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6° Capitolo

Il dhyana-yoga

a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4)

1. Il sannyasa e lo yoga vengono comparati e sono definiti uguali, poiché entrambi chiedono il distacco dal desiderio della gratificazione dei sensi. (1-2)

2. Per avanzare nello yoga, all'inizio, si deve agire per giungere allo studio avanzato in cui non si desidera né si agisce per la gratificazione dei sensi. (3-4)

b. Gli stadi nella rinuncia dello yogi ed il controllo della sua mente (6.5-9)

1. La mente come amico o nemico: Bisogna usare la mente per elevarsi, non per degradarsi. La mente può essere amica dell'anima condizionata, come può essere nemica se falliamo nel tentativo di conquistarla. (5-6)

2. I sintomi di colui che ha controllato la mente, che ha raggiunto il successo -yogárudha- che riesce a lasciare l'attività interessata: Colui che ha conquistato la mente e ottenuto così la pace ha già raggiunto l'Anima Suprema, per lui la gioia e il dolore, il freddo e il caldo, l'onore e il disonore, la zolla di terra, il sasso e l'oro sono uguali. Si dice che una persona è più elevata ancora quando vede tutti -l'onesto benefattore, l'amico e il nemico, l'invidioso, il peccatore, l'indifferente, e l'imparziale- con mente equanime. (7-9)

c. Gli stadi nella pratica dello yoga (6.10-32)

1. Le pratiche basilari dello yoga: Colui che aspira al successo nella pratica dello yoga deve impegnare il corpo, la mente e il sé nella relazione col Supremo. (10)

2. Dove si deve sedere durante la pratica dello yoga: Per praticare lo yoga occorre andare in un luogo santo e appartato. Bisogna controllare la mente e i sensi e fissare la mente su un unico punto. (11-12)

3. Come ci si deve sedere in meditażione: Bisogna tenere il corpo, il collo e la testa diritti e lo sguardo fisso sull'estremità del naso. Libero dalla paura e dal desiderio sessuale, egli deve meditare su Krishna all'interno del cuore. (13-14)

4. I risultati della meditazione: Così, ponendo fine all'esistenza materiale, egli raggiunge il regno di Dio. (15)

5. Altre pratiche dello yoga: Nessuno può diventare uno yogi se mangia troppo o troppo poco, se dorme troppo o troppo poco. (16-17)

6. Yogarudha: Fissare la mente in samadhi: Lo yogi regola le sue attività. Così, con la mente pura, lo yogi è in grado di vedere il suo vero sé e gustare la gioia interiore. (18-19)

7. Cosa prova lo yogi nello stadio del proprio perfezionamento: Raggiunta questa perfezione, non si allontana più dalla verità e comprende che non c'è nulla di più prezioso. In questa posizione non è più turbato neppure nelle peggiori difficoltà.

8. Ottenere lo stadio della perfezione tramite il controllo della mente: Si deve praticare lo yoga con una fede e una determinazione incrollabili. Si devono abbandonare senza riserve tutti i desideri materiali generati dal falso ego e controllare, con la mente, tutti i sensi. Animato da una ferma convinzione, lo yogi deve elevarsi gradualmente con l'intelligenza, fino a raggiungere la perfetta concentrazione e fissare la mente solo sull'Anima Suprema. (24-25)

9. Un ulteriore progresso nel controllo della mente: Ovunque la mente vaghi a causa della sua natura agitata e instabile, dev'essere ricondotta sotto il controllo del sé spirituale. Fissando la mente su Krishna, lo yogi raggiunge la propria identità qualitativa con il Supremo e si impegna al servizio di Krishna. (26-27)

10. La perfezione dello yoga: Egli vede Krishna ovunque e vede tutto in Krishna, egli non è mai separato da Krishna, come Krishna non è mai separato da lui. Sapendo che l'Anima Suprema e Krishna sono una cosa sola, vede la vera uguaglianza di tutti gli esseri, e quindi agisce per il bene di tutti. (28-32)

d. La mente e la pratica dello yoga (6.33-36)

Il Signore Krishna conferma il dubbio di Arjuna quando dice che la mente è turbolenta e rende difficile la pratica dello yoga e la visione ecquanime. Quindi il Signore assicura Arjuna che il controllo della mente è necessario, e che è possibile soltanto grazie ad una pratica costante e al distacco.

e.  La destinzione dello yogi che non ha ottenuto successo nella pratica dello yoga. (6.37-45)

Poi Krishna risponde al dubbio di Arjuna riguardo alla destinazione dello yogi che non ha avuto successo o di chiunque si trovi su un sentiero spintuale inadatto. Il Signore spiega che dopo aver goduto della vita sui pianeti superiori, lo yogi prende nascita all'interno di una famiglia pia o aristocratica. Se egli aveva fallito dopo una lunga pratica, nascerà in una famiglia di saggi trascendentalisti. Così sarà attratto automaticamente dai principi dello yoga (anche senza cercarli). Poi, dopo una pratica rigorosa, raggiungerà la meta suprema. (Questi versi a partire dal 2.40, trattano della protezione del proprio sentiero spirituale.)

f.  Lo yogi più eleavto (6.46-47)

Uno yogi è più elevato di un filosofo empirico, di colui che aspira ai frutti dell'azione, e dell'asceta. E di tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Krishna e Lo adora servendoLo con un amore trascendentale è il più intimamente legato a Lui ed è il più grande di tutti. (6.46-47)

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 03.21

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