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La cultura della mucca

Alla conferenza mondiale sulla mucca, i devoti Hare Krishna ispirano gli altri con la visione di Srila Prabhupada sulla protezione della mucca.

di Chaya Devi Dasi

Un’altra giornata buia e fredda in cui rompo il ghiaccio formatosi sull’acqua per far bere alle mucche l’acqua fresca del pozzo. Avvolta nel mio soprabito Carhart con panciotto, sciarpa, stivali, maschera per il viso e guanti isolanti, per alcune ore ho potuto aiutare Caitanya Dasa a preparare il fieno nella stalla prima che il dolore della gelida temperatura mi penetrasse nel corpo. Era stata una settimana eccezionalmente fredda, con temperature sullo zero e sotto. Mio marito, Balabhadra Dasa, ministro ISKCON per la protezione della mucca e l’agricoltura e capo pastore nella nostra fattoria ISKCOWP nel West Virginia, era in viaggio in India e in Europa per vari programmi sulla protezione della mucca allo scopo di stimolare, insegnare ed ispirare gli altri pastori ed anche imparare da loro. Mentre era via, Caitanya Dasa ed io ci siamo presi cura delle mucche durante l’inverno.

Nel 1990 Balabhadra ed io formammo la ISCOWP, l’Associazione Internazionale per la Protezione della Mucca. Il nostro maestro spirituale Srila Prabhupada ci aveva ispirato a proteggere le mucche per tutta la loro vita cosicché esse potessero trascorrere un’esistenza serena lontana dalla pistola che stordisce e dal coltello del macellaio. Per natura entrambi ci sentivamo legati agli animali e provavamo affetto per loro, ma dopo aver appreso da Srila Prabhupada il valore spirituale e materiale della mucca, i nostri sentimenti si concretizzarono in azione. Mentre spargevamo il fieno nella mangiatoia con una forca, meditavo sui musi avidi di Gita, Jaya e Asha, tre delle nostre belle mucche. Pensavo anche all’email che Balabhadra mi aveva appena mandato dall’India: Il signor Sadashiv Montimar è venuto appositamente da Delhi per incontrarmi.

Era arrivato un mese prima a Krishna-Balarama Mandir per parlare con Devamrita Dasa, il presidente del tempio, della Vishwa Gou Sammelan [Conferenza Mondiale sulla Mucca], una grandiosa conferenza sulla mucca che il suo guru e il tempio stanno sponsorizzando nel sud dell’India. Oltre a fare tutte le cose di cui abbiamo parlato, essi proteggono ed allevano ventisette delle rimanenti trentatre razze indiane tuttora in India. Il signor Montimar mi ha detto che il suo guru Shree Raghaveshwara Bharathi Swamiji, il guru della Shree Ramachandrapura Math cita i nostri articoli e usa il mio nome come riferimento per queste citazioni. Mi ha dato molte cose da leggere e un invito scritto personale per presenziare alla conferenza. Si tratta di una conferenza di nove giorni che tratta tutti gli aspetti della protezione della mucca. Prevedono che per tutti i nove giorni saranno presenti mezzo milione di persone.

La conferenza si svolgerà ad Hosanagara dal 21 al 29 aprile. Non è una durata impossibile e sicuramente la conferenza coinvolgerà moltissime nuove persone che si occupano con grande impegno della protezione della mucca. Penso che ne valga la pena. Nel ventunesimo secolo la protezione della mucca è una sfida che richiede una posizione mentale controcorrente e pertanto difficile da praticare anche senza temperature così basse. La protezione della mucca ha avuto origine in India, dove il clima caldo permette alle mucche di andare al pascolo per tutto l’anno. Con quel clima, finché c’è abbastanza terra da pascolo non c’è bisogno di coltivare il fieno, raccoglierlo e immagazzinarlo per nutrire le mucche.

Comprendere la Protezione della Mucca

Che cosa significa esattamente protezione della mucca? A sentire questa parola le persone in genere reagiscono in due modi. Alcune pensando che la protezione sia da attuare per le specie in pericolo d’estinzione e poiché ci sono bilioni di mucche, ritengono sia meglio occuparsi delle balene o dell’elefante africano. Altre pensano che “la protezione della mucca” faccia riferimento a qualche rito pagano per gli animali – l’immagine della “mucca sacra”. La ragione filosofica alla base della protezione della mucca è che tutte le creature viventi meritano di essere protette dall’uccisione o da altre violenze per mano degli esseri umani. Tutti gli animali hanno un’anima come noi. Sono tutti figli di Krishna e tutti a Lui cari. Da questo punto di vista l’uccisione di un animale può essere considerata una forma di assassinio. La mucca è la nostra madre. La filosofia vedica insegna che ci sono sette madri:

(1) la madre naturale,

(2) la moglie del maestro spirituale,

(3) la moglie di un brahmana,

(4) la regina,

(5) la mucca,

(6) la nutrice e

(7) la terra.

La mucca è una delle sette madri perché ci dà il latte che ci nutrisce. Dobbiamo rispettare tutte le madri. Poiché non uccidiamo né mangiamo la nostra madre, non dovremmo uccidere o mangiare la mucca. Parimenti, il toro è nostro padre perché ara la terra per produrre cereali. Non si deve uccidere e mangiare nostro padre e nostra madre – neanche quando essi sono vecchi e meno utili economicamente. Cinquemila anni fa Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, apparve sulla terra per proteggere i Suoi devoti e per esibire i Suoi divertimenti. Fra questi c’era il Suo ruolo nell’infanzia come pastorello. Le mucche Gli erano molto care grazie alla loro natura gentile e affettuosa come anche per il loro contributo alla società umana e per contraccambiare Egli era gentile con loro e le proteggeva. Noi dovremmo seguire il Suo esempio. Srila Prabhupada scrive nella spiegazione del Verso 8.24.5 dello Srimad Bhagavatam:

“Dalle attività personali del Signore, la società umana dovrebbe imparare come si proteggono in particolare i brahmana e le mucche. Allora la protezione dei principi religiosi, il raggiungimento dello scopo della vita e la protezione della conoscenza vedica sarà assicurata. Senza proteggere le mucche, non si può mantenere la cultura braminica e senza la cultura braminica, lo scopo della vita non può essere raggiunto".

vita nei campi

Proteggere Il Toro

Nella pratica contemporanea il primo principio della protezione della mucca, sorprendentemente, è l’impiego del bue. La principale utilità della mucca è vista come la produzione di latte, ma essa non darà latte se non avrà un vitellino. Metà dei vitelli sono tori che non produrranno mai latte. La spesa per nutrire i tori rappresenterà un deficit per l’agricoltore se non realizzerà che il loro potenziale è la loro energia alternativa da impiegare in varie attività come arare i campi e trainare. Gli agricoltori nella maggior parte dei paesi guadagnano vendendo i tori per farne carne direttamente ai mattatoi o alle industrie del bestiame dove vivono ammassati in gran numero per ingrassare abbastanza da ricavarne un buon profitto uccidendoli o all’industria dei vitelli, dove i vitelli hanno una vita breve stipati in piccole casse per sedici settimane.

Quando non riesce a produrre la quantità di latte richiesta, anche la mucca viene venduta per la sua carne, ma, oltre alla produzione del latte, lo sterco e l’urina della mucca o del toro hanno un valore. Invece di uccidere tutti i bovini che non producono latte, perché non usare sterco e urina nei fertilizzanti, nel compost, nelle medicine, nei parassitari, nei prodotti per pulizia e come carburante biogas, questo solo per nominare alcuni elementi utili e facilmente commerciabili? Srila Prabhupada diceva: “Ora, praticamente, in India l’accettano e attraverso esami chimici è stato trovato che lo sterco della mucca contiene molte proprietà antisettiche, Questo è un fatto.

Un certo dottor Goshal l’ha analizzato nel suo laboratorio… ed ha trovato che…lo sterco di mucca è ricco di proprietà antisettiche.” Il sistema di agricoltura moderno ignora il potenziale di energia alternativa dei vitelli e la varietà dei prodotti utili ricavabili dallo sterco e dall’urina dei bovini. Per questa ragione, la macellazione diventa dal punto di vista economico l’unico mezzo percorribile di gestione. La maggior parte delle persone abituate a questo punto di vista e non vedendo alternative alzeranno le mani consentendo anche se preferirebbero una soluzione meno violenta. Questo accade solo perché non conoscono la realtà dei fatti. Essi non sanno che il valore principale del bue è più grande quando viene usato per lavorare invece di quando è ucciso per ricavarne la carne e questo è vero perfino quando la mucca o il bue non più capaci di lavorare producono urina e sterco che sono molto utili.

La Gou Sammelan

Dopo una lunga discussione, decidemmo di partecipare alla conferenza, soprattutto per rappresentare Srila Prabhupada nel suo paese d’origine. Come suoi discepoli americani, avremmo dato credito al potere dei suoi insegnamenti. Speravamo di avere contatti utili per la diffusione della protezione della mucca e volevamo imparare di più sulla cura della mucca, sull’uso dello sterco e dell’urina a scopi medici e sull’efficacia di questi sottoprodotti. Il 20 d’aprile, a tarda notte, arrivammo alla Shree Ramachandrapura Math, fondata più di mille e trecento anni fa da Sankaracarya. “Hare Rama! Gou Mata [Madre Mucca!] Hare Rama! Gou Mata!” cantava una folla di discepoli della math. Noi rispondemmo: “Hare Krishna! Hare Rama!” Allora cantando risposero: “Hare Krishna! Hare Rama! Gou Mata!” Fu un inizio di grande potenza spirituale per un’esperienza che doveva durare tutta la vita.

Shree Raghaveshvara Bharati Swamiji si è dedicato alla conservazione delle razze indigene di mucche indiane. Egli è stato l’ispiratore non solo del programma Sammelan, ma anche di altre iniziative sociali, culturali, educative ed ambientali basate sulla protezione della mucca. Ne è un esempio la Goubank della math che offre bestiame indiano alle persone a condizione che non vengano vendute, incrociate o inseminate artificialmente. La banca accetta il bestiame quando gli agricoltori sono in difficoltà per mantenerli. Questo aiuta l’agricoltore ed inoltre aiuta Swamiji a raggiungere uno dei suoi obiettivi: far conoscere agli agricoltori indiani e agli altri i vantaggi di allevare e proteggere le mucche indiane.

Durante tutti i nove giorni della conferenza, scienziati, dottori, avvocati, agricoltori, attivisti, protettori della mucca ed altri esperti provenienti da tutto il mondo tennero lezioni presentando la loro conoscenza e il loro modo di comprendere la protezione della mucca. Ecco alcuni degli argomenti: ricerca scientifica ed analisi collegate agli usi dell’urina della mucca; valore come medicinali dei prodotti del bestiame allevato in India; il ruolo del bestiame indigeno nell’agricoltura biologica; l’importanza dell’energia del traino animale nell’agricoltura e dei trasporti rurali in India e le opportunità di sviluppare industrie per i prodotti derivanti dalla mucca. Il Sammelan si svolse su un’estensione approssimativa di ottanta ettari. In mostra c’erano le ventisette razze indiane allevate e protette dai membri della math.

C’erano inoltre mostre di attrezzature e macchine a traino animale; articoli domestici basati sull’urina di mucca; prodotti medicinali derivanti dall’urina e dallo sterco di mucca e prodotti di bellezza; sculture e quadri sul tema della mucca e pezzi teatrali, musica ed altre forme d’intrattenimento basate sulla mucca. La nostra guida turistica e presidente della Ramachandrapura Math, M.K. Janardan ci ha mostrato alcune riproduzioni di dipinti ISKCON di Krishna che erano nella sala della mostra. Disse che i membri della math vedevano Sri Krishna come un pastorello ed un esempio da essere seguito. Quando il Gou Sammelan finì, Shree Raghavesvara Bharati Swamiji annunciò la costruzione della più alta statua del mondo di Sri Krishna davanti alla math per sottolineare il successo dell’avvenimento.

Contributo Spirituale

Balabhadra dette due lezioni di cui una davanti a mille persone. Enfatizzò la visione di Srila Prabhupada sulla protezione della mucca. “Un intervento assolutamente straordinario,” disse Sunil Mansingha, responsabile di una delle sessioni del simposio. “Per la prima volta, un intervento dedicato esclusivamente all’aspetto spirituale della mucca. Mi sento molto incoraggiato grazie al vostro insegnamento.” Il signor Mansingha è anche il coordinatore del Govigyn Anusandhan Kendra di Nagpur, un’organizzazione che fa ricerca scientifica sull’efficacia e l’uso dello stero e dell’urina della mucca per la preparazione di medicinali ed altri prodotti.

Successivamente Balabhadra ha ricevuto un riconoscimento per il suo contributo spirituale. Balabhadra invitò i devoti delle varie fattorie ISKCON a presenziare alla conferenza. Tra i devoti presenti c’erano Govindanandana Dasa e Radha Kanta Dasa della fattoria ISKCON in Ungheria e Hrimati Dasi con il dottor Nanda Krishna dell’ISKCON di Mayapur in India. Apparvero molti articoli di stampa dedicati a Balabhadra e ai devoti che l’accompagnavano. “L’ISKCON completamente impegnata nella protezione della mucca”, fu il titolo di un articolo che apparve in alcuni giornali a seguito di una conferenza stampa di trenta minuti tenuta in cui Balabhadra mostrava il suo braccio tatuato con una mucca indiana e con i piedi di loto del Signore Nityananda.

Radha Kanta, Govindanandana ed io apparimmo in alcuni giornali come “esperti ungheresi e americani che hanno operato nel campo della protezione della mucca e dell’agricoltura biologica.” Ci furono perfino delle persone che vennero a chiederci un autografo dicendo che ci avevano visto in televisione. Fummo compiaciuti di essere lì in rappresentanza di Srila Prabhupada, di Sri Krishna e dell’importanza della protezione della mucca. Lasciammo la Vishwa Gou Sammelan ricordando ancora una volta la cultura indiana in cui la maggioranza della popolazione considera la mucca sacra e non carne per i loro hamburger. L’associazione di migliaia di persone venute alla Ramachandrapura Math per onorare la mucca ci ha aiutato ad affrontare la difficile sfida di presentare la protezione della mucca in occidente.

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