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La forma divina

di Ananta Sakti Dasa

Quando negli anni ’60 frequentavo la scuola non era difficile rendersi conto che il sistema moderno di educazione era un modo per uccidere la mente e l’intelligenza, un mezzo con cui gli individui erano ridotti a merci confezionate destinate ad essere consumate da una società di sfruttatori. All’età di quattordici anni decisi di diventare un artista/naturalista, il che significava essere spesso assente dalla scuola per frequentare la biblioteca locale ed esplorare le rive dei fiumi, le coste e le zone boschive. In biblioteca, ogni volta che aprivo un libro d’arte m’imbattevo in maestri famosi. Grandi artisti come Picasso, Da Vinci, Gauguin, Raffaello e i Pre-raffaelliti m’insegnarono molto sull’uso del colore, delle tonalità, della composizione e soprattutto dell’espressione immaginativa. Nei grandi spazi aperti, Madre Natura fu una meravigliosa insegnante che mi presentò il miracolo del cambiamento delle stagioni, in cui infinite varietà di creature coesistono in un ecologico paese delle meraviglie.


Con un’ispirazione così grande a disposizione di un artista in erba, da dove potevo iniziare? Pensando di fare un altro tentativo con il sistema scolastico mi recai nella scuola d’arte locale. Il preside della sezione di Belle Arti era un intellettuale ciarliero sempre al settimo cielo, perciò vi rinunciai. Il settore di Disegno Grafico era completamente dedicato alla vendita di prodotti per guadagnarsi da vivere, ma perlomeno era qualcosa di pratico. M’iscrissi, ma i principi della generazione psichedelica a cui appartenevo ebbero un effetto profondo sulla mia coscienza. Avevo bisogno di risposte ad importanti domande sulla vita: Chi sono? Dove vado? Qual è lo scopo della vita? Conclusi che l’arte è migliore se contiene al suo interno risposte nuove e stimolanti a queste domande, ma quali sono le risposte? Il settore di Disegno Grafico mi avrebbe impegnato solo nella promozione del consumismo, perciò me ne andai.

A quel tempo il mio miglior amico era Ron Holbeche, un cristiano mistico che disegnava tele dai colori vivaci che venivano esposte nelle chiese più progressiste. Egli mi parlava sempre di Dio e del servizio a Dio. Per me era come un guru che affermava continuamente: “L’uomo è fatto per servire Dio.” Ron ed io desideravamo intensamente la visione di una persona perfetta e ognuno di noi aveva un concetto personale del suo significato. Ron disegnava la silhouette di un giovane Adone usando centinaia di luminosi colori dell’arcobaleno, mentre io ritenevo che una persona perfetta dovesse contenere un’armoniosa combinazione di logica aggressiva e di gentile intuizione. Pensavo che per essere completa, questa figura dovesse essere androgina. Decisi di dipingere questo mio ideale non come un ermafrodita, ma in modo simbolico, con metà corpo maschile e metà femminile, molto simile alla forma Siva-Sakti che si vede nei templi indiani.

L’Incontro con Sri Rama

Fu all’incirca in quel momento che costruii una tenda come quelle degli indiani d’America, vissi in una comune nella foresta e condussi una vita indipendente come ritrattista. Mi specializzai anche nel disegno e nella realizzazione di mocassini ornati di frange e di perline per la comunità hippy. Era una vita impegnata e produttiva. Poi, come un intervento della provvidenza divina, un amico della scuola d’arte, tornato da una visita a Bangkok, mi donò alcune riproduzioni su carta di riso dei bassorilievi delle Divinità del tempio del Buddha sdraiato.

Sebbene all’inizio non lo sapessi, quelle immagini rappresentavano i divertimenti di Sri Ramacandra. Apprezzai subito la combinazione di squisita delicatezza e di divina irresistibile potenza che Ramacandra personificava mentre sul Suo carro, con l’arco teso, era pronto ad uccidere il Suo malvagio nemico. Cominciai a lavorare ad una serie di studi su colori di particolari tonalità, basati su queste riproduzioni. Queste forme mi ossessionavano ed ero incapace di farne a meno; per me rappresentavano una dolce perfezione. Successivamente uno dei miei amici, che aveva visitato il santo villaggio di Krishna, a Vrindavana in India, mi disse che quella persona divina era Ramacandra, un’incarnazione del Signore Supremo, Krishna. Egli mi dette alcuni incensi Spiritual Sky (preparati da devoti Hare Krishna) e mi consigliò di offrirne uno ogni giorno all’immagine di Krishna riportata sul pacchetto, cosa che io feci.

Circa in questo stesso periodo ricevetti una visita a sorpresa di qualcuno a cui era stato dato il mio indirizzo. Il suo nome era Carol e proveniva dal tempio Hare Krishna di Toronto. Dopo le presentazioni ella volle insegnarmi un mantra. Io rispondevo tenendo gli occhi chiusi e ripetendo molte volte con rapita attenzione le parole che mi diceva: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare/ Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. Mentre ero intento a farlo, una bellissima persona dalla carnagione blu dotata di potere indipendente, molto simile all’immagine sul pacchetto degli incensi, penetrò nella mia coscienza. Egli personificava la felicità ed aveva un corpo di pura energia come zaffiro liquido. Rimasi esterrefatto, benedetto e completamente incapace di parlare. Carol mi aveva presentato il canto dei santi nomi, per il quale le sono eternamente grato.

Subito dopo mi recai a visitare il tempio Hare Krishna di Watford, poco lontano da Londra, ed ebbi il darsana delle Divinità di Radha-Krishna, Sri Sri Radha Gokulananda che lo presiedono. Questo fu probabilmente la rivelazione più intensa che abbia mai avuto. Mi apparve come l’esperienza definitiva, deja vu, e la mia intuizione acquisì un senso quando i devoti mi spiegarono che tutti noi abbiamo un’eterna relazione d’amore con Dio, che deve semplicemente essere risvegliata con la glorificazione dei Suoi santi nomi. Poco dopo mi unii al tempio e fui formalmente iniziato. Negli anni successivi ebbi molte occasioni di studiare e glorificare le forme divine del Signore nei Suoi aspetti multiformi e di realizzare anche alcuni studi per i ritratti di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Prabhupada.

La Straordinaria Forma Spirituale di Dio

Scoprire la vera forma del più antico dei nostri amici, un amico che ci ha pazientemente guidati e tollerati da tempo immemorabile, rappresenta sicuramente la più grande di tutte le scoperte ed esperienze. Allevato nella tradizione cristiana patriarcale, avevo appreso attraverso l’arte che Dio, essendo il padre originale, doveva apparire come un possente vecchio anglo-europeo con la barba. Egli lancia sguardi severi in tutte le direzioni mentre siede sul Suo trono reale circondato da angeli e luce. Alla minima provocazione scaglia fulmini infuocati su coloro che osano sfidare la Sua autorità.

Questa rappresentazione antropomorfica incute certamente paura e riverenza nel cuore umano, ma una simile invenzione può ispirare amore? Penso di no. Ritenni che il punto di vista vedico fosse molto più attraente a tutti i livelli. Esso insegna che Dio è al di là dell’influenza del tempo, che Gli è subordinato. Egli pertanto ha una forma eternamente giovane, in cui ogni dettaglio è d’incomparabile bellezza a partire dai Suoi bei capelli neri riccioluti, fino alle Sue radiose unghie dei piedi, che superano lo splendore dei gioielli più preziosi. Occhi vivaci a forma di loto adornano il Suo volto splendente. Ogni aspetto della Sua forma affascina gli occhi in modo insaziabile. Perciò il nome Krishna, che significa “colui che affascina tutti”, è certamente un nome adatto a Dio.

Come artista mi occupo di dimensioni. Se esaminiamo le dimensioni della forma di Krishna rivelate nelle Scritture vediche troviamo che molte misure sono diverse da quelle umane. Le differenze più ovvie consistono nella dimensione della Sua testa in rapporto al corpo e nel fatto che le Sue mani raggiungano le ginocchia. Gli scultori indiani che scolpiscono le Divinità dei templi usano queste dimensioni così come sono definite nei testi di riferimento. Queste misure sono esatte e definiscono le forme della Divinità, distinguendole perciò da ogni tipo di forma umana sebbene ovviamente ci siano delle somiglianze. Nella sacra Bhagavad-gita Sri Krishna dice: “Ma a coloro che Mi adorano con devozione esclusiva meditando sulla Mia forma trascendentale, Io fornisco il necessario e preservo ciò che già possiedono.” Inoltre, nella Brahma-samhita Brahma ci assicura: “Solo chi ha gli occhi unti con il balsamo dell’amore può vedere la meravigliosa forma di Sri Krishna.”

Sebbene non abbia le qualifiche per avvicinarmi a Sri Krishna, i seguaci di Srila Prabhupada mi hanno misericordiosamente impegnato nel servizio a Krishna e in particolare nel dipingere i divertimenti di Krishna e scrivere e illustrare libri che trattano di questo argomento. Per questa benedizione, io sono eternamente grato perché un disegno dei divertimenti di Krishna dà una visione del mondo spirituale. Perciò come artista dell’ISKCON vorrei fare la seguente raccomandazione: abbandonate ogni scetticismo, perché se si ha fede e una mente aperta, quella che appare una statua prende vita e un disegno diventa una finestra sull’altro mondo. L’immaginazione e lo spirito del servizio devozionale danno vita a ciò che in questo mondo sembra essere materia inerte. Perciò se in questo stato d’animo serviamo Sri Krishna, i Suoi devoti e chiunque possiamo servire , saremo felici per sempre.

Hare Krishna.

Ananta Sakti Dasa, iniziato nel 1979, vive a Borehamwood in Inghilterra.

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