioni personali, senza cogliere lo spirito della Bhagavad-gita. Per essere considerato autorevole il traduttore deve essere un devoto riconosciuto di Dio, la Personalità Suprema, Krishna, e i punti di vista da lui esaminati devono essere corroborati con l'evidenza tratta da altre scritture vediche e da maestri spirituali nella linea di successione dei maestri.

Qual'è lo spirito della Bhagavad-gita?

Lo spirito della Bhagavad-gita è menzionato nella Bhagavad-gita stessa, e può essere così spiegato: Se vogliamo prendere una medicina particolare dobbiamo seguire le istruzioni allegate ad essa unitamente alle direttive di un medico. In modo analogo la Bhagavad-gita dovrebbe essere accettata sulla base delle indicazioni di coLui che l'ha enunciata; in questo caso è Sri Krishna che parla. Egli è citato in ogni pagina della Gita come bhagavan, la Suprema Personalità di Dio.

Qual è il significato di 'bhagavan'?

Talvolta il termine bhagavan si riferisce a qualsiasi persona potente o a qualche potente essere celeste, e certamente nella Bhagavad-gita, bhagavan designa Sri Krishna come una grande personalità, ma nello stesso tempo dovremmo sapere che Sri Krishna è la Suprema Personalità di Dio, come è confermato da tutti i grandi acarya (maestri spirituali) quali Sankaracarya, Ramanujacarya, Madvacarya, Nimbarka Svami, Sri Caitanya Mahaprabhu e molte altre autorità nel campo della conoscenza vedica indiana. Anche il Signore stesso si fa riconoscere come la Suprema Personalità di Dio nella Bhagavad-gita; Egli fu accettato come tale nella Brahma-samitha e in tutti i Purana, e specialmente nello Srimad-Bhagavatam, che è noto come Bhagavata Purana (krsnas tu bhagavan svayam). Perciò dovremmo accettare la Bhagavad-gita secondo le direttive di Dio, la Suprema Personalità stessa. A chi era stata indirizzata precedentemente la Bhagavad-gita? Nel quarto capitolo della Bhagavad-gita (4.1.3) il Signore informa Arjuna che questo metodo di yoga, la Bhagavad-gita, fu per la prima volta illustrata al dio del sole, poi il dio del sole la spiegò a Manu e Manu la spiegò a Iksvaku, e in quel modo, attraverso la successione di maestri, uno dopo l'altro, questo metodo di yoga era disceso. Tuttavia, nel corso del tempo, esso era andato perduto. Per questa ragione il Signore lo divulgò di nuovo, questa volta ad Arjuna, sul campo di battaglia di Kuruksetra.

Perché Sri Krishna scelse Arjuna come depositario della Bhagavad-gita?

Sri Krishna dice ad Arjuna che sta riferendo a lui questo segreto supremo perché Arjuna è Suo devoto e Suo amico. La Bhagavad-gita è un trattato di conoscenza spirituale, è il più confidenziale ed è destinato, in particolare, al devoto del Signore. Krishna informa Arjuna, che essendosi l'antica successione di maestri interrotta, Egli sta facendo di lui il primo consegnatario di una nuova parampara (successione di maestri).

Chi è degno di capire la Bhagavad-gita?

Vi sono tre categorie di trascendentalisti, i jnani, gli yogi e i bhakta, cioè gli impersonalisti, gli adepti della meditazione e i devoti. Il Signore insegnò la Bhagavad-gita ad Arjuna perché Arjuna era un devoto del Signore, un diretto studente e il Suo intimo amico. Perciò, una persona dotata di qualità simili a quelle di Arjuna, è qualificato per comprendere la Gita, il che significa essere un devoto che ha una diretta relazione col Signore. Arjuna aveva una relazione di amicizia col Signore. Naturalmente c'è un'enorme differenza tra questa amicizia e l'amicizia che si trova nel mondo materiale. Quella di Krishna è un'amicizia trascendentale che nessuno, se non devoto, può avere. La Bhagavad-gita dovrebbe essere ascoltata con un'attitudine di devozione. Non dovremmo pensare di essere uguali a Krishna né pensare che Krishna sia una persona ordinaria o anche una persona molto importante. Sri Krishna è la Suprema Personalità di Dio. Perciò, secondo le affermazioni della Bhagavad-gita e le affermazioni di Arjuna, il quale sta cercando di capire la Bhagavad-gita, dovremmo almeno teoricamente considerare Sri Krishna la Suprema Personalità di Dio, e in quello spirito di sottomissione dovremmo capire la Bhagavad-gita. Per un non devoto è molto difficile capire, perché la Bhagavad-gita è un grande mistero.

Perché la conoscenza vedica è ricevuta attraverso la successione di maestri spirituali?

La conoscenza vedica non è una questione di ricerca e non viene impartita da esseri viventi imperfetti. Dobbiamo accettare la perfetta conoscenza che discende dalla parampara (successione di maestri), come è affermato nella Bhagavad-gita. Dobbiamo ricevere la conoscenza dalla fonte giusta, nella successione di maestri che ha inizio col maestro spirituale supremo, il Signore in persona, e trasmessa attraverso una successione di maestri spirituali. Arjuna, lo studente che prese lezioni da Sri Krishna, accetta tutto ciò che Krishna dice, senza contraddirLo. Non è ammesso accettare una parte della Bhagavadgita e un'altra no. Dobbiamo accettare la Bhagavad-gita senza interpretarla, senza toglier nulla e senza la nostra capricciosa interpretazione dell'argomento. La Gita dovrebbe essere considerata la presentazione più perfetta della conoscenza vedica. Essa era stata impartita nel cuore di Brahma, il primo essere creato, e Brahma a sua volta, l'aveva distribuita ai suoi figli e discepoli.

Cosa rende la conoscenza vedica infallibile e la conoscenza umana imperfetta?

La conoscenza vedica è ricevuta da fonti trascendentali e le prime parole sono pronunciate dal Signore stesso. Le parole del Signore sono definite apauruseya, perché sono differenti dalle parole pronunciate nel mondo materiale, da una persona che è schiava dei quattro difetti:

1. è sicura di fare errori
2. è sempre situata nell'illusione
3. ha la tendenza a ingannare
4. è limitata da sensi imperfetti.

A causa di queste quattro imperfezioni non è possibile dare informazioni perfette sulla conoscenza onnipervadente. Per conseguenza i seguaci dei Veda considerano completa e infallibile la conoscenza vedica. Lo sterco di mucca, per esempio, è l'escremento di un animale e secondo la smriti, ossia l'ingiunzione vedica, se si tocca l'escremento di un animale si deve fare un bagno per purificarsi. Nelle scritture vediche, però lo sterco di mucca è considerato un agente di purificazione. Si potrebbe considerare ciò contraddittorio, ma viene accettato in quanto è un'ingiunzione vedica; in verità accettandola non si commetterà errore. In seguito, infatti, è stato provato dalla scienza moderna che lo sterco di mucca ha proprietà antisettiche. Così la conoscenza vedica è completa perché è al di sopra di tutti i trucchi e gli errori, e la Bhagavad-gita è l'essenza di tutta la conoscenza vedica.

 

Dobbiamo amare Dio, la Persona Suprema, solo in quanto Padre Supremo?

Tutti hanno una relazione particolare col Signore e quella relazione viene evocata con la perfezione del servizio di devozione. Nella nostra condizione presente, tuttavia, non solo abbiamo dimenticato il Signore Supremo, ma perfino la nostra eterna relazione con Lui. Appena diventiamo devoti del Signore, riprendiamo la nostra diretta relazione con Lui. Questo è un argomento molto elaborato, ma in breve si può affermare che un devoto ha una relazione con la Suprema Personalità di Dio, in uno dei cinque modi che seguono:

1. in un'attitudine passiva (reverenza senza servizio)
2. in un'attitudine attiva (come servitore)
3. come amico
4. come genitore
5. come amante

 

Per quale ragione Krishna enunciò la Bhagavadgita?

Lo scopo della Bhagavad-gita è di liberare il genere umano dall'ignoranza dell'esistenza materiale. Ognuno si trova in difficoltà in molti modi, come lo era Arjuna quando si trovò a combattere la battaglia di Kuruksetra. Ognuno è pieno d'ansia a causa dell'esistenza materiale. Nel mondo materiale siamo intrappolati nel ciclo ripetuto di nascita e morte. Perciò la nostra stessa esistenza rimane in costante pericolo nell'atmosfera della non esistenza. In realtà non siamo fatti per essere minacciati dalla nonesistenza. Secondo la Bhagavad-gita, la nostra esistenza è eterna. Ma in un modo o nell'altro ci troviamo nell'asat. Asat si riferisce a ciò che non esiste (eternamente, ma solo temporaneamente).

 

Cosa distingue gli esseri umani dagli animali?

In questo mondo, gli esseri umani non sono fatti per litigare come cani e gatti. Gli esseri umani devono essere intelligenti, per realizzare l'importanza della vita umana, e rifiutare di agire come animali ordinari. Un essere umano dovrebbe realizzare lo scopo della vita. Questa direttiva è data in tutte le scritture vediche, e la sua essenza è data nella Bhagavad-gita. La letteratura vedica è destinata agli esseri umani, non ad altre forme di vita. Tra tanti esseri umani che stanno soffrendo, ve ne sono alcuni che realmente si pongono domande sulla loro posizione, su cosa essi sono, perché si sono trovati in questa posizione imbarazzante e così via. Finché una persona non comincia a chiedersi le ragioni della sua sofferenza, finché non comprende che non desidera soffrire ma che desidera piuttosto trovare una soluzione al suo soffrire, non può essere considerato un essere umano. Si comincia a diventare esseri umani, quando questo genere di domande si risvegliano nella propria mente. Qualsiasi attività di un essere umano deve essere considerata un fallimento, finché egli non si fa domande sulla natura dell'Assoluto.

 

Chi è lo studente adatto allo studio della Bhagavadgita?

Coloro che cominciano a porsi domande sul perché stanno soffrendo o da dove vengono e su dove andranno dopo la morte, sono studenti adatti a comprendere la Bhagavad-gita. Lo studente sincero dovrebbe anche avere un fermo rispetto per Dio, la Persona Suprema. Arjuna era un tale studente.

 

Qual è il soggetto trattato dalla Bhagavad-gita?

Il soggetto della Bhagavad-gita fornisce la comprensione delle cinque verità di base: la scienza di Dio, la posizione costituzionale degli esseri viventi (jiva), la natura materiale (prakriti), il tempo (kala) e l'attività (karma).

 

Chi è Dio secondo la Bhagavad-gita?

La Bhagavad-gita stabilisce che Krishna è Dio, la Persona Suprema. Egli è il supremo controllore, il più grande di tutti. Nessuno è uguale o più grande di Lui.

 

Chi controlla la natura?

La Bhagavad-gita spiega che il Signore ha il controllo su tutte le attività della natura materiale. La natura materiale non è indipendente, ma agisce sotto il controllo del Signore Supremo. Come Krishna dice, mayadyaksena prakrtih suyate sacaracaram: "La natura materiale agisce sotto la mia direzione." Quando vediamo che accadono cose meravigliose nella natura cosmica, dovremmo sapere che dietro la manifestazione cosmica esiste un controllore. Nulla potrebbe essere manifestato senza essere sotto controllo di qualcuno. E' infantile non considerare colui che controlla. Per esempio, un bambino può pensare che è meraviglioso che un'automobile possa viaggiare senza essere tirata da un cavallo o da un altro animale, ma un uomo adulto conosce il funzionamento dell'automobile e di come sia spinta da un motore. Sa anche che alla guida della macchina si trova una persona, un autista. Similmente, il Signore Supremo è il conducente sotto la cui direzione tutto funziona.

Come descrive, Arjuna, che Krishna è Dio?

Il modo in cui Arjuna accetta Krishna, come Dio, la Persona Suprema, è spiegato nel decimo capitolo (10,12-14) della Bhagavad-gita: "Arjuna dice: Tu sei Dio, la Personalità Suprema, la suprema dimora, il più puro, la Verità Assoluta. Tu sei la Persona originale, eterna, trascendentale, il non nato e il più grande. Tutti i grandi saggi come Narada, Asita, Devala e Vyasa lo proclamano ed ora Tu stesso me lo dichiari. O Krishna, accetto come verità assoluta tutto ciò che mi hai detto. Né gli esseri celesti né gli esseri demoniaci, o Signore, possono capire la Tua personalità." Dopo aver ascoltato la Bhagavad-gita Arjuna accettò Krishna come il Supremo Brahman. Ogni essere vivente è Brahman, o spirito, ma la Suprema Personalità di Dio è il Brahman Supremo.

 

Come sostiene, Arjuna, la sua affermazione che Krishna è Dio?

Si potrebbe pensare che poiché Krishna era amico di Arjuna, egli lo chiamava Dio per adularLo. Ma Arjuna, allo scopo di rimuovere questo dubbio dalla mente dei lettori della Bhagavad-gita, conferma queste lodi quando dice che Krishna è accettato come la Suprema Personalità di Dio, non solo da lui stesso ma da autorità quali Narada, Asita, Devala e Vyasadeva. Queste sono grandi personalità che distribuiscono la conoscenza vedica come è accettata dai grandi maestri della tradizione vedica. Pertanto Arjuna dice a Krishna, di accettare tutto quello che Lui afferma come completamente perfetto.

 

Dio possiede una forma e una personalità o è, senza forma o vuoto?

La Bhagavad-gita spiega che Dio è il tutto completo e tutte le manifestazioni derivano dalle sue differenti energie. Il tutto completo comprende il supremo controllore, gli esseri viventi controllati, la manifestazione cosmica, il tempo eterno e il karma, o attività, e tutti questi elementi sono spiegati nella Gita. Tutti questi elementi nel loro insieme formano il tutto completo, e il tutto completo è definito la Suprema Verità Assoluta. Il tutto completo e la completa Verità Assoluta sono la completa Personalità di Dio, Sri Krishna. Tutte le manifestazioni derivano dalle Sue differenti energie. Egli è il tutto completo. Le persone che non possiedono sufficiente intelligenza, considerano la Suprema Verità come impersonale, ma Krishna è una persona trascendentale. Questo è confermato in tutta la letteratura vedica. Come noi siamo tutti esseri viventi individuali, la Suprema Verità Assoluta è anche, in ultima analisi, una persona e la realizzazione della Personalità di Dio è anche la realizzazione di tutte le Sue forme trascendentali nella Sua forma completa. Il tutto completo non è privo di forma. Se non possedesse una forma, sarebbe inferiore a qualunque cosa avente forma, non potrebbe quindi essere il tutto completo. Il tutto completo deve possedere tutto all'interno e al di là della nostra esperienza.

 

Cosa dice Krishna nella Gita sull'adorazione degli esseri celesti?

Nella Bhagavad-gita l'adorazione agli esseri celesti e il servizio offerto a loro non sono approvati. Nel verso 20 del settimo capitolo è affermato: "Coloro la cui intelligenza è stata rubata dai desideri materiali si sottomettono agli esseri celesti e seguono, ciascuno secondo la propria natura, le norme relative al loro culto." Qui si sostiene chiaramente che coloro che sono guidati dalla lussuria adorano gli esseri celesti e non adorano Krishna, il Supremo Signore. Quando Krishna discese nel mondo materiale per manifestare i Suoi divertimenti a Vrindavana, scoraggiò persino Suo padre Nanda Maharaja dall'adorare il deva Indra, perché voleva insegnare che non è necessaria l'adorazione di nessun essere celeste. Bisogna adorare soltanto il Supremo Signore, perché lo scopo finale è quello di ritornare alla Sua dimora.

 

Noi possediamo qualcosa?

Il Signore è purnam, completamente perfetto e non esiste alcuna possibilità che Lui sia assoggettato alle leggi della natura materiale. Bisogna pertanto essere abbastanza intelligenti, da sapere che il Signore è l'unico proprietario di ogni cosa nell'universo e che è il creatore originale  il creatore di Brahma, che è ordinariamente considerato il creatore dell'universo. Nell'undicesimo capitolo Krishna è chiamato prapitamaha perché Brahma è chiamato pitamaha, l'antenato, e Krishna è il creatore dell'antenato. Nessuno quindi dovrebbe considerarsi proprietario di qualcosa; bisognerebbe accettare solo quello che il Signore ha destinato quale quota per il proprio sostentamento. Ci sono molti esempi di come bisogna usare le cose destinateci dal Signore. Questo punto è spiegato nella Bhagavad-gita. Per esempio, gli animali possono uccidere altri animali e non commettono alcun peccato, ma se un uomo uccide un animale per soddisfare il suo palato, non sotto controllo, è responsabile di aver infranto le leggi della natura.

end faq

 
Krishan B. Lal, un membro a vita dell'ISKCON, è in pensione e vive ad Huntington Beach, California.

Studio sulla Bhagavad-gita


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Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

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Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

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Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

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