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Qualunque cosa tu faccia...
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qualunque cosa tu mangi, sacrifichi od offri in carita', come pure le austerita' che compi - offri tutto a Me, o figlio di Kunti. (B.G. - 9.27)
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Qualunque sia il metodo...
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adottato per servire Krishna, si deve rinunciare ai frutti del proprio lavoro cioe' si devono impiegare i risultati delle proprie attivita' (karma) per una buona causa. (Srila Prabhupada)
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Ogni uomo dovrebbe...
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dare in carità il 50% dei suoi guadagni al servizio di una buona causa e, secondo i testi sacri, questa causa è la Coscienza di Krishna. (Srila Prabhupada)
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Chiunque puo' sacrificare una...
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parte dei frutti delle sue azioni per la diffusione della Coscienza di Krishna; questo servizio volontario lo aiutera' a sviluppare il suo amore per Dio e raggiungere cosi' la perfezione. (Srila Prabhupada)
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TulasiDevi

Tulasi Devi

Testo basato su una conversazione con Atma Tattva Dasa

vrindayai tulasi devyai
priyayai kesavasya ca
krishnabhaktiprade devi
satyavatyai namo namah

"Ti offro i miei omaggi, Tulasi devi. O Vrinda devi, amata del bellissimo Krishna dai lunghi capelli neri, tu distribuisci la devozione per Krishna, e conosci la Verità Suprema."

Le energie del Signore

Per capire le storie che i Purana narrano su Tulasi devi, è essenziale comprendere bene chi è Tulasi. Il Signore è eterno, e così anche tutto ciò che Lo circonda, sia che si tratti di jivatattva, Visnutattva o saktitattva. In altre parole, ci sono esseri individuali eternamente perfetti (detti nityasiddha) che Lo servono eternamente con amore. Ci sono emanazioni della Sua persona (come il grande serpente Ananta, emanazione di Balarama) che Lo servono eternamente diventando addirittura il Suo ombrello, il Suo letto, il Suo piatto, le Sue scarpe, ecc., e ci sono le Sue energie, le Sue potenze, anch'esse eternamente al Suo servizio.

Il Signore è eterno, il Suo servizio devozionale è eterno e così anche ciò che si riferisce al servizio devozionale, proprio come il corpo del Signore. Non sono soggetti a creazione e a distruzione. Nel mondo spirituale tutto è eterno, pieno di felicità e conoscenza. Tutto è cosciente: il flauto di Krishna, i mobili che Krishna usa, il Suo letto, il divano, le scarpe, l'acqua, la terra, non solo le piante, o gli animali. Srimati Radharani è la più grande devota di Krishna, che con la Sua devozione attrae Krishna stesso. Per il piacere di Krishna, Radharani si espande in innumerevoli forme di Laksmi, di gopi e di shakti, perché è la potenza di piacere (hladini) di Krishna.

Una delle Sue emanazioni è Bhaktidevi, la devozione. La devozione è una persona (per usare una parola materiale, diciamo che è una dea, la consorte del Signore). Quando cantiamo "Hare" invochiamo Radharani affinché ci introduca al servizio devozionale a Krishna. Questa energia che ci impegna nel servizio d'amore a Krishna si chiama Bhaktidevi. Bhaktidevi si espande ulteriormente nella forma di Tulasi. I piedi di loto di Krishna (anche nella forma dell'Anima Suprema) sono sempre decorati dalle foglie di Tulasi. Anche il Sudarsana cakra è eternamente parte della Sua Persona.

C'è una bellissima storia in cui Agni, il deva del fuoco, Glielo offre in dono, ma in realtà si tratta di un gioco, perché il Sudarsanacakra non è mai separato dalla Sua Persona. E' egli stesso una persona, che si presenta immediatamente appena Krishna solleva il dito. E non appena Krishna, Visnu, desidera suonare la conchiglia, ecco apparire Pancajanya. Noi abbiamo bisogno di procurarci un letto o trovare una stanza d'albergo per la notte, o comunque di portarci dietro un sacco a pelo... Visnu invece no, Ananta fa parte della Sua Persona, e appare immediatamente non appena Visnu vuole sdraiarSi, o sederSi, e diventa un letto, o un trono, o un ombrello.

Questo è il vero sentimento del servitore, che provvede affettuosamente alle necessità del padrone prima ancora che questi le esprima. Questo è il sentimento di servizio d'amore e di devozione che si trova nel mondo spirituale. E Anantadeva è il servitore perfetto: prima ancora che Visnu esprima il Suo desiderio, è già diventato ciò che serve al Signore, trono, letto, ombrello, sgabello per i piedi, scarpe...

La stessa attitudine di servizio dovrebbe essere manifestata dal discepolo nei confronti del maestro spirituale. Osservando le videocassette delle lezioni di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada a Vrindavana o a Los Angeles, potete vedere questa attitudine: Srila Prabhupada arriva, si siede sul vyasasana, e ci sono quattro o cinque discepoli pronti: uno piazza il leggio di legno per appoggiare il libro, un altro gli offre una ghirlanda, un altro gli porge gli occhiali, e un altro ancora sistema il bicchiere e la brocca dell'acqua fresca. Non deve fare altro che cominciare a parlare del nettare di Krishna.

Krishna, dunque, porta sempre, eternamente, dei segni personali inconfondibili, come lo Srivatsa, il gioiello Kaustubha... non è che in un particolare momento Krishna prenda Kaustubha e Se lo metta. Kaustubha è sempre su di Lui. A Vaikuntha tutti hanno quattro braccia, tutti portano la conchiglia, il disco, la mazza e il fiore di loto: tutti i servitori di Visnu che vivono accanto a Lui hanno ottenuto la liberazione detta sarupya, la stessa forma sac-cid-ananda del Signore, perciò per riconoscere chi è Visnu e chi è vaisnava ci si basa su questi segni caratteristici di Visnu. Certo, Visnu è riconoscibile anche perché è l'oggetto dell'adorazione e del servizio di tutti gli altri, ma i segni caratteristici sono lo Srivatsa, Kaustubha, la Vaijayanti mala (una particolare ghirlanda di fiori) e le foglie di Tulasi, che non si trovano sui Suoi servitori, i visnuduta.

Tutto ciò che arriva davanti a Krishna nel mondo spirituale ha automaticamente con sé Tulasi, che è sempre fresca. Tulasi appare sempre per servire Krishna. Qui dobbiamo cucinare le varie preparazioni, disporle nel piatto, e mettere una foglia di Tulasi su ogni coppetta. Nel mondo spirituale, invece, tutto avviene spontaneamente, in modo cosciente. E' detto che senza Tulasi, prabhu eka nahi mani, Krishna non prende nemmeno in considerazione l'offerta, non accetta neppure un solo chicco di riso. Dobbiamo dunque ricordarci sempre di mettere almeno una foglia di Tulasi nell'offerta a Krishna.

Non dobbiamo però pensare che la nostra offerta possa essere impedita da un ostacolo materiale: il fatto che non abbiamo materialmente la possibilità di mettere le foglie di Tulasi sul piatto di Krishna. Come insegna lo SrimadBhagavatam, il servizio devozionale è incondizionato e ininterrotto, e non può essere ostacolato dalla materia. Se siamo veramente nell'impossibilità fisica di offrire una cosa al Signore, dobbiamo ricordare che Krishna accetta dalla nostra offerta l'amore, la devozione e il desiderio di soddisfarLo.

Quindi, se desideriamo intensamente completare la nostra offerta con una foglia di Tulasi, e meditiamo su di lei, "immaginando" di disporre le sue foglie sul piatto, Krishna accetterà la nostra offerta, trasformando la materia sottile evocata dalla nostra mente in reale presenza spirituale. Si tratta di una tradizione spirituale autentica, come testimonia l'episodio del brahmana che meditava di offrire a Krishna del riso dolce: nella sua meditazione, toccò la pentola del riso per controllare che si fosse raffreddato abbastanza, e Visnu, per dimostrargli che la sua offerta sincera aveva per Lui lo stesso valore di una sontuosa offerta preparata tangibilmente sul piano grossolano, gli fece sentire fisicamente il calore, tanto che il brahmana fu scosso dalla meditazione e si ritrovò col dito bruciante.

tulasi

Tulasi Devi

Srimati Tulasi devi è un'eterna emanazione di Srimati Radharani, l'energia di piacere di Krishna. Srimati Radharani Si espande in milioni di gopi, di laksmi e di sakti per servire il Signore, e per darGli piacere in milioni e miliardi di modi, diventando l'essenza stessa del servizio d'amore e di devozione al Signore. Bhaktidevi si espande così in Tulasi, nel mondo spirituale, e discende nel mondo materiale insieme a Krishna.

Nel mondo spirituale, quando si offre qualcosa a Krishna, immediatamente Tulasi appare per rendere l'offerta gradevole al Signore. Questo è l'insegnamento delle Scritture, della successione dei maestri spirituali e dei devoti. E quando Krishna discende nel mondo materiale per manifestarvi i Suoi divertimenti, vi porta anche il Suo regno, le Sue energie, i Suoi eterni compagni, e anche Tulasi.

Krishna, o Visnu, invia continuamente nell'universo materiale Suoi messaggeri e incaricati, e spesso discende personalmente, accompagnato dai Suoi devoti e dal Suo servizio devozionale, per compiere la missione che Egli stesso ha spiegato nella Bhagavad-gita: proteggere i virtuosi, punire i malvagi, alleviare il fardello della Terra e ristabilire i principi della spiritualità. Ogni volta Krishna è sempre perfettamente cosciente della propria natura e posizione, anche se talvolta i Suoi compagni tendono a dimenticarlo (come Krishna stesso svela ad Arjuna).

Non esiste un'unica storia autentica di Tulasi: nel corso di innumerevoli ere Tulasi partecipa ai giochi di Krishna in differenti episodi. Così come Krishna "nasce" di volta in volta da differenti genitori, in differenti forme, ma è sempre la stessa Persona Suprema, anche i Suoi eterni devoti, le Sue emanazioni e le Sue energie appaiono in differenti "episodi" per servirLo e partecipare ai Suoi divertimenti. Così, in questo mondo, Tulasi appare per servire Krishna, anche se esteriormente può sembrare che le sue avventure siano complicate.

Possiamo portare un altro esempio famoso, spiegato nello Srimad Bhagavatam come un meraviglioso e complesso gioco di Krishna: la storia di Jaya e Vijaya, servitori personali di Visnu a Vaikuntha, che un giorno furono costretti dai quattro Kumara a nascere nel mondo materiale come esseri demoniaci. I Kumara, grandi saggi che avevano scelto fin dall'alba della creazione di conservare sempre un aspetto da bambini, erano andati a trovare Visnu, ma due portieri di Vaikuntha si erano opposti ai Kumara, impedendo loro di entrare a disturbare il loro Signore, che stava riposando. Irritati per la mancanza di rispetto mostrata da Jaya e Vijaya, i quattro potenti brahmana li avevano maledetti a cadere nel mondo materiale.

Nel frattempo arrivò Narayana, Visnu, a risolvere il problema. La maledizione non poteva essere annullata, anche se ora i Kumara se ne rammaricavano, ma Jaya e Vijaya avrebbero potuto scegliere come vivere nel mondo materiale: sette vite come devoti, o tre vite come demoni, nemici di Dio. I due visnuduta decisero che era meglio rimanere il meno possibile nel mondo dell'illusione, perciò scelsero di diventare dei demoni, e tornare al più presto a servire il loro amato Signore. Nacquero così come Hiranyaksa e Hiranyakasipu, Ravana e Kumbhakarna, e Sisupala e Dantavakra: in tutte e tre le vite ebbero l'occasione di incontrare il Signore personalmente, di opporsi a Lui dandoGli l'occasione di manifestare i Suoi meravigliosi giochi, e di essere liberati dal corpo materiale per mano del Signore stesso.

Chiunque entri in contatto con Visnu, Krishna, sia personalmente, sia attraverso l'ascolto, la ripetizione e il ricordo delle Sue meravigliose avventure, ottiene la più grande benedizione: il risveglio dell'amore per Dio, che esiste latente in ogni anima. Tutti desiderano vedere ed ascoltare cose interessanti, avventure incredibili ed emozionanti, storie d'amore e di battaglia avvincenti ed esaltanti. Ed è naturale sviluppare un sentimento di affetto o un attaccamento per gli eroi di queste avventure.

Per riavvicinarci a Lui, e restituirci la gioia, la serenità e la sicurezza della nostra relazione con Lui, Dio inventa migliaia, milioni di avventure in cui noi possiamo non soltanto assorbire la nostra attenzione, ma persino partecipare in prima persona! Naturalmente i Suoi eterni compagni di gioco, i più esperti e svelti nel comprendere le Sue intenzioni, interpretano più spesso i ruoli principali: madre, padre, moglie, amante, amico, e persino nemico. Chi potrebbe opporsi veramente a Dio? E chi potrebbe restarGli dinanzi, e combattere contro di Lui per più di un istante, se Dio non avesse voglia di giocare alla lotta?

I divertimenti di Krishna sono sempre infinitamente affascinanti, anche se possono essere interpretati diversamente da persone che sono governate dall'ignoranza, dalla passione, dalla virtù o dal puro amore per Krishna. A tutti, dunque, Krishna fornisce gioia ed emozioni: a chi non capisce le Sue azioni e le considera semplici favole e miti, a chi le interpreta come una ricerca di potere e di gloria, a coloro che sanno vedervi la potenza di Dio che protegge i Suoi devoti, distrugge i miscredenti e ristabilisce i principi della religione, e ai Suoi puri devoti, che vedono nel Suo comportamento la gioia di una danza e di un gioco divini che invitano tutti gli esseri a partecipare a un'esistenza eterna di felicità, conoscenza e amore, che supera qualsiasi comprensione materiale.

Quello che potremo capire della storia di Krishna, o della storia di Tulasi, dipende dunque dalle influenze che ci governano: ignoranza, passione, virtù o amore per Dio. Per quanto riguarda Srimati Tulasi devi, la storia che riportiamo qui è narrata nel Brahma Vaivarta Purana. Qualcuno potrebbe rimanere sconcertato nel sentire che Krishna ha insidiato la moglie di un altro, o che Tulasi, eterna compagna del Signore, sia andata in moglie a un demone, o ancora che Tulasi maledica il suo Signore a diventare una pietra, o che Tulasi "diventi" una pianta.

Ma a ben vedere, i giochi di Krishna sono tutti inconcepibili. Tulasi, sakti-tattva del Signore, Sua eterna compagna e servitrice, "maledice" Krishna perché questa è la volontà di Krishna stesso, che desidera manifestarSi nella forma della Salagrama sila. Ci possono essere migliaia di ragioni per cui Krishna agisce in quel particolare modo: chi può comprenderle totalmente? Neppure Ananta Sesa, l'Illimitato Servitore del Signore, riesce a comprendere fino in fondo tutti i Suoi pensieri. Perché il Signore ruba il burro? Perché Dio, la Persona Suprema, proprietario e creatore di tutto ciò che esiste, dovrebbe intrufolarSi in casa di qualcuno per rubare il burro? E perché rubare i vestiti delle gopi? Perché ha dovuto sollevare la collina Govardhana? Non poteva semplicemente far cessare la pioggia? Sarebbe bastato un cenno, anzi, la Sua semplice volontà, e la pioggia sarebbe cessata.

Inoltre, il Signore era già adorato dai brahmana nella forma di Salagrama sila molto tempo prima di questo episodio. Il Signore è eterno, quindi non "diventa" qualcos'altro da ciò che è. Semplicemente, nella Sua misericordia, dà agli abitanti di questo mondo materiale la possibilità di adorarLo nella Sua forma visibile, che è generalmente manifestata nella pietra. Altrimenti sarebbe molto difficile per gli esseri condizionati imparare a servirLo e adorarLo, e a riconoscere con gratitudine quando il Signore ricambia il loro affetto e la loro devozione.

Studio sulla Bhagavad-gita


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Capitolo 02

2° Capitolo Il contenuto della Bhagavad-gita a. Arjuna si sottomette a Krishna, e Krishna si accinge ad...

Capitolo 03

3° Capitolo Il karma-yoga a. La confusione: Rinunciare o agire (3.1-2) Arjuna chiede a Krishna come mai Lui...

Capitolo 04

4° Capitolo La conoscenza trascendentale a. La conoscenza trascendentale che riguarda Krishna (4.1-10) 1. Questa Bhagavad-gita precedentemente fu...

Capitolo 05

b. Agire con distacco (5.7-12) 1. Un'anima pura non rimane legata perché, sebbene agisca, essa fissa...

Capitolo 06

6° Capitolo Il dhyana-yoga a. Avanzare nello yoga tramite il distacco (6.1-4) 1. Il sannyasa e lo yoga...

Capitolo 07

7° Capitolo La conocenza dell'Assoluto   a. Conoscere Krishna  completamente tramite l'ascolto (7.1-3) Krishna chiede ad Arjuna di ascoltare...

Capitolo 08

8° Capitolo Raggiungere il Supremo a. Krishna risponde alle domande di Arjuna (8.1-4) Arjuna pone otto domande a...

Capitolo 09

9° Capitolo La conoscenza più confidenziale   a. Ascoltare di Krishna: qualità da sviluppare e da evitare. (9.1-3) La...

Capitolo 10

10° Capitolo L'opulenza dell'Assoluto   a. La posizione di Krishna come l'origine di ogni cosa (10.1-7) 1. Chiunque conosca...

Capitolo 11

11° Capitolo La forma universale a. La domanda di Arjuna e la descrizione di Krishna della forma...

Capitolo 12

12° Capitolo Il servizio di devozione a. La bhakti supera l'impersonalismo (12.1-7) 1. Colui che fissa la mente...

Capitolo 13

13° Capitolo La natura, il beneficiario e la coscienza a. Le sei domande di Arjuna (13.1) Arjuna chiede...

Capitolo 14

14° Capitolo Le tre influenze della natura materiale a. La liberazione e il condizionamento dell'essere vivente (14.1-4) 1...

Capitolo 15

15° Capitolo Lo yoga della Persona Suprema a. Distaccarsi dal mondo materiale, il riflesso del mondo spirituale...

Capitolo 16

16° Capitolo Natura divina e natura demoniaca a. Qualità trascendentali e qualità demoniache (16.1-6) 1. Vengono menzionate 26...

Capitolo 17

17° Capitolo Le divisioni della fede a. Le influenze determinano le proprie attività: fede e adorazione secondo...

Capitolo 18

18° Capitolo La perfetta rinuncia a. Agire con distacco è la vera rinuncia e agendo in questo...