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Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.20

Il verso di oggi

VERSO 14.26

mam ca yo 'vyabhicarena
bhakti-yogena sevate
sa gunan samatityaitan
brahma-bhuyaya kalpate

 

mam: a Me; ca: anche; yah: una persona che; avyabhicarena: senza fallire; bhakti-yogena: col servizio di devozione; sevate: offre servizio; sah: egli; gunan: le influenze della natura materiale; samatitya: trascendendo; etan: tutte queste; brahma-bhuyaya: elevato al livello del Brahman; kalpate: diventa.

 

TRADUZIONE

Chi s'impegna completamente nel servizio devozionale, senza deviare in nessuna circostanza, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Brahman.

 

SPIEGAZIONE

Questo verso risponde alla terza domanda di Arjuna: "Per quali vie si raggiunge il livello trascendentale?" Questo mondo, come abbiamo visto, è mosso dalle influenze della natura materiale, ma non ci si deve lasciare turbare dai loro movimenti; invece di lasciare che la nostra coscienza sia assorbita dai movimenti di queste influenze, meglio trasferirla sulle attività compiute per la soddisfazione di Krishna. Bhakti-yoga significa agire sempre per il piacere di Krishna. Il bhakti-yoga non si limita alle attività compiute per Krishna, ma comprende anche quelle compiute per le Sue innumerevoli emanazioni plenarie, come Rama e Narayana. Colui che serve una qualsiasi delle forme di Krishna, o delle Sue emanazioni plenarie, è situato al livello trascendentale, al di là delle influenze materiali. Tutte le forme di Krishna sono completamente spirituali, eterne, piene di conoscenza e felicità. In ognuna delle Sue forme, il Signore manifesta la Sua onnipotenza, la Sua onniscienza e tutte le altre Sue qualità trascendentali. Perciò, se ci dedichiamo al servizio di Krishna o delle Sue emanazioni plenarie con una determinazione inflessibile, trascenderemo facilmente le tre influenze materiali, anche se sono molto difficili da superare.

Il settimo capitolo spiegava già come colui che si abbandona a Krishna trascenda immediatamente le influenze materiali. Diventare coscienti di Krishna, cioè impegnarsi nel servizio di devozione, significa raggiungere lo stesso livello di Krishna. Il Signore descrive la Sua natura come eterna, tutta di conoscenza e felicità. Come la pepita fa parte della miniera d'oro e possiede tutte le caratteristiche della miniera, l'essere vivente è parte integrante del Signore Supremo e la sua natura spirituale è qualitativamente uguale a quella di Krishna: Tuttavia l'essere rimane distinto dal Signore, altrimenti non ci sarebbe questione di bhakti-yoga. Infatti il bhakti-yoga implica la presenza del Signore e quella del Suo devoto, e infine del loro scambio d'amore. Dio, la Persona Suprema, e l'essere individuale sono due identità distinte; altrimenti che senso avrebbe il bhakti-yoga? D'altra parte, non si può servire il Signore Supremo se non si è situati al Suo stesso livello assoluto. Per diventare servitori del re è necessario acquisire le qualità richieste. In questo caso è qualificato chi diventa Brahman, cioè libero da ogni contaminazione materiale. Gli scritti vedici dicono: brahmaiva san brahmapy eti, raggiunge il Brahman Supremo colui che diventa Brahman, cioè qualitativamente Uno col Brahman. Ma raggiungendo il Brahman non si perde mai la propria identità eterna di anima spirituale individuale.

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