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17° Capitolo

Le divisioni della fede

a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo le influenze (17.1-7)

1. Secondo l'influenza materiale che l'essere incarnato subisce, la sua fede può appartenere alla virtù, alla passione o all'ignoranza. (1-3)

2. Gli uomini in virtù adorano gli esseri celesti; quelli in passione adorano i demoni, e quelli in ignoranza adorano i fantasmi e gli spiriti. Coloro che si sottopongono a severe austerità e penitenze che non sono raccomandate dalle scritture, sono demoni. (5-6)

3. Anche i cibi, i sacrifici, le austerità e la carità corrispondono alle tre influenze della natura materiale. (7)

b. I cibi secondo le influenze materiali (17.8-10)

I cibi in virtù accrescono la durata della vita, danno forza, salute e gioia. Questi cibi sostanziosi sono succosi, grassi e saporiti. I cibi troppo amari, aspri, piccanti, salati, secchi o caldi, sono preferiti da chi è dominato dalla passione. Generano sofferenza, infelicità e malattia. I cibi cotti più di tre ore prima di essere consumati, privi di gusto, di freschezza, puzzolenti, decomposti e impuri sono preferiti da chi è sotto l'influenza dell'ignoranza.

c. I sacrifici secondo le influenze materiali (17.11-13)

I sacrifici compiuti per dovere, secondo le regole delle scritture e senza aspettarsi alcuna ricompensa appartengono alla virtù. I sacrifici compiuti per qualche scopo o beneficio materiale, o in modo vanitoso, per orgoglio, appartengono alla passione. I sacrifici compiuti senza alcuna fede e contrari ai principi delle scritture, in cui nessun cibo consacrato è distribuito e in cui i sacerdoti non ricevono nessun dono in cambio, appartengono all'ignoranza.

d. L'austerità secondo le influenze materiali (17.14-19)

Le austerità possono essere del corpo, della parola, della mente. L'austerità compiuta con fede per beneficio del Supremo è in virtù; l'austerità compiuta per orgoglio per guadagnarsi rispetto e adorazione è in passione; l'austerità compiuta stupidamente e fatta di torture ostinate, oppure compiuta per ferire o distruggere gli altri, appartiene all'ignoranza.

e. La carità secondo le influenze materiali (17.20-22)

La carità fatta per dovere, senza aspettarsi niente in cambio, nelle giuste condizioni di tempo e luogo e alla persona che ne è degna, appartiene alla virtù. La carità compiuta con la speranza di una ricompensa o col desiderio di un risultato interessato, o fatta a malincuore, appartiene alla passione. La carità fatta in tempi e in luoghi inopportuni e a persone che non ne sono degne, o compiuta in modo irrispettoso e sprezzante appartiene all'ignoranza.

f. La conclusione: om tat sat (17.23-28)

1. Quando lo scopo del sacriricio, della carità, e del cibarsi è la Verità Assoluta, la Persona Suprema -indicata con le sillabe om tat sat- queste attività sono compiute sotto l'influsso della virtù e conducono all'elevazione spirituale. (23-27)

2. Sacrifici, penitenze e austerità compiute senza fede nel Supremo, senza un obiettivo spirituale, sono inutili sia in questa vita che nella prossima. (28)

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 07.25

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