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Prasadam 02

Krishna Prasadam

Uno dei servizi pubblici più importanti del movimento per la coscienza di Krishna è l'organizzazione di feste; d'abitudine esse sono: la Festa della Domenica che consiste in una conferenza, magari uno spettacolo teatrale e canti, e la celebrazione di qualche evento speciale, come la nascita di Sri Krishna o di Sri Caitanya Mahaprabhu. Ma il cuore di tutte le feste della Domenica è una festa di krishna-prasada, cibo vegetariano offerto a Krishna. Questo è fin dall'inizio il progetto originale della Festa della Domenica così come l'ha concepita e organizzata Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, Fondatore-acarya del Movimento Hare Krishna. Le prime Feste della Domenica si svolsero a New York e si chiamavano Feste dell'Amore.

Ora, venticinque anni dopo, vengono organizzate in tutti i centri Hare Krishna di tutto il mondo. Ma la sostanza è cambiata poco: il cibo viene offerto a Krishna con amore e con amore viene distribuito dai Suoi devoti. Chiunque mangi questo cibo - che da cibo ordinario si è trasformato in spirituale - può riempirsi di amore per Dio e per tutte le Sue creature. Il prasada è un potente purificatore spirituale. Come dice Krishna nella Bhagavad-gita, i devoti del Signore vengono sollevati dalle reazioni dei loro peccati perché mangiano prasada. Chi cucina solo per il proprio piacere dei sensi 'in realtà mangiano solo peccati.' Un grande scrittore (e vegetariano) britannico ha scritto "sei ciò che mangi." Anche i vegetariani generano reazioni negative se non offrono il loro cibo a Dio con devozione. Le reazioni peggiori derivano dal nutrirsi di animali macellati - soprattutto la mucca che Krishna dice essere molto preziosa e cara a Lui.

Mangiare carne di mucca coinvolge anche chi mangia nell'assassinio dell'animale. Anche le piante e i frutti - i cibi che Dio ha dato per l'alimentazione umana - devono essere sacrificati prima di essere mangiati. Per questo, prima di mangiare, dobbiamo offrire il cibo a Krishna. Quando mangiamo cibo di questo genere, i nostri peccati vengono lavati via, e noi sviluppiamo amore per Dio. Anche nelle relazioni materiali il cibo viene offerto con amore. La madre cucina e offre con amore il cibo per i figli. Lo scambio di cibo fra amici è uno dei più diffusi scambi di affetto. E allora perché mai non offrire il cibo all'amico più caro, Krishna? L'offerta del cibo a Krishna aumenta la devozione: "Ti prego Krishna accetta questo cibo. Ci hai dato le piante, i frutti, le verdure come cibo e vorremmo offrirti questo." Per quanto Dio non abbia mai fame e non abbia alcun bisogno di mangiare le nostre piccole offerte, Egli apprezza l'espressione d'amore dei Suoi devoti. E così quando Gli offriamo con amore del cibo Krishna è molto contento. Supponiamo che un padre procuri tutto il cibo per la famiglia. Se il figlio più piccolo, in modo spontaneo, desiderasse dare un po' del cibo del proprio piatto al padre, il padre sarebbe molto contento. Anche se procura da mangiare a tutta la famiglia, il padre è contento dei sentimenti del figlio.

Così Krishna, il Padre Supremo, apprezza le offerte dei Suoi figli. Ma per far piacere a Krishna in questo modo bisogna sapere ciò che gradisce. Egli lo spiega nella Bhagavad-gita: "Se qualcuno mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell'acqua, Io accetterò la sua offerta" (B.G. 9.26). Quando si offrono con amore cibi così semplici accompagnati da latte e cereali, la Persona Suprema è soddisfatta. Invece cibi orrendi e intoccabili come la carne non possono essere offerti a Dio. E per evitare di mangiare alimenti non offerti in sacrificio, bisogna offrirGli cose che in effetti mangerà. I resti di queste offerte hanno un enorme valore spiriluale, come testimoniano molti episodi dei tempi vedici. Lo Srimad-Bhagavatam, per esempio, racconta che il grande saggio Narada Muni intraprese inizialmente il sentiero della vita spirituale assaggiando semplicemente un po' di prasada dal piatto di alcuni devoti del Signore.

Anche nel grande testo classico del sedicesimo secolo, la Sri Caitanya-caritamrita, è descritta una cosa simile. Sri Caitanya trascorse gran parte della Sua vita a Jagannatha Puri, città santa di pellegrinaggio. Ogni anno i Suoi devoti che risiedevano in Bengala, avrebbero compiuto a piedi il lungo viaggio per andare a trovarLo. Il devoto che si occupava delle necessità dei pellegrini era sempre Sivananda Sena. Un anno Sivananda Sena condusse i pellegrini fuori dal Bengala e un cane li seguì. Sivananda Sena era molto tenero di cuore e pensò che un'altro essere vivente voleva andare con loro a fare visita al Signore Caitanya. Si prese cura del cane per tutto il viaggio, e ogni sera gli dava un po' del suo riso. Quando un barcaiolo gli disse che per portare a bordo anche il cane avrebbe dovuto pagare il biglietto anche per lui, Sivananda pagò.

Un giorno Sivananda fu coinvolto in una lunga discussione con un militare che volle vedere i suoi documenti e fargli un sacco di domande. Quando fu di ritorno all'accampamento, Sivananda chiese se avevano dato il riso al cane, e il servo rispose che se ne era dimenticato. Chiese allora dove fosse l'animale, ma il cane se ne era già andato, e Sivananda inviò degli uomini per cercarlo. Sentendosi responsabile nei confronti del cane, digiunò per solidarietà. Il mattino seguente il cane non era ancora tornato ma la comitiva doveva proseguire per Jagannatha Puri. Tutti i pellegrini erano attoniti nel vedere che Sivananda Sena si era tanto affezionato all'animale. Quando i pellegrini giunsero finalmente a Jagannatha Puri, andarono subito a visitare Sri Caitanya. Sri Caitanya li condusse a vedere il Signore Jagannatha e quindi Si sedette per dividere con loro il prasada offerto al Signore. E ancor più sorpresi furono i pellegrini e Sivananda stesso quando videro che il cane sedeva lì con loro.

Il Signore Caitanya con la mano dava da mangiare della polpa di cocco al cane. Mentre imboccava il cane, Sri Caitanya gli diceva di cantare Hare Krishna, e il cane Gli rispondeva dicendo "Krishna Krishna" e poi mangiava. Sivananda pensò che era meraviglioso. Il giorno dopo il cane era scomparso, ma questa volta i pellegrini capirono che non se ne era andato via. Capirono che avendo accettato il prasada da Sri Caitanya, il cane aveva ricevuto un corpo spirituale ed era andato nel mondo spirituale. La compassione di Sivananda Sena e la misericordia di Sri Caitanya avevano portato il cane alla perfezione spirituale. Se perfino un cane può dire 'Krishna' e prendere un corpo spirituale mangiando Krishna prasada, anche le nostre vite possono senza dubbio cambiare. Nella filosofia della coscienza di Krishna si consiglia a tutti di offrire ciò che si mangia a Dio. Per esempio, si può fare, a casa, un piccolo altare con una foto di Srila Prabhupada e di Sri Caitanya o di Krishna e mettere davanti il cibo vegetariano che si è cucinato dicendo una preghiera.

Si può dire: Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. In questo modo la nostra vita sarà felice e piena di pace, e noi svilupperemo sempre più amore per Dio.

Bhagavad-gita: Il verso del giorno

  • Bhagavad-gita cosi' com'e' - Il Verso di Oggi e': B.G. - 02.59

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