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Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
Chiunque puo' sacrificare una...
parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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Un sommario della Bhagavadgita (parte II)

La luce della Gita

di Kalakantha Dasa

 

"Sono la fonte di tutti i mondi, spirituali e materiali. Tutto emana da Me. I saggi che conoscono perfettamente questa verità Mi servono con devozione e Mi adorano con tutto il loro cuore." (10.8)

CAPITOLO 10: Le glorie dell'Assoluto

Sri Krishna ha consigliato ad Arjuna di diventare Suo devoto e ora gli dice come farlo. Grandi commentatori considerano i versi dall'otto all'undici di questo capitolo l'essenza della Bhagavad-gita. In questi quattro versi basilari, Krishna descrive come i Suoi devoti pensano a Lui e godono della relazione con Lui. Arjuna allora chiede come dovrebbe pensare a Sri Krishna ed Egli dedica il resto del capitolo a rispondere a questa domanda. Dice che Lo si può percepire in tutte le più grandi e potenti cose create. Fra le stelle Egli è la luna; fra i pesci, lo squalo. Dopo aver elencato molti di questi paragoni, Sri Krishna ricorda ad Arjuna che qualsiasi cosa una persona possa percepire con i sensi materiali, riguarda solo la parte inferiore e materiale della Sua creazione.

CAPITOLO 11: La forma universale

Felice di sentire la presenza di Sri Krishna in così tanti modi, Arjuna ora chiede a Krishna di mostrargli il Suo aspetto conosciuto come forma universale, che comprende l'intera creazione materiale. Poiché l'universo materiale proviene da Krishna, esso è ancora un'altra delle Sue forme. Krishna fornisce Arjuna di occhi divini per vedere questa manifestazione mai prima mostrata. Una visione abbagliante improvvisamente sopraffà Arjuna. La potente brillante radiosità, lo spaventa come se minacciasse di incendiare tutta la creazione. Arjuna diventa sempre più terrorizzato, mentre la bocca della forma universale - l'onnipotente mortale distruttore - divora i guerrieri riuniti e tutti gli altri. Arjuna grida: "Chi sei?" La risposta di Krishna (verso 11.32) è il famoso verso della Bhagavad-gita citato dallo scienziato Robert Oppenheimer mentre guardava l'esplosione della prima bomba atomica nel deserto del Nuovo Messico: "Io sono il Tempo, il grande distruttore dei mondi..." Avendo visto l'illimitato potere micidiale di Krishna, Arjuna vede Krishna sotto una nuova luce e chiede di rivedere la Sua forma amica e familiare. Quando Krishna riappare nella Sua forma originale, assicura Arjuna che potrà vederLo sempre in questa forma più attraente.

Mio caro Arjuna, soltanto con una totale dedizione al Mio servizio posso essere conosciuto così come sono, in piedi di fronte a te, e posso essere visto direttamente. Soltanto così è possibile penetrare il mistero della Mia Persona." (11.54)


Dio, la Persona Suprema, disse: Coloro che fissano la mente sulla Mia forma personale, e sono sempre impegnati nell'adorarMi con un'ardente fede spirituale, sono considerati da Me i più perfetti.'" (12.2)

CAPITOLO 12: Il servizio di devozione

La forma universale di Sri Krishna riempì Arjuna di sgomento e di paura, ma Krishna preferisce l'amore dei Suoi devoti. Così in questo capitolo, il più breve della Bhagavad-gita, Sri Krishna approfondisce il tema affrontato alla fine del Capitolo undici: il bhakti-yoga o personale servizio devozionale a Lui. Krishna fissa questo punto subito dopo aver mostrato la sua forma universale, temendo che Arjuna o chiunque altro possa erroneamente ritenere la spaventosa forma universale come la Sua manifestazione fondamentale. Il capitolo comincia con Arjuna che fa domande sul valore del bhakti-yoga in confronto alla realizzazione del Brahman, manifestazione impersonale di Sri Krishna. Krishna definisce il Brahman un percorso valido ma difficile, mentre invece promette di liberare personalmente il fedele bhakta. Poi Krishna valuta diversi metodi di vita spirituale. Egli dichiara che pensare a Lui spontaneamente, per amore, è il migliore. Per coloro che non hanno questo amore, la pratica del bhakti-yoga regolato viene subito dopo. Per coloro che rifiutano la bhakti, lavorare per Krishna è il metodo successivo, seguito dall'impegnarsi in qualche azione caritatevole. Krishna conclude il capitolo descrivendo le molte attraenti qualità del Suo puro devoto.

CAPITOLO 13: La natura, il beneficiario e la coscienza

Questo capitolo, che inizia la terza ed ultima parte della Bhagavad-gita, è dedicato al jnana-yoga o conoscenza di Dio che conduce al servizio devozionale a Lui. Arjuna pone domande sul corpo, sull'anima, sull'Anima Suprema e sul significato e l'oggetto della conoscenza. Krishna rinvia Arjuna al Vedanta-sutra, un fondamentale testo vedico, per una completa definizione dell'anima e della materia. Poi gli riferisce il Suo riassunto spiegando che sia l'anima sia l'Anima Suprema si trovano nel corpo, veicolo fatto di materia inerte. L'anima conosce solo il suo corpo, ma l'Anima Suprema si trova in tutti i cuori e conosce le sofferenze e le gioie di ognuno. L'anima, mentre persegue la speranza illusoria di godere della materia, incontra un'infinita varietà di corpi e soffre e gioisce attraverso essi. L'Anima Suprema accompagna l'anima in questo doloroso viaggio. Sri Krishna conclude dicendo che coloro che capiscono la realtà della loro situazione ottengono la liberazione dai legami della materia.

"O discendente di Bharata, come un unico sole illumina l'intero universo, così l'anima spirituale, una nel corpo, illumina con la coscienza il corpo intero." (13.34)

CAPITOLO 14: Le tre influenze della natura materiale

Sri Krishna ha appena spiegato che la materia irretisce l'anima causandole sofferenza. Ora approfondisce. La materia esercita un controllo sull'anima attraverso tre qualità o influenze: virtù, passione e ignoranza. Nei capitoli precedenti Krishna fa spesso riferimento a queste tre influenze. In questo capitolo le spiega in dettaglio. Un ulteriore chiarimento sulle influenze prosegue nei capitoli diciassette e diciotto. Krishna inizia identificandoSi con il padre di tutti gli esseri viventi. Poi definisce le tre influenze, la loro relazione con l'anima e le loro caratteristiche generali. Successivamente descrive i risultati delle azioni compiute sotto ciascuna delle tre influenze, sia nel presente immediato sia in termini di vite future. Poi consiglia Arjuna di imparare a trascendere le influenze della natura. Arjuna chiede come una persona possa trascendere queste influenze e come riconoscere una persona che lo abbia fatto. Sri Krishna risponde ad ambedue le domande e conclude il capitolo dichiarando di essere Lui la base dell'esistenza spirituale, al di là delle influenze.

Sappi, o figlio di Kunti, che tutte le specie di vita hanno origine nella natura materiale, e Io ne sono il padre che dà il seme." (14.4)

CAPITOLO 15: La Persona Suprema

Krishna inizia questo capitolo con un'allegoria che paragona il mondo materiale ad un albero baniano. In India e in altri climi tropicali gli alberi baniani a volte diventano enormi. Essi fanno cadere le radici dai rami e le radici formano nuovi tronchi con nuovi rami e radici. Gli alberi baniani possono coprire vari ettari e trovare da dove cominciano può essere molto difficile. La pianta allegorica ha radici che vanno verso l'alto e rami che vanno verso il basso. Un albero così esiste solo in un'immagine riflessa, come sulla superficie di un lago e questo è il significato dell'allegoria. Si può cercare di afferrare una mela riflessa su un albero riflesso e finire con niente altro che un braccio bagnato. Nello stesso modo, il mondo materiale riflette quello spirituale, dimora di Krishna, e ne cattura la forma e i colori ma non la sostanza. Il naturale amore dell'anima per Dio va nella direzione sbagliata e viene imprigionato nelle foglie e nei rami temporanei di questo albero materiale riflesso. Sri Krishna consiglia Arjuna a recidere la sua relazione con esso. Dopo aver fatto questo, Krishna dice, si raggiunge la Sua dimora. A differenza del buio mondo materiale, là domina la luce senza l'ausilio del sole o dell'elettricità. Una persona incantata dal mondo materiale perde la possibilità di tornare nel mondo spirituale ed è costretta a rinascere. Come affermato prima, distacco dalla materia e attaccamento a Sri Krishna sono la stessa cosa. Così per il beneficio di Arjuna, Krishna descrive nuovamente Se stesso. Nel verso 15 Krishna descrive specificatamente la Sua intima relazione con ciascuna anima ed anche la Sua presenza nelle scritture. Concludendo il capitolo, Krishna spiega che conoscendoLo veniamo impegnati nello yoga con la Persona Suprema.

Questa Mia suprema dimora non è illuminata né dal sole né dalla luna, né dal fuoco né dall'elettricità. Coloro che la raggiungono non tornano mai più in questo mondo." (15.6)

CAPITOLO 16: Natura divina e demoniaca

All'inizio della Bhagavad-gita Krishna aveva fatto una distinzione fra l'anima e il corpo. Poi ha introdotto le influenze della natura e i loro vari effetti sulle anime incarnate. Seguendo la richiesta di Arjuna, ha spiegato come trascendere le influenze della natura. Ora descrive le azioni di una persona soggetta alle influenze inferiori - i rami più bassi dell'albero baniano del Capitolo quindici - in confronto alle azioni di uno che ha trasceso le tre influenze. Dopo aver riassunto le qualità divine proprie di coloro che hanno superato anche l'influenza della virtù, Sri Krishna dà in dettaglio le qualità dei demoni, che agiscono solo sotto l'influsso della passione e dell'ignoranza. Sporcizia, orgoglio, ateismo, azioni disoneste e ricerca costante del piacere sessuale caratterizzano tali persone. Il loro punto di vista ostinatamente errato, li porta a costruire terribili armi distruttive. Aspirano solo a gratificare in ogni modo i sensi pur facendo mostra di attività caritatevoli e religiose. Alla fine ingiuriano e deridono la vera religione. Sri Krishna dice che la loro destinazione sarà una vita infernale nelle specie subumane. Pertanto una persona saggia abbandona la lussuria, la collera e la cupidigia - le tre porte dell'inferno. Attenendosi alle scritture questa persona evita il destino dei demoni.

Chi invece rifiuta le ingiunzioni delle Scritture per agire secondo il proprio capriccio non raggiunge né la perfezione, né la felicità, né la destinazione suprema." (16.23)

CAPITOLO 17: Le divisioni della fede

Dopo aver sentito parlare sia dei seguaci sia dei detrattori delle scritture, Arjuna ora fa domande sulle persone che adorano Dio senza far riferimento alle scritture. Tali persone hanno fede, ma non basandosi sulle scritture, possono adorare uomini o deva. Arjuna vuole conoscere la loro destinazione. Sri Krishna risponde che se la fede non è guidata dalle scritture è ancora un prodotto delle tre influenze della natura. Le influenze della natura determinano il modo in cui uno mangia, adora, compie i sacrifici, le penitenze e la carità. Dopo aver esposto dettagliatamente tutte queste attività sotto le tre differenti influenze, Sri Krishna spiega l'approccio trascendentale. Colui che offre ogni sacrificio, penitenza o carità al Signore Supremo, supera le influenze dei modi della natura. Perciò le anime sagge iniziano qualsiasi sacrificio cantando om tat sat, riferendosi alla Suprema Verità Assoluta. Recitare qualsiasi nome del Signore Supremo ha lo stesso effetto. Sri Krishna conclude che qualsiasi cosa fatta senza lo sforzo di soddisfare il Supremo non è niente altro che l'agitarsi di un'anima condizionata. Non ha valore.

"L'austerità della parola consiste nell'usare un linguaggio veritiero, gradevole, benefico, teso a non agitare gli altri, e anche nel recitare regolarmente i Testi vedici." (17.15)

CAPITOLO 18: La perfetta rinuncia

Questo capitolo, il più lungo della Bhagavad-gita, riassume gli insegnamenti dell'intero testo. Arjuna ha appena udito gli effetti delle tre influenze della natura e l'importanza di offrire le proprie azioni a Dio. Sri Krishna aveva respinto il suo proposito superficiale di rinunciare abbandonando il campo di battaglia. Ora Arjuna chiede come rinunciare veramente alle cose del mondo per dedicare le proprie azioni al servizio di Dio. Sri Krishna analizza la rinuncia secondo la virtù, la passione e l'ignoranza, i tre modi della natura. Sebbene Krishna approvi il distacco dai frutti dell'azione, Egli specifica che nessuno trae beneficio dalla rinuncia al sacrificio, alla penitenza e alla carità. Per mostrare ad Arjuna perché la rinuncia abbia un senso, Sri Krishna identifica cinque fattori - per lo più al di là del controllo di Arjuna - che determinano il risultato di qualsiasi azione. Prosegue valutando l'azione, l'autore, la conoscenza, la determinazione, la comprensione e la felicità, tutto in accordo alle tre influenze della natura. Sri Krishna dichiara per sommi capi che nessuno nell'universo è esente dall'influenza dei tre modi. Per chiarire l'influenza dei modi sulla società umana, Sri Krishna descrive il sistema del varnasrama o organizzazione sociale illuminata. I brahmana (sacerdoti) sono sotto l'influsso della virtù, gli ksatriya (guerrieri) della passione, i vaisya (contadini e commercianti) di un misto di passione e di ignoranza e i sudra (operai) dell'ignoranza. Le designazioni del varnasrama sono determinate dall'inclinazione e non dalla nascita (come nel sistema delle caste oggi in India). Sebbene le persone abbiano inclinazioni diverse, qualsiasi individuo può diventare perfetto perseguendo la rinuncia col servizio a Sri Krishna. Egli spiega esattamente come farlo e i sintomi di uno che l'ha fatto. Ora Sri Krishna si appresta a concludere la Bhagavad-gita dichiarando che il suo servitore verrà a Lui e sarà protetto in ogni circostanza. Egli dice bruscamente ad Arjuna che smettere di combattere sarebbe il modo sbagliato di rinunciare e che la sua natura lo spingerebbe a combattere comunque. Consigliando una completa resa al Suo volere e promettendogli la Sua completa protezione, Sri Krishna alla fine dice ad Arjuna di scegliere la sua linea d'azione. Krishna ha descritto numerose scelte per Arjuna. Ha tracciato il sentiero della pietà, dello yoga mistico e del jnana (conoscenza). Per mezzo di tutti questi metodi, Egli ha costantemente messo in evidenza la suprema importanza di combattere da parte di Arjuna come un'espressione di resa a Lui. Sebbene Sri Krishna abbia anche dichiarato e mostrato la Sua divinità onnipotente, conclude dicendo ad Arjuna che ora la scelta è sua. Benedice gli oratori e gli ascoltatori della Bhagavad-gita e chiede ad Arjuna se ora le sue illusioni sono scomparse. Arjuna enfaticamente risponde: "Sì!" e Sanjaya, il narratore dotato di poteri visivi mistici, conclude la Gita con espressioni di gratitudine personale e di estasi. Nel suo stato di rapimento deve rivelare anche la dura verità del risultato della battaglia al suo signore cieco, Dhritarastra.

Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato. Non temere." (18.66)

 

Kalakantha Dasa scrive, gestisce un negozietto e dirige la Fondazione Mayapur negli U.S.A. Egli e sua moglie, ambedue discepoli di Srila Prabhupada, vivono con le loro due figlie a Gainsville in Florida. Questo riassunto insieme alla versione poetica in 700 versi della Gita, di Kalakantha Dasa sarà pubblicato l'autunno prossimo dalle edizioni Torchlight, col titolo Bhagavad-gita — Il canto del Signore.

Studio sulla Bhagavad-gita


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Capitolo 01

1° Capitolo Sul campo di battaglia di Kuruksetra a. I preparativi per la guerra (1.1-27) 1. Sańjaya informa...

Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...