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18° Capitolo

La perfetta rinuncia

a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo modo ci si libera dalle reazioni (18.1-12)

1. Un vero sannyasi non rinuncia all'attività, ma rinuncia ai frutti delle azioni. (1-6)

2. Rinunciare ai doveri prescritti a causa dell'illusione è sintomo di ignoranza, rinunciare ai doveri prescritti a causa della paura è sintomo di passione, ma compiere i doveri prescritti con fede e con distacco è una rinuncia sotto l'influsso della virtù. Queste persone rinunciate non subiscono reazioni. (7-12)

b. La conclusione del sankhya e del Vedanta: le azioni dirette dall'Anima Suprema conducono a liberarsi dalle reazioni (18.13-18)

Il Vedanta descrive i cinque fattori che comprendono tutte le attività, tra le quali il fattore più importante è l'Anima Suprema. Colui che agisce sotto la direzione dell'Anima Suprema non è influenzato dalle reazioni delle proprie azioni.

c.   Il coinvolgimento delle tre influenze materiali (18.19-40)

1. La conoscenza: Una persona sotto l'influsso della virtù distingue in tutte le esistenze una natura spirituale unica, eterna, una nella molteplicità; chi è in passione percepisce l'esistenza di esseri di natura differente nei diversi corpi, e colui che è in ignoranza vede la propria attività come se fosse tutto. (19-22)

2. L'azione: L'azione dettata dal dovere è sotto l'influenza della virtù, l'azione dettata dal falso ego è sotto l'influenza della passione, e l'azione compiuta nell'incoscienza e nell'illusione, che fa violenza agli altri ed è inattuabile è sotto l'influenza dell'ignoranza.

3. Gli autori dell'azione: Chi agisce libero da ogni attaccamento materiale e dal falso ego, risoluto e impassibile nel successo o nel fallimento, è sotto l'influenza della virtù, chi agisce attaccandosi ai frutti del suo lavoro, avido e impuro, è sotto l'influenza della passione, e colui che agisce sempre contro i precetti delle Scritture, materialista, ostinato, furbo, pigro e sempre triste è sotto l'influenza dell'ignoranza. (27-28)

4. L'intelligenza: L'intelligenza che distingue ciò che si dovrebbe fare da ciò che non si dovrebbe fare è sotto l'influenza della virtù, chi è in passione non distingue ciò che si dovrebbe fare e ciò che non si dovrebbe fare, e l'intelligenza di chi è in ignoranza si rivolge sempre nella direzione sbagliata. (29-32)

5. Determinazione: La determinazione che non si può spezzare è in virtù, la determinazione con cui si cerca fortemente qualche interesse personale è in passione e la determinazione che non si concretizza mai in azione è nell'ignoranza. (33-35)

6. Felicità: La felicità in virtù sembra veleno all'inizio e nettare alla fine, la felicità in passione è come nettare all'inizio e veleno alla fine, e la felicità in ignoranza è solo illusione dall'inizio alla fine. (36-39)

7. Tutte le attività all'interno dell'universo materiale sono controllate dalle tre influenze della natura materiale. (40)

d. L'adorazione del Signore per mezzo della propria occupazione è vera rinuncia e porta alla libertà dalle reazioni (18.41-48)

1. Serenità, controllo di sé, austerità, tolleranza, onestà, saggezza, conoscenza e pietà sono le qualità che accompagnano l'attività del brahmana. Lo ksatriya è determinato, eroico, potente, ingegnoso, coraggioso e abile nel governare. Il vaisya ha la tendenza a coltivare la terra, ad allevare il bestiame e a commerciare, mentre il sudra serve gli altri col suo lavoro. (41-45)

2. Seguendo, nelle sue attività, la propria natura, ogni uomo può diventare perfetto. E' meglio compiere il proprio dovere, anche se in modo imperfetto, che accettare il dovere di un altro. Eseguendo i propri doveri prescritti secondo la propria natura non si incorre mai nel peccato. (46-48)

e. Dal jnana-yoga al servizio devozionale puro (18.49-55)

1. Seguendo il processo del controllo del sé, che include la purificazione dell'intelligenza, la liberazione dal falso ego, dall'attaccamento e dall'avversione, e l'abbandono della gratificazione dei sensi, il distacco, si può realizzare il Brahman Supremo e diventare completamente distaccati dalle cose materiali. Questa posizione di realizzazione del sé è detta brahma-bhuta, la gioiosa piattaforma sulla quale si pratica il servizio devozionale. (49-54)

2. Si può conoscere Krishna così com'è solo attraverso il servizio di devozione. E quando si diventa pienamente coscienti di Lui si può entrare nel regno di Dio. (55)

f. Agire nel puro servizio devozionale (18.56-60)

Chi si arrende a Krishna agendo sotto la Sua protezione, dipendendo da Lui ed essendo completamente cosciente di Lui, per la Sua grazia supera tutti gli ostacoli. Tuttavia se si evita di agire sotto la direzione di Krishna, spinti dalla propria natura saremo comunque costretti ad agire.

g. L'abbandono all'Anima Suprema (18-61-63)

Il Signore Supremo è presente nel cuore di ognuno, quindi abbandonati a Lui e raggiungerai la Sua dimora etema. Questa è la conoscenza più confidenziale, e Arjuna dovrebbe quindi rifletterci profondamente prima di agire.

h. La conoscenza più confidenziale: Diventa un puro devoto di Krishna (18.61-63)

Pensa sempre a Krishna, diventa Suo devoto, adoraLo, offriGli omaggi e così tornerai da Lui; abbandonati a Krishna soltanto, senza temere le reazioni del peccato.

i.   Predicare e studiare la Bhagavad-gita (18.67-71)

Per chi insegna questo segreto supremo della Bhagavad-gita ai devoti austeri e non invidiosi, il servizio devozionale è assicurato e alla fine senza dubbio tornerà a Krishna. Colui che studia la Bhagavad-gita adora Krishna con la sua intelligenza, e chi l'ascolta con fede e senza invidia si libera dalle reazioni dei suoi peccati.

l.   Arjuna è fisso (18.72-73)

Dopo aver ascoltato la Bhagavad-gita, Arjuna è fisso e determinato ad agire in accordo alle istruzioni di Krishna.

m. La previsione di Sanjaya (18.74-78)

Sanjaya in estasi pensa alla stupenda forma di Krishna e predice la vittoria di Arjuna, l'arciere supremo e di Krishna, il maestro di tutti i mistici.

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.59

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